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Come diventare fotografo professionista e lavorare con la fotografia

Diventare fotografo è un’idea che affascina. Si tratta di una professione che permette di esprimere la propria creatività, di viaggiare, di conoscere nuove persone, e, come vedremo, non richiede ingenti investimenti per iniziare rispetto ad altre tipologie d’attività.

In questa guida vedremo tutto ciò che c’è da sapere per iniziare la professione del fotografo e ciò che bisogna fare per aprire uno studio fotografico, non tralasciando aspetti quali: attrezzatura necessaria, l’importanza del personal branding, le possibili certificazioni conseguibili e i guadagni che si può ottenere svolgendo la professione.

Diventare fotografo: premessa

Prima dell’arrivo della fotografia in digitale, la professione del fotografo era riservata a pochi. Ai tempi era necessario disporre di sofisticate attrezzature e ambienti idonei, uno su tutti la camera oscura per lo sviluppo delle fotografie.

Oggi lo sviluppo delle foto è un’operazione più semplice ma è anche vero che per avere successo come fotografo, sono necessarie diverse abilità e competenze, alcune delle quali esulano dal semplice scatto fotografico: competenze in marketing, competenze digitali, spirito imprenditoriale, necessità di formazione continua.

Bisogna altresì considerare che fino a non molti anni fa, il fotografo era colui da contattare per qualsiasi tipologia di foto, oggi, anche uno smartphone di buona qualità permette di ottenere ottimi scatti e pertanto il fotografo viene contattato solo in situazioni ed eventi particolari.

Tutto ciò ha portato la professione ad evolversi specializzandosi in ambiti dove non basta uno smartphone o una semplice fotocamera per ottenere un determinato risultato.

Come si diventa fotografo professionista

La carriera del fotografo professionista può svilupparsi in molti modi. In molti iniziano il percorso come freelance, anche molto giovani, proponendosi come fotografi per feste di compleanno, di laurea, ed eventi ricorrenti.

Con il tempo poi, pian piano il percorso si evolve, talvolta il lavoratore apre uno studio fotografico in proprio, talvolta trova occupazione presso studi di fotografia già avviati.

Ciò che accumuna tutti i fotografi è la tendenza a specializzarsi in un ambito ben preciso. Ad esempio:

  • Fotografo di matrimoni,
  • Fotografo di moda,
  • Fotografo di prodotti,
  • Fotografo di paesaggi,
  • Fotografo aziendale,
  • Fotografo per influencer,
  • Foto reporter,
  • Fotocronista.

A prescindere dalla specializzazione, si tratta di un lavoro creativo e divertente. La concorrenza non manca, soprattutto in alcune delle suddette categorie; tuttavia, il mercato non è saturo e le opportunità non mancano.

È possibile, tra l’altro, anche diventare fotografo senza titolo studio, almeno all’inizio, lavorando da casa, guadagnando pian piano le risorse necessarie per crescere. Vediamo quindi qual è il percorso che in ultimo porta ad aprire uno studio fotografico:

Studiare fotografia

Creatività, empatia e talento proprio non dovrebbero mancare, ma sebbene non obbligatorio, la quasi totalità dei fotografi professionisti ha frequentato più d’un corso di formazione acquisendo le giuste competenze per esercitare la professione.

Molto utile in tal senso sarebbe farsi guidare da un fotografo professionista che possa ricoprire il ruolo di mentore.

Non mancano le opportunità di formazione tra: scuole, Università di fotografia e corsi. Ad esempio, la Rome University of Fine Arts, permette di conseguire diverse certificazioni dal: Diploma Accademico, fino ai master di alta formazione.

Similmente: Accademia Italiana propone corsi di laurea in fotografia, a Roma e Firenze.

Non mancano altresì possibilità di apprendere nozioni e tecniche di fotografia gratuitamente, anche online, ad esempio, iscrivendosi ad un MOOC oppure frequentando uno stage o un tirocinio presso uno studio fotografico.

Attrezzature

L’investimento nella fotocamera e in tutta una serie di strumenti all’inizio può spaventare. Un fotografo professionista che si rispetti, non può prescindere da un’attrezzatura adeguata che permette la realizzazione di un prodotto finale di alta qualità.

Il primo acquisto è generalmente il corpo macchina. La spesa è variabile, ma anche acquistando un corpo macchina usato, bisogna mettere in conto una spesa tra i 1.500 e i 5.000 EUR.

A seconda della tipologia di foto, bisogna poi acquistare degli obiettivi. Anche qui le tipologie non mancano (grand angolo, tele obiettivo, fisheye, macro) e i prezzi sono variabili, dai 8-900 EUR fin oltre i 2.000 EUR. Corpo macchina e obiettivo sono solo i primi investimenti.

Uno studio fotografico dispone altresì di un adeguato impianto d’illuminazione (strobo, luci), di varie tipologie di cavalletti, e di buone attrezzature informatiche PC e software per il lavoro di post produzione.

Fare pratica

Come si diventa fotografi? Studiare fotografia, significa formarsi continuamente, iniziare a fotografare sin da subito, disporre di attrezzature adeguate e tanta pratica.

Si tratta quindi: di affinare continuamente le proprie abilità, prendere confidenza con le attrezzature e con i software per la post produzione.

Fare il fotografo vuol dire esercitarsi ogni giorno, mettere in pratica le nuove tecniche apprese, immortalando paesaggi, soggetti, oggetti, che possano rimanere impressi e suscitare emozioni nell’osservatore.

Specializzarsi

Come anticipato, fare il fotografo porta sin da subito a dover scegliere in quale ambito specializzarsi. Se il sogno è diventare fotografo per il National Geographic, passione per i viaggi, per la natura e gli animali proprio non dovrebbero mancare.

Se diversamente si desidera lavorare nel settore del marketing, si può pensare di specializzarsi nella fotografia dei prodotti, proponendosi così alle numerose imprese che hanno una crescente esigenza di fotografi in grado di esaltare visivamente i prodotti.

O ancora, l’aspirante fotografo può pensare di trovare collocazione nel mondo dei reportage diventando un fotoreporter, o lavorare come fotografo di matrimoni ed eventi.

Partita Iva

Una volta deciso di voler far diventare la passione per la fotografia un lavoro, scelto l’ambito e acquisite le competenze, non resta che aprire la partita iva, così da poter emettere regolare fattura.

Il codice attività (ATECO) per l’attività di fotografo è il 74.20.19. Contattare un commercialista permette di aprire in tempi brevi la partita Iva, in genere a regime forfettario, e le posizioni INPS e INAIL.

L’apertura della partita iva è gratuita. Il regime forfettario è l’ideale per chi conta di non fatturare più di 65.000 EUR, grazie alla tassazione ridotta e al non obbligo di fatturazione elettronica.

Creare un portfolio

Disporre di un portfolio sia in formato digitale che stampato, è una delle tante tecniche di personal branding da mettere in atto.

Grazie al portfolio, il fotografo dispone di uno strumento cruciale per mostrare il proprio talento e i lavori realizzati. Il portfolio andrebbe sempre tenuto in ordine e aggiornato costantemente man mano che si svolgono nuovi lavori.

Social media e il sito web

Importante tanto quanto poter ricevere i clienti in uno studio fotografico, risulta la presenza online. Contattare un’agenzia commissionando la realizzazione di un sito web e creare più account sui social network è praticamente imprescindibile.

Il sito web è una vetrina importante, dove caricare il portfolio, ma anche i propri riferimenti per essere contattati, ed eventualmente una sezione blog dove fornire utili consigli è da considerarsi un plus.

Mostrare alcuni scatti sui social network è altresì importante. In questo modo si acquisiranno nuovi follower e potenzialmente nuovi clienti.

Tra i social network più utilizzati dai fotografi si annoverano: Instagram, Pinterest e LinkedIn.

Il sito web, unito alle pagine social, in definitiva sono oggi strumenti imprescindibili per iniziare a costruire la propria reputazione online.

Networking

Chi ambisce a far diventare la propria passione per la fotografia un lavoro, non può prescindere dal networking. Si intendono le numerose buone pratiche finalizzate a conoscere altri fotografi e professionisti del settore.

È possibile, ad esempio, partecipare a meeting di fotografia, unirsi ad associazioni di fotografi professionisti ed esporre le proprie foto alle mostre.

Un buon rapporto con i colleghi, in questo settore, come in altri, è benefico per la propria attività.

Conoscenza delle norme e delle leggi

Il fotografo non è certo tenuto a conoscere tutto il codice civile e le leggi, ma la conoscenza delle norme che disciplinano il diritto d’autore, contenute nel Libro Quinto del Lavoro, capitolo IX, Capo I, possono essere estremamente utili per il lavoratore il quale così saprà bene come muoversi e a quali norme fare riferimento per la divulgazione e la tutela delle opere fotografiche realizzate.

Fare il fotografo: abilità e competenze necessarie

Oltre alle competenze verticali, date dai corsi di formazione e perfezionamento, oltre alle attrezzature imprescindibili per svolgere la professione, oltre che tutta una serie di attenzioni e conoscenze in marketing e comunicazione, il fotografo professionista per avere successo deve lavorare altresì al potenziamento delle proprie soft skills:

Abilità artistiche e creative

La fotografia, in tutte le sue forme, è anche arte e creatività. Che si tratti di un fotografo freelance, o di un fotografo dipendente presso uno studio fotografico, la capacità di suscitare nell’osservatore dell’opera fotografica un serie di emozioni positive è un aspetto importante e raggiungibile solo se si riescono a combinare al meglio le conoscenze tecniche ad abilità innate e soft.

Capacità comunicative

L’insieme delle competenze comunicative ad esempio: saper ascoltare e riuscire a comprendere le esigenze dei clienti, sono due tra le tante abilità fondamentali per un fotografo, il quale impiega parte della giornata lavorativa confrontandosi ed interagendo con i clienti.

Più il fotografo riesce a entrare in sintonia con i richiedenti, meno tempo impiegherà per comprendere le aspettative di questi ultimi.

Lavorare sotto pressione

Alcuni fotografi, ad esempio coloro specializzati in matrimoni, comunioni e battesimi, ma anche fotografi di moda o di sport, sanno bene che spesso si ritrovano a lavorare sotto pressione.

Le scadenze ravvicinante e le giornate fatte di piccoli ma determinanti momenti possono causare stress e apprensione.

Pertanto, il fotografo professionista dovrebbe sin da subito riuscire a gestire al meglio la pressione, non lasciando che questa possa compromettere la qualità delle foto.

Saper lavorare da soli e con un team

Il lavoro del fotografo è per alcuni aspetti molto particolare poiché intervalla momenti, se non giornate, di lavoro in completa solitudine, ad esempio durante la fase di editing e post produzione, a giornate in contatto con il pubblico, ad esempio durante un matrimonio o una sfilata di moda, a giornate da trascorrere con altri professionisti, coordinando il lavoro.

In quest’ultimo caso si pensi quando il fotografo è inserito in un progetto più ampio, dove sono coinvolte altresì figure quali: video maker, grafici, addetti al marketing. A seconda della situazione, dunque, il professionista è bene sappia come lavorare al meglio riuscendo ad muoversi in ogni momento e situazione differente.

Curriculum fotografo: come scriverlo

Dopo aver acquisito tutte le competenze necessarie, la carriera del fotografo, come anticipato può evolversi in diversi modi.

Ci si può specializzare in un ambito e decidere di lavorare in proprio aprendo uno studio fotografico, oppure iniziando da casa come freelance.

Diversamente in molti preparano un curriculum e una lettera di presentazione da inviare a una o più agenzie di fotografie.

Fermo restando che sono valide tutte le attenzioni necessarie per redigere un curriculum vincente e una lettera di presentazione efficace, sicuramente per questa tipologia di lavoro è possibile distinguersi ed essere particolarmente creativi.

Ad esempio, abilità in storytelling possono essere molto importanti per distinguersi da altri curricula e per vendere le proprie capacità.

È importante, inoltre che il curriculum di un fotografo presenti e riporti in dettaglio:

  • Il numero di eventi a cui si è partecipato;
  • Programmi di editing conosciuti;
  • Eventuali pubblicazioni;
  • Attrezzatura in proprio possesso;
  • Certificazioni;
  • Corsi di aggiornamento.

A questi punti, allegare un riferimento al proprio portfolio e alle pagine social è altresì determinante.

Quanto guadagna mensilmente un fotografo?

Infine, proviamo a stimare i guadagni di un fotografo professionista. A seconda degli anni di esperienza e della specializzazione, le entrate possono essere molto variabili.

Se è abbastanza semplice stimare guadagni dai 1.100 EUR fino ai 1.300 EUR lo stipendio medio di un fotografo dipendente e agli inizi presso un’agenzia fotografica, ben diverso e più complesso risulta stimare i possibili guadagni di un lavoratore autonomo.

In linea di massima, un professionista riconosciuto e affermato, può riuscire ricavare elevati profitti dai propri scatti fotografici, arrivando a guadagnare anche 5.000 EUR ogni mese.

Sono l’esperienza, la capacità di lavorare meglio rispetto ad altri e il saper intercettare la giusta nicchia di mercato a determinare il successo.

Un fotografo di prodotti, presso una grande azienda di marketing e comunicazione, ad esempio, può vedersi lautamente riconosciuto il proprio lavoro.

Diversamente un fotografo alle prime armi, impegnato principalmente in foto per battesimi, feste di laurea o di compleanno, deve accontentarsi di compensi meno elevati.

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