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Capire se lo stage è quello giusto

Il tirocinio extracurriculare o stage è un’opportunità per un giovane neodiplomato o neolaureato finalizzata ad entrare a far parte del mondo del lavoro. A differenza dell’apprendistato, il tirocinio non ha lo scopo di far apprendere un mestiere specifico, ma al contrario, ha una funzione esplorativa la quale consente al lavoratore di valutare un’attività senza alcun obbligo di proseguirla.

Ad oggi il contratto di tirocinio è considerato come uno dei metodi più efficaci per apprendere nuove conoscenze e mettere i mostra le proprie abilità e talenti , tuttavia, al contrario di quanto succede negli Stati Uniti, dove secondo la National Association of College and Employers il 59% dei tirocinanti riceve un’offerta di lavoro, in Italia la situazione è ben diversa.

Come evidenziato infatti da Cristina Tajani, assessore alle Politiche del lavoro del comune di Milano e da Eleonora Voltina, direttrice de “La Repubblica degli Stagisti” gli stage in Italia sono mal monitorati e un giovane ha una probabilità di assunzione molto bassa, pressoché nulla.

In questo articolo, si vedrà quindi, come capire se lo stage è quello giusto, quali aspetti considerare prima di sostenere un’esperienza che in molti casi comporta un trasferimento e un esborso economico, considerato che la retribuzione mensile in caso di tirocinio extracurriculare può al massimo essere di 600 EUR.

Quali domande porre durante un colloquio per uno stage

Individuare la giusta opportunità di tirocinio o stage, permette all’aspirante lavoratore di valutare se l’opportunità offerta può evolversi in una concreta possibilità di lavoro. Durante la fase di colloquio, può essere utile porre le seguenti domande:

  • Quali sono le opportunità di sviluppo professionale riservate ai tirocinanti in questa organizzazione?

La domanda permette di comprendere in che modo sono valutati gli stagisti nell’azienda, se come potenziali futuri lavoratori o come persone di passaggio.

  • Quali sono le mansioni attribuite al tirocinante?

Sapere di cosa si occupano i tirocinanti nell’azienda è altresì un buon metodo per valutare il reale interesse verso tale categoria di lavoratore.
In base a quali risultati è valutato positivamente il tirocinante? Se l’azienda ha un programma stabilito utile per valutare i risultati di un tirocinante, significa che prende seriamente in considerazione l’ipotesi di assumere il lavoratore.

  • Qual è la retribuzione?

Sapere la retribuzione è un diritto e porre tale domanda non dovrebbe essere motivo di imbarazzo. Lo stage prevede un rimborso spese per lo stagista quando si configura come extracurricolare. L’importo minimo è di 300 EUR lordi mensili, tuttavia la decisione spetta alle regioni e alle province autonome. Ad esempio, un tirocinio sostenuto a Bolzano permette di ricevere un rimborso minimo di 640 EUR (il più alto in Italia) a Palermo di soli 300 EUR (il più basso in Italia).

Come valutare se uno stage o tirocinio conviene

Prima ancora di sostenere un colloquio presso un’azienda per una posizione da stagista o tirocinante, il consiglio è di effettuare alcune verifiche:

  • Controllare la reputazione sul web dell’azienda

Internet permette di conoscere importanti aspetti riguardo un’azienda, basterà infatti fare una ricerca utilizzando Google e LinkedIn per comprendere come l’azienda si rapporta ai propri dipendenti, la trasparenza ed eventuali recensioni lasciate dai clienti.

  • Valutare quanto le aziende investono in formazione

Sapere quanto l’azienda reputa importanti i percorsi di formazione aiuta a comprendere quale considerazione hanno verso i tirocinanti. È probabile che un’azienda dedita alla formazione permanente dei propri dipendenti, abbia le medesime attenzioni verso i tirocinanti, non relegandoli a compiti generici o di bassa manovalanza, ma cercando di valorizzare le competenze conseguite durante il percorso di studi dall’aspirante lavoratore.

Quando il tirocinio non è un’opportunità

Il tirocinio giusto non ha una definizione universale, al contrario dipende dalle ambizioni e dalle aspettative dell’aspirante lavoratore. In generale uno stage o un tirocinio, dovrebbe effettivamente essere un’opportunità di sviluppo professionale per un lavoratore, qualora non fosse previsto alcuno sbocco lavorativo, il consiglio è di cercare altrove.

Trovare un’azienda che offre un tirocinio, in realtà, non è molto difficile. Il numero di tirocinanti che un’azienda può avere in organico dipende dalla grandezza della stessa. In particolare, un’azienda:

  • Con un massimo di 5 dipendenti assunti può avere solo un tirocinante;
  • Se ha tra i 6 e i 20 dipendenti può avere fino a due stagisti in contemporanea;
  • Quando il numero dei dipendenti è superiore a 20, il 10% di questi può essere un tirocinante.

Sebbene il tirocinio sia previsto per legge, a volte, soprattutto le grandi aziende, consapevoli di essere ambite dai lavoratori prevedono dei concorsi o contest nei quali si richiede ad un giovane di lavorare ad un progetto o un’idea specifica, a costo zero, ma con la speranza di accedere ad uno stage e di conseguenza trovare un’occupazione.

Quando si verifica il suddetto scenario, un giovane aspirante lavoratore dovrebbe attentamente valutare la convenienza nel lavorare ad un progetto non retribuito, mettendo a disposizione le proprie competenze e creatività, senza alcuna retribuzione o certezza.

Il consiglio è di diffidare di tali concorsi, soprattutto quando provengono da aziende poco conosciute ed affermate sul mercato.

Come riconoscere un tirocinio di qualità

Il Consiglio dell’Unione europea attraverso la raccomandazione del 10 marzo 2014, ha invitato gli Stati Membri ad implementare nelle rispettive legislazioni una serie di misure finalizzate a migliorare la qualità dei tirocini extracurriculari.

Come evidenziato nella raccomandazione, l’esigenza di migliorare l’offerta e la qualità dei tirocini extracurriculari è dovuta dal fatto che gli stage, troppo spesso, relegano il lavoratore a mansioni di basso livello, ad orari troppo lunghi di lavoro e prevedono una retribuzione bassa se non nulla.

Per questo motivo, il Consiglio dell’Unione europea ha ribadito l’importanza del tirocinio, inteso come un periodo di tempo nel quale il lavoratore può acquisire un’esperienza pratica e professionale volta a migliorare l’occupazione e a facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.

A quali principi e criteri deve sottostare un rapporto di stage o tirocinio

L’accordo deve essere stipulato in forma scritta

L’accordo tra le parti deve specificare la durata, gli obiettivi formativi, i diritti e gli obblighi del tirocinante e del datore di lavoro.

Essere finalizzato all’acquisizione di competenze appropriate

Il tirocinio deve avere l’obiettivo di promuovere la crescita e la formazione del tirocinante, inoltre i soggetti ospitanti devono assegnare un tutor o supervisore che monitori e valuti i progressi dello stagista.

Condizioni di lavoro

Il tirocinante deve beneficiare dei diritti e delle condizioni contenuti nel diritto nazionale ed emanate dall’Unione Europea. I contratti stipulati devono quindi prevedere i riposi, le ferie, una giusta indennità e coprire eventuali infortuni o malattie.

Durata ragionevole

La durata di uno tirocinio non deve superare i 6 mesi. In caso di proroga di tale periodo devono sussistere valide motivazioni. Come riportata nella raccomandazione, i tirocini in 24 Paesi europei hanno una durata massima superiore alla soglia di 6 mesi.

Certificazione

Dopo aver sostenuto il tirocinio, l’esperienza deve essere convalidata e certificata mediante un documento che attesti le competenze, le abilità e le conoscenze acquisite. Solo 7 Paesi in Europa dispongono di un adeguato sistema di riconoscimento delle ore sostenute dal tirocinante.

Condizioni contrattuali chiare e definite

Gli annunci di lavoro riservati ai tirocinanti dovrebbero riportare tutte le informazioni inerenti alla tipologia di lavoro, il compenso, la copertura assicurativa. È compito dei soggetti ospitanti, inoltre, informare riguardo le politiche di assunzione attuate dall’azienda.

La raccomandazione, infine, oltre i punti sopra citati, invita a:

  • Favorire la mobilità oltre i confini nazionali da parte dei tirocinanti;
  • Incrementare l’offerta di tirocinio mediante l’utilizzo dei fondi di investimento europeo. In particolare, la Youth Employment Initiative

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