Lavori socialmente utili e terzo settore

Il mondo del lavoro non è solo grandi aziende e ricerca spasmodica di un posto fisso dove avere uno stipendio sicuro e dignitoso. Chiaramente molti degli sforzi che ognuno di noi compie nella ricerca di un’occupazione sono rivolti in quel senso, ma durante il percorso di ricerca, ci potremmo talvolta imbattere in esperienze molto intense dal punto di vista emotivo, che possono poi trasformarsi in un lavoro vero e proprio, o aprire le porte ad alcune posizioni lavorative.

Questo è il caso dei lavori socialmente utili, o ancora dei lavori nell’ambito del terzo settore. Lavori che spesso non sono considerati tali, per via della loro ampia richiesta di manodopera volontaria, ma come vedremo non è sempre così, e può capitare di trasformare queste esperienze in lavori a tutti gli effetti.

Vediamo allora di conoscere meglio questo mondo e come si sviluppano le sue possibilità d’impiego.

Lavori socialmente utili: cosa sono?

L’istituto dei lavori socialmente utili è stato inserito nell’ordinamento italiano nel 1981, al fine di offrire a tutti quei lavoratori temporaneamente inoccupati, un’attività che potesse essere di pubblica utilità. Questo tipo di lavori sono tra i più banali ma importanti che si possano immaginare: si va dallo sfalcio d’erba nelle zone pubbliche, fino all’assistenza nelle mense e nei convitti per i senza tetto. Sono lavori che si possono fare in qualsiasi caso, e che non hanno necessità di particolari formazioni specifiche ma hanno bisogno solo di buona volontà e impegno. Proprio per questo motivo, spesso i lavori socialmente utili sono svolti da personale totalmente volontario, che quindi non percepisce alcun tipo di compenso per il servizio.

Vi sono però delle fattispecie che consento e garantiscono una forma di compenso, esclusivamente nelle condizione di lavoratori disoccupati e in mobilità che decidono di svolgere mansioni socialmente utili appoggiandosi a qualche associazione.

Lavoratori Asu

La fattispecie dei lavoratori Asu è proprio quella relativa a personale al momento disoccupato che decide di svolgere lavori di pubblica utilità durante il periodo di distacco forzato dal lavoro. Inizialmente istituito nel 1981 per il solo mezzogiorno d’Italia, esteso nel 1984 a tutta la penisola, questa possibilità, ha visto ampliarsi il proprio bacino di percettori per tutti gli anni 90, subendo una drastica contrazione negli ultimi anni.

Attualmente in Italia, sono appena meno di 10 mila le persone che sfruttano questa opportunità, e l’intero finanziamento per il piano sociale ammonta a soli 70 milioni di euro.

L’assegno per questa forma di disoccupazione attiva, è di 580,14€ lordi mensili e possono accedere al programma le seguenti tipologie di lavoratori:

  • lavoratori in cerca di prima occupazione
  • disoccupati iscritti da più di due anni nelle liste di collocamento
  • iscritti nelle liste di mobilità che non percepiscono l’indennità
  • I lavoratori percettori di trattamenti previdenziali (mobilità, CIGS, o altro trattamento speciale di disoccupazione)

Resta però da dire come questa possibilità sia in costante diminuzione, andando fino all’esaurimento, soppiantata da altre politiche attive del lavoro. Al momento vi sono ancora 7 regioni in tutta Italia con lavoratori Asu attivi.

Il mondo del terzo settore

Lavoro volontari terzo settore

Un discorso a parte merita il mondo del terzo settore che ha organizzato in maniera strutturata tutto quello che ruota attorno ai lavori socialmente utili e al volontariato. Non tutti abbiamo in mente in maniera precisa cosa sia il terzo settore e come si sviluppino i progetti lavorativi connessi a questo.

Si parla di associazioni conosciute come ad esempio Greenpeace, la Croce Rossa, Medici senza Frontiere e Save the Children. Queste sono solo le più conosciute ed apprezzate a livello globale, ma ve ne sono davvero tante che hanno continuo bisogno di sostegno, sia economico che nel personale impiegato.

Chi volesse intraprendere una carriera nelle organizzazioni di questo tipo deve sapere che si troverà di fronte ad un percorso lungo, dove la tenacia e la convinzione in quello che si fa è fondamentale per il proseguo di una carriera in quell’ambito. Per arrivare a lavorare in maniera totalmente retribuita nel terzo settore, bisogna necessariamente avere alle spalle esperienze di volontariato varie e lunghe, senza le quali non si viene presi in considerazione per ricoprire posti retribuiti.

Essendo tutte società e associazioni senza scopo di lucro, chi opera nel terzo settore ha l’obbligo di reinvestire totalmente i proventi delle donazioni o delle attività, e uno dei modi è quello di assumere figure specifiche che possono migliorare tutte le attività connesse al funzionamento di una di queste associazioni. Ma come appena accennato il percorso è spesso lungo e dispendioso per un potenziale candidato, in quanto si deve giocoforza accettare un lungo periodo di lavoro non retribuito.

Ma quali sono nello specifico i lavori che si possono applicare al mondo del terzo settore e che sono d’interesse per chi desidera intraprendere una carriera come questa?

I lavori nel Terzo Settore

Come altre organizzazioni e società anche chi è impegnato nel terzo settore ha bisogno di manodopera continua per progredire nei propri intenti e attuare i progetti prefissati.

Il personale attivo nelle associazioni del terzo settore si divide in maniera piuttosto netta tra quello trasversale, che sovrintende all’organizzazione di tutta la struttura, e quello specialistico, che invece agisce maggiormente sul campo e si occupa delle mansioni che sono il fulcro degli obiettivi da raggiungere.

Figure professionali trasversali

Come dette queste sono figure fondamentali, perché mettono l’associazione nelle condizioni di perseguire i propri obiettivi in maniera concreta. Vediamo alcuni esempi di figure professionali di questo tipo:

  • Project Manager :una figura che si pone come responsabile della stesura e dell’organizzazione dei progetti. Il suo scopo è trovare progetti che possano realmente essere una leva per il cambiamento sociale e il miglioramento delle condizioni di chi viene aiutato tramite l’associazione, e per fare questo il PM si occupa di ogni fase del percorso, dalla sua ideazione fino alla presentazione ai potenziali finanziatori. Inoltre è fondamentale la sua opera di organizzazione delle varie componenti che si devono interfacciare tra di loro per la realizzazione materiale degli obiettivi
  • Addetto alla comunicazione: Spesso è una figura inserita inizialmente come stagista, e non prettamente proveniente dal mondo del volontariato. Deve saper gestire tutto quello che concerne la comunicazione con l’esterno dell’organizzazione no profit, dalla redazione dei comunicati stampa alla gestione degli eventi programmati.
  • Fundraiser: Probabilmente la figura centrale e di maggiore importanza tra quelle trasversali che sovrintendono al funzionamento dell’associazione. Deve essere una persona estremamente portata per le relazioni interpersonali. Il suo compito è quello di far pervenire un continuo flusso di finanziamenti all’associazione, facendo leva sulle attività svolte e sui contatti sviluppati nel tempo. Fino a poco tempo fa non esistevano corsi preparatori a questo tipo di attività, ma recentemente hanno iniziato ad essere proposti percorsi di studio adatti per chi vuole intraprendere questa strada, che nella maggior parte dei casi porta anche ad assumere la carica di presidente della no profit.
  • Responsabile dei programmi: una figura in qualche maniera simile a quella del project manager, ma che si concentra maggiormente sull’aspetto più pratico delle attività. Il suo compito principale è quello di monitorare lo svolgimento delle campagne, coordinare i volontari e presentare i risultati ottenuti attraverso di esse.
  • People raiser: si tratta molto semplicemente di un reclutatore, una figura il cui compito primario è quello di mantenere sempre un organico di volontari di livello altro, sia numericamente che qualitativamente. Su molte delle organizzazioni no profit si ha un continuo bisogno di profili specializzati per fornire servizi, come ad esempio quelli sanitari, e il people raiser ha proprio il compito di rintracciare e coinvolgere nei progetti queste figure.

Figure professionali settoriali

Proprio per la loro natura di assistenza pratica, le organizzazioni no profit necessitano di personale molto spesso estremamente qualificato in settori specifici come quello sanitario. Le figure più settoriali sono dunque un elemento imprescindibile che risultano essere il vero e proprio motore nella realizzazione dei progetti di assistenza. Eccone alcuni esempi.

  • Operatore Socio Assistenziale (OSA): Figura dotata di una preparazione sia teorica che pratica. Collabora con l’equipe più tecniche (medici, infermieri educatori o insegnanti) di strutture private che danno supporto materiale alla realizzazione dei progetti. Per ricoprire questa posizione è necessaria un’attenta conoscenza dei regolamenti degli enti, un aggiornamento costante, e un’etica ferrea che ben si sposi con il lavoro a sfondo sociale.
  • Educatore professionale: la figura che programma supervisiona e valuta i progetti educati e riabilitativi delle persone interessate alle attività di supporto. Opera con finalità di reinserimento nel tessuto sociale delle persone escluse per vari motivi da quei contesti, fornisce sostegno a famiglie ed individui in difficoltà attraverso percorsi di assistenza multidisciplinare in collaborazione con altri settori.
  • Mediatore culturale e interculturale: Figura professionale relativamente nuova che si pone l’obiettivo di facilitare l’inserimento dei cittadini stranieri, e di persone in stato di difficoltà e portatrici di un disagio sociale. Sono nati dei corsi specifici per la formazione di queste figure, che devono avere una buona conoscenza delle lingue e delle culture dei gruppi etnici con i quali si interfacciano.
  • Counselor familiare: Agisce come mediatore tra gruppi, aiuta ad appianare contrasti, e interviene su persone con specifici ed evidenti problemi relazionali. Non si tratta ne di uno psicologo, ne di uno pschiatra o psicotrapeuta, ma è una figura formata ad interventi concentrati e di breve durata che portano dei risultati immediati per la salute piscologica del gruppo e dei suoi componenti.

Vivere e lavorare in Australia

Andare a vivere e lavorare in Australia è una delle situazione che sono diventate più ricorrenti per i giovani che desiderano espatriare. I motivi sono tanti, e li vedremo tra poco, le cause sono  note in un sistema italiano che garantisce poche possibilità, soprattutto per i profili meno specializzati e formati.

Nonostante le sue rigide regole sull’immigrazione, l’Australia è riuscita ad attrarre un gran numero di giovani che hanno deciso di affrontare questa avventura, sia come concreta possibilità di iniziare una carriera lavorativa, che come semplice esperienza di vita, utile per aumentare il bagaglio di conoscenze.

Vediamo allora una serie di considerazioni utili sul vivere e lavorare in Australia con qualche consiglio pratico per chi volesse intraprendere questa esperienza.

Andare a vivere in Australia

Appena si pensa di andare a vivere in Australia la prima cosa che salta alla mente è quella relativa alle regole sull’immigrazione, che nel continente australe sono da sempre molto ferree ed articolate. Da anni il governo australiano s’impegna per mantenere sotto controllo il flusso migratorio, nonostante la lontananza dell’isola dal resto del mondo e la mancanza di problemi di sovraffollamento (l’Australia è infatti da sempre uno dei paesi con la densità media di popolazione più bassa). Quest’ultimo aspetto è in realtà parzialmente vero, in quanto il continente presenta ampie zone di terreno inutilizzabile ed inadatto agli insediamenti umani, mentre nelle città la popolazione è alta e la densità di abitanti per km quadrato schizza alle stelle.

Rimane comunque il fatto che prima di intraprendere l’esperienza del viaggio in Australia per  lavoro, si deve necessariamente avere chiara la situazione dei visti che permettono il soggiorno. Senza questi si viene respinti senza possibilità d’appello dagli aeroporti, facendo immediato ritorno al proprio paese d’origine.

Per vivere e lavorare sul suolo australiano sono possibili alcuni visti, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche:

Student Visa

Questo è un visto specifico per studenti, che viene rilasciato in base alla partecipazione ad alcuni programmi di studio/lavoro. Rispetto ad altri visti che scopriremo in seguito ha alcuni vantaggi fondamentali quali:

  • Non prevede limiti d’età
  • Permette di estendere tale visto anche a familiari a carico
  • Può essere richiesto più di una volta
  • Permette di lavorare per un totale di 20 ore settimanali in modalità part-time e 40 full-time durante il periodo di sospensione dei corsi.
  • Permette deroghe per il numero di ore lavorative in base al tipo di corso di studio. Ad esempio se si sta frequentando un corso che prevede un praticantato o simili, il limite di lavoro orario è abolito.

Il visto si può richiedere direttamente all’ambasciata australiana a Roma, ai centri per l’immigrazione australiani o più semplicemente si può seguire la procedura online disponibile sul sito del governo australiano. Il costo del visto è di circa 535 dollari australiani (327€), 405 dollari australiani per ogni familiare a carico sopra i 18 anni, mentre la cifra si abbassa a 135 AUD per i miniro di 18 anni a cui viene esteso il visto.

Attenzione anche al livello d’inglese minimo, che viene richiesto per la candidatura ai programmi di studio, e alla probabile richiesta da parte dell’immigrazione dei certificati scolastici appositamente tradotti.

Infine per avere il visto è necessario presentare alcuni documenti, valevoli anche per tutti gli altri tipi di permessi:

  • Esito della visita medica
  • Attestazione dell’assicurazione sanitaria
  • Documentazione che attesti il vincolo di parentela con la persona a carico

Working/holiday visa

Il visto working/holiday ha paletti leggermente più stringenti rispetto allo Student, anche se capita di rado di subire tutti i controlli previsti dalle normative. Per accedere a questo visto della durata di 1 anno, si dovrà sottostare alle seguenti condizioni:

  • Avere tra i 18 e 31 anni non compiuti
  • Avere la reale intenzione di trascorre il periodo di lavoro/vacanza sul suolo australiano
  • Avere un minimo di denaro che garantisca la copertura del periodo di permanenza
  • Avere il denaro necessario per acquistare un biglietto aereo di ritorno
  • Non avere familiari minori a carico in nessun momento della propria permanenza nel periodo del visto
  • Non avere mai entrati in Australia con un altro working/holiday
  • Si potrà lavorare con lo stesso datore di lavoro per un massimo di 6 mesi consecutivi

Senza dubbio la parte più controversa è quella relativa alla cifra di cui si deve dimostrare la disponibilità per rimanere nel paese. Le norme prescrivono una cifra minima di 5000AUD (poco più di 3000€), ma su questa cosa i controlli che vengono effettuati sono in realtà meno stringenti di quanto si possa immaginare. Per quello che riguarda l’assicurazione sanitaria, grazie ad un accordo bilaterale tra Italia e Australia, il solo fatto di vedere accettato un working/holiday visa, permette di avere automaticamente 6 mesi di copertura semplicemente con il proprio tesserino sanitario italiano.

Questo visto può avere una durata massima di 24 mesi e può essere rinnovato se viene dimostrata una continuità nel lavoro.

Work visa

I visti di lavoro sono la terza macro-area di permessi per risiedere in Australia. Sono visti che si sviluppano in maniera particolareggiata in base al tipo di professione che si decidere di andare a svolgere nell’isola.

Esistono tre tipologie di visti lavorativi

  • Point Based Skilled visa: una sorta di permesso di soggiorno basato una valutazione attenta del candidato. Vengono effettuati test, sia riguardanti la lingue, che sulla specifica professione che si andrà a svolgere.
  • Employed Sponsored Visa: un visto che prevede la presenza di un datore di lavoro australiano che faccia da sponsor, quindi che garantisca per chi arriva sull’isola.
  • Business Visa: questi sono invece i visti specifici per chi decide di aprire un’attività o di invesitre denaro in Australia.

Le prime due possibilità di visto si basano su liste di lavori aggiornate che si possono applicare al rilascio di questi permessi. In generale tutto il processo di accoglimento delle domande per i visti di lavoro è molto minuzioso e preciso. Questo è dovuto all’impronta decisa voluta dal governo australiano, che ha deciso di salvaguardare la propria occupazione decidendo a priori quali sono le professionalità della quale il paese ha bisogno, favorendo quindi l’ingresso dall’estero solo di determinate categorie di lavoratori.

Lavorare in Australia

Ora che abbiamo chiaro quali sono i paletti da rispettare per provare a lavorare in Australia, vediamo quindi quali sono i lavori più gettonati e ricercati, e quelle che sono le possibilità più interessanti per chi decide di approcciare questa avventura.

Partiamo subito dicendo che molto probabilmente il lavoro che si andrà a trovare sarà di qualifica medio bassa, proprio per le politiche d’immigrazione australiane, che hanno privilegiato nel corso del tempo questo tipo di arrivo di manodopera dai paesi esteri.

Per gli italiani non mancano comunque le opportunità di trovare lavoro in Australia se si cerca con attenzione.

Dove cercare lavoro in Australia?

Per cercare lavoro abbiamo due possibilità principali. La prima e quella anche più raccomandata, è partire con qualcosa di concreto già in mano, in modo da avere anche la tranquillità relativamente al visto di soggiorno. Si possono cercare lavori in Australia attraverso portali specializzati proprio nel filtrare le offerte provenienti dall’isola.

Seek: è il primo e probabilmente più importante sito dedicato alla ricerca di lavoro in Australia. Molto usato anche dalle persone del luogo, è senza dubbio un buon punto di partenza per chi vuole trovare lavoro nell’isola.

Adzuna: Questo è un vero e proprio motore di ricerca che filtra le offerte presenti nei vari portali, con una interessante possibilità di far anche valutare il proprio CV

Australian Job Research: Gestito direttamente dal governo australiano, questo sito racogli migliaia di offerte di lavoro certificate.

I lavori comuni in Australia

Se cerchi lavoro ti troverai di fronte a molte proposte di lavoro, ma quando la tua ricerca è finalizzata a trasferirti in Australia sopratutto due macro aree lavorative saranno quelle importanti e dove si concentra la maggior parte dell’offerta.

  • Ristorazione

Soprattutto per lavoratori italiani, il campo della ristorazione fa la parte del leone, raccogliendo una grande quantità di offerte. Concentrate non solo nelle grandi città, ma anche nei luoghi più strettamente turistici, queste offerte sono interessanti perché permettono di avere lavori quasi esclusivamente serali, e con stipendi che paragonati a quelli italiani sono di livello alto.

  • Farm Australiane

Uno dei fenomeni lavorativi che si sono maggiormente sviluppati nel tempo è quello dei periodi lavorativi nelle farm australiane. Queste sono vere e proprie fattorie, dove viene richiesta una manodopera di livello basso, ma la particolarità di queste offerte è nello stipendio di buon livello, legato al fatto che questi contratti prevedono anche il vitto e alloggio nelle farm. Una soluzione perfetta che porta il lavoratore a risolvere due problemi in uno: il lavoro e l’alloggio, cose fondamentali per trasferirsi in Australia e in generale in altre parti del mondo.

Come e dove trovare un secondo lavoro

Talvolta la ricerca di un secondo lavoro è una necessità. Si deve in qualche maniera provare ad aumentare le entrate mensili, e affidarsi a qualche lavoretto extra può essere la giusta risposta.

Ma questo tipo di ricerca è meno banale di quello che si possa pensare. Vi sono alcune cose da tenere nella dovuta considerazione, molto spesso non si sa nemmeno da quale parte iniziare per trovare la soluzione più adatta. E capita di non conoscere alcune regole di base che se non rispettate possono causare guai con il datore di lavoro principale.

Ecco allora una guida ragionata sulla ricerca di un secondo lavoro in Italia nel 2019.

Cercare un secondo lavoro

idee per un secondo lavoro


Prima di mettersi alla ricerca di un lavoro extra, è utile fare qualche passo preliminare che ci consentirà di trovare la soluzione più adatta alle nostre esigenze.
Anzitutto bisogna valutare con attenzione quello che è l’impegno richiesto dal nostro lavoro principale, per fare in modo che i due impieghi non si sovrappongano pericolosamente.
Spesso infatti molti dei secondi lavori che possiamo trovare, si sviluppano nelle ore serali, permettendoci di mantenere anche la nostra occupazione principale durante il giorno.
Esiste poi una considerazione economica da fare a monte della decisione. Se cerchiamo un secondo lavoro semplicemente per arrotondare e non perché questo risulti strutturale nella gestione delle nostre finanze personali, ecco che questo potrà anche fruttarci una cifra più bassa (magari la metà) rispetto all’introito principale che abbiamo.
Quindi potrebbe essere un lavoro che non impegna tutti i giorni, e magari che potrà essere confinato ai soli giorni del fine settimana.
Questa è senza dubbio la situazione migliore ed auspicabile, perché in qualsiasi caso quando si svolgono due mansioni contemporaneamente si deve sempre considerare una prevalente rispetto all’altra.

Dove cercare un lavoro extra


Nell’ottica quindi di trovare un lavoro che sia di complemento alle nostre entrate, proviamo a vedere quali sono i canali da setacciare per avere successo nella nostra ricerca.
Ponendo come base che la prima occupazione sia un classico lavoro giornaliero, la cosa migliore da fare è quella di tenere gli occhi bene aperti su bar, ristoranti, pizzerie, e locali che spesso necessitano di personale per servire ai tavoli o lavorare in cucina. Questi sono peraltro molto propensi ad offrire lavoro esclusivamente per i weekend, quando presumibilmente hanno il picco settimanale di clientela.
Molte di queste offerte si trovano direttamente nei locali, ma anche sui classici annunci che possiamo trovare in rete.
Poi ovviamente il consiglio è quello di non sottovalutare l’importanza del passaparola che deve necessariamente essere utilizzato per la ricerca di questi lavori. Molto spesso infatti questi non sono lavori ad alta qualifica, e possono essere svolti senza particolari formazioni o competenze. Quindi spargere la voce è senza dubbio una strategia vincente, in quanto non verremo mai scartati a priori per una mancanza di skills specifiche, e potremmo ampliare il nostro ventaglio sfruttando la rete di conoscenze.

I secondi lavori più comuni


Come detto in precedenza un secondo lavoro ha nella maggior parte dei casi delle caratteristiche standard, sia in termini di impiego di ore richiesto che come retribuzione. Pertanto il ventaglio di occupazioni più comuni che si possono adottare come lavoretto extra è in realtà abbastanza definito, con dei grandi classici del lavoro per arrotondare che in molti hanno sperimentato. Vediamo alcuni esempi tipici.

Cameriere


Fare il cameriere è la situazione più classica dei secondi lavori. I motivi sono evidenti: la richiesta per questa mansione è collocata principalmente nelle ore serali e nei weekend, riuscendo quindi a sposarsi perfettamente a livello di tempistiche con un classico lavoro giornaliero. In pratica questa mansione ci permette di aggiungere un’occupazione part-time al nostro lavoro principale, senza intaccarlo in alcuna maniera.

Vendita al dettaglio e grande distribuzione


Altro settore che garantisce una buona flessibilità oraria è quello della vendita al dettaglio. Infatti l’offerta di lavoro extra si sviluppa su due livelli differenti. Uno prevede la possibilità di lavorare esclusivamente nei week-end, magari come promoter per qualche grande marchio, limitando quindi l’impegno a due soli giorni a settimana. Nell’altro caso si possono invece cercare lavori per svolgere la mansione di riempimento degli scaffali, come ad esempio nei supermercati, dove tale operazione si effettua quasi sempre appena dopo l’orario di chiusura. Vi sono società di servizi specializzate nella fornitura di questa manodopera, quindi rivolgersi a loro è sicuramente un’idea vincente.

Servizi di pulizia


Molte delle società appena citate possono anche offrire servizi di pulizia. Ed ecco che soprattutto per quello che riguarda gli uffici, questi lavori sono molto comuni come extra introito per chi ne ha bisogno. La mansione si svolge nelle ore serali, e non necessita di particolari competenze o formazioni specifiche.

Idee per un secondo lavoro


Quelle che abbiamo appena citato sono le possibilità più comuni per chi è alla ricerca di un lavoro extra, ma una ricerca del genere per avere successo ha bisogno anche di un minimo di fantasia ed intraprendenza. Non sono infatti poche le possibilità che vengono messe a disposizione dalla rete e dalle nuove tecnologie, che permettono a chi vuole arrotondare di trovare una soluzione adatta, sfruttando dei talenti o delle soluzioni alternative.
Se abbiamo ad esempio un talento, o una passione che ci rende eccellenti in una determinata cosa, possiamo provare a vendere questa nostra abilità su molti siti che si pongono come intermediari tra domanda e offerta di determinati servizi. Per fare un esempio pratico, se abbiamo l’hobby della fotografia, e siamo bravi con i programmi di foto ritocco, potremmo proporci in piattaforme come Tabbid o Addlance per fornire la nostra competenza a chi ne ha bisogno, decidendo anche un prezzo da richiedere per il servizio.

Vendere le proprie competenze


Sempre nell’ottica di far fruttare le proprie competenze, si possono utilizzare sistemi che non necessariamente prevedono l’utilizzo delle piattaforme online per l’incontro di domanda offerta. Ecco che allora i canali più tradizionali possono essere importanti, magari per proporre lezioni di lingua o di musica, o per offrirsi per lavoretti manuali semplici, nel campo dell’idraulica del giardinaggio etc..
Per fare questo la prossimità e il passaparola sono veicoli primari, che ci consentono di entrare in contatto con i potenziali clienti direttamente, senza dover disperdere parte del nostro guadagno nell’intermediazione.
Altro modo intelligente di mettere a frutto una passione potrebbe e essere quello di acquistare e rivendere oggetti che necessitano di restauro. Pensiamo ad esempio di comparare una vecchia bicicletta arrugginita per poi sistemarla al meglio, rivendendola con profitto. Ovviamente più che di un secondo lavoro si può parlare di hobby remunerativo, ma comunque questo dipende dalle esigenze. Se non necessitiamo di un vero e proprio secondo stipendio questa potrebbe rappresentare una soluzione valida.

Cose da evitare quando si parla di secondo lavoro

Gestione del tempo


Come in tutte le cose avere un lavoretto extra può comportare dei problemi da gestire. Ci sono dei rischi di cui tenere conto quando ci si approccia ad una occupazione supplementare, e vediamo quali sono nel dettaglio le cose più pericolose e da evitare assolutamente.

Trascurare il lavoro principale


L’errore più pericoloso è quello di trascurare la propria occupazione primaria. Cercare un secondo lavoro per aumentare gli introiti e poi mettere a repentaglio anche l’unica entrata sicura su cui si può contare è un errore strategico imperdonabile. Il consiglio è quello di dare sempre la precedenza al lavoro principale, sia in termini di energie fisiche e mentali che di tempo.

Bornout da troppo lavoro


Quando si fanno due lavori, il rischio di esaurimento psico fisico è elevato. Bisogna necessariamente valutare questa eventualità quando ci avviciniamo alla ricerca di una seconda occupazione. Il consiglio può essere di trovare due lavori di natura totalmente differente, in modo da bilanciare lo sforzo nella maniera più equilibrata possibile. Inoltre è di fondamentale importanza la gestione del tempo. Quando troviamo un lavoretto extra, cerchiamo sempre qualcosa che ci consenta di avere del tempo a disposizione da dedicare al riposo o alle attività rilassanti. Il rischio che si corre è quello di fallire in entrambe le situazioni lavorative rimanendo con un pugno di mosche in mano.

Allontanarsi dall’obiettivo


Attenzione anche ad un altro pericolo incombente. Spesso per provare ad arrotondare si cercano strade alternative oppure scorciatoie, messe a disposizione dalla rete al giorno d’oggi. Attività come il trading online o simili, possono essere viste come soluzioni eccellenti, in grado di portare notevoli guadagni con poco sforzo. Ma solo apparentemente. Non dobbiamo mai distogliere lo sguardo da quello che è l’obiettivo primario, cioè arrotondare la cifra mensile del nostro introito. Il rischio con queste scorciatoie è quello di andare a perdere denaro invece che guadagnarne.

Impegnarsi in lavori vietati


Per finire attenzione al lavoro che abbiamo scelto come alternativa al principale. Nulla vieta di avere un secondo lavoro, ma controlliamo con attenzione quanto è previsto nel contratto della nostra prima occupazione. Spesso è vietato avere un impiego nello stesso ambito lavorativo, o trovare un lavoro palesemente incompatibile con quello che facciamo abitualmente. Attenzione infine al lavoro irregolare. Trovare un secondo lavoro in nero è sempre e comunque fuori legge in Italia.

Posizioni aperte in 10 grandi aziende in Italia

Il lavoro in una grande azienda è sempre più ambito da tutti i giovani in cerca di un’occupazione stabile.

In realtà per entrare in una grande azienda (soprattutto se privata) il merito professionale e l’attenzione al ricercare l’offerta, possono fare la differenza, consentendo al candidato di raggiungere il proprio scopo.

Molto spesso, fuori dai canali tradizionali delle agenzie, le grandi aziende si occupano della ricerca del personale in maniera più banale di quello che si può immaginare, in particolare per le posizioni di entrata, quelle cioè alla base della gerarchia d’importanza.

Facciamo allora il punto sulle grandi aziende che sono presenti in Italia, provando a vedere quali di queste ricercano personale in modo diretto.

Perchè trovare lavoro in una grande azienda?

Analizziamo prima di tuffarci nelle offerte quelli che sono i motivi che possono spingerci a trivare un’occupazione in una grande azienda, anche per capire se la situazione fa totalmente al caso nostro.

Ovviamente il primo vantaggio che sale alla mente è quello della stabilità del posto di lavoro, che spesso viene garantita dalla presenza costante di clienti per queste grandi società. Oltre a questo è anche da sottolineare come le grandi aziende debbano offrire ai loro dipendenti dei contratti che prevedono maggiori tutele rispetto a quelli in uso su realtà molto più piccole. Questo aspetto è vero in particolare per i contratti a tempo indeterminato nelle grandi aziende, anche se bisogna specificare che la flessibilità in entrata in questi colossi è molto elevata. Ma una volta assunti, solitamente questi sono i lavori che si tengono per tutta la vita.

Altro aspetto che aumenta l’appeal di questa aziende è quello delle esperienze lavorative che possono garantire. Sono sicuramente più frequenti le trasferte all’estero, cosa molto apprezzata dai giovani per aumentare le loro conoscenze e skills lavorative.

Le posizioni aperte in Italia su grandi aziende

Grandi aziende che assumono

Ecco allora un elenco, diviso per azienda, delle posizioni attualmente aperte alle quale candidarsi. Ognuna di queste aziende presenta una pagina ben strutturata alla quale rivolgersi per la ricerca di potenziali nuovi lavori, quindi il consiglio primario quando si cerca presso una grande azienda è quello di vedere bene la sezione “lavora con noi” e comunque di caricare sempre un cv per le candidature spontanee.

Posizioni aperte Poste italiane

Direttamente raggiungibili alla pagina https://erecruiting.poste.it/posizioniAperte.php si possono trovare attualmente 4 posizioni aperte per trovare lavoro alle poste.

Nello specifico sono lavori nell’ambito della consulenza commerciale e del marketing. Di seguito una a titolo esemplificativo.

GIOVANI LAUREATI PER CONSULENZA IN AMBITO FINANZIARIO E COMMERCIALE (profilo junior)

Poste Italiane, quotata alla Borsa di Milano dal 2015, è il più grande Gruppo italiano con più di 130.000 dipendenti. Offre prodotti e servizi nei settori della corrispondenza con oltre 2.000 centri di distribuzione su tutto il territorio nazionale, della logistica, dei sistemi di pagamento, dei servizi finanziari e delle assicurazioni con una rete di 12.800 Uffici Postali. Vanta 34 milioni di clienti, 15 milioni di download delle app e ha emesso finora 25 milioni di carte di pagamento.

In relazione al Piano strategico “Deliver 2022”, con riferimento ai Servizi Finanziari e in un’ottica di rafforzamento della rete commerciale, si ricercano giovani laureati in discipline economiche da avviare all’attività di consulenza sui prodotti finanziari e assicurativi collocati da Poste Italiane.

I candidati individuati saranno inseriti all’interno della rete di Uffici Postali su tutto il territorio nazionale

Requisiti

• Laurea Magistrale in Discipline Economiche (Economia e Commercio, Economia Aziendale, Economia Istituzioni e Mercati Finanziari, Scienze Bancarie ed Assicurative, Economia Intermediari Finanziari e Scienze Statistiche) conseguita con votazione finale non inferiore a 102/110.

• Spiccate doti commerciali, forte orientamento al cliente e dinamismo.

Conoscenze professionali

• Ottima conoscenza degli strumenti di Office Automation.

Sede di lavoro – Intero territorio nazionale

Tipologia offerta – Contratto di apprendistato della durata massima di 36 mesi

Posizioni aperte FS

Anche per le Ferrovie dello Stato vi è una continua ricerca di personale. Rispetto a quanto appena visto per le poste, nell’azienda di trasporto pubblico si può presentare delle candidature spontanee, venendo poi indirizzati verso gli ambiti più affini al proprio profilo.

Direttamente sulla pagina https://www.fsitaliane.it/lavoraconnoi.html si possono trovare tutte le informazioni del caso. Gli ambiti entro il quale si sviluppano le posizioni lavorative richieste nelle Ferrovie dello stato sono:

  • Ingegneria
  • Produzione e circolazione
  • Sicurezza
  • Qualità
  • Manutenzione
  • Marketing e commerciale
  • Investimenti
  • Acquisti e logistica
  • Immobiliare e servizi
  • Staff vario

Posizioni aperte Enel

Enel è un’azienda oramai presenti in molti paesi del modo, pertanto se cercate qualche posizione aperta in Italia il primo consiglio è quello di filtrare le proposte per nazione. Infatti molte di queste sono ubicate all’estero, ma ve ne sono di disponibili anche per l’Italia. Di seguito quelle attualmente disponibili alla pagina https://www.enel.com/it/carriere/posizioni-aperte

  • Cloud Architect

Cioè colui che si occupa di progettare e ottimizzare tutti i progetti aziendali sviluppati su tecnologia cloud

  • IoT Solution Architect

Anche questa è da considerarsi una delle nuove figure dei lavori digitali, infatti si occupa della gestione delle applicazioni inerenti all’internet of things.

  • IT Data Architect

Una figura che organizza i sistemi per interpretare in maniera corretta tutti i dati informatici raccolt

  • BD Acquisition Specialist

Una classica figura manageriale di alto profilo che si occupa della valutazione e dello sviluppo, delle nuove opportunità di business.

Posizioni aperte Eni

Rimaniamo nell’ambito dell’energia con il colosso Eni, che alla sua pagina dedicata alle carriere presenta alcune offerte valide per il territorio italiano.

Eccole qui di seguito:

  • ESPERTO PROCESSI E BEST PRACTICES (IRC212263)SAN DONATO MILANESE / Milano
  • RICERCATORE NELL’AMBITO DELLO SVILUPPO DELLE FILIERE AGRO-INDUSTRIALI (IRC211964)NOVARA
  • PRODUCT MARKETING MANAGER (IRC211256)SAN DONATO MILANESE / Milano

Da segnalare che Eni offre anche la possibilità di una continua formazione, come testimonia il master in energy innovation istituito lo scorso anno e giunto quindi alla seconda edizione.

Posizioni aperte Vodafone

Anche i colossi delle telecomunicazioni si attivano continuamente per attirare nuovi collaboratori. Vodafone in particolare sta mettendo in campo tutta una serie di iniziative importanti legate al 5G, e anche le figure ricercate vanno nella direzione di profili estremamente formati nelle nuove tecnologie.

Alla pagina https://vodafone.taleo.net/careersection/2a/jobsearch.ftl?lang=it si possono trovare offerte specifiche per ingegnere di dati e altri lavori legati al digitale. Tutte queste sono riferite alla sede milanese dell’azienda.

Posizioni aperte ATM

Rimaniamo a Milano per quella che l’azienda pubblica di trasporto del capoluogo meneghino. Lontana da certe aberrazioni nell’assegnazione dei posti di lavoro, riscontrabili in altre aziende simili, ATM pubblica alla pagina http://www.lavorareinatm.it/Default numerose offerte che vanno dalla conduzione di autobus e metro, fino ad addetti per l’ufficio acquisti.

Molto spazio trovano anche manutentori ed ingegneri delle linee di trasporto.

Posizioni aperte Lidl

Divenuto in breve un colosso assoluto della distribuzione alimentare in Italia e in Europa, Lidl è sempre impegnata a potenziare la rete vendita, in modo da essere più capillare possibile su tutto il territorio.

Direttamente alla pagine https://lavoro.lidl.it/it/jobsearch.htm è possibile trovare numerose pagine piene di offerte provenienti da tutta Italia. Si va dagli addetti vendita fino ai magazzinieri e direttori di filiale, in base ovviamente al CV presentato dal candidato e all’esperienza maturata.

Posizioni aperte Coop Alleanza

Diretta concorrente di Lidl, Coop Alleanza 3.0 adotta anch’essa un sistema di reclutamento diretto tramite la pagina https://www.e-coop.it/lavora-con-noi. Qui è possibile scegliere la Coop di riferimento della prozia zona e vede tra le offerte disponibili, ed anche compilare un CV da lasciare per candidatura spontanea. Si ricercano ovviamente figure in tutta Italia, che coprono tutto lo spettro delle possibili mansioni di un’attività come questa, dall’addetto vendita al cassiere.

Posizioni aperte Eataly

Anche uno dei player principali dell’industria eno-gastronomica italiana come Eataly offre posizioni aperte e disponibili alla quale potersi candidare.

Le offerte sono davvero numerose, e tutte concentrate nel centro-nord Italia, e spaziano dalla gestione del magazzino alle aree vendita, fino alle posizioni inerenti al marketing e commerciale. Per candidarsi è possibile inviare il proprio CV aggiornato alla pagina https://www.eataly.net/it_it/chi-siamo/lavora-con-noi/posizioni-aperte

Posizioni aperte Leroy Merlin

Chiudiamo rimanendo nell’ambito della grande distribuzione. Il colosso della vendita di materiale di bricolage Leroy Merlin attraverso la sua pagina http://lavoro.leroymerlin.it/, promuove tutte le posizioni aperte disponibili sul suolo italiano, con un ampio ventaglio di possibilità per chi è alla ricerca di un lavoro. Particolare attenzione anche a delle offerte interessanti per fare da cossiddetto “weekendista” cioè quei lavoratori destinati a coprire i turni dei week end, cosa che potrebbe essere utile a chi studia o cerca un lavoretto extra.

Lavorare come agente segreto

Quando si cerca lavoro ogni tanto è bello anche sognare, o pensare a strade alternative. Alzi la mano chi non ha mai desiderato diventare un agente segreto, una specie di 007 dalla vita avventurosa e con un lavoro dei sogni strapagato. Bene, questo è il campo dell’immaginazione, ma come vedremo, diventare un agente segreto vuol dire fare un lavoro molto diverso da quello esaltato nei film, ed esistono comunque dei percorsi formativi da intraprendere che possono portare a quel tipo di carriera.

Facciamo allora una panoramica a beneficio di chi desidera prestare servizio nelle forze di sicurezza segrete dei vari paesi, scoprendo quali mansioni si possono svolgere, e quali sono le tappe della formazione per lavorare in questo campo.

Lavorare nell’intelligence

I lavori che si possono svolgere all’interno delle forze di sicurezza dei vari stati nazionali, non sono propriamente quelli che vediamo legati al nome degli 007 nei film o nei libri. Sicuramente ci sono anche quelle figure direttamente coinvolte sul campo, ma esistono anche numerose nuove professionalità che lavorano maggiormente dietro le quinte che sono divenute di importanza capitale. Vediamo allora come si è evoluto il mestiere di chi garantisce la sicurezza e gli interessi nazionali attraverso le varie mansioni.

Agente segreto

Chiaramente la prima figura che salta alla mente è quella dell’agente segreto tante volte ammirato nei film. Questo tipo di professionalità è comunque altamente qualificata e formata, quindi non parliamo di un semplice arruolato nelle forze dell’ordine. La sua particolarità è quella di passare per un addestramento specifico per situazione delicate e molto specifiche. Pensiamo ad esempio, a tutta l’emergenza che si è scatenata a livello mondiale per il proliferare del terrorismo. Gli agenti segreti sono spesso impegnati nello smantellare in partenza le cellule di potenziali terroristi disseminate sul territorio, e per giungere al risultato è richiesta una conoscenza estremamente specifica delle dinamiche e del funzionamento di queste organizzazioni. Quindi oltre al classico addestramento che si affronta per l’entrata nelle forze dell’ordine basilari, un agente segreto dovrà anche essere adeguatamente formato per queste situazioni.

Inoltre non dobbiamo pensare al classico 007, al giorno d’oggi tra gli agenti segreti la formazione a livello diplomatico è fondamentale. Proprio per questa sua funzione di prevenzione di potenziali situazioni di pericolo per la sicurezza nazionale, l’agente dovrà spesso essere una persona con una approfondita conoscenza delle lingue straniere, per svolgere indagini su scala internazionale. E come accennato non solo indagini, ma anche trattative con i paesi esteri oggetto d’indagine. Insomma una figura di livello assoluto, che spazia a 360° su tutta quella che deve essere la sfera della sicurezza di un paese.

Analista informatico nei servizi segreti

sicurezza informatica per agenti segreti

Con il passare del tempo la protezione e la sicurezza dei cittadini di uno stato, passa sempre più spesso attraverso l’informatica. Anzi la parte predominante delle azioni per la sicurezza nazionale si svolge grazie al servizio di questi cyber-esperti altamente formati e qualificati. L’analista dei dati all’interno di un’organizzazione di intelligence è ormai una figura imprescindibile e di capitale importanza. Il suo compito è quello di raccogliere l’enorme quantità di dati che si ottengono dalle attività di spionaggio, avendo cura di eliminare quelli superflui e sottolineare quelli rilevanti per le indagini. Oltre a questo, all’analista informatico d’intelligence, è richiesta una conoscenza informatica di livello altissimo, comprese tutte le tecniche per le azioni di hacking dei sistemi più complessi. Uno dei campi dove i servizi segreti sono maggiormente attivi, è infatti quello della sicurezza informatica, vero e proprio campo di battaglia tra super potenze nell’epoca moderna. Per fare un esempio attuale, basta pensare alla querelle che si è scatenata tra Cina e Usa, per l’utilizzo dell’aziende cinese Huawei delle infrastrutture sulla quale viaggiano i dati di milioni di persone. Tirando le somme, nell’epoca della guerra dei dati, la parte informatica è senza dubbio il campo di applicazione più delicato nella quale si devono saper muovere gli agenti segreti.

Network Manager nei servizi segreti

Altra figura affine all’analista dei dati è quella del network manager, che agisce spesso in sinergia totale con il comparto informatico dell’intelligence. Questa è la figura responsabile del funzionamento delle reti attraverso il quale passano tutti i dati relativi alle indagini. Pensiamo ad esempio alle attività di spionaggio di potenziali sospetti o gruppi organizzati, che vengo giornalmente monitorati attraverso le più sofisticate tecnologie esistenti. Tutto lo scheletro sulla quale viaggiano le informazioni, e gli apparati che servono per le attività di spionaggio, sono gestite dal network manager, che ha quindi il delicato compito di mettere nelle migliori condizioni il comparto informatico dell’agenzia per la sicurezza. La formazione di questa figura avviene nelle università dell’eccellenza per l’ingegneria informatica, e la richiesta di queste specifiche figure è al momento molto alta, non solo nel campo della sicurezza nazionale, ma in generale in tutto lo spettro delle attività produttive mondiali.

Agenti segreti all’estero

Per fare una panoramica il più possibile completa, vediamo brevemente alcuni esempi di paesi esteri con apparati di sicurezza nazionale molto sviluppati e all’avanguardia in termini di metodologie e tecnologie utilizzate.

Le prime che vengono alla mente sono ovviamente l’FBI e la CIA, le agenzie più famose al mondo, responsabile della sicurezza nazionale statunitense. La prima di occupa dei reati commessi all’interno del suolo americano, mentre la seconda opera esclusivamente in ambito internazionale, riuscendo ad avere una capillare diffusione di agenti e collaboratori nelle intelligence amiche. Ma altre sono famose, ed ognuna con una caratteristica che la contraddistingue dalle altre. Scotland Yard in Gran Bretagna, e in tutti i paesi aderenti al commonwealth, che ha ad esempio il compito di difendere la corona, oppure il celebre KGB prima di epoca sovietica, ed ora russa, protagonista a suo tempo di una battaglia di spionaggio contro gli stati Uniti durante la guerra fredda, ed adesso indicato come responsabile della strategia per l’avanzamento delle forze populiste in tutte Europa. Ma se questa è la situazione all’estero, come vengono organizzate le forze di sicurezza in Italia?

I servizi segreti in Italia

servizi segreti italiani

La situazione per quello che riguarda i servizi segreti in Italia è organizzata principalmente su due strutture distinte:

  • Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) che si occupa della protezione della Repubblica e di tutte le sue istituzioni da tutte le azioni sovversive interne che possono minare gli interessi politici, economici militari, scientifici ed industriali del paese.
  • Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) che si occupa della protezione dello stato da tutte quelle che possono essere le minacce di natura esterna, come attacchi terroristici ne simili.

Ognuna lavora in stretta collaborazione con l’altra per il passaggio di importanti informazioni riguardo gli oggetti d’indagine. Tutte le selezioni del personale passano ovviamente per i canali istituzionali del governo, e possono andare per concorso, ma più facilmente attraverso dei colloqui specifici. Poi ovviamente per queste figure così delicate e strategiche per la sicurezza nazionale, le interviste preliminari sono svolte in estrema profondità, per valutare la validità complessiva del candidato. Tutte le informazioni, riguardo i bandi, passati e futuri delle due agenzie di sicurezza si possono trovare direttamente sul sito https://www.sicurezzanazionale.gov.it.

Come si diventa agenti segreti in Italia?

Vediamo all’iter necessario per diventare un agente segreto del bel paese. Chiaramente il primo passo è quello di controllare presso il sito istituzionale del governo oppure delle singole agenzie quelle che sono le posizioni aperte, o i bandi di concorso. Attenzione che non sempre la selezione avviene tramite concorso, ma spesso basterà avanzare la propria candidatura. Sembra facile? In realtà vi sono requisiti molto stringenti, e le candidature vengono vagliate in maniera molto rigida.

Dal lato dei requisiti, questi sono i fondamentali:

  • Laurea in discipline umanistiche giuridiche, economiche e internazionali
  • Fedina penale pulita
  • Non assumere, o avere precedenti di assunzione, di droghe sia pesanti che leggere
  • Non essere stato un politico, un magistrato, un ministro di culto o un giornalista.
  • Conoscere più lingue straniere

Oltre a questi appena enunciati, vi sono inoltre numerose altre caratteristiche vengono attentamente valutate durante la fase dei colloqui per entrare in una delle due agenzie di sicurezza.

In primo luogo vengono approfondite le competenze per il ruolo richiesto, soprattutto quando questo afferisce alla sfera della sicurezza informatica come accennato in precedenza.

Altra parte importante è quella dei precedenti. Per fare parte dei servizi segreti bisogna necessariamente avere un passato pulito e dimostrabile, e così deve essere anche per i familiari. Non si possono correre rischi di possibili contaminazioni con attività illecite. Ma oltre alle semplici pendenze con la legge, verrà effettuato un controllo accurato su tutto quello che potrebbe essere visto come pericolo: ad esempio se un candidato è un giocatore d’azzardo, se alle spalle ha situazioni economiche difficili. Tutto questo è importante, per evitare il potenziale rischio di corruzione di un agente dell’intelligence.

Infine vengono svolte accurate valutazione sul profilo psicologico del candidato. Si deve capire infatti, se questi è una persona affidabile, perché molto spesso dovrà tenere nascosto l’oggetto del proprio lavoro anche a parenti e amici per non metter in pericolo l’andamento delle operazioni. Quindi massima attenzione al profilo di riservatezza del candidato, che deve dimostrarsi persona integra ed estremamente legata alle istituzioni.

Dopo la lunga valutazione si potrà affrontare un anno di apprendistato, entrando in accademia oppure operando in supporto a colleghi più anziani sul campo.

Vivere e lavorare in Spagna

Se si espatria in cerca di lavoro in Spagna, potrebbe sembrare che ci siano solo una manciata di lavori adatti e un sacco di cercatori di lavoro. Magari abbiamo scelto il paese per la sua somiglianza con l’Italia a livello culturale, pensando di trovare maggiori opportunità, ma senza le difficoltà di ambientamento di una cultura totalmente differente.  Ma è possibile trovare un lavoro in Spagna se sai dove cercarlo e, in particolare, ci sono numerosi posti di lavoro in Spagna per stranieri con competenze specialistiche.

Del resto la situazione del paese iberico, dopo una crisi grave e difficile, è in netta ripresa, e rispetto a qualche anno addietro è sicuramente più facile trovare un’occupazione e in generale trasferirsi per iniziare una nuova vita.

Vediamo assieme quindi, quali sono le cose fondamentali da sapere per chi desidera intraprendere una nuova avventura in Spagna.

Andare a vivere in Spagna

bandiera spagnola

Per un lavoratore italiano non sarà troppo difficile adattarsi alla cultura e allo stile di vita spagnolo. Le analogie sono molte, a partire dalla lingua facilmente comprensibile, fino al ritmo di vita abbastanza simile.

Ovviamente per avere maggiori possibilità di trovare un’occupazione sarà importante dirigersi verso le città più grandi, a partire dalla capitale Madrid, fino a Barcellona, Siviglia e Valencia. Il costo della vita in queste città sarà più alto della media del paese, che rimane comunque più basso rispetto all’Italia. Per fare qualche esempio, un appartamento a Barcellona con una stanza da letto costa in media oltre i 700 euro ma Barcellona guida anche la classifica delle città più costose di Spagna, quindi possiamo considerare questo numero come massimo. Già affittare a Valencia permette un risparmio di oltre il 35%.

Seguono a ruota come città più care Madrid, San Sebastián, Palma de Mallorca e Bilbao. Anche nelle città più costose, comunque, i trasporti sono in genere abbastanza economici, i pasti al ristorante costano in media il 10% in meno rispetto al nord Italia e la stessa cosa vale per i divertimenti.

Le lingue

Se lo spagnolo non è la nostra lingua madre, oltre a lavorare per una multinazionale dove sarà necessario un buon livello d’inglese, i lavori in Spagna per gli italiani includono turismo, immobiliare, insegnamento della lingua e servizi rivolti agli espatriati. Per altri tipi di impiego, di solito devi parlare spagnolo. Ci sono numerose scuole di lingua in Spagna dove puoi ripassare le tue abilità.

Resta comunque il fatto che per un italiano basteranno poche settimane di frequentazione del posto per riuscire a padroneggiare uno spagnolo base più che sufficiente a qualsiasi lavoro.

Unica cosa a cui prestare un minimo di attenzione è la situazione dei dialetti. Se troviamo lavoro a Barcellona ad esempio, ricordiamoci che molto più spesso sentiremo parlare il catalano, che più di un dialetto è considerato una vera e propria lingua. Quindi dovremmo avere un livello di adattamento linguistico un po’ più attento alle variazioni dialettali rispetto ad altre lingue, ma in linea di massima tra italiani e spagnoli le difficoltà nel comunicare sono sempre abbastanza limitate.

La tassazione

Per quello che riguarda le imposte il livello è meno opprimente rispetto al totale della tassazione italiana. La Spagna si divide fiscalmente in 17 comunità autonome, alcune delle quali sono molto appetite e vantaggiose per la questione tasse. Di base esiste comunque un’imposta denominata IRPF (come la nostra IRPEF) che applica un’aliquota in base agli scaglioni di reddito.

Reddito minReddito maxTassazione
012.450€19%
12.451€20.200€24%
20.201€35.200€30%
35.201€60.000€37%
60.001€45%

Lavorare in spagna

In Spagna, molte persone trovano lavoro attraverso percorsi informali come il passaparola, il networking e applicazioni speculative, specialmente nelle piccole e medie imprese. Pertanto, non dovresti limitare la tua ricerca di lavoro ad agenzie e pubblicità: è importante essere proattivi, cercare opportunità e fare rete.

I numeri dell’occupazione spagnola

Il tasso di disoccupazione in Spagna è uno dei più alti in Europa – con circa una persona su cinque senza lavoro – sebbene la Spagna sia anche una delle economie in ripresa più rapida dell’Unione Europea (UE) e la quarta più grande. La disoccupazione sta diminuendo man mano che il paese si riprende lentamente dalla recessione economica, passando dal 26% del 2013 al 16% nel febbraio 2018. Alcuni settori hanno addirittura registrato un aumento delle assunzioni negli anni passati, ad esempio nella regione più estesa della Spagna, Castilla y León, c’erano più opportunità rispetto a prima della crisi per gli operatori di cura della persona, i lavoratori edili e gli chef.

La disoccupazione giovanile, tuttavia, continua ad essere un problema e i diplomati riportano difficoltà nel trovare qualità e lavoro permanente. Con il tasso di disoccupazione giovanile a circa il 35% nel marzo 2018, molti dei lavoratori istruiti del paese hanno cercato all’estero migliori opportunità. I più alti livelli di disoccupazione, tuttavia, sono stati tra i lavoratori non specializzati, quindi quelli con istruzione e esperienza migliori saranno più favoriti quando cercano lavoro in Spagna per gli stranieri.

Quindi per avere possibilità più ampie di trovare un lavoro soddisfacente, la specializzazione e la laurea sono fattori importanti soprattutto in Spagna. La competizione con i giovano spagnoli è ampia , ma si trovano le migliori possibilità nei settori della consulenza, dell’industria e dell’informatica, tutti cresciuti negli anni passati. Molte società multinazionali hanno anche sede in Spagna,eccone alcune delle più importanti:

  • Abengoa
  • Abertis
  • Acciona
  • ACS Group
  • Almirall
  • Grupo Antolin
  • Ebro Foods
  • Ferrovial
  • Ficosa
  • Fomento de Construcciones y Contratas
  • Iberdrola
  • Inditex
  • Logista
  • Natraceutical
  • Pescanova
  • PRISA
  • Técnicas Reunidas
  • Viscofan

Le leggi sul lavoro in Spagna

Anche le leggi protette sul lavoro della Spagna hanno contribuito alla crisi occupazionale influenzando un ambiente in cui quasi la metà dei nuovi contratti sono temporanei, poiché le società sono riluttanti ad assumere personale nuovo o giovane a causa dei costi potenzialmente elevati. C’è stato anche un aumento del lavoro indipendente e autonomo in Spagna dalla crisi.

I cittadini dell’UE e dello Spazio economico europeo (SEE – UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e la Svizzera possono venire in Spagna e lavorare liberamente, senza bisogno di un permesso di lavoro.

Tutti gli Stati extra UE / SEE e la Svizzera avranno bisogno di un visto di residenza e di un permesso di lavoro valido in Spagna.

Tuttavia per lavorare in Spagna si avrà anche bisogno di ottenere il numero NIE da una stazione di polizia con un dipartimento straniero, oltre a registrarti presso l’ufficio delle imposte nazionale Agencic Tributaria all’ arrivo per pagare le tasse spagnole. Questo è il numero identificativo per i cittadini, una sorta di punto d’incontro tra una carta d’identità e un codice fiscale, e senza di questo non si potranno completare gli iter necessari per l’assunzione in aziende spagnole.

Per ottemperare a tutti passaggi burocratici finalizzati all’assunzione, il datore di lavoro chiederà il permesso di lavoro attraverso la Dirección Provincial de Trabajo, Seguridad Social y Asuntos Sociales. Una volta che il permesso di lavoro è stato concesso, potrà essere richiesto un visto spagnolo di residenza per giungere nel paese per lavoro.

Decidendo invece per un lavoro di tipo autonomo si dovrà fare domanda per un permesso di lavoro presso il consolato spagnolo nel tuo paese d’origine.

Consigli per trovare lavoro in spagna

Il consiglio primario ed iniziale è quello di verificare che le qualifiche professionali d’interesse siano riconosciute in Spagna contattando il Ministero dell’Istruzione, della Cultura e dello Sport; vedere i requisiti per la verifica delle professioni regolamentate.

Puoi scoprire se la tua professione è regolamentata in Spagna (cioè richiede qualifiche specifiche per poter essere in grado di praticarla), controllando il database della Commissione europea.

Avrai anche bisogno di tradurre qualsiasi documento professionale in spagnolo – da non dimenticare di portare con se quando si approccia alla ricerca di lavoro. Il consiglio per il CV è quello di prendere in considerazione un Europass, che mette i tuoi dati personali, le qualifiche e le competenze in un formato standard.

Le aziende spagnole

La settimana lavorativa a tempo pieno medio è poco più di 40 ore, dalle 9 fino alle 20, con pause lunghe tra le 14:00 e le 16:00 ancora praticate in alcune aziende. Il discorso di lavoro inizia dopo il caffè del mattino, e il pranzo è considerato un momento per rilassarsi e mescolarsi con i colleghi, piuttosto che il pranzo di lavoro che potresti essere abituato a tornare a casa. Tuttavia, nelle grandi aziende e nelle multinazionali, in particolare nelle grandi città come Madrid e Barcellona, ​​è probabile che troviate il solito orario di lavoro e la pausa pranzo standard di un’ora.

Le aziende tendono ancora ad essere strutturate gerarchicamente, con decisioni strategiche e altre prese in cima. Si tengono riunioni per scambiare informazioni o dare istruzioni, non per raggiungere un consenso.

Aspettatevi che i colleghi di lavoro trascorrano del tempo per conoscervi in ​​un primo incontro – si tratta di stabilire una fiducia tra voi con qualità personali altamente apprezzate – e le negoziazioni possono essere lunghe. L’individualismo è preferito rispetto al lavoro di squadra, anche se la modestia è più apprezzata rispetto all’assertività nei dipendenti.

  • Abengoa
  • Abertis
  • Acciona
  • ACS Group
  • Almirall
  • Grupo Antolin
  • Ebro Foods
  • Ferrovial
  • Ficosa
  • Fomento de Construcciones y Contratas
  • Iberdrola
  • Inditex
  • Logista
  • Natraceutical
  • Pescanova
  • PRISA
  • Técnicas Reunidas
  • Viscofan

Stipendi in Spagna

crescita dei soldi

Gli stipendi in Spagna sono diminuiti in quasi tutti i settori a seguito della crisi economica, con il settore pubblico particolarmente colpito. Tuttavia, mentre l’economia rafforza i salari stanno mostrando segni di crescita, in particolare nel settore privato e nell’e-commerce, nel turismo, nell’ingegneria, nell’approvvigionamento e nella costruzione. Nel 2017, il Ministero della Difesa e della Previdenza Sociale ha aumentato il salario minimo (salario mínimo interprofesionale, SMI) a € 707,60 al mese o € 23,59 al giorno.

Di seguito possiamo comunque vedere una panoramica sulle professioni maggiormente richieste, e sul livello di salario minimo e massimo che possono raggiungere.

ProfessioneStipendio MinStipendio Max
Medico30.000€50.000€
Infermiere24.000€33.000€
Ausiliario22.000€26.000€
Cuoco24.000€39.000€
Rappr. di commercio23.000€40.000€
Ingegnere informatico17.000€42.000€
Cameriere12.000€18.000€
Commesso12.000€20.000€

Risorse gratuite per trovare lavoro

Quando si è alla ricerca di un nuovo lavoro, riuscire ad ingegnarsi e trovare strade alternative da percorrere può fare la differenza, tra una ricerca fruttuosa ed una fallimentare. Soprattutto lo sfruttamento adeguato della marea di risorse gratuite per arrivare ad una nuova occupazione stabile, è una delle mosse più importanti da attuare.

Certamente l’offerta di strumenti per la ricerca di lavoro, è una giungla senza fine, soprattutto in questo momento storico.

Tra le molte proposte che si possono trovare, c’è sicuramente qualcosa di buono e utile, ma si trovano anche perdite di tempo che non aiutano alla ricerca di un lavoro.

Ovviamente quando ci si avvicina ad uno strumento per la ricerca di lavoro, la prima qualità che si tende a volere è quella della gratuità. Del resto, nei momenti di disoccupazione la situazione economica personale non è sempre florida, e quindi non ci sono soldi da buttare, sia in termini strettamente economici che nella gestione del tempo che come noto è denaro.

Allora vediamo di fare chiarezza, raggruppando una serie di idee e metodi per la ricerca di lavoro, che siano praticamente a costo zero per chi si lancia nella ricerca di un’occupazione stabile, fornendo una guida che possa essere d’aiuto in un momento così delicato nella vita di una persona.

Cercare lavoro in rete

cercare lavoro online

La prima cosa che viene spontanea da fare al giorno d’oggi quando si inizia un percorso di ricerca lavoro, è quella di buttarsi a capofitto sulle possibilità fornite da internet. Se ci mettessimo a contare il numero di siti incentrati sulle offerte di lavoro, si perderebbe il conteggio molto presto. Sono una miriade, e non tutti affidabili per vari motivi.

Alcuni hanno purtroppo al loro interno delle offerte non proprio reali, che ingannano in un certo senso l’utente alla ricerca di lavoro. Sono annunci che non si rivelano corretti, che fungono da specchietto per le allodole per raccogliere contatti o personale per lavori che non hanno un grande appeal e che diversamente non raccoglierebbero candidature.

L’argomento è spinoso, e l’abbiamo affrontato con un articolo di consiglio su come difendersi dagli annunci di lavoro falsi che trovate qui.

Ovviamente in mezzo a tanta offerta, vi sono anche siti strutturati per essere un valido supporto a chi si tuffa nella ricerca di un lavoro. Molti di questi però rimandano direttamente alle offerte di lavoro filtrate dalle agenzie interinali, e pertanto il fatto di essere uno strumento totalmente gratuito viene meno proprio per questo motivo.

A questo punto sarebbe più profittevole saltare l’intermediazione del sito e affidarsi direttamente all’agenzia di zona per avere maggiori opportunità di avere successo nella ricerca.

Il consiglio che si può dare è comunque quello di scandagliare con attenzione le offerte che si trovano sui portali, perché può capitare che talvolta venga lasciato comunque un riferimento dell’azienda che offre una posizione aperta nel proprio organico. Così facendo ci si potrà proporre direttamente saltando l’intermediazione dell’agenzia, con il rischio però di essere rimbalzati dalla società in questione a causa di accordi presi in precedenza con le compagnie di lavoro interinale. Però tentar non nuoce, e una prova può comunque essere fatta.

 Consigli e strategie per la ricerca del lavoro gratuita

La rete rimane comunque una risorsa gratuita importante, che si può comunque utilizzare con una declinazione leggermente diversa. Staccandosi dal concetto della diretta ricerca di lavoro tramite un sito, si possono scovare nel web siti che propongono, come fa cercalavoro attualmente, degli articoli di consigli e spunti validi. Questo permette di attuare delle strategie interessanti, che possono dare maggiori possibilità di successo alla nostra ricerca.

Facciamo alcuni esempi per esplicitare la cosa: sapere ad esempio come si muovono i recruiter attualmente, ci consente di farci trovare proprio dove sta andando il mercato.

Oppure sapere con precisione come presentare un curriculum senza errori, o magari come impostare una lettera di presentazione efficace, può fare la differenza tra una ricerca vana e una svolta con successo.

Infine non è da sottovalutare la conoscenza del mercato del lavoro e di quali sono le sue tendenze attuali. Sapere ad esempio quali sono i lavori più ricercati, ma che trovano scarsità di personale qualificato, ci può dare un’indicazione su dove dobbiamo formarci per maggiori possibilità di successo. E la conoscenza dei piani per l’occupazione e la formazione aiuta ad orientarsi verso una ricerca di lavoro fatta con intelligenza e pragmatismo, che portano a maggiori possibilità di successo.

Fare rete per trovare lavoro

Altro metodo gratuito che sta spopolando attualmente è quello di creare, o magari recuperare, una rete di contatti.

Il concetto non è assolutamente nuovo, ma viene potenziato dalla sua attuazione tramite internet, che ne aumenta la portata. Alla base infatti si tratta del caro vecchio passaparola, quindi trovare lavoro tramite una rete di conoscenze e referenze ben strutturata. Grazie al moderno impatto del web nella vita di tutti i giorni, questo meccanismo si amplifica, dando la possibilità di essere efficace su una scala più ampia di possibilità.

Attenzione però, che non dobbiamo limitarci a creare contatti solo virtuali. Non dimentichiamo che la rete di contatti stretti, quindi amici, familiari ed ex colleghi di zona, è uno dei veicoli fondamentali, e dati alla mano, è ancora oggi una delle porte d’ingresso più ampie per il mercato del lavoro.

Ma vediamo in breve come sfruttare la rete di contatti per la ricerca lavoro.

Trovare lavoro con Linkedin

Tra i vari portali per le offerte di lavoro, chiaramente il più grande e strutturato del mondo è Linkedin. Non bisogna però pensarlo come una bacheca dove affiggere il proprio CV aspettando di essere contattati passivamente.

Utilizzare Linkedin in questo modo ci espone fatalmente ad un insuccesso sicuro. Per godere appieno delle potenzialità di questo vero e proprio social network del lavoro, bisogna curare alcuni dettagli con attenzione.

Anzitutto il primo passo fondamentale è quello di avere la propria pagina estremamente aggiornata con particolare attenzione ai riferimenti sulle proprie skills sia lavorative che personale (le cosiddette soft skills)

In questa fase bisogna essere assolutamente onesti nella valutazione delle proprie competenze, altrimenti ci esporremo al rischio di essere contraddetti su queste da molte persone che ci conosco e hanno lavorato con noi. E se questo dovesse accadere sarebbe la pietra tombale sulle nostre aspirazioni di ricerca lavoro su Linkedin. Sfruttando di base il meccanismo del passaparola, questo mancato riconoscimento sociale delle nostre qualità si rivelerebbe un boomerang fatale per le nostre aspirazioni.

Bisogna poi pensare alla costruzione massiccia di una rete di contatti che abbia la caratteristica di essere funzionale all’ambito lavorativo in cui ci vogliamo inserire. Ed infine manteniamo il nostro profilo sempre vivo, postando con regolarità, contenuti interessanti per il fine ultimo della nostra presenza, quindi la ricerca di lavoro in un determinato ambito.

Una sapiente gestione del profilo Linkedin, è uno dei passi fondamentali per fare rete in maniera efficace ed aprirsi la strada verso una nuova occupazione in maniera gratuita. Se poi si vuole spendere, allora c’è sempre la possibilità di azionare la modalità a pagamento del social network, con funzionalità avanzate.

Fare rete di persona in maniera organizzata

Nel concetto di crearsi un network di contatti, molti possono trovare che posizionarsi sul web con questa strategia sia un po’ troppo impersonale, e che non funzioni a dovere magari per l’ambito lavorativo che abbiamo scelto. Altre volte l’età della persona che cerca attivamente lavoro, influisce negativamente sull’affidabilità percepita dei contatti via web, e quindi si preferisce un contesto fondato sulle interazioni di persona. Vediamo alcune alternative gratuite per creare una rete di contatti reale tra chi cerca e offre lavoro.

Associazione lavoro over 40

Il gruppo di persone è pensato appositamente per chi cerca lavoro in età non più giovanissima. La rete di contatti si crea mediante la partecipazione ai corsi di formazione e perfezionamento disponibili sul territorio, e quindi nello stesso momento ci si può aggiornare, acquisire nuove competenze, ed ampliare la rete di contatti utili.

Job Club

Gestito da Riccardo Maggiolo, figura di alto profilo nella formazione indirizzata alla ricerca di nuovo lavoro. Già autore di libri di successo sull’argomento, come “Brucia il tuo curriculum” del 2014 e “job search 2.0”, ha fondato qualche anno fa i Job Club, gruppi di persone eterogenei composti da 8-12 elementi che si aiutano vicendevolmente per la ricerca attiva di un lavoro. Questi gruppi, coordinati da un trainer professionista, hanno avuto risultati lusinghieri, ottenendo partnership importanti come quella del comune di Milano, che ha ospitato alcuni Job club, in grado di garantire anche fino al 60% di approdo al lavoro per i partecipanti.

La fiera specializzata “Io Lavoro”

Oltra alla possibilità di conosce aziende che possono offrire posizioni aperte in maniera diretta, questa fiera ha il merito di essere un punto di riferimento per la creazione di una rete di contatti solida. Certo poter lasciare qualche curriculum dona la speranza di trovare subito un lavoro, ma partecipare ai workshop organizzati durante la fiera può risultare ancor più decisivo ai fini della nostra ricerca di un’occupazione.

Conclusioni

Come abbiamo visto, oltre alla classica ricerca in rete vi sono molti metodi gratuiti che possono essere d’aiuto per la ricerca attiva di un lavoro stabile. Chiaramente il consiglio più grande è quello di utilizzare sempre un minimo di inventiva ed intraprendenza quando si affronta la ricerca di un lavoro. E soprattutto è fondamentale non fermarsi alle prime delusioni, che fatalmente arriveranno, perché l’occasione di crearsi o trovare lo spazio lavorativo è sempre dietro l’angolo.

Come diventare poliziotto

Diventare poliziotto o comunque un appartenente alle forze dell’ordine è uno dei desideri che in molti possono avere, per dare una sicurezza e una stabilità lavorativa alla propria vita.

Contrariamente ad altri lavori che si possono trovare, per entrare in polizia non serviranno curriculum e colloqui di lavoro, o perlomeno non saranno come siamo abituati a vederli per i lavori più tradizionali.

Entrare in polizia richiede infatti un iter ben preciso e dei passaggi da seguire con attenzione. Vi sono inoltre dei requisiti da rispettare, perché essendo un posto di lavoro che si inserisce nella sfera pubblica, la massima attenzione a chi viene assunto è d’obbligo.

Addentriamoci allora, attraverso questa guida, all’interno di tutti i passaggi e le informazioni necessarie per chi fosse interessato ad un futuro lavorativo interno all’arma.

Come entrare in polizia

macchina della polizia con poliziotto

Partiamo specificando il primo passo da fare per avvicinarsi a questo lavoro, cioè i modi per accedere ai posti disponibili negli organici delle forze di polizia.

Da principio per entrare in polizia vi erano due modi distinti:

  1. Fino al 2016 si poteva presentare la domanda di ammissione al Corpo durante il periodo del servizio di leva, accedendo tramite un esame e un concorso riservato all’accademia di polizia statale. Considerando che il servizio militare non è più obbligatorio dal 1 Gennaio 2005, questo sistema d’accesso +è andato sempre più riducendosi, fino a diventare praticamente inutilizzato.
  2. Tramite un concorso pubblico aperto a tutti i cittadini in possesso dei requisiti esplicitati nella comunicazione del concorso stesso sulla Gazzetta ufficiale.

Come accennato poco fa, dal 2016 c’è stata una modifica nelle modalità di accesso all’accademia di polizia.

Con il decreto legislativo n°8 del 28 gennaio 2014, all’articolo 10 vengono aboliti i concorsi pubblici riservati al personale che ha svolto servizio nelle forze armate. Quindi chi ha svolto il servizio militare non ha più quella corsia riservata che garantiva una sorta di precedenza per chi voleva svolgere il concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato.

Da quella data il concorso per entrare nell’arma della polizia è aperto a tutti i cittadini con eguali possibilità di passare le selezioni. Unica condizione da rispettare è quella di avere i requisiti adatti.

I concorsi per l’accesso all’accademia di polizia vengono banditi annualmente, sotto il diretto patrocinio del Ministero degli Interni. Le pubblicazioni dei bandi sono sempre visibili e rintracciabili sulla Gazzetta Ufficiale.

Requisiti per entrare in Polizia

Per partecipare ai concorsi è d’obbligo rispettare alcuni requisiti di base. Senza di questi non sarà possibile essere ammessi alle prove d’esame previste nel concorso. In seguito alle ultime modifiche i requisiti per partecipare al concorso sono:

  • Cittadinanza italiana e pieno possesso dei diritti politici
  • Avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni
  • Ottimo livello d’idoneità fisica e psichica
  • Inclinazione attitudinale al servizio di polizia
  • Essere in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado
  • Non avere mai subito espulsioni da corpi militari o forze armate
  • Non essere mai stati destituiti da pubblici uffici
  • Non avere mai riportato condanne relative a delitti non colposi
  • Non essere mai stati sottoposti a misure di prevenzione cautelare o di sicurezza

Come si può notare alcuni di questi requisiti sono oggettivi, come la cittadinanza il titolo di studio o la pulizia della fedina penale per i reati non colposi.

Altre caratteristiche saranno invece oggetto di un colloquio psico attitudinale più approfondito, per valutare le inclinazioni e la natura psichica del candidato.

Un piccolo discorso a parte merita il requisito dell’età. Questa infatti ha la possibilità di essere messa in deroga, alzando il limite massimo per la partecipazione al concorso. Può infatti essere innalzata fino ad un massimo di 3 anni (portando quindi il limite a 33 anni) solo in relazione all’effettivo servizio militare prestato dai potenziali candidati. Rimane questo, l’unico, piccolo vantaggio a disposizione di chi ha svolto servizio di leva.    

Riguardo ai requisiti vanno fatte altre due precisazioni. La loro validità è da considerarsi effettiva se sono posseduti dal candidato alla data di scadenza della domanda di partecipazione.

Ed infine, la selezione è da considerarsi aperta per ambosessi, pertanto anche le donne possono fare liberamente domanda per l’accesso al concorso allievi.

Il concorso per entrare in polizia

Ora che abbiamo visto attraverso quali meccanismi, e quali sono i requisiti di base per l’accesso ai concorsi, passiamo alle informazioni relative allo svolgimento dei concorsi.

La premessa da fare è che le prove da superare possono variare a seconda della posizione che ci si candida a ricoprire all’interno del Corpo di Polizia. Infatti i concorsi per ricoprire la carica di ispettori o commissari di polizia prevedono un numero maggiore di prove da superare, mentre per diventare poliziotto semplice l’iter da seguire sarà meno complicato.

L’esame per diventare allievo di polizia prevede un semplice questionario, che viene strutturato in questa maniera:

  • Domande con risposta sintetica (qualche riga al massimo) su argomenti di cultura generale e sulle materie previste nei programmi della scuola media dell’obbligo
  • Quesiti in lingua straniera , che viene scelta dal candidato tra quelle previste dal bando
  • Domande di informatica di base

Se lo svolgimento di questo test preliminare ha esito positivo si passa alla fase successiva del concorso, che consiste negli accertamenti dei requisiti.

Il candidato verrà infatti sottoposto alle prove che confermino la presenza dei requisiti fisici, attraverso alcuni test atletici incentrati su forza resistenza e velocità.

In seguito si passerà all’accertamento dei requisiti di natura psichica ed attitudinale, da svolgere mediante dei colloqui approfonditi con personale specializzato nella valutazione di tali caratteristiche.

E’ possibile prepararsi adeguatamente ai vari test, anche in considerazione del fatto che vengono spesso messi a disposizione testi specifici per lo studio finalizzato al superamento dei questionari.

La formazione post concorso

formazione agenti di polizia

Se le prove del concorso vengono superate brillantemente, si concede al candidato l’accesso alla scuola allievi di polizia. Infatti il semplice superamento del concorso non consente di definirsi agenti di polizia a tutti gli effetti, e per iniziare ad esercitare la professione, è necessario passare attraverso un periodo di formazione nelle accademie sparse per tutto il paese.

Tale periodo di formazione è suddiviso in blocchi di 6 mesi.

Durante la prima metà dell’anno si frequenta il corso di formazione in accademia, che prepara il candidato sia sotto il profilo teorico, che su quello prettamente fisico.

Nella seconda metà del percorso di apprendimento, si passa ad affrontare un vero e proprio periodo di prova. Durante questo lasso di tempo si eserciterà da Agenti in prova, spesso affiancati da colleghi con una maggiore anzianità di servizio.

Solo in seguito a questi passaggi, che durano complessivamente 1 anno come abbiamo visto, è prevista l’effettiva nomina ad Agente di polizia, con l’assegnazione ad uno dei reparti. Questi in una fase iniziale dell’esperienza del candidato nel Corpo di Polizia, dovranno obbligatoriamente essere in una regione diversa da quella residenza del candidato. Una misura che oltre a garantire la naturale gavetta, previene il pericolo di eventuali infiltrazioni della malavita nelle maglie della polizia locale.

Quanto guadagna un poliziotto

Ora che abbiamo visto l’iter per arrivare alla qualifica di agente di polizia, addentriamoci nell’argomento relativo al salario di un poliziotto.

Chiaramente essendo un posto pubblico, lo stipendio viene concordato con dei contratti collettivi, stipulati dal governo con le varie sigle sindacali che operano a tutela dei lavoratori nei Corpi di Polizia.

Fin qui abbiamo preso in esame tutto l’iter previsto per diventare agente semplice, quindi il primo gradino per entrare nell’organico dell’arma di polizia.

Ovviamente come in tutti gli altri lavori, anche nel corpo di polizia vi sono delle gerarchie e delle posizioni da scalare per fare carriera.

Inoltre c’è da considerare anche gli scatti di anzianità che entrano in gioco qualora non ci fossero avanzamenti di carriera. Questi si attivano secondo il seguente schema:

  • 17 anni di anzianità per il primo scatto
  • 27 anni di anzianità per il secondo scatto
  • 32 di anzianità per il terzo scatto

Di seguito una tabella riepilogativa di quanto appena detto, con le cifre indicative riportate in base al rinnovo per il triennio 2019/2021 stipulato lo scorso febbraio.

RuoloStipendio baseDopo 17 anniDopo 27 anniDopo 32 anni
Agente semplice e agente scelto1.200 €1.450 €2.900 €3.350 €
Ispettore e vice-ispettore1.700 €1.850 €3.000 €3.500 €
Sovrintendente e vice-sovrintendente1.500 €1.800 €3.000 €3.450 €
Assistente1.300 €1.450 €2.900 €3.350 €
Vice-Questore Aggiunto 2.200 € 3.200 € 5.000 € 5.900 €
Commissario Capo 2.100 € 2.700 € 5.100 € 5.900 €
Commissario e vice Commissario 1.900 € 2.100 € 3.200 € 3.750 €

Come si può notare a partire dal secondo scatto lo stipendio si alza sensibilmente e anche il ruolo ricoperto incide sugli emolumenti in maniera sostanziale.

Per il ruolo di agente di polizia che abbiamo preso in esame in questa guida, lo stipendio che si attesta sui 1200€ netti mensili, lo rende comunque uno dei meno pagati al mondo, se calcoliamo che negli altri paesi europei il salario base di un agente è mediamente di 500€ superiore.

Ma anche se risulta un dei meno pagati al mondo, molto giovani cullano il sogno di diventare agenti di polizia, anche perché la sicurezza di percepire il salario mese dopo mese è assolutamente solida

Come lavorare in Svizzera

Trovare lavoro in Svizzera è una delle cose che sentiamo più spesso legate all’idea di lavorare fuori dai confini italiani. Questo mito, è alimentato innanzitutto dalla vicinanza, che ha permesso nel corso del tempo il fenomeno dei frontalieri, dalla possibilità di ampie zone del paese elvetico in cui si parla correntemente italiano, e dalla qualità degli stipendi percepiti.

Ma come sempre tra un progetto e la sua realizzazione vi sono delle informazioni che vanno studiate con attenzione per non incappare in errori che possano compromettere la nostra legittima spirazione di lavorare all’estero, ed in questo caso scegliendo la Svizzera come approdo.

Facciamo quindi una panoramica di tutto quello che c’è da sapere per tentare la fortuna in Svizzera, scoprendo le norme e le possibilità offerte da questo paese, che risulta essere uno dei più prolifici al mondo.

Qualità di vita e lavoro e in Svizzera

bandiera svizzera

Partiamo da alcune informazioni di base riguardanti lo stile di vita e di lavoro che si possono sperare di raggiungere in Svizzera.

La nazione elvetica è una delle mete più desiderate per i lavoratori italiani che decidono di spostarsi all’estero, è questo è principalmente dovuto al livello delle retribuzioni che si possono trovare.

Annotiamo ad esempio, che nel 2016 il reddito pro capite medio si attestava attorno ai 67mila euro, facendo registrare uno dei dati più alti a livello globale, inquadrando la Svizzera tra i paesi più prosperi del mondo.

Stipendi in Svizzera

Facciamo qualche esempio direttamente sulle professioni per dare un’idea

Un’insegnante percepisce uno stipendio netto mensile che sfiora i 4.300 euro abbondantemente più del doppio rispetto ai rispettivi colleghi italiani.

Il discorso si applica anche ai medici di base, il dottore di famiglia per intenderci, che ha un salario oscillante tra i 4.600 e i 5.600 euro.

Il muratore, che in Italia fatica a superare i 1.200 euro di stipendio mensile, in svizzera può arrivare a guadagnare fino a 4.500 euro al mese.

Questo livello di redditi pone la svizzera al quarto posto nel mondo come nazione tra le più generose con la forza lavoro, dietro solamente a Qatar Norvegia e Lussemburgo.

Costo della vita in svizzera

Ovviamente dall’altro lato della bilancia troviamo il costo della vita, che in Svizzera è comunque più alto che in Italia, e non di poco. Oltre a costi superiori per quello che riguarda la vita comune e quotidiana, quindi semplici azioni come fare la spesa, se prendiamo in esame alcuni benchmark ci accorgiamo del maggiore impatto di alcuni costi fissi sulle spese di un cittadino medio.

Gli alloggi ad esempio hanno costi molto elevati, e comprare una casa sarà praticamente impossibile appena arrivati in svizzera per lavorare. Anche gli affitti non sono da meno se pensiamo che per un bilocale il costo mensile medio d’affitto si aggira attorno agli 800 euro.

Il fenomeno dei Frontalieri

L’alto costo della vita in svizzera ha generato nel tempo un fenomeno conosciuto come quello dei frontalieri, cioè lavoratori italiani che prestano regolarmente servizio lavorativo nel paese elvetico ma decidono di risiedere in Italia. Questo tipo di situazione è particolarmente diffusa in comuni vicini alla frontiera come Sondrio, Como Varese o Verbania.

Il vantaggio per chi si organizza in questa maniera è ovvio e sostanziale, riuscendo a vivere in Italia con oltre il doppio dello stipendio percepito dai propri concittadini. Con il tempo, sia Italia che Svizzera hanno fortemente regolamentato questo fenomeno, per evitare distorsioni ed eccessivi vantaggi.

Dal lato svizzero esiste infatti uno specifico permesso di soggiorno per frontalieri (Permesso G), che prevede una durata pari al contratto di lavoro se questo è inferiore ad un anno, oppure di 5 anni se il contratto supera i 12 mesi. Inoltre in questo specifico permesso è previsto che il lavoratore debba ritornare al proprio luogo di domicilio almeno una volta alla settimana con dei controlli eseguiti alle frontiere.

Per quello che riguarda il lato italiano, gli sforzi si sono concentrati soprattutto sul versante fiscale, che prevede una franchigia di 7.500 euro annui di introiti da lavoro non tassati. Superata quelle soglia si applica la normale aliquota IRPEF sulla differenza. Questi sono solo dei paletti di massima ma legge italiana sui frontalieri ha in realtà altre fattispecie che però non approfondiremo in questo articolo.

I permessi di soggiorno

Torniamo per un attimo ai permessi di soggiorno che sono un passaggio obbligato se decidiamo di lavorare in svizzera. Oltre al permesso di tipo G che abbiamo visto applicarsi ai lavoratori frontalieri, vi sono altri tipi di permessi che possono garantire il tempo necessario a trovare lavoro, oppure a vivere direttamente in Svizzera qualora si fosse già trovata un’occupazione stabile.

Oltre quindi a quello già citato esistono altri 3 tipi di permesso che sono:

  • Di breve durata: detto permesso L, potremmo richiederlo se il contratto di lavoro ha durata di meno di un anno. Una volta scaduto il contratto il permesso può essere rinnovato per un massimo di 7 volte o 24 mesi, entro i quali ci dovremmo però impegnare alla ricerca attiva di un nuovo lavoro
  • Di lunga durata: detto permesso B, s’intende in pratica come permesso di dimora. Ha una validità complessiva di 5 anni, è rinnovabile a tempo indeterminato, e si applica qualora il contratto di lavoro sottoscritto abbia una validità superiore ad 1 anno.
  • Di durata indeterminata: detto permesso C, si può richiedere quando si è vissuto ininterrottamente in svizzera per almeno 5 anni

Per ottenere questi permessi si dovranno esibire i seguenti documenti ad un qualsiasi comune svizzero:

  • Passaporto valido;
  • Carta di identità;
  • Foto formato tessera;
  • Contratto di lavoro con azienda svizzera;
  • Contratto di assicurazione sanitaria;
  • Certificato di stato civile.
lavorare in svizzera

I lavori in Svizzera

Essendo un paese all’avanguardia sotto molti aspetti, anche in Svizzera la richiesta di lavori ad alta qualifica è sempre attiva, ma la tendenza sempre più accentuata negli ultimi anni ha visto l’intensificarsi di richiesta di operai specializzati. Infatti, molti ragazzi svizzeri, hanno preferito studiare e dedicarsi a lavori d’ufficio, lasciando liberi numerosi posti interessanti nel campo dei lavori più manuali.

Di seguito riportiamo una tabella che esplicita i lavori maggiormente richiesti, e soprattutto, il corrispettivo stipendio mensile.

  • Tecnico caldaia / riscaldamento                 6.200 €
  • Meccanico semplice                                      5.300 €
  • Elettricista                                                         6.200 €
  • Infermiere                                                        7.100 €
  • Farmacista                                                         7.100 €
  • Ausiliario ospedaliero                                   3.995 €
  • Operatore sanitario specializzato             6.200 €
  • Project manager                                             8.800 €
  • Sviluppatore web                                           7.900 €
  • Insegnante                                                       6.200 €
  • Ingegnere                                                         7.546 €

Come è evidente gli stipendi medi sono ad un livello enormemente maggiore rispetto a quelli italiani, e particolarmente interessanti stanno diventando le opportunità di lavoro nell’ambito manuale, rinverdendo i fasti di un tempo in cui la migrazione verso la Svizzera per fare il muratore oppure l’imbianchino era uno dei grandi classici della ricerca del lavoro estero, soprattutto per gli abitanti del sud Italia.

Lavorare in svizzera

Ora che abbiamo visto la regolamentazione di base per provare a trasferirsi in svizzera per lavorare, vediamo in breve alcuni passi fondamentali per rendere reale questa prospettiva. Come accade per altri paesi esteri, anche per lavorare in Svizzera servirà essere organizzati ed avere chiari alcuni passaggi fondamentali. Ecco quindi alcuni consigli di base per riuscire a ad attuare il proprio piano di lavoro nel vicino stato elvetico.

Trovare lavoro in svizzera

Per prima cosa occupiamoci immediatamente di trovare lavoro. Come accennato in precedenza ci sono molte posizioni richieste, e sono tutte ben pagate, ma dove trovare il lavoro che serve per iniziare la nostra esperienza? Esattamente come faremmo in Italia, la maggior parte delle offerte viene filtrata dalle agenzie del lavoro sparse su tutto il territorio, pertanto il primo consiglio è quello di valutare le offerte tramite loro. Inoltre si potranno sempre tenere le antenne dritte per le offerte svizzere su siti specializzati come il nostro che informano sulle possibilità di lavoro all’estero.

Impostare il CV per la svizzera.

Altro aspetto importante è quello del curriculum da presentare. Il principale consiglio è quello di affidarsi al classico Cv euro pass, particolarmente apprezzato in Svizzera, e di tradurlo in tutte le lingue più comuni parlate in territorio elvetico, quindi francese e tedesco oltre all’italiano.

Trovare alloggio in Svizzera

Altro aspetto fondamentale è quello dell’alloggio da trovare ancor prima della partenza. Se abbiamo deciso di non lavorare come frontaliere, ma di trasferirci stabilmente, ecco allora alcuni siti che possono essere d’aiuto

Qui si possono trovare da interi appartamenti in affitto, fino a semplici stanze o servizi di sublocazione legali.

Assicurazione sanitaria

In svizzera è obbligatorio stipulare un’assicurazione sanitaria entro 3 mesi dall’arrivo. Attenzione perché questa non viene in alcun modo rilasciata dal datore di lavoro, ma può essere stipulata solo attraverso delle agenzie private. Ecco una lista delle più comuni, dove poter reperire informazioni circa i costi e le coperture.

 Helsana

Aprire un conto corrente in svizzera

Altra cosa da fare il prima possibile è quella di aprire un conto corrente. Essendo la svizzera molto famosa per il suo sistema bancario ci sono una miriade di istituti importanti e conosciuti, e per un lavoratore regolare non sarà difficile aprire un conto. Per procedere all’apertura del conto corrente si dovrà esibire il passaporto oppure un documento valido, un documento che attesti l’esistenza di un reddito certo. Attenzione che può essere richiesto un versamento minimo per l’apertura del conto. §Di seguito una lista dei maggiori istituti di credito elvetici, dove reperire informazioni precise a riguardo

Product Marketing Manager, Enterprise presso Stack Overflow (Lavoro in remoto)

Il luogo di lavoro è New York oppure è possibile lavorare in remoto

Stack Overflow è la community online più grande e affidabile per gli sviluppatori che desiderano apprendere, condividere le proprie conoscenze e sviluppare la propria carriera. Oltre 50 milioni di persone visitano Stack Overflow ogni mese per aiutare a risolvere i problemi di codifica, sviluppare nuove competenze e trovare opportunità di lavoro.

Collaboriamo con le aziende per aiutarle a capire, assumere, coinvolgere e consentire agli sviluppatori del mondo. I nostri prodotti e servizi sono focalizzati sul marketing degli sviluppatori, sul reclutamento tecnico e sulla condivisione della conoscenza aziendale.

A proposito di te:

Sei un esperto di marketing di prodotti con esperienza nel marketing e nella vendita di SaaS all’impresa. Capisci e comprendi gli sviluppatori, il modo in cui pensano, lavorano e comunicano, sia come utenti di software sia come leader di organizzazioni (dirigenti, VP, dirigenti di medio livello). Sei intelligente e fai le cose. Sei analitico, creativo, collaborativo e indipendente. Ti vedi come un partner chiave per l’organizzazione delle vendite e dei clienti, condividendo gli obiettivi di fatturato e lavorando insieme per raggiungerli.

Cosa andrai a fare:

Sarai il Product Marketing Manager di Stack Overflow for Enterprise. Il tuo compito è offrire agli sviluppatori l’adozione del software di gestione della conoscenza aziendale di Stack Overflow tra le grandi organizzazioni in tutti i settori verticali. Lavorerai con un team altamente interfunzionale con product manager, vendite, successo dei clienti e marketing (digitale, contenuti, eventi).

Crea posizionamento e messaggistica del prodotto per comunicare Stack Overflow per le proposte di valore e i differenziatori di Enterprise ai decisori chiave

Consentire alle vendite aziendali di chiudere più rapidamente la nuova attività fornendo la migliore documentazione sul prodotto, i punti vendita, le garanzie, i casi d’uso, le storie dei clienti, i punti di discussione, le demo dei prodotti e il supporto di marketing sul campo

Condurre ricerche sui clienti e sul mercato per trovare e condividere informazioni su persone, concorrenti e settori verticali con le parti interessate

Collaborare con Content e Digital Marketing per posizionare Stack Overflow come soluzione indispensabile tra i responsabili delle decisioni IT e garantire una buona pipeline di lead per il team di vendita

Costruire l’Advisory Board per consolidare le relazioni con i clienti principali e avviare eventi / programmi per aumentare la difesa dei clienti Stabilire l’esperienza del dominio: sviluppare una profonda comprensione del prodotto e in che modo gli sviluppatori utilizzano Stack Overflow for Enterprise, quali sono i loro bisogni e punti critici e come valutano e incorporano il nuovo software nelle loro organizzazioni

Determina, misura e segnala i KPI per tutte le tue iniziative

Quali devono essere le tue capacità:

  • Almeno 3 anni di esperienza nel marketing di prodotto
  • Esperienza nel supportare un’organizzazione di vendita con garanzie, formazione e assistenza sul campo
  • Ottime capacità di scrittura e passione per la narrazione di prodotti
  • Forti capacità analitiche e capacità di scavare nei dati dei clienti per approfondimenti e raccomandazioni
  • Esperienza nella segmentazione utente / cliente, ricerca industriale e sviluppo personale
  • Sperimenta progetti complessi e multi-stakeholder dall’inizio alla fine
  • Esperienza lavorativa con Product Management, UX Research e Design
  • Laurea quadriennale o esperienza lavorativa equivalente

Cosa offriamo in cambio:

  • Retribuzione base competitiva
  • 20 giorni di ferie pagate
  • Orari flessibili
  • Opzioni azionarie
  • Assicurazione sanitaria completamente gratuita (no copay oppure premium)
  • Ottimo ufficio con caffè espresso, giochi e pranzi giornalieri gratuiti
  • Rimborso per l’iscrizione alla palestra
  • Rimborso del trasporto

L’offerta lavorativa è condizionata dal completamento con esito positivo di un controllo di base e dal diritto legale di lavoro per la posizione offerta.

Diverse squadre costruiscono prodotti migliori.

Stack Exchange, Inc. non opera discriminazioni in materia di lavoro in base a razza, colore, religione, sesso, origine nazionale, età, idoneità al servizio militare, status di veterano, orientamento sessuale, stato civile, disabilità o qualsiasi altra classe protetta. Sosteniamo la diversità sul posto di lavoro.

Come Stack Exchange, crediamo fortemente che la diversità di esperienza contribuisca a una prospettiva collettiva più ampia che porterà costantemente a un’azienda migliore ea prodotti migliori. Stiamo lavorando duramente per aumentare la diversità del nostro team ovunque possiamo e incoraggiamo attivamente tutti a prendere in considerazione l’opportunità di farne parte.

Per applicare alla posizione menzionata, potete collegarvi direttamente al sito di Stack Exchange