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Mental coach: significato, a cosa serve e come diventarlo

Il mental coach, in italiano “allenatore della mente”, è un professionista che aiuta gli sportivi ad ottenere i risultati desiderati.

È una figura che: aiuta a definire gli obiettivi, supporta l’atleta durante i momenti di difficoltà, agisce sui complessi meccanismi della mente che regolano le motivazioni e la fiducia in sé stessi.

In questa guida scopriremo ogni dettaglio sul mental coach, esplorando da vicino il lavoro e tutti gli aspetti propri di questa professione a cui, sempre più, si rivolgono sportivi di successo ma anche atleti non ancora affermati che desiderano farsi spazio e fare dello sport il proprio lavoro.

Mental coach: significato

Per mental coaching si intendono l’insieme di pratiche messe in atto da una figura qualificata al fine di migliorare le capacità cognitive e mentali principalmente di uno sportivo.

Si tratta quindi di una sottocategoria rispetto al life coach, il quale si occupa di lavoratori generici, non individuabili cioè in un settore specifico.

Come evidenziato dall’American Psychological Association, un coach della mente o mental coach sportivo, ha il compito di migliorare le prestazioni, ripristinare la fiducia e far trovare le giuste motivazioni allo sportivo, riducendo in lui gli errori ricorrenti compiuti dalla mente.

Può altresì essere il professionista giusto da assumere dopo aver subito un infortunio o in caso di momenti particolarmente difficili della propria carriera.

Ebbene, per comprendere definitivamente chi è il mental coach, è utile in primo luogo riconoscere l’importanza della mente nel raggiungimento degli obiettivi. Semplificando possiamo dire che il personal trainer si occupa dello stato di salute del corpo, il mental coach agisce sulla mente.

Il mental coach, può essere dunque definito come un esperto principalmente in due settori: sport e psicologia. In particolare, la conoscenza dei meccanismi che regolano decisioni, motivazioni, determinazione, paura o ansia, risultano particolarmente importanti per lo sportivo, amatoriale o professionista, il quale può così ambire a sfruttare appieno il proprio potenziale.

Cosa fa il mental coach

Come anticipato, in mental coach agendo su aspetti quali: concentrazione, determinazione, fiducia in sé stessi, motivazioni, attraverso specifici programmi, esalta i punti di forza dell’atleta permettendo a quest’ultimo di affrontare nel miglior modo possibile i momenti di difficoltà e gli imprevisti.

La competizione nello sport, a tutti i livelli, non manca, ad esempio nel nuoto anche solo un centesimo di secondo può fare la differenza. Oppure nel calcio, un allenatore di calcio sa bene che ogni minima distrazione può essere fatale. Ciò è valido per tutti gli sport ed è in un tale contesto che il mental coach aiuta a mantenere elevate le prestazioni riducendo al minimo i margini di errore.

La professione del mental coach, inizia a diffondersi negli Stati Uniti intorno gli anni ’90 e in pochi anni è arrivata anche in Europa e in Italia. Oggi esistono diverse associazioni di categoria nazionali: A.Co.I (Associazione Coaching Italia), l’AICP (Associazione Italiana Coach professionisti) e internazionali: I.C.F. (International Coaching Federation), che organizzano corsi e rilasciano certificazioni.

A riprova dell’importanza del coach, o meglio, di figure qualificate in grado di agire sugli aspetti che governano motivazione, determinazione, ansia, troviamo altresì appositi corsi di alta formazione organizzati da diverse Università Italiane, ad esempio: i corsi di mental coaching dell’Università Bocconi di Milano.

Professione del mental coach: la normativa vigente

La professione del mental coach sportivo, così come del coach in generale, è riconosciuta dalla legge. La legge n.4 del 2013: Disposizioni in materia di professioni non organizzate, si rivolge a questi professionisti, non organizzati da un albo o da un ordine.

La norma, che di fatto si avvicina a quanto già previsto e stabilito in molti Stati Membri dell’UE, ha la funzione sia di promuovere i processi di autoregolamentazione della professione sia di dare modo a un potenziale cliente di riconoscere un coach professionista e qualificato, rispetto ad una qualsiasi persona che, non essendoci un divieto specifico, può esercitare la professione anche senza alcuna certificazione.

Chiunque può, infatti, lavorare come mental coach, ma la suddetta legge e in particolare il riferimento alla Norma UNI 11601-2015, consente al professionista di ottenere un apposito certificato che di fatto attesta la propria preparazione e competenza in materia.

Come diventare mental coach sportivo

Alla luce di quanto riportato nel paragrafo precedente, acquisire una certificazione riconosciuta è un passo assolutamente consigliato per poter diventare mental coach professionista.

Sebbene, trattandosi di una professione non regolamentata non vi sia alcun obbligo, seguire un apposito corso, sostenere l’esame e la conseguente qualifica conferisce le conoscenze e la professionalità richieste per chi ha il compito di lavorare su aspetti molto delicati che regolano il funzionamento della psiche.

Riassumendo, per diventare mental coach i passaggi da seguire sono:

  • Scegliere una scuola specializzata e riconosciuta in coaching;
  • Assicurarsi che venga rilasciato un certificato conforme alle norme e alla legge;

Verificare il curriculum dell’insegnante.

Una volta sostenuto un corso di mental coach, si può esercitare la professione. Si tratta di un lavoro versatile che può essere svolto anche da casa proponendo consulenze online.

Disporre di uno studio e incontrare di persona gli sportivi, tuttavia favorisce l’acquisizione di nuovi clienti dato che il contatto dal vivo può essere utile per entrare in maggior empatia con il cliente.

Corsi di mental coach

Un corso per mental coach, a seconda della scuola o dell’associazione proponente, può svilupparsi in modi diversi.
Lezioni frontali dal vivo o online, più focalizzate verso la teoria, oppure più verso la pratica. Tuttavia, si possono individuare alcuni capisaldi che caratterizzano ogni corso:

Panoramica generale

I primi moduli di un corso per mental coach mirano ad inquadrare la professione. Sono riportati quindi gli aspetti teorici, l’evoluzione della disciplina, il codice etico da rispettare, e tutti gli aspetti generali e le nozioni di base da conoscere.

Tecniche e strategie

Successivamente sono definite le più comuni tecniche utilizzate dai mental coach. In particolare, ci si focalizza sulla comunicazione, sull’ascolto e sul linguaggio del corpo.

In questa fase vengono altresì analizzati i primi case studies così che l’aspirante coach possa disporre di alcuni esempi pratici su come si svolge effettivamente una seduta di coaching.

Raggiungere gli obiettivi

Molta importanza viene inoltre attribuita al raggiungimento degli obiettivi. L’abilità del mental coach, infatti, non è solo applicare le giuste tecniche e strategie ma anche riuscire a far comprendere all’allievo come effettivamente raggiungere gli obiettivi.

Pratica

E infine alcuni moduli del corso sono dedicati alla pratica. Il mental coach sportivo deve riuscire a comprendere ogni aspetto della disciplina sportiva praticata dal cliente e in base a quest’ultima riuscire a fornire il giusto approccio mentale da utilizzare per affrontarla e raggiungere i risultati.

Mental coach: qualità e abilità necessarie

Una volta conseguita la certificazione è importante che il coach continui ad informarsi e a migliorarsi. In tal senso è possibile:

  • leggere libri dedicati;
  • partecipare a conferenze e incontri sul tema;
  • confrontarsi con altri professionisti.

Così come tutte le professioni, infatti, anche quella del mental coach è in continua evoluzione.

Aumentare il proprio bagaglio di conoscenze, acquisire nuove tecniche e metodologie, in definitiva è la strada giusta da percorrere che può portare sia ad aumentare i guadagni sia a poter ambire ad un’importante clientela.

Non è un mistero, infatti, che sono molteplici gli sportivi affermati che si avvalgono delle prestazioni di un mental coach. Ad esempio, il giocatore della Juventus, Leonardo Bonucci e la medaglia d’oro olimpica nei 100 metri Marcell Jacobs, hanno entrambi più volte dichiarato che oltre al talento, il duro lavoro e lo spirito del sacrificio, dietro i loro successi vi è anche un mental coach.

Intraprendere la carriera del mental coach non vuol dire soltanto acquisire la formazione e il certificato. Vuol dire anche possedere una serie di abilità trasversali o soft skills utili per svolgere con successo la professione.

Per molti aspetti, le abilità trasversali richieste sono le medesime, o molto simili, a quelle di uno psicologo o di un mentore.

In particolare, il mental coach ha qualità quali:

Capacità di ascolto

L’ascolto attivo è uno degli aspetti più importanti intorno al quale gravita la professione. Il mental coach, infatti, non può limitarsi ad ascoltare l’allievo, ma deve allo stesso tempo, interpretare il linguaggio del corpo, mettere a proprio agio, incoraggiare ad affrontare alcuni argomenti, interpretare segnali non evidenti. In pratica, deve saper usare l’ascolto attivo. È solo riuscendo a capire anche ciò che non viene espressamente detto che il mental coach può fornire le giuste soluzioni al problema.

Empatia

Lavorare come mental coach significa anche essere professionisti empatici. In questo ambito possiamo intendere l’empatia come la capacità di entrare in connessione con lo sportivo senza giudicarlo ed esprimendo giudizi.

L’empatia porta il coach ad interpretare i pensieri del cliente da più prospettive, riuscendo così a trovare una soluzione al problema da superare.

Positività

È compito del mental coach non alimentare e mettere in risalto gli aspetti negativi di una determinata situazione. Indipendentemente dalla gravità, bisogna riuscire a scovare i lati positivi o punti di forza, riuscendo a utilizzarli come motore verso il raggiungimento degli obiettivi.

Sincerità

Il mental coach, è vero che da un lato dovrebbe riuscire ad essere positivo, empatico e non fornire giudizi personali, ma non deve allo stesso modo venir meno alla sincerità.

Dovrebbe sussistere, in altri termini, una sana e genuina voglia di aiutare l’altro, appassionarsi alle vicende che riguardano l’allievo ed essere una guida sincera senza né illudere né demotivare.

Comunicazione

Le competenze comunicative, in generale, sono la soft skill che include tutte le caratteristiche del mental coach. Il quale riassumendo, dev’essere in grado di ascoltare attivamente, di entrare in connessione ed empatia con lo sportivo, di trasmettere positività, il tutto senza dimenticarsi di fornire soluzioni ai problemi in maniera sincera.

Tutti questi aspetti che rientrano nelle abilità comunicative del mental coach, permettono di esercitare con successo la professione.

Mental coach: dove lavora

I mental coach sono nella maggior parte dei casi dei lavoratori autonomi, anche se non è raro trovare reti di professionisti affiliati o alcune realtà che raccolgono in un unico posto più professionisti.

In un certo senso, il lavoro si sviluppa allo stesso modo di quanto avviene per altre professioni come gli avvocati o i commercialisti. Possono esistere quindi realtà associate o si può benissimo lavorare in proprio.

Fatta questa premessa, si evidenzia che esistono oggi due modalità – l’una non esclude l’altra, per svolgere la professione, da casa, tenendo i consulti online oppure ricevendo gli atleti in uno studio.

Mental coach online

Lavorare come mental coach solo online, può essere la scelta vincente per chi ha da poco intrapreso la professione e non può, o non vuole, subito sostenere i costi per affittare o acquistare uno studio e per arredarlo.

Inoltre, tra i vantaggi della professione online vi è che è possibile acquisire nuovi clienti praticamente in tutto il mondo, a condizione che si conoscano una o più lingue straniere.

Tuttavia, vi sono anche alcuni svantaggi. In primo luogo, molte persone preferiscono ancora un contatto dal vivo con il proprio mental coach.

In secondo luogo, sebbene si risparmi i suddetti costi, bisogna riuscire ad acquisire i clienti e lavorare sulla propria reputazione online.

Operazioni quali aprire il sito web e le pagine social e acquisire tutte le capacità di marketing sono inoltre da considerarsi come necessarie per farsi strada in un mondo molto competitivo.

Mental coach dal vivo

Disporre di un luogo confortevole dove ricevere i clienti, sicuramente aumenta la professionalità percepita. Le sessioni di mental coach sono molto delicate e dal vivo si evita la possibilità di incorrere in imprevisti come: interruzione della rete oppure rumori provenienti dalla propria postazione.

Acquistare o affittare uno spazio idoneo può essere in definitiva un investimento vincente. Chiaramente l’attenzione dovrebbe concentrarsi sugli arredi e sul mobilio. In particolare, proprio non possono mancare un’ampia scrivania e sedie comode. Acquistare un divano può altresì essere utile per cercare di far sentire ancora più a proprio agio i clienti, così come disporre di un piccolo frigorifero.

Lo stile dello studio può essere vario, ornamenti quali piante e quadri sono da indicati in questo contesto. E infine, è altresì importate disporre di un computer fisso e di un computer portatile, di una stampante, e ovviamente di una connessione ad Internet.

A cosa serve il mental coach

Vediamo ora perché uno sportivo dovrebbe pensare di affidarsi a un mental coach. A cosa serve? Come può aiutarlo per migliorare le prestazioni?

Un’esaustiva risposta alla domanda è fornita dal British Journals of Sports Medicine.

L’articolo evidenzia il duro lavoro quotidiano che lo sportivo deve compiere. Si tratta non solo di pensare alla propria forma fisica ma anche di migliorare le capacità tecniche e ovviamente di riuscire ad essere psicologicamente pronti ad affrontare il susseguirsi di gare e incontri.

Lo sport è caratterizzato anche da aspetti quali: imprevedibilità, nuovi avversari e intensità, che sottopongono gli atleti a stress fisici e psicologici. Riuscire a gestire al meglio questi ultimi, che si traducono in motivazioni, ansia, stress, pressione, è molto difficile data la complessità della mente umana.

Non tutti reagiamo allo stesso modo di fronte ad una sfida o a un imprevisto, naturalmente, alcuni sono più abili di altri a controllare il proprio stato psicologico, non a caso, si è soliti sentire di atleti che reggono bene la pressione e atleti che al contrario vanno in difficoltà quando le sfide o le gare sono particolarmente competitive.

Ebbene la psicologia dello sport compie continui progressi al fine di migliorare le prestazioni sportive agendo sul lato psicologico.

La ricerca riportata rivela che talvolta allenare la mente può essere più produttivo e portare a migliori risultati rispetto al solo esercizio fisico.

In tal senso, si riportano alcuni punti che rispondono alla domanda: “A cosa serve il mental coach sportivo”.

Definire gli obiettivi

Il mental coach aiuta lo sportivo a definire gli obiettivi da raggiungere nel medio e lungo termine, offrendo a quest’ultimo una panoramica realistica riguardo ai risultati effettivamente raggiungibili nei periodi di tempo considerato.

Focusing

L’atleta impara a trovare rapidamente la giusta concentrazione prima di eventi, gare o competizioni. Il focusing permette di non farsi influenzare dagli eventi esterni, di evitare le distrazioni, i pensieri negativi e porta a commettere meno errori durante la gara.

Fiducia

L’allenatore della mente agisce anche sui livelli di fiducia, fungendo altresì da motivatore. Trovare o ritrovare la fiducia in sé stessi è fondamentale per ottenere performance migliori nello sport come sul lavoro.

Stabilità mentale

L’atleta beneficia con il tempo di maggiore stabilità mentale. Ciò vuol dire che tenderà a non deprimersi troppo in caso di insuccesso e di rimanere concentrato e “con i piedi per terra” anche in caso di successo.

Gestire la pressione

La pressione prima di un importante evento può essere deleteria per l’atleta. Riuscire a convertire le energie negative in positive è un altro compito del mental coach, il quale lavora su aspetti quali: paura di fallire e ansia da prestazione.

Recupero

Un ultimo aspetto di fondamentale importanza riguarda la gestione degli infortuni. Gli atleti ben sanno che recuperare da un medio grave infortunio può essere molto difficile. La paura di non riuscire a tornare ai propri livelli, il non potersi allenare e il dolore sono tutti aspetti che condizionano negativamente la carriera.

È compito del mental coach mettere l’atleta nelle migliori condizioni mentali per riuscire a reagire e tornare ai livelli precedenti.

Il mental coach in conclusione può essere la soluzione giusta sia per giovani atleti emergenti sia per atleti affermati, ed è la figura da contattare per riuscire a superare le barriere mentali che possono impedire il raggiungimento dei risultati e l’espressione massima del potenziale.

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