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Il lavoro del Life Coach: mansioni, stipendio e capacità

Sviluppare e affinare talenti, capacità e abilità è un aspetto fondamentale della formazione professionale e personale durante tutto il corso della vita. Non si ferma affatto agli studi canonici, con le scuole superiori, i corsi professionalizzanti o l’università: è un’attività che serve in tutti i campi, qualsiasi sia l’obiettivo che si vuole raggiungere! 

Il life coach è un esperto della valorizzazione di queste capacità, che si occupa, da consulente, di studiare una strategia ed insegnare tecniche di miglioramento professionale o personale. 

In questa guida parleremo di molti aspetti del life coaching e della figura di life coach, cercando di sciogliere alcuni nodi che la rendono ancora oggi ostile ad alcune persone. 

Chi è il life coach

Il life coach è un consulente che lavora con dei clienti privati per aiutarli a focalizzare le proprie energie e le proprie risorse nel perseguimento di un obiettivo specifico. 

La consulenza media di un life coach si articola in questi punti: 

  1. Si inizia sempre da un colloquio conoscitivo, che serve al life coach per capire quale sia il background del cliente, quali capacità possiede e quali sono i suoi obiettivi a breve, medio e lungo termine. In fase di colloquio si possono utilizzare varie tecniche, dai test attitudinali al gioco, per comprendere quali siano le prerogative del cliente e quali abilità è necessario migliorare ed integrare;
  2. Dal colloquio si passa all’elaborazione di una strategia, con tecniche, esercizi e suggerimenti per conseguire l’obiettivo stabilito. In questa fase è possibile che il life coach lavori anche con altri professionisti, in base al tipo di esigenze del cliente; 
  3. Il life coach continua a seguire periodicamente i propri clienti per sapere come il percorso stia maturando, se gli obiettivi desiderati si avvicinano, se ci sono criticità da risolvere o nuovi problemi per cui sviluppare una nuova strategia. Il monitoraggio dei risultati può durare anche mesi o anni, a seconda del tipo di problema riscontrato e dell’obiettivo desiderato. 

Parallelamente a queste attività standard molti life coach si occupano anche di: 

  1. Pubblicizzare la propria attività, generalmente sul Web, da soli o con l’aiuto di agenzie ed esperti di marketing;
  2. Produrre contenuti testuali, audio o video che fungano sia da scheletro ideologico per l’attività, sia da pubblicità. Si può trattare di corsi e videocorsi, podcast, libri, manuali, grafiche. Questo materiale si può utilizzare sia con i propri clienti fissi, sia con quelli occasionali, che magari seguono il professionista sui social network per ricevere qualche “pillola” in modo gratuito o dietro compenso;
  3. Organizzare eventi e convegni, on e offline. Parte del lavoro del life coach non si articola in sedute con singoli clienti, in uno studio, ma in grandi spazi virtuali o fisici in cui molte persone si riuniscono e discutono dei temi più variegati, partecipano a corsi e lezioni, seguono conferenze, eseguono insieme esercizi. 

L’approccio maieutico

La maieutica è una scuola di pensiero filosofico nata in Grecia, con il lavoro di Socrate. La parola deriva dall’antico termine per indicare una levatrice, cioè una donna che aiutava le partorienti al momento della nascita. Si dice che Socrate avesse imparato questa impostazione dalla madre, che per l’appunto era una levatrice. 

Il principio maieutico lavora non sull’”immissione” di informazioni, istruzioni o nozioni nella persona, ma sul “tirare fuori” le capacità e i talenti già presenti in essa, ma sottovalutati. 

Il life coach non dà consigli o suggerimenti, né indica con precisione in da farsi per risolvere un certo problema.

Semmai pone le giuste domande (proprio come faceva Socrate), partendo dalla consapevolezza che le risorse per risolvere un problema si trovano già tutte all’interno del proprio cliente, ma sono nascoste da una patina di preoccupazioni, bias di cognizione (cioè “errori” della percezione e valutazione del mondo, di solito dovuti a pregiudizi e pensieri intrusivi), comportamenti devianti e auto-sabotanti. 

Altri tipi di coaching: alcune specializzazioni

Nel settore delle consulenze di coaching non esiste solamente il life coach. A seconda della specializzazione è possibile interfacciarsi con diverse realtà e problematiche. Vediamo insieme alcune piuttosto popolari. 

Business coach

Il business coach è un esperto che assiste le aziende e i professionisti, che desiderano migliorare il proprio approccio al lavoro, la gestione delle risorse umane, la salute finanziaria della società, la rete di network all’interno in cui si muove. 

Financial coach

Un financial coach è un esperto in gestione e amministrazione del denaro. Può fornire istruzioni e porre le giuste domande per risolvere problemi economici con privati, famiglie, aziende, e si dedica esclusivamente all’aiuto in questi campi. 

Career coach

Un career coach si occupa di lavorare con i propri clienti sulla loro professione e sulla loro professionalità, per esempio aiutandoli a comprendere se la loro mansione li soddisfa e li realizza, se ritengono di meritare di più (a livello economico e non) oppure se desiderano abbandonare il proprio lavoro per provare un’altra carriera. 

Health coach

Un health coach si occupa di lavorare con i clienti sulla loro salute, fisica o psicologica. Non è né un medico, né un terapeuta: un health coach non può fare diagnosi, né prescrivere farmaci, ma al massimo consigliare la visita o il colloquio con uno specialista che è più indicato a risolvere il problema della persona. Se il rapporto si rivela proficuo, i due professionisti, ognuno con le proprie abilità e capacità, possono lavorare insieme.

Sport coach

Uno sport coach è un professionista che lavora al fianco degli allenatori sportivi o degli atleti, per aiutarli a studiare un piano di insegnamento migliore, per migliorare l’approccio alla competizione e al lavoro. 

Life coach

Tornando però alla figura del life coach, dobbiamo spiegare in quali settori si muove. In realtà, può farlo in tutti quelli che abbiamo appena citato, ma in modo più generico e meno specifico rispetto ai colleghi. Possiamo dire che il life coach è una sorta di “primo step” a cui arrivare, per poi passare a professionisti più specifici in base alle proprie esigenze. 

Distinguere il Life Coach: cosa non fa

Parte della sfiducia che alcune persone hanno nei life coach è dovuta al timore che la loro professione possa sovrapporsi ad altre, più specializzate. Per chiarire, cerchiamo di spiegare cosa, di certo, non è un life coach. 

Un life coach non è un medico, né generico, né specialista: non fa diagnosi, né prescrive terapie, farmaci o visite. Se ritiene che un approccio multi tematico possa essere utile, può suggerire al proprio cliente di parlare con un medico, ma non si sostituisce ad esso. 

Un life coach non è nemmeno un counselor: non dà consigli specifici, studiati per il proprio cliente, per la risoluzione di un problema. Usando un approccio maieutico cerca di tirare fuori da lui il meglio delle sue capacità, ma tiene sempre a mente il fatto che il cliente sa, nel proprio io, cosa sarebbe giusto e vantaggioso fare. 

Un life coach, infine, non è né un terapeuta né uno psicologo: non può fornire aiuto di questa natura, e se identifica del proprio cliente una deformazione del pensiero o del comportamento grave, deve fare un passo indietro ed indirizzarlo al giusto percorso di cura, tornando sui propri passi, eventualmente, se e quando il cliente avrà ritrovato un certo equilibrio. 

Collaborazione e cooperazione: con chi lavora il life coach

Sebbene un life coach non sia un counselor, un medico o un terapeuta, può lavorare insieme a tutte queste figure a seconda delle esigenze del cliente. 

Prendiamo, per esempio, un caso classico che viene usato nelle scuole di life coaching per spiegare le specificità del mestiere: un cliente è fortemente in sovrappeso e desidera rimettersi in forma. Avrà bisogno della collaborazione di: 

  1. Un medico nutrizionista, che valuti con lui la sua alimentazione e gli insegni una strategia efficace per controllare le porzioni, i nutrienti e la progressiva perdita di peso;
  2. Se ha altre patologie legate al peso, altri medici specialisti che possano monitorare il problema, i sintomi e i progressi; 
  3. Un esperto di allenamenti sportivi, per pianificare degli allenamenti sani, sostenibili e sicuri; 
  4. Uno psicologo o un terapeuta (o uno psichiatra, se è necessaria l’assunzione di farmaci), per andare alla ricerca dei nodi psichici che lo hanno portato a cercare conforto nel cibo, per uscire dall’isolamento, per curare depressione o ansia;
  5. Un coach, che lo sproni, lo motivi e lo aiuti a comprendere che il percorso che sta affrontando è un investimento sulla propria salute e la propria felicità.

Solamente le specificità di questi professionisti, ognuno con le proprie competenze messe tutte insieme possono aiutare la persona a ritrovare un proprio equilibrio e a migliorare la propria salute e il proprio benessere. 

Cosa studiare per diventare life coach

Per diventare life coach, ad oggi, non è necessario né eseguire specifici studi universitari, né iscriversi ad albi di categoria, né superare Esami di Stato. 

La legge che regolamenta questa professione e a cui fare sempre riferimento è la numero 4 del 14/01/2003.

Sono molte le scuole private, in Italia e all’estero, che offrono corsi di studio per diventare life coach a pagamento.

Le principali sigle italiane a cui rivolgersi sono: 

La durata di questi corsi varia tra le 15 e le 100 ore totali, con vari livelli di difficoltà a seconda dell’esperienza e del perfezionamento richiesto.

Negli Stati Uniti, i corsi più celebri per diventare life coach sono offerti da: 

  1. Fielding Graduate University (Santa Barbara): 4 anni, per circa 9.000 dollari
  2. University of California (Davis): 4 anni, per circa 9.000 dollari
  3. Università del Wisconsin (Madison): 4 anni per circa 9.000 dollari
  4. George Mason University (Fairfax): 4 anni, circa 9.000 dollari per il corso base, circa 7000 per il corso avanzato
  5. Gestalt Institute of Cleveland (Cleveland): 2 anni, per circa 10.000 dollari
  6. Accademia di Leadership coaching e PNL: 2 anni, per circa 10.000 dollari
  7. Rutgers University (Newark): 4 anni, per circa 11.000 dollari
  8. Coaching Training Institute: 2 anni, per circa 12.000 dollari
  9. Università di Rochester (Rochester): 4 anni, per circa 12.000 dollari

Le caratteristiche di un life coach: su quali capacità lavorare

Praticamente tutte le capacità di un life coach hanno a che vedere con i rapporti interpersonali, l’autostima e la comunicazione. 

Un life coach deve necessariamente essere risolto nei propri dubbi e quesiti interiori, capace di ascoltare in modo preciso ed empatico, essere dotato di compassione per comprendere le difficoltà e le preoccupazioni dei clienti.

È bene che lavori sulla propria capacità di risoluzione dei conflitti: i clienti possono avere comportamenti di rifiuto, messi davanti ad un problema che non sanno come risolvere, e il life coach deve essere motivato, sicuro di sé ma comprensivo nei loro confronti.

Deve essere anche ottimista, avere un comportamento e un atteggiamento positivo e propositivo, saper motivare i clienti senza mai imporre la propria opinione sulle loro decisioni. 

Da ultimo, deve essere professionale ed etico. I clienti parlano con il life coach di problemi sul lavoro, di famiglia, di salute e di questioni personali, che li rendono sofferenti: queste informazioni sono confidenziali e devono essere mantenute private nella comunicazione tra life coach e cliente. 

Quanto guadagna un life coach

Il livello di esperienza, nella professione di life coach, è assolutamente divisivo in fatto di compensi: più sono numerosi gli anni di lavoro e le certificazioni ottenute, più è possibile avere una parcella elevata. 

La tariffa per un cliente privato, che si rivolge singolarmente al life coach, si aggira tra i 50 e i 100 euro all’ora, indicativamente. Un percorso più prolungato può avere un costo orario leggermente inferiore, per incentivare la partecipazione e la costanza del cliente.

Un life coach che si occupa anche di management, o che lavora nelle aziende con i dirigenti, può invece avere una richiesta oraria anche superiore ai 500 euro (secondo i dati più recenti della rivista Forbes), perché gli sono richieste abilità e competenze più tecniche e specifiche, come quelle necessarie per la gestione finanziaria o per lo sviluppo delle risorse umane.

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