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Non riesco a lavorare: i possibili motivi e le soluzioni

Non riesco a lavorare è una frase pronunciata da molti lavoratori. Dai liberi professionisti ai dipendenti, chiunque, almeno una volta nella vita, ha provato uno stato d’animo tale fargli perdere la voglia di lavorare.

In questo approfondimento vedremo che la sensazione di non riuscire più a lavorare è molto più frequente di quanto si possa pensare. I motivi inoltre possono essere tra i più disparati.

Non riesco più a lavorare: perché?

Non riuscire più a lavorare significa: avere poca o alcuna voglia di recarsi al lavoro, distrarsi facilmente, continuare rimandare e procrastinare.

A volte questa sensazione compare dopo periodi di lavoro molto intensi. In questo caso chiedere qualche giorno di permesso o di ferie potrebbe aiutare a risolvere il problema.

Altre volte il problema è più serio, potrebbe essere una buona idea chiedere un anno sabbatico, o al limite dimettersi e cambiare lavoro, trovandone uno nuovo solo quando si è nuovamente pronti.

Cercare nuove opportunità

Secondo un recente studio McKinsey ben il 40% dei lavoratori nel mondo è pronto a dimettersi.

Il fenomeno conosciuto come: The Great Resignation o Big Quit è partito in concomitanza con la fine della pandemia. È iniziato negli USA e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, anche in Italia.

A quanto pare i lavoratori oggi cercano nuove opportunità attribuendo una crescente molta importanza ad aspetti quali:

  • Sentirsi parte di un team
  • Beneficiare di politiche orientate al benessere del personale
  • Avanzare di carriera
  • Lavorare in un ambiente di lavoro flessibile.

I suddetti aspetti portano a ritenere che i lavoratori, soprattutto coloro appartenenti alla generazione Z e Millennials, siano alla costante ricerca di soluzioni lavorative differenti e più appaganti, non necessariamente dal punto di vista economico.

Non c’è una possibile soluzione al problema. Semplicemente le aziende che più sono in grado di adeguarsi alle esigenze richieste dai migliori talenti riusciranno a trattenerli.

Problemi personali o familiari

Diversamente i motivi per i quali si arriva a dire: “Non riesco più a lavorare” potrebbero essere causati da problemi di tipo personale o familiare. Tutti i lavoratori hanno una vita privata. Si pensi ed eventi quali:

  • Malattia
  • Lutto
  • Divorzio

A volte uno dei suddetti motivi potrebbe riflettersi negativamente sulle motivazioni e svuotare di tutte le energie necessarie per recarsi al lavoro.

Quando si hanno questo tipo di problemi è difficile trovare una soluzione valida per tutti. Amici, familiari, life coach, psicologi e mentori sono tutte figure che possono aiutare a superare questo difficile momento.

Noia a lavoro

Alcuni lavori sono più noiosi rispetto ad altri. Generalmente è il dover ripetere sempre le stesse mansioni a scaturire la noia.

La noia può portare la sindrome da boreout, dalla quale molte volte l’unica soluzione per uscirne è cambiare lavoro.

Qualora non si fosse alla ricerca di nuove opportunità e non si avvertano problemi di tipo personale o familiare, probabilmente è il lavoro svolto tutti i giorni il problema.

Bisogna inoltre tener presente che più il lavoro è noioso più aumentano sentimenti negativi come stress e ansia.

Stress da lavoro

Infine, se il lavoro piace, se non c’è alcun problema a livello personale e se non si è alla ricerca di nuove opportunità, perché non si riesce più a lavorare?

L’ultimo motivo potrebbe essere dato dal tipo di lavoro, probabilmente troppo provante dal punto di vista fisico e mentale.

Coloro che svolgono un lavoro gravoso o usurante sono particolarmente a rischio burnout e potrebbero essere più inclini a sviluppare un’avversione verso il lavoro stesso.

Anche in questo caso le possibili soluzioni non sono molte. Si potrebbe pensare di trovare un lavoro meno stressante e cercare di avere un atteggiamento positivo nonostante le difficoltà.

A volte anche le motivazioni possono giocare un ruolo determinante. Ad esempio, frequentare alcuni corsi di formazione potrebbe aiutare ad acquisire nuove competenze, agevolando così l’avanzamento di carriera e mirando a posizioni lavorative meglio retribuite e possibilmente meno pensanti.

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