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Comunicazione non verbale: cos’è, tipologie ed esempi

In maniera più o meno consapevole tutti noi facciamo largo utilizzo della comunicazione non verbale. Le nostre conversazioni non sarebbero le stesse senza le espressioni del volto, le diverse posture e intonazioni della voce.

Dal modo in cui stringiamo la mano, a come muoviamo gli occhi, ogni piccolo dettaglio è in grado d’inviare un messaggio che l’interlocutore percepisce.

In questo articolo vedremo perché è così importante conoscere i segreti della comunicazione non verbale, come questa può tornare utile, ad esempio per: ottenere il primo lavoro, acquisire un nuovo cliente, negoziare con successo una trattativa.

Cosa s’intende per comunicazione non verbale?

Parafrasando la definizione fornita da U. Hess e presente nell’Encyclopedia of Mental Health, possiamo definire la comunicazione non verbale semplicemente come tutto ciò che rientra nell’ambito della comunicazione ma non è espresso dalle parole.

La definizione fornita si basa sul presupposto che ogni movimento può, in un certo senso, comunicare.

Ne consegue che oltre alle parole, possiamo trasmettere un messaggio con:

  • Le espressioni facciali
  • Gli occhi
  • La postura
  • I gesti

I suddetti sono le principali forme di comunicazione non verbale.

La materia è di grande interesse. È un tema approfondito dalla psicologia, dall’antropologia, in linguistica, in medicina e sociologia.

Le regole del linguaggio non verbale

Affinare le proprie conoscenze e capacità d’interpretazione dei segnali non verbali richiede necessariamente di rispettare alcune regole di carattere generale:

Cultura, genere e provenienza

Bisogna tener presente che alcuni linguaggi non verbali sono comuni in tutti gli uomini. Altri invece sono propri di sole alcune culture e zone geografiche.

Contestualizzare

Ogni segnale andrebbe inoltre contestualizzato alla situazione. Ad esempio, incrociare le braccia non necessariamente implica chiusura. Talvolta l’altro potrebbe semplicemente aver freddo.

Unire più segnali

Un altro aspetto del quale tener presente è che un solo segnale non può essere considerato come una “prova”. Un esperto interprete del linguaggio non verbale generalmente si basa su più segnali prima di giungere ad una conclusione.

Tipologie di comunicazione non verbale

Dai primi studi condotti sul tema e riportati in “The Expression of the Emotions in Man and Animals” di Charles Darwin, si sono susseguite numerose e ulteriori ricerche che hanno portato ad individuare 8 diverse tipologie di comunicazione non verbale.

Espressioni facciali

Le espressioni facciali sono una dei primi esempi a cui si pensa. Il sorriso, la bocca, a volte anche un impercettibile movimento del sopracciglio, possono trasmettere all’interlocutore numerose informazioni:

  • Felicità
  • Gioia
  • Tristezza
  • Rabbia
  • Dubbio.

L’aspetto più interessante è che le espressioni facciali rappresentano un modo di comunicare universale, indipendentemente dalla cultura e della provenienza dell’altro, pur non conoscendo la lingua, possiamo capire i suoi sentimenti, semplicemente osservandolo.

Gesti

La maggior parte delle persone da un ampio uso dei gesti. Si tratta di una componente essenziale del linguaggio, più o meno marcata a seconda della cultura.

In particolare, le mani, accompagnano, permettono di mantenere alta la concentrazione, aiutano a ricordare.

Con i gesti possiamo inoltre comunicare il nostro assenso o dissenso, si pensi al pollice all’insù, un gesto di approvazione praticamente universale.

Gli studiosi dividono i gesti a loro volta in varie tipologie. A seconda dei casi permettono di:

  • Aumentare l’enfasi di un discorso
  • Descrivere meglio ciò che si sta comunicando
  • Esplicitare il proprio stato d’animo
  • Fornire informazioni e direttive.

Sguardo

Gli occhi giocano un importante ruolo nella comunicazione non verbale. Semplicemente osservandoli si può intuire il sentimento dell’altro: amore, odio, curiosità, stupore, gelosia.

Uno sguardo severo, ad esempio, è facilmente riconoscibile, così come lo sono i sentimenti derivanti da uno sguardo basso: indice di paura e imbarazzo.

A diverse interpretazioni invece si presta lo sguardo fisso negli occhi. Può intendere la volontà di sfidare l’altro, un tentativo di seduzione oppure un forte interesse verso ciò che l’altro sta comunicando.

Tono della voce

Il tono vocale utilizzato, il volume e lo stile sono tutti elementi di comunicazione non verbale che contribuiscono a facilitare la conversazione.

Politici, presentatori Tv, attori, e in generale tutti coloro che parlano a un pubblico, sono ben consapevoli come le stesse parole possono essere interpretate in maniera del tutto diversa a seconda del tono della voce utilizzata.

Postura

La postura è una nota forma di comunicazione non verbale. Può riflettere lo stato d’animo e le intenzioni dell’altro. In generale gli individui assumono o una postura aperta o chiusa. La prima dimostra la volontà dell’altro di ascoltare e condividere il momento, la seconda invece, tipicamente manifestata dalle braccia conserte, dimostra chiusura verso l’altro.

Vicinanza

Anche la sola distanza tra due persone può fornire importanti indicazioni riguardo il rapporto che hanno tra loro. Limitandoci alla sola società occidentale, convenzionalmente si parla di:

Distanza intima

Quando due persone mantengono una distanza compresa tra i 15 e i 45 cm vuol dire che tra loro c’è un rapporto d’intimità e conoscenza approfondita.

Distanza personale

È la normale distanza che si dovrebbe tenere tra conoscenti. Questa è compresa tra i 45cm e 1,2 m.

Distanza sociale

Le normali relazioni di lavoro e i contatti che si hanno con persone poco o per nulla conosciute generalmente prevedono che le due persone si mantengono distanti tra loro ben oltre 1 metro.

Distanza pubblica

E infine vi è la distanza pubblica intorno ai 4,5 m. Si tratta della normale distanza mantenute tra persone sconosciute e non in contatto tra loro.

Contatto fisico

Utilizzare il tatto significa avvalersi della comunicazione non verbale. Toccare l’altra persina ha importanti ripercussioni sulle discussioni.

Si pensi a gesti d’affetto come un abbraccio o un bacio, o anche a gesti di aggressività indici di rabbia e violenza.

Aspetto

Il modo di vestirsi, l’acconciatura, l’uso di bracciali, orecchini o i tatuaggi. Questi sono tutti fattori da includere nelle tipologie di comunicazione non verbale.

Ad esempio, preferire dei vestiti dai colori sgargianti ha un impatto ben diverso sull’osservatore, rispetto alla scelta di un vestito dai colori scuri.

Per questo motivo, durante un colloquio di lavoro o in occasione di un appuntamento importante è sempre richiesta una certa attenzione all’outfit in modo da non comunicare un messaggio sbagliato prima ancora di proferir parola.

Dove studiare la comunicazione non verbale

Vediamo quali possibilità ci sono per approfondire le conoscenze in linguaggio non verbale. Una volta conseguita la maturità, le Università che prevedono approfondimenti e cenni sul tema sono:

  • Psicologia
  • Scienze della Comunicazione
  • Antropologia
  • Sociologia.

È possibile, inoltre, verificare la presenza di master e corsi in comunicazione non verbale. Al fine di scegliere correttamente il corso, si consiglia di iscriversi ai soli programmi promossi dal MIUR verificando preventivamente l’elenco degli enti accreditati.

Un tipico corso di comunicazione non verbale è strutturato in moduli. In ognuno di questi vengono affrontati temi quali:

Optare per un corso riconosciuto vuol dire sostenere al termine un esame finale il cui superamento permette di acquisire una certificazione da poter utilizzare per arricchire il proprio curriculum.

Importanza della comunicazione non verbale sul lavoro

Arrivato a questo punto dovrebbe essere ormai chiaro il ruolo e l’importanza del linguaggio non verbale nella vita di tutti giorni e sul posto di lavoro.

Imparare a trasmettere e saper riconoscere precisi segnali può aiutare in molteplici situazioni. In dettaglio, si beneficia di:

Migliori rapporti interpersonali

Riuscire a decifrare i segnali dell’altro vuol dire entrare più facilmente in empatia comprendere le sue esigenze e necessità.

Di conseguenza ci si concentrerà maggiormente sull’ascolto attivo e alla propria figura viene facilmente riconosciuta un’innata leadership.

Minori perdite di tempo

Migliore comunicazione significa che, come lavoratore, risulta più semplice comprendere il messaggio trasmesso dal proprio superiore. Ciò implica minori perdite di tempo e maggiore efficienza lavorativa.

Più trattative portate a termine

E infine non possiamo non evidenziare l’importanza della comunicazione non verbale per tutti i lavoratori operanti nel settore del marketing e delle vendite, i quali riusciranno con più facilità ad intercettare le esigenze dell’altro e di conseguenza a concludere più trattative e stringere migliori accordi commerciali.

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