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Il Presidente della Repubblica Italiana: come viene eletto, funzioni e stipendio

Il Presidente della Repubblica è la massima carica dello Stato italiano. Rappresenta la Costituzione, è garante dell’unità del Paese e svolge un ruolo superpartes e indipendente.

La carica è identificata come un potere neutrale a garanzia della corretta tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

La figura esiste dal 1948, da quando i cittadini italiani, in occasione del referendum del 2 giugno 1946, decisero per il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.

In questo approfondimento vedremo i principali aspetti di questa carica: come viene eletto, quali sono le sue funzioni e in generale cosa può fare.

Il Presidente della Repubblica: come viene eletto

Tutte le informazioni riguardo il Presidente della Repubblica sono riportate sulla nostra Costituzione.

L’articolo 83 è dedicato all’elezione e specifica che la carica è eletta dal Parlamento in seduta comune. Al contrario di altre cariche, quali ad esempio il sindaco, i cittadini non partecipano direttamente alle elezioni.

Ne prendono quindi parte i parlamentari più 3 delegati per ogni regione, eccezion fatta per la Valle d’Aosta che può contare un solo rappresentante.

L’elezione avviene a scrutinio segreto e non vi sono dei candidati tra cui votare. I parlamentari esprimono liberamente il voto, dopo aver cercato un accordo tra loro.

Al fine di essere eletto entro i primi tre turni, c’è bisogno di una maggioranza qualificata. Ciò significa che almeno i 2/3 dei parlamentari devono indicare lo stesso nome. Dal quarto scrutinio in poi è sufficiente la maggioranza assoluta per essere eletti, cioè il 50% + 1 voto.

In linea teorica chiunque può essere eletto Presidente della Repubblica. In molti ricorderanno il film “Benvenuto Presidente” in cui un comune cittadino (interpretato da Claudio Bisio) d’improvviso si è ritrovato a ricoprire il ruolo di Presidente.

Le uniche condizioni sono:

  • Avere la cittadinanza italiana
  • Godere dei diritti civili e politici
  • Avere almeno 50 anni.

Successivamente all’elezione, il Capo dello Stato presta giuramento e quindi viene eletto. La carica ha durata di 7 anni.

Cosa può fare il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica ha importanti compiti e funzioni. In particolare, possiamo fare riferimento all’art. 87 della Costituzione.

Tra le competenze di tipo generale troviamo:

  • Indire i referendum
  • Dichiarare lo stato di guerra
  • Nominare i funzionari dello stato
  • Nominare di cinque giudici della Corte costituzionale
  • Ricevere cariche estere, stringere accordi internazionali
  • Concedere la grazia.

Tra le competenze che regolano i rapporti con il Governo, il Presidente della Repubblica ha il compito di nominare il Primo Ministro tenendo conto di quanto emerso durante l’elezione alla Camera dei deputati.

Una volta eletto il Primo Ministro quest’ultimo fornisce le indicazioni riguardo quali membri del Governo nominare. Inoltre:

  • Autorizza i disegni di legge promossi dal Governo
  • Emana i decreti e i regolamenti

Vi sono poi tutta una serie di compiti che permettono al Capo dello Stato di regolare i rapporti con il Parlamento. In particolare:

  • Confrontarsi con le Camere
  • Convocare le Camere
  • Indire le elezioni delle Camere

Inoltre, il Presidente è a Capo del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e delle Forze Armate.

Presidente della Repubblica: durata incarico

Come anticipato, il mandato del Capo dello Stato ha una durata lunga rispetto ad altre cariche: ben 7 anni. La nostra Costituzione non pone espliciti divieti ad una rielezione della carica alla scadenza del mandato, come avvenuto per Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, l’attuale Presidente.

Il Presidente della Repubblica ha facoltà di dimettersi e può anche essere destituito nel caso venga accertata la colpevolezza per:

  • alto tradimento
  • attentato alla Costituzione.

Il suddetto evento, previsto dall’articolo 90 della Costituzione, non si è mai concretamente realizzato, anche se il cosiddetto impeachment, ha coinvolto, storicamente ex Presidenti della Repubblica quali: Giovanni Leone, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Napolitano.

L’incarico chiaramente termina anche in caso di morte o nel caso in cui problemi di salute o impedimenti oggettivi. Se invece l’impedimento è solo temporaneo, è il Presidente del Senato a prendersi carico dei compiti e delle mansioni.

Una volta terminato l’incarico, il Presidente della Repubblica ha diritto a ricoprire la carica di senatore a vita.

Dove risiede il presidente della Repubblica

Il Presidente delle Repubblica risiede al Palazzo del Quirinale a Roma, che fu anche la residenza del Re d’Italia fino al 1946 e del Sommo Pontefice fino al 1870.

Il Capo dello Stato non è obbligato a vivere nel Palazzo. Ad esempio, né Gronchi né Pertini si trasferirono stabilmente al Quirinale.

Oltre al palazzo suddetto, il Presidente ha facoltà di vivere nella nota Tenuta di Castelporziano, sempre nel comune di Roma, oppure a villa Rosebery situata a Napoli.

Presidente della Repubblica: articoli Costituzione

Vediamo ora in dettaglio alcuni altri articoli presenti nella Costituzione dedicati alla più alta carica dello Stato al fine di definire al meglio diritti, doveri, responsabilità e funzioni.

Articolo 59 (nomina dei senatori a vita)

Il Capo dello Stato ha diritto a nominare senatore a vita 5 personalità che si siano distinti per meriti in vari campi: sociale, letterario, scientifico.

Articolo 62

È facoltà del Presidente convocare in via straordinaria le Camere, le quali per legge devono riunirsi due volte l’anno, il primo giorno feriale di febbraio e di ottobre.

Articolo 73

Il Capo dello Stato promulga le leggi dopo essere state approvate dalle Camere. Ha tempo un mese per promulgarle ammenoché la legge non abbia carattere d’urgenza. Una volta promulgata la legge diventa effettiva dopo 15 giorni dalla pubblicazione.

Articolo 74

L’articolo riporta la possibilità da parte del Capo dello Stato di bloccare una legge o un disegno di legge. Prima di approvarla può chiedere un’ulteriore analisi della stessa alle Camere. Se queste ultime presentano nuovamente il testo, il Presidente è tenuto ad approvarlo.

Tale strumento è stato utilizzato da Francesco Cossiga (22 volte), da Carlo Azeglio Ciampi (8 volte), da Sandro Pertini (7 volte), da Oscar Luigi Scalfaro (6 volte) e da Giorgio Napolitano (1 volta).

Presidente della Repubblica: retribuzione e stipendio

L’attuale e 13simo Presidente delle Repubblica percepisce uno stipendio di circa 240.000 EUR annui.

Mensilmente, quindi, lo stipendio è superiore a 18.000 EUR. Il reddito è da considerarsi lordo, bisogna sottrarre l’IRPEF, l’imposta sul reddito a scaglioni versata da tutti: liberi professionisti e lavoratori dipendenti.

Dopo essere stato eletto per la seconda volta, tuttavia, Sergio Matterella si è ridotto lo stipendio, rinunciando a circa 60.000 EUR. Il Presidente, infatti, guadagna attualmente circa 180.000 EUR, pari a quanto avrebbe percepito di pensione.

Inoltre, sempre l’attuale Capo dello Stato ha rinunciato al vitalizio da ex membro del parlamento.

È interessante, rimanendo in tema, riportare l’insieme dei costi necessari per garantire il corretto funzionamento del Palazzo del Quirinale.

La voce più alta tra i costi riguarda gli stipendi percepiti da tutto il personale di ruolo in servizio. La cifra totale è intorno ai 117 milioni di EUR. Quest’ultima influisce per oltre l’80% del totale delle spese. Lo stipendio del Presidente delle Repubblica influisce solo per lo 0,24%

Il Presidente delle Repubblica donna

Più volte ci siamo soffermati sulle disuguaglianze, affrontando temi quali: diritti delle donne, pari opportunità e il fenomeno Manel.

Ogni qual volta che si avvicinano le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, puntualmente si evidenzia come l’Italia non abbia mai avuto un Presidente donna o una Presidentessa della Repubblica.

Nonostante le dichiarazioni delle forze politiche, storicamente mai si è avuta la concreta opportunità di vedere una donna rivestire la più alta carica dello stato.

Nel 1992, Nilde Iotti fu votata da 256 deputati mentre Tina Anselmi ottenne 19 preferenze. Nel 2015 Luciana Castellina ebbe solo 37 preferenze. Troppo poche per ambire alla carica.

Nel 2013, il Movimento 5 Stelle raccolse quasi 6.000 voti per sostenere la candidatura al Colle di Milena Gabanelli.

Insomma, la parità di genere, in questo caso parità di accesso alle cariche pubbliche, è ancora lontana dall’essere raggiunta nonostante i vari articoli della Costituzione a ribadire la necessità di pari opportunità.

Nel 1979, sempre Nilde Iotti, fu eletta Presidente della Camera (terza carica dello stato). Una carica ricoperta successivamente da Irene Pivetti e Laura Boldrini.

Mentre per quanto riguarda la seconda carica dello stato (Presidente del Senato) la prima donna eletta è stata Elisabetta Alberti Casellati, la quale è attualmente in carica.

Tutti i Presidenti della Repubblica Italiana

In Italia sono stati eletti 13 Presidenti della Repubblica. Il primo è stato Enrico De Nicola, l’ultimo e attuale Sergio Mattarella. Vediamo alcuni aspetti di ognuno.

Enrico De Nicola

Enrico De Nicola è stato il primo Presidente della Repubblica Italiana. Eletto il 1° gennaio 1948, De Nicola, dopo aver completato gli studi in giurisprudenza, ha lavorato prima come redattore, per poi iniziare la carriera politica.

Tra le cariche ricoperte si annovera: l’elezione come deputato parlamentare, la carica di Sottosegretario di Stato per le Colonie, Presidente della Giunta, Presidente della Camera, componente della Consulta, Capo di Stato, senatore a vita, Giudice della Corte costituzionale.

Luigi Einaudi

È stato eletto Capo di Stato nel 1948 ottenendo 518 voti su un totale di 872. Dopo la laurea in giurisprudenza ha lavorato per il giornale “The Economist” e successivamente è stato direttore della rivista “La Riforma Sociale”. Inoltre, è stato professore universitario all’Università di Torino, al Politecnico di Milano e all’Università Bocconi di Milano.

Tra le cariche politiche si segnala: l’elezione a Deputato dell’Assemblea costituente, Senatore di Diritto, Ministro delle Finanze e del Tesoro.

Giovanni Gronchi

Originario di Pontedera, Gronchi è stato eletto Presidente delle Repubblica dopo quattro scrutini nel 1955. È stato uno dei fondatori del Partito Popolare Italiano.

Ha ricoperto il ruolo di Sottosegretario all’industria e al commercio, quindi Ministro dell’Industria e del Commercio, deputato all’Assemblea costituente e Presidente delle Camera dei deputati.

Antonio Segni

Dopo essersi laureato in giurisprudenza, Segni ha dapprima insegnato diritto processuale presso le Università di Cagliari, Sassari e Pavia, per poi dedicarsi alla carriera politica.

È stato membro dell’Assemblea costituente, Ministro dell’Agricoltura e della Pubblica Istruzione. Nel 1955 diventa Presidente del Consiglio, nel 1960 è nominato Ministro degli Esteri e nel 1962 diventa Presidente delle Repubblica.

Giuseppe Saragat

Saragat dopo aver acquisito la laurea in Scienze economiche e commerciali, inizia sin da subito la carriera politica iscrivendosi al Partito socialista.

Nel 1944 è nominato Ministro senza portafoglio e pochi anni dopo Deputato alla Costituente. Nel 1947 fonda il Partito Socialista dei lavoratori italiani.

Nello stesso anno ricopre la carica di Vice Presidente del Consiglio e successivamente Ministro degli Esteri durante il governo Moro. Diventa Presidente delle Repubblica nel 1964.

Giovanni Leone

Laureato in giurisprudenza, Leone inizia la sua carriera come docente all’Università di Camerino. Dopo aver preso parte alla Seconda guerra mondiale, viene eletto all’Assemblea costituente. Ricopre successivamente le cariche di Deputato, Vice Presidente della Camera, Presidente del Consiglio. Nel 1971 viene eletto Presidente della Repubblica.

Sandro Pertini

Sandro Pertini dopo una lunga e intensa militanza politica nel 1945 viene eletto Segretario del Partito Socialista Italiano e deputato all’Assemblea costituente. Nel 1948 diventa Senatore e successivamente è per oltre 20 anni Deputato al Parlamento. Dopo aver ricoperto la carica di Presidente della Camera, nel 1978 è eletto Presidente della Repubblica.

Francesco Cossiga

Docente Universitario presso l’Università di Sassari ed esponente della Democrazia Cristiana, Francesco Cossiga inizia la carriera politica nel 1958 diventando Deputato al Parlamento. È stato Sottosegretario di Stato alla Difesa, Ministro dell’Interno, Presidente del Consiglio e nel 1985 è stato eletto Presidente della Repubblica.

Oscar Luigi Scalfaro

Scalfaro inizia la lunga militanza politica nel 1942. Nel 1946 viene eletto all’Assemblea costituente e dal 1948 è Deputato al parlamento fino al 1992.

È stato Sottosegretario di Stato, Ministro dei Trasporti, della Pubblica Istruzione, dell’Interno e Presidente della Camera. Diventa Presidente della Repubblica nel 1992.

Carlo Azeglio Ciampi

Laureato in Lettere e Giurisprudenza, Ciampi è stato Segretario Generale e Governatore della Banca d’Italia, per poi diventare Ministro del Tesoro e del Bilancio. Nel 1999 è stato eletto come decimo Presidente della Repubblica Italiana.

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano dopo una lunga militanza nel Partito Comunista viene eletto alla Camera dei deputati e successivamente Membro del Parlamento Europeo.

Nel 1992 diventa Presidente della Camera e durante il Governo Prodi assume la carica di Ministro dell’Interno. Viene eletto Presidente della Repubblica nel 2005.

Sergio Mattarella

L’attuale Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella. È stato docente presso l’Università di Palermo e ha ricoperto importati cariche politiche: Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vice Presidente del consiglio, Ministro della Difesa, Giudice Costituzionale. La prima elezione a Capo di Stato è datata 31 gennaio 2015. Il 29 gennaio 2022 è stato rieletto.

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