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Il prefetto: chi è, cosa fa, concorsi e quando guadagna di stipendio

Diventare prefetto e intraprendere così la carriera prefettizia significa ambire a una posizione lavorativa prestigiosa e dalle alte responsabilità.

Il prefetto è la figura di rappresentanza del Governo italiano. Si occupa di mediare tra i cittadini e le istituzioni a più livelli. Garantisce la sicurezza sul territorio ed è chiamato a intervenire per risolvere innumerevoli problemi di carattere pubblico e sociale.

In questo articolo vedremo in dettaglio: chi è e di cosa si occupa il prefetto. Ci soffermeremo anche sulla carriera, approfondendo quindi temi quali: studi da intraprendere, concorsi pubblici e lo stipendio.

Chi è il prefetto

Il prefetto è un rappresentante dello Stato presente in Italia già durante l’epoca napoleonica, a cavallo cioè tra il ‘700 e l’800. Da allora la figura è stata sempre presente e ha ricoperto un importante ruolo durante l’unificazione del Paese.

In epoca recente, la riforma del Titolo V ha ridefinito i compiti e le funzioni del prefetto.

La figura oggi rappresenta l’autorità preposta alla gestione dei rapporti tra Governo, provincia e cittadini. In altri termini si può dire che il prefetto è il rappresentante dello Stato sul territorio.

Il prefetto è nominato mediante decreto del Presidente della Repubblica dopo delibera del Consiglio dei ministri. Diventare prefetto significa inoltre avere la possibilità di ricoprire importanti ruoli, come il Capo della Polizia di Stato.

A che grado corrisponde il prefetto

Il Corpo prefettizi italiano è diviso in quattro qualifiche distinte: consigliere, viceprefetto aggiunto, viceprefetto e infine prefetto.

La qualifica di accesso è quella di consigliere. Successivamente le altre qualifiche corrispondono al grado di primo dirigente, dirigente primo e dirigente generale.

Attualmente in Italia vi sono 147 prefetti. Tra questi il 39% sono donne e il 61% sono uomini. La maggior parte dei prefetti è a capo di una delle 103 prefetture territoriali.

Cosa fa il prefetto?

Sono sei le macroaree di cui si occupa il prefetto: ordine e sicurezza pubblica, protezione civile, flussi migratori, contrasto alle mafie, rapporti tra lo stato e le autonomie locali, mediazione sociale.

La figura organizza, vigila, media e si occupa del rispetto del diritto. È una “cerniera” indispensabile per la gestione tempestiva delle emergenze e per la gestione dei rapporti tra lo Stato e gli enti locali.

Sicurezza pubblica

Il prefetto in coordinazione con il Ministero dell’Interno esercita le sue funzioni in ambito di sicurezza pubblica.

Come stabilito dall’articolo 13 dell’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza, è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza.

Pertanto, si interfaccia con le forze dell’ordine quali: Carabinieri e Vigili del Fuoco.

Protezione civile

Tra le competenze del prefetto rientra l’esercizio delle funzioni nell’ambito della protezione civile.

In particolare, il suo ruolo è di raccordo tra la Presidenza del Consiglio e il Dipartimento della Protezione Civile. Dispone interventi in caso di urgenza finalizzati a tutelare la salute dei cittadini, ma anche dell’ambiente o dei beni.

Ogni qual volta si verifica un evento che coinvolge la sicurezza dei cittadini, il prefetto si adopera affinché i soccorsi siano tempestivi e correttamente coordinati.

Immigrazione

Per quanto riguarda l’immigrazione è compito del prefetto attuare azioni di contrasto agli ingressi clandestini e allo stesso tempo si occupa dell’accoglienza di coloro che arrivano nel Paese.

Il prefetto ha un ruolo importante altresì per la tutela dei diritti di tutte le minoranze.

Contrasto alle mafie

Dagli anni ’80 il prefetto ha il compito di occuparsi di prevenire e contrastare attività illecite a carattere mafioso.

Ad esempio, si occupa di controllare il corretto svolgimento delle gare pubbliche nonché di accertare eventuali infiltrazioni mafiose all’interno delle istituzioni.

Rapporti stato e autonomie locali

Sono numerose le occasioni in cui interviene il prefetto. Ad esempio, garantisce che le amministrazioni locali continuino ad operare fino alle nuove elezioni, ad esempio nel caso in cui il sindaco dovesse dimettersi e la giunta sciogliersi. Inoltre, si occupa di attività di vigilanza durante le elezioni e ricopre un ruolo definibile come superpartes ogni qual volta vi è necessità di mediazione tra le istituzioni e i cittadini.

Mediazione sociale

Oltre a mediare i rapporti cittadino – istituzioni, il prefetto ha un ruolo rilevante in tutta una serie di mediazioni che riguardano la popolazione.

Ad esempio, il prefetto si occupa di far trovare un accordo preventivo tra le parti in caso di vertenze sindacali. Oppure, ricopre il ruolo di mediatore quando un’azienda è in crisi, cercando la massima cooperazione tra tutti i portatori di interessi coinvolti.

Come diventare prefetto?

Vediamo quindi chi può fare il prefetto. Evidenziamo subito che diventare prefetto non è semplice. Si tratta di un percorso lungo e complesso.

Tutte le informazioni riguardo la carriera prefettizia sono contenute nel decreto legislativo n.° 139/2000.

Il decreto disciplina le carriere del prefetto, del viceprefetto e del viceprefetto aggiunto.

Per diventare prefetto bisogna partecipare ad un concorso pubblico. Non esistono altre modalità per accedere alla carica se non attraverso la nomina diretta, la quale però è molto stringente e riservata ad alti funzionari e dirigenti della pubblica sicurezza.

L’ammissione al concorso richiede alcuni prerequisiti. In particolare, il candidato dev’essere:

  • cittadino italiano;
  • in possesso di qualità morali e di condotta;
  • non avere più di 35 anni;

Bisogna quindi partecipare e superare il concorso. Il superamento del concorso permette la nomina a consigliere. Successivamente è previsto un corso di formazione.

Il corso di formazione

Il corso di formazione dura due anni. L’aspirante prefetto dovrà acquisisce una formazione sia teorica sia pratica grazie alle ore di tirocinio previste.

Terminato il primo anno di formazione, l’operato viene valutato e se ritenuto idoneo i partecipanti sostengono il secondo anno di formazione.

Una volta terminati i due anni, il prefetto, o meglio il neo consigliere viene assegnato ad un ufficio di competenza del governo. L’assegnazione tiene conto delle preferenze del candidato.

Concorso per diventare prefetto

Il concorso per diventare prefetto (consigliere) è riservato a coloro che sono in possesso di una laurea specialistica. Il titolo di laurea dev’essere in ambito:

  • giuridico,
  • economico,
  • storico sociologico.

Il candidato deve sostenere e superate diverse prove. È prevista una prova selettiva, quindi una prova scritta e una prova orale.

L’ultimo concorso metteva a disposizione 180 posti. La domanda, presentata online, ha visto la candidatura di oltre 12.000 persone. Per presentare la domanda è necessario avere lo SPID e un indirizzo PEC. Sono previste delle tasse da pagare per sostenere l’esame.

Prova selettiva

Come anticipato, la prima prova da sostenere è la preselettiva. Questa ha una durata di un’ora. Il candidato deve rispondere a 90 domande.

Le domande vertono su temi giuridici: diritto civile, amministrativo, costituzionale. Vi sono inoltre domande inerenti all’Unione Europea e in storia contemporanea.

Nell’ultimo concorso le domande erano divise per difficoltà: semplice, media o alta. Rispondere correttamente ad una domanda di difficoltà alta permette di ottenere 1,70 punti, mentre rispondere correttamente alle domande di media e facile difficoltà assegna rispettivamente 1,30 e 1,10 punti.

Allo stesso modo sono decurtati punteggi variabili a seconda della difficoltà in caso di risposta errata o non data.

Prove scritte

La prova scritta prevista nell’ultimo bando di concorso per la carriera prefettizia del 2022 è stata divisa in tre sotto prove.

La prima richiede l’elaborazione di tre testi. I temi sono: diritto costituzionale e amministrativo, diritto civile, storia della PA e storia contemporanea.

Nella seconda prova scritta il candidato è tenuto a risolvere un caso che può vertere su temi giuridici amministrativi, gestionali o organizzativi.

La prova è volta a valutare la capacità del candidato a risolvere un problema di tipo pratico.
Infine, la terza prova scritta mira (facoltativamente) a valutare le conoscenze della lingua inglese, tedesco, spagnolo o francese. È previsto la traduzione di un testo.

I candidati hanno otto ore di tempo per completare la prima prova, sette ore la seconda e quattro ore la terza.

I candidati sono autorizzati a consultare i codici di legislazione, il vocabolario italiano e di lingua straniera. È vietato consultare libri, giornali e ogni altro fonte.

Prove orali

Per essere ammessi alle prove orali bisogna aver conseguito un punteggio medio alle prove scritte di almeno 70/100 e comunque mai inferiore a 60/100.

Il candidato viene avvisato almeno 20 giorni prima dell’ultima prova orale. L’esame mira a valutare le conoscenze in sociologia, diritto dell’EU, diritto penale, contabilità dello stato e altre tematiche inerenti.
La prova è superata con un minimo di 70/100.

Cosa studiare per concorso prefetto?

L’aspirante consigliere prefetto non solo dovrà rinfrescare tutte le conoscenze acquisite durante il percorso universitario ma anche prepararsi sulle tematiche specifiche riportate sul bando di concorso.

Generalmente prima di ogni concorso vengono pubblicati manuali che consentono di prepararsi al meglio alle prove.

Ad esempio, su Amazon e nelle migliori librerie sono disponibili manuali completi elaborati specificatamente sull’ultimo bando pubblicato.

Oltre che studiare sui libri, l’aspirante consigliere prefetto può prepararsi frequentando i numerosi corsi online dedicati ed esercitandosi con i simulatori di quiz, sempre disponibili online.

Carriera prefettizia

La formazione continua è un aspetto che non abbandonerà mai il prefetto durante tutto il corso della carriera.

Il primo concorso e il conseguente corso di formazione permettono di accedere come consigliere.

Successivamente vi sono corsi per ottenere la qualifica di viceprefetto, oltre che continui corsi di formazione permanente volti ad aumentare le conoscenze delle figure.

Per diventare viceprefetto, bisogna prima diventare viceprefetti aggiunti e ricoprire il ruolo per almeno nove anni. Successivamente si può ambire all’avanzamento di carriera.

Invece la carica del prefetto viene nominata dal Presidente della Repubblica Italiana, il quale riceve la proposta dal Ministero dell’Interno.

Tre prefetti ogni cinque sono nominati all’interno della carriera prefettizia con carica di vice prefetto. Gli altri due prefetti ogni cinque provengono dall’esterno.

Un’apposita commissione valuta i profili idonei a ricoprire la carica. Coloro che diventano prefetto senza aver intrapreso l’iter classico, cioè dall’esterno, sono generalmente alti funzionari appartenenti ai corpi di pubblica sicurezza.

Prefetto e questore: differenze

Un ultimo aspetto da approfondire, prima di passare ai guadagni, riguarda le differenze tra la carica di prefetto e la carica di questore.

Le due cariche sembrano molto simili tanto che i non addetti ai lavori tendono a confonderle.
Vediamo quindi cosa differenzia le due cariche.

Il prefetto è a capo della prefettura il questore della questura. La prefettura è l’organo di rappresentanza del Governo su un territorio.

La questura, diversamente, è una struttura della Polizia di Stato ma ugualmente coordinata dal Ministero degli Interni.

Il prefetto ha un ruolo superiore rispetto al questore, il quale ha funzioni più orientate verso la sicurezza pubblica della propria zona di competenza. Mentre come abbiamo visto, un prefetto ha compiti più ampi.

Per semplificare il prefetto può essere inteso come una figura a capo di tutti gli aspetti amministrativi e di coordinamento. Mentre il questore ha un compito più operativo/esecutivo.

Prefetto: stipendio

Vediamo infine quanto guadagna un prefetto. Non è difficile conoscere lo stipendio di un prefetto, di un vice prefetto o di un prefetto aggiunto.

Gli importi, infatti, sono pubblici e consultabili direttamente sul sito web del Ministero dell’Interno

Un viceprefetto aggiunto percepisce uno stipendio di circa 47.000 EUR annui comprensivi di tredicesima mensilità, a cui bisogna aggiungere circa 7.000 EUR di retribuzione di posizione fissa, una cifra variabile dai 4.700 EUR fino ai 10.300 EUR di retribuzione di posizione variabile.

È inoltre prevista una retribuzione data dai risultati raggiunti variabile a seconda dell’incarico ricoperto dai 5.400 EUR fino ai 7.000 EUR. Il totale lordo è pertanto compreso tra 64.000 EUR e 71.900 EUR.

Per quanto riguarda i viceprefetti, lo stipendio tabellare è di circa 65.000 EUR. Anche in questo caso bisogna aggiungere una retribuzione di posizione fissa e variabile, rispettivamente di 14.000 EUR e da 6.200 EUR fino a 13.000 EUR per la parte variabilità.

È prevista altresì la retribuzione di risultato compresa tra 9.600 EUR e 11.000 EUR. Lo stipendio lordo di un viceprefetto è pertanto compreso tra circa 95.000 EUR e 103.000 EUR.

E infine raggiungere la massima carica di prefetto permette di guadagnare 99.000 EUR di stipendio tabellare più 24.700 EUR di retribuzione di posizione fissa.

A questa va aggiunto un importo compreso tra 1.700 EUR fino a 16.9000 EUR dato dalla retribuzione di posizione variabile. È inclusa, come nei casi precedenti, una retribuzione di risultato variabile da 11.000 EUR fino a 16.000 EUR.

In totale, un prefetto può guadagnare uno stipendio lordo compreso tra 136.600 EUR fino a 156.700 EUR.

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