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Professione barista: mansioni, competenze, formazione e opportunità di carriera

Il lavoro del barista è una tra le occupazioni più comuni in Italia. Si tratta di una professione svolta da una moltitudine di persone giovani e meno giovani. Per molti giovani rappresenta una semplice opportunità di lavoro stagionale, per tanti altri è un lavoro a tempo pieno.

Il barista, da non confondere con il barman o il bartender, come suggerisce il termine, è il vero punto di riferimento all’interno di un bar o di una caffetteria.

Il lavoro è molto più complesso di quel che può sembrare. Soprattutto chi decide di aprire un bar è bene sia consapevole riguardo le responsabilità, le mansioni e la formazione necessaria per svolgere al meglio questo lavoro.

In questo articolo vedremo in dettaglio cosa fa, di cosa si occupa e come fare carriera come barista.

Non tralasceremo punti fondamentali quali: opportunità di guadagno, possibili orari di lavoro, pro e contro e quali aspetti evidenziare nel curriculum.

Chi è il barista

Il barista individuato dall’ISTAT al codice 5.2.2.4.0 è una professionista che trova impiego nel settore della ristorazione e dei servizi.

Comunemente lavora presso in bar, alberghi, ristoranti, tavole calde, locali notturni e si occupa di: preparare e servire la caffè, brioche, snack e varie altre bevande.

Il barista, inoltre, è un’attività caratterizzata dagli orari di lavoro molto variabili. Alcuni lavorano part-time, solo la mattina o il pomeriggio, tanti altri lavorano full time la mattina e il pomeriggio, tanti altri ancora lavorano su turni, anche di notte.

Salvo i non rari casi in cui il barista sia anche titolare dell’attività, si tratta di un lavoratore dipendente o subordinato.

Consultando alcuni tra i tipici CCNL del settore, si nota subito che la professione può garantire un discreto percorso di carriera. Diventare barista capo, significa essere inquadrati al secondo livello e di conseguenza occupare una posizione caratterizzata da una certa responsabilità e autonomia decisionale.

Agli inizi, un classico barista neo assunto viene inquadrato al livello quinto o sesto, i quale include tutti coloro che dispongono di capacità tecnico pratiche e svolgono compiti di tipo operativo.

Mansioni e compiti del barista

Cosa fa un barista? Oltre che accogliere i clienti, preparare le bevande e servire le colazioni. Il barista svolge numerosi compiti e mansioni non sempre evidenti a chi varca la soglia di un bar.

Il barista trascorre la maggior parte del tempo dietro il bancone. Si occupa di preparare caffè, cappuccini, espressini e tante altre bevande a base di caffè.

Allo stesso modo, serve bevande quali: tè, succhi di frutta, coca cola, spremute, liquori e amari. Inoltre, a seconda della tipologia di bar, può anche dedicarsi alla preparazione di rapidi snack, dai tipici stuzzichini da servire durante l’orario dell’apertivi, a veloci panini, toast o focacce.

Lavorare dietro il bancone richiede di conoscere e saper utilizzare numerosi attrezzi e macchinari:

  • La macchina del caffè
  • Lo spremiagrumi
  • L’affettatrice
  • La lavastoviglie

Non è raro che il barista debba anche occuparsi della cassa e quindi emettere scontrini, ricevere i pagamenti e dare il resto.

A seconda del numero di dipendenti e dell’attività, i compiti e le mansioni del barista possono estendersi o ridurre.

In un grande bar, fondamentalmente il barista si occupa delle sole attività dietro al bancone. In un piccolo bar invece le attività da svolgere sono più diversificate e possono includere:

  • Pulizia delle stoviglie
  • Pulizia del locale
  • Carico e scarico merci
  • Servizio ai tavoli
  • Apertura e chiusura del locale.

In generale, il lavoro del barista talvolta può sconfinare nei compiti tipicamente svolti dai magazzinieri, degli addetti alle pulizie o dei camerieri.

Diventare barista: da dove iniziare

A nessuno è preclusa la possibilità di diventare barista. Chiaramente la professione non dispone di un albo, ma come vedremo dal 1999, esiste l’Università del Caffè.

È un classico lavoro iniziato da molti giovani per arrotondare, nel quale l’esperienza maturata sul campo è sicuramente determinante.

Fatta questa doverosa premessa, bisogna però evidenziare che per fare carriera e ambire a posizioni lavorative sufficientemente retribuite, è sicuramente consigliato conseguire diplomi e frequentare corsi di formazione.

Tendenzialmente, diventare barista è un possibile sbocco lavorativo di chi ha conseguito un diploma presso la scuola alberghiera. Si ricorda inoltre che per fare il barista è necessario conseguire un certificato HACCP per la somministrazione di alimenti e bevande.

Una volta maturate le prime esperienze e deciso di intraprendere la carriera del barista, non dovrebbe essere difficile riuscire a trovare lavoro.

Come evidenziato nell’ultimo rapporto sulla ristorazione condotto dalla FIPE il comparto bar è storicamente uno dei più floridi in Italia. Si contano oltre 143.000 attività registrate alla Camera di Commercio, poco più della metà registrate come ditta individuale.

Corsi e formazione per baristi

L’aspirante barista, come anticipato, può acquisire tutte le conoscenze necessarie per svolgere la professione frequentando appositi corsi di formazione e perfezionamento.

Acquisire competenze e certificazioni aiuta a rendere il curriculum vitae più attraente agli occhi di grandi e rinomati bar, alberghi e ristoranti. Un aspetto quest’ultimo non da sottovalutare se l’obiettivo è guadagnare uno stipendio superiore ai 1.200, 1.300 EUR al mese.

È possibile dare uno sguardo ai corsi di formazione organizzati o accreditati dalle regioni. In alternativa, il consiglio è di consultare le opportunità di formazione proposte da:

  • La FIB (Federazione Italiana Barman)
  • La FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi)
  • L’Aibes (Associazione italiana bar e sostenitori).

A coloro che cercano qualcosa in più, si segnala l’Università del Caffè.

L’Università è nata nel 1999, grazie all’iniziativa della nota azienda Illy. L’università propone numerose attività formative e corsi d’alta formazione.

Barista: quali competenze inserire nel CV

Come riportato nel paragrafo precedente, frequentare corsi di formazione e specializzazione rappresenta un’ottima strada da percorrere per riuscire rapidamente a trovare lavoro e fare carriera come barista.

Trattandosi di una professione a contatto con il pubblico, non possono mancare alcune soft skills e qualità più generiche che andrebbero evidenziate nel curriculum. In particolare:

Capacità relazionali

Il barista ogni giorno accoglie decine se non centinaia di clienti. Molti di loro desiderano solo essere serviti, ma tanti altri desiderano anche scambiare qualche parola e fare due chiacchiere.

È compito del barista mostrarsi empatici, sorridere e rispettosi del cliente. L’obiettivo è offrire ai clienti un’esperienza piacevole invogliandoli a tornare.

Problem solving

Un barista si trova a fronteggiare numerosi imprevisti ai quali porre tempestivamente rimedio. Ad esempio, potrebbe ritrovarsi a dover tranquillizzare o addirittura allontanare clienti che hanno alzato un po’ il gomito, intervenendo ed evitando che la situazione degeneri.

Lavorare sotto stress

La capacità di lavorare e rimanere lucidi sotto stress è sicuramente richiesta per svolgere questo lavoro.

Come si è visto, il lavoro del barista può essere anche notturno e non è raro trovarsi a dover fare degli straordinari.

Riuscire a garantire un eccellente servizio nonostante il gran numero di clienti e il chiasso, non è da tutti.

Lavoro di squadra e capacità organizzative

Si può pensare di evidenziare nel curriculum anche le proprie capacità di lavorare in squadra e organizzative.

Il barista può trovarsi a lavorare a stretto contatto con camerieri, lavapiatti, cuochi.

Deve quindi essere in grado di preparare le bevande quando richiesto, di gestire il numero di stoviglie, di assicurare che il servizio venga svolto nei giusti tempi.

Tutti questi aspetti necessitano sia un’ottima capacità organizzativa sia la capacità di lavorare in gruppo.

Flessibilità

Praticamente ogni offerta di lavoro come barista richiede una buona dose di flessibilità. Quest’ultima è richiesta da tutto il settore della ristorazione.

Essere flessibili significa: adattarsi agli orari di lavoro, essere disponibili a lavorare su turni, nei week end e in alcuni giorni festivi.

Memoria

Un bravo barista deve anche avere un’ottima memoria. La memoria può tornare utile in diverse circostanze. Ad esempio, ricordarsi cosa consumano i clienti abituali dimostra attenzione, cura e interesse. La memoria inoltre è assolutamente necessaria per la preparazione delle bevande soprattutto quelle ottenute dal mix di molti ingredienti.

Pulizia

Proprio come la cucina di un ristorante, anche il bancone deve essere sempre pulito.

Non si tratta solo di rispettare le norme igieniche ma anche di presentare un locale idoneo al cliente.

Il barista coscienzioso, appena ha un po’ di tempo libero, si dedica alla pulizia dell’area di lavoro. La pulizia e l’ordine vanno mantenuti anche nell’aspetto fisico.

Barista, barman o bartender: quali differenze?

È doveroso inquadrare tre lavori distinti ma spesso confusi: il barista, il barman e il bartender. Sebbene non esistano definizioni ufficiali, gli addetti del settore prestano molta attenzione ai termini.

Fermo restando che tutti e tre lavorano in un bar e dovrebbero sapere come gestire tutte le attività dietro il bancone, possiamo notare che:

Il barista

Il suo comito principale è preparare e servire caffè e bevande. Principalmente lavora di giorno, la mattina o il pomeriggio.

Il barman

Il barman, prendendo a prestito il termine dall’inglese, in Italia è identificato come colui dedito principalmente alla preparazione dei cocktail. È necessario quindi conoscere dosaggi e ingredienti, oltre che saper utilizzare vari strumenti da lavoro che non è detto che un barista conosca o sappia utilizzare.

Il bartender

Il bartender è un barman, tuttavia il termine è di origine americana. La differenza con il barman è data dal luogo di lavoro. Il bartender, infatti, lavora nei locali notturni, nelle discoteche o nei pub.

Diventare barista, quali sono i pro e i contro

Decidere di diventare un barista è per molti una scelta di vita dettata dalla passione.

Tralasciando l’elevato numero di baristi stagionali, svolgere questo tipo di lavoro ha sicuramente dei lati positivi ma anche alcuni contro di cui tenere conto.

Non è un caso che tutte i lavori inerenti al settore registrino tra i più alti tassi di turnover.

Tra i vantaggi segnaliamo:

Molte offerte di lavoro

Una volta acquisita una prima formazione non è difficile trovare lavoro come baristi anche se si è alle prime esperienze.

L’offerta per questi lavori è elevata in Italia e anche all’estero, soprattutto in zone turistiche.

Tale vantaggio, come vedremo, potrebbe diventare uno svantaggio per tutti coloro che non risiedono nelle vicinanze di una località turistica.

Contatto con le persone

Trattandosi di un lavoro a contatto con il pubblico per eccellenza, chi ama stare a contatto con gli altri sicuramente non può escludere l’attività del barista.

Ogni giorno si ha l’opportunità di conoscere e dialogare con nuove persone, le quali in molti casi sono ben disposti a fare quattro chiacchiere.

Possibilità di fare carriera

Maturare esperienza nel settore può portare interessanti sviluppi per la propria carriera. Si può ambire a posizioni di capo barista presso grandi catene di hotel o grandi e rinomati bar.

Tra gli svantaggi o i contro segnaliamo:

Lo stress e gli orari di lavoro

Il barista passa tutta la giornata lavorativa in piedi. Spesso lavora su turni, di notte e nei giorni festivi.

Tutti questi aspetti a lungo andare potrebbero logorare favorendo l’insorgere del burnout.

Retribuzione bassa

Un conto è fare carriera, un conto è riuscire a diventare ricchi.

Il barista possiamo escludere possa portare anche dopo tanti anni di esperienza a guadagnare 5.000 o 10.000 EUR in un mese. Questo aspetto va sicuramente considerato.

Concorrenza

Gestire un bar in proprio o inviare il curriculum come barista, in entrambi casi, implica avere a che fare con un’elevata concorrenza.

Soprattutto lato lavoratore, potrebbe essere scoraggiante dover inviare molti curricula prima di trovare un posto di lavoro stabile e ben retribuito.

Quanto guadagna un barista

Infine, vediamo qual è lo stipendio a cui può ambire un barista.

I guadagni dipendono da numerosi fattori. In primo luogo, bisogna distinguere tra i baristi titolari di una ditta individuale e i baristi dipendenti. I primi guadagneranno sulla base dei ricavi, al netto delle spese e delle imposte.

I secondi chiaramente ricevono uno stipendio. Lo stipendio varia a sua volta in base a:

  • Tipologia del bar
  • Esperienza
  • Inquadramento contrattuale
  • Numero di ore lavorate.

In generale possiamo dire che un barista dipendente, inquadrato al quinto livello con contratto full time da 40 ore guadagna circa 1400 EUR mensili.

Lo stipendio risulta più elevato qualora si diventi capo barista. In questo caso, lo stipendio è compreso tra i 1500 e i 1.600 EUR.

Da non sottovalutare infine le mance. Soprattutto i baristi che lavorano presso attività situate nelle località turistiche, riescono ad integrare lo stipendio anche di 100 o 200 EUR mensili grazie alle mance lasciate dai clienti soddisfatti.

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