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Aprire un bar: come fare e quanto costa

Aprire un bar è una concreta possibilità che permette di mettersi in proprio. È un’attività dinamica, più faticosa di quanto si possa pensare e basata sulla cordialità verso il cliente.

È un’idea che può essere tramutata in realtà da chiunque, anche da coloro che non hanno una formazione specifica nel settore turistico alberghiero.

Come vedremo in questa guida per aprire un bar vi sono alcuni ostacoli da superare su tutti l’iter burocratico e i costi di avvio.

Cosa serve per aprire un bar

Prima di vedere quali documenti e tutti i requisiti necessari per l’apertura di un bar, è necessario, in via preliminare distinguere due possibili scenari.

Aprire un bar da zero o rilevare l’attività

Il futuro imprenditore ha due strade davanti a sé. Potrebbe essere invogliato dall’idea di aprire un bar dopo aver visto un cartello vendesi posizionato all’ingresso dell’attività. In questo caso rileverebbe un’attività già esistente, una scelta che, in molti casi, risulta più economica rispetto ad aprire un bar da zero.

Rilevare l’attività, infatti, permette non solo di beneficiare di uno storico che in qualche modo può fornire informazioni sul numero di clienti e sui possibili guadagni, ma molto spesso evita di sostenere alcune spese per l’arredamento, per mettere a norma i locali, per i macchinari e per gli arredi.

Aprire un bar da zero, diversamente, ha costi d’avvio più elevati. Il futuro gestore deve infatti seguire tutto l’iter burocratico previsto, trovare i fornitori, mettere a norma i locali e acquisire i clienti da zero.

Oltre a tale aspetto, per aprire un bar serve:

Il locale

Chiaramente un bar ha bisogno di un locale, posizionato possibilmente in una zona trafficata, abbastanza ampio e a norma.

L’allestimento

In un bar sono presenti vari tipologie di allestimenti: la macchina per il caffè, il bancone, sedie, tavoli, ma anche tutti gli allacci agli impianti elettrici e idrici.

Personale

Un bar di piccole dimensioni può essere un’interessante idea di business, gestita a conduzione familiare. Qualora si dovesse optare per un locale ampio, allora bisogna pensare anche di assumere uno o due tra baristi e camerieri.

Licenze e requisiti per aprire un bar

Aprire un bar segue lo stesso iter previsto per l’apertura di un ristorante. È previso quindi l’invio della Comunicazione Unica la quale in via telematica permette:

  • L’apertura della partita Iva;
  • L’iscrizione all’INPS;
  • L’iscrizione all’INAIL;
  • La registrazione dell’attività alla Camera di Commercio.

Inoltre, è necessario:

  • Presentare la SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) al comune;
  • Ottenere i permessi di idoneità sanitaria;
  • Ottenere l’agibilità del locale;
  • Comunicare all’Agenzia delle Dogane la vendita di bevande alcoliche;
  • Ottenere il permesso per l’esposizione dell’insegna.

Tra i requisiti per aprire un bar bisogna altresì:

  • Frequentare il Corso SAB per somministrare bevande e alcolici
  • Frequentare il corso HACCP per acquisire le informazioni in termini di sicurezza e igiene.

Come esposto finora, la Comunicazione Unica non ottempera a tutti i requisiti richiesti.

Quanto costa aprire un bar

Stimare i costi necessari per l’apertura di un bar, così come per l’apertura di altre attività quale ad esempio un negozio di abbigliamento, non è semplice poiché dipende da molti fattori: metratura del locale, posizione, interventi di ristrutturazione e manutenzione, servizi offerti, canone d’affitto, la presenza o meno di personale esterno.

Ad ogni modo, in generale alla domanda: quanto costa aprire un bar, si può rispondere: tra i 90.000 EUR e i 150.000 euro. I maggiori costi sono dati da:

  • attrezzature;
  • arredi;
  • interventi di adeguamento del locale;
  • adempimenti burocratici;
  • marketing e comunicazione;
  • prima fornitura di materie prime.

Si evidenzia inoltre, che per aprire o acquisire un bar non sono necessarie licenze specifiche, se non quelle riservate alla somministrazione degli alcolici o nel caso in cui si opti per l’apertura di un bar tabacchi.

In molti sono soliti chiedere se esiste una licenza ciò perché fino al 2006 questa era necessaria, abrogata poi dalla legge 248 del 26 febbraio 2006. Fino ad alcuni anni fa, pertanto, i comuni dovevano rilasciare un’apposita licenza per aprire un bar poiché vi era un limite di bar e ristoranti che potevano essere aperti un una determinata zona.

Aprire un bar senza soldi

Aprire un bar e è un desiderio di molti giovani aspiranti imprenditori, i quali però spesso non hanno una disponibilità economica tale per far fronte ad un investimento che, come visto, può tranquillamente superare i 100.000 EUR.
Aprire un bar senza soldi, o almeno senza un capitale iniziare è molto difficile ma non impossibile. Il futuro imprenditore può pensare ad alcune soluzioni che possono ridurre di molto se non azzerare l’investimento. Vediamone alcune:

Accordo tra le parti

Uno dei modi più semplici per aprire un bar senza soldi consiste nell’individuare un’attività in vendita. Sono molti i motivi che possono spingere un titolare a voler cedere l’attività, ad esempio: pochi guadagni o il desiderio di dedicarsi ad altro.

In questo caso, è possibile provare a rilevare l’attività senza sostenere tutte le spese previste, ma stabilendo un corrispettivo mensile da versare all’ex titolare.

Si tratta di un accordo tra le parti, in cui il proprietario invece di cedere l’attività in un’unica soluzione accetta un pagamento rateizzato. In questo caso si possono quindi spalmare le spese e trovare le risorse necessarie dall’attività presa in gestione.

Bandi e finanziamenti

Una seconda alternativa praticabile consiste nel presentare un progetto all’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti: Invitalia. Sono presenti numerosi bandi che permettono l’accesso al credito soprattutto a giovani under 35 e donne. Alcuni bandi permettono di accedere ad un finanziamento ibrido: una parte a tasso agevolato una parte a fondo perduto.

Aprire un bar in franchising

Una soluzione alternativa consiste nell’aprire un bar in franchising. Aprire un’attività in franchising è conveniente sotto molteplici aspetti. L’azienda madre, infatti, fornisce, ad un prezzo fissato, tutta una serie di vantaggi all’affiliato:

  • l’utilizzo del brand;
  • corsi di formazione;
  • materie prime;
  • arredamento;
  • servizi di supporto e consulenza;
  • attività di marketing e pubblicità incluse nel prezzo.

Oggi sono numerose le possibilità in franchising per aprire un bar. Si può pensare ad un bar classico, ma anche ad alcuni varianti: wine bar, tea bar, lounge bar.

In generale aprire un bar in franchising è meno costoso rispetto ad un bar da zero. La soluzione potrebbe dunque rivelarsi vincente.

Quanto si guadagna in un bar

I guadagni sono variabili, sicuramente un bar per andare bene deve incassare abbastanza da coprire tutte le spese, stipendi inclusi.

Un bar ha diverse fonti di guadagno, derivanti dalla vendita di:

  • caffè;
  • brioche e snack;
  • piatti freddi;
  • aperitivi;

a queste si aggiungono servizi aggiuntivi offerti da alcuni bar:

  • vendita di sali e tabacchi;
  • sala slot machine;
  • lotto e scommesse;
  • servizi al cittadino (pagamento utenze);
  • servizi di consegna a domicilio;
  • organizzazione di eventi;

nonostante sia possibile offrire numerosi e diversificati servizi, il consiglio è di dare al proprio bar un’identità ben precisa, lavorando affinché la propria attività possa distinguersi.

È sufficiente guardarsi intorno, infatti, per notare la presenza di numerosi bar ed è quindi necessario anche essere innovativi, sapere come intercettare nuove mode e tendenze di mercato.

Aprire un bar, non è solo servire il caffè, il cappuccino o la brioche. Sebbene i guadagni lordi su questi prodotti siano elevati, anche servire 100 caffè al giorno non permette ad un bar di sopravvivere.

Ponendo il caso, infatti, che una tazzina di caffè venga venduta ad 1 EUR, e il bar incassa circa 0.60 EUR netti, servire 100 caffè al giorno porta un incasso di soli 60 EUR. Un discorso simile vale per il cappuccino e per le altre bevande tipiche del bar.

In conclusione, per aprire un bar e avere successo è importante un forte spirito imprenditoriale, offrire molteplici servizi riuscendo così a garantirsi un adeguato margine di profitto considerando i bassi guadagni marginali unitari sui prodotti venduti.

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