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[2022] Come aprire uno studio dentistico o odontoiatrico: iter, requisiti e costi

Aprire uno studio dentistico o odontoiatrico significa coronare anni di studi. L’attività può essere esercitata infatti solo da coloro specializzati in Odontoiatria e Protesi Dentaria e regolarmente iscritti all’Albo.

La scelta di aprire un’attività in questo settore, implica seguire un iter burocratico ben preciso, oltre che, sostenere un investimento iniziale non indifferente dato principalmente dalle spese per il locale, per il personale e per le attrezzature.

Tuttavia, gli studi dentistici garantiscono buoni margini di guadagno e non è raro che possano espandersi e diventare, con il tempo, delle rinomane cliniche dentali.

In questo approfondimento vedremo come aprire uno studio dentistico, i requisiti minimi, le normative, i costi e se vi sono opportunità in franchising.

Aprire studio dentistico: requisiti minimi e normativa

Tra studio dentistico e studio odontoiatrico non sussiste alcuna differenza.

La figura abilitata a svolgere la professione è un medico chiamato comunemente dentista o odontoiatra.

Prima della legge 409 del 1985, i dentisti erano dottori laureati in Medicina e Chirurgia, oggi esiste un apposito corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria.

Dopo questa doverosa premessa, vediamo tutto ciò che bisogna fare per aprire lo studio. Il dentista per esercitare la professione in proprio deve seguire il seguente iter:

  • Iscriversi all’Ordine dei Medici e Chirurghi;
  • Individuare un locale idoneo;
  • Aprire la P.IVA o una società;
  • Aprire una posizione previdenziale all’ENPAM;
  • Allestire il locale;
  • Promuoversi e acquisire i primi clienti.

Oltre a ciò, bisogna considerare le imposte regionali IRAP, il rispetto delle normative previste E.C.M. (formazione medica continua), le varie autorizzazioni da ottenere per la messa a norma dei locali, soprattutto in materia di igiene.

Una panoramica sui requisiti minimi necessari per aprire uno studio odontoiatrico è contenuta nel DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA del 14 gennaio 1997.

Per maggiori dettagli si può fare riferimento al documento: requisiti minimi autorizzativi per l’esercizio delle attività sanitarie, pubblicato dall’Ordine dei Medici di Roma. In particolare, il capitolo 6, dedicato agli Studi Odontoiatrici.

Tali adempimenti sono articolati e complessi e richiedono il coinvolgimento di diverse figure professionali. Sicuramente commissionare ad una società specializzata la realizzazione di un business plan è necessario.

Come lo è contattare un commercialista esperto per l’adempimento dell’iter burocratico.

In una seconda fase, l’architetto e l’interior designer sono due figure utili per ottimizzare gli spazi e arredarli. E infine, è necessario contattare esperti in marketing e comunicazione, per operazioni quali: realizzazione del sito web, pubblicità e campagne promozionali.

Aprire uno studio dentistico, come organizzarlo

Dopo aver visto in generale in passaggi da compiere, vediamo in dettaglio come muoversi. Il dentista, regolarmente iscritto all’Ordine, desideroso di avviare l’attività in proprio, può procedere nel seguente ordine cronologico.

Business plan

Come per l’apertura di ogni attività, redigere un business plan è necessario. Il business plan permette sia di disporre di una panoramica complessiva sui costi, sia, il documento previsionale, è comunemente richiesto dalle banche, qualora si necessiti di un prestito per sostenere l’investimento.

Il documento ha dunque la funzione sia di stimare i costi da sostenere sia di prevedere l’andamento dell’attività nei prossimi anni. Pertanto, contiene voci quali:

  • analisi del mercato
  • possibile utenza
  • management
  • costi fissi e variabili
  • investimenti da sostenere
  • previsioni sullo stato patrimoniale
  • previsioni sul conto economico
  • azioni di marketing.

Locale

La posizione e la metratura del locale sono due aspetti basilari. Aprire uno studio dentistico significa disporre di un locale abbastanza grande. Sicuramente sono necessari almeno 5 locali: una sala d’attesa, una sala per gli interventi, uno studio, uno spogliatoio e i servizi sanitari.

Inoltre, la posizione del locale può essere determinante per il proprio business. Bisogna considerare aspetti quali: la presenza di un parcheggio, la densità media, la presenza di concorrenza nei dintorni.

Arredi e attrezzature

Una voce di costo assolutamente da considerare è data dagli arredi: sedie, tavoli, scrivanie, mobilio e soprattutto dalle attrezzature necessarie per svolgere la professione.

Ogni studio o clinica dispone necessariamente di uno o più odontoiatrici riuniti. Il riunito odontoiatrico è la classica poltrona necessaria per trattare i pazienti. Oltre la poltrona è costituito da altri elementi: vassoio, pedale, lampade, schermo, faretra, aspira saliva, sputacchiera, rubinetto.

Negli studi odontoiatrici sono inoltre presenti anche altre attrezzature. Ne sono un esempio:

  • Unità radiografiche, le quali hanno la funzione di esaminare le cavità orali e le arcate dentarie.
  • Macchine miscelatrici e i gelatinatori le quali lavorano materiali non trattabili manualmente.
  • Laser, necessari in diversi contesti sia per interventi chirurgici sia per operazioni come lo sbiancamento dentale;
  • Termo disinfettore, indispensabile per sterilizzare gli attrezzi dentistici.

Personale

Un altro aspetto che risponde alla domanda come organizzare uno studio dentistico riguarda il personale. Come intuibile, la sola figura del dentista non basta per portare avanti l’attività.

Comunemente il personale interno è composto anche da altre figure tra cui: uno o più assistenti, un addetto all’accoglienza, un addetto ai compiti amministrativi e di segreteria. Molte operazioni inoltre sono svolte da figure esterne, come nel caso dell’odontotecnico.

Come vedremo nel paragrafo dedicato ai costi, la spesa per il personale incide e dev’essere necessariamente inclusa nel bilancio previsionale.

Pubblicità e marketing

In Italia vi sono circa 60.000 dentisti. Si contano circa 70 odontoiatri ogni 100.000 abitanti. Una volta aperto il proprio studio è necessario pubblicizzarsi e farsi conoscere rapidamente per riuscire ad acquisire un numero sufficiente di nuovi clienti.

La concorrenza in questo settore non manca, si consideri che i dentisti in Italia lavorano nella quasi totalità per studi privati, molto spesso ben radicati sul territorio. Efficaci campagne promozionali sono essenziali per riuscire ad acquisire i primi clienti.

Quanto costa aprire uno studio dentistico

Alla luce di quanto riportato finora si possono stimare i costi complessivi necessari per aprire uno studio dentistico. Riepilogando le maggiori voci di spesa sono rappresentate da:

  • L’iter burocratico;
  • Affitto o acquisto dello studio;
  • attrezzature e l’arredamento;
  • personale;
  • pubblicità.

In particolare, la grandezza del locale, il numero e la qualità delle attrezzature acquistate, come anche il numero di dipendenti e collaboratori, possono variare di molto.

In generale, si parte da un minimo di 120.000 EUR fino ad un massimo di 200.000 EUR. I costi sono tanto più alti, tanto più è grande lo studio e possono anche superare la suddetta cifra in caso di opti per l’apertura di una clinica dentistica.

Aprire uno studio dentistico in franchising

Alternativamente, si può pensare di aprire lo studio in franchising, valutando le diverse possibilità offerte dal mercato.

Il franchising nel corso degli ha dimostrato di essere una valida soluzione per chi, pur desideroso di mettersi in proprio, necessita del supporto di un marchio già consolidato sul territorio.

Aprire uno studio odontoiatrico in franchising è una possibilità reale. Così facendo si beneficia di un’assistenza sin dalle prime fasi e che accompagna l’affiliato durante tutto il periodo della collaborazione:

  • ricerca location;
  • formazione del personale;
  • organizzazione dello studio;
  • fornitura attrezzature
  • marketing.

Optando per questa soluzione si beneficia di un consistente risparmio sia in termini di tempo che di denaro. Per aprire uno studio dentistico in franchising può essere infatti sufficiente anche un primo investimento di 40.000 EUR.

Aprire uno studio odontoiatrico: guadagni

Aprire uno studio dentistico può essere un’ottima idea imprenditoriale. Nonostante la concorrenza sia alta, i dentisti sono lavoratori che, anche quando dipendenti, guadagnano di più rispetto a tante altre professioni. Basti pensare che lo stipendio di un dentista neo laureato è in media di circa 3.000 EUR.

Verosimilmente mettersi in proprio potrebbe portare a guadagnare ben oltre i 3.000 EUR al mese.

L’aspirante lavoratore autonomo, al fine di guadagnare 5.000 EUR al mese e al netto di un investimento totale di 150.000 EUR, dovrebbe riuscire a raggiungere un fatturato medio intorno ai 300.000 EUR annui, così da rientrare dall’investimento in circa 10 anni.

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