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Lavorare nella stagione invernale

Lavorare nella stagione invernale è una tipica idea propria in molti giovani lavoratori che, così come accade per la stagione estiva, si mettono alla ricerca delle offerte di lavoro stagionale in montagna o comunque in località dalla forte presenza turistica durante i periodi che vanno da metà novembre alla metà di marzo.

Il lavoro stagionale, come vedremo in questo articolo, ha dei pro e dei contro. Tra i vantaggi si annoverano: la possibilità per un giovane di inserire le prime esperienze lavorative nel curriculum, guadagnare un primo stipendio e iniziare a comprendere il complesso mondo del lavoro.

Lavoro stagionale invernale: cos’è

Trovare un lavoro stagionale invernale significa compiere una ricerca finalizzata ad individuare tutte quelle offerte di lavoro che permettono all’individuo di lavorare esclusivamente in alcuni mesi dell’anno. In questo caso specifico in inverno.

Quando pensiamo alla stagione invernale si è soliti fare riferimento alle tipiche attività lavorative svolte in montagna: l’insegnante di sci, la guida turistica, il cameriere, il barman e, come vedremo, tante altre.

In realtà la ricerca di lavoratori stagionali in inverno è propria anche di altri settori come, ad esempio, l’agricoltura che spesso richiede di svolgere attività come la semina, a volte compiute in appunto in inverno.

La stagione invernale, così come ogni lavoro a carattere stagionale, è come abbiamo visto caratterizzato dalla temporaneità.

Un’occupazione cioè che per sua natura strutturale non viene richiesta tutto l’anno ma solo in specifici momenti in cui o vi è un afflusso consistente di persone, oppure vi sono attività specifiche da svolgere.

Un’altra caratteristica che definisce i lavori stagionali è data dal numero di ore lavorate. In genere la richiesta di lavoratori durante il suddetto periodo comporta una buona predisposizione nel lavorare molte ore consecutive, talvolta anche di notte.

Cerco lavoro nella stagione invernale

Il lavoro invernale a carattere stagionale, come si vedrà proseguendo la lettura dell’articolo, non riguarda solo i giovani.
Sono infatti centinaia di migliaia i lavoratori di tutte le età ogni anno si mettono alla ricerca di un lavoro temporaneo e per i soli mesi invernali.

Le offerte di lavoro si concentrano principalmente nei settori del turismo e dell’agricoltura ma vi sono anche buone possibilità di trovare occupazione nel settore dei servizi in senso lato.

Sono dunque molti: cuochi, barman, promoter, istruttori di discipline invernali, animatori, addetti alla clientela che ogni anno inviano curricula alle stazioni sciistiche, ai centri sportivi e alle medio-grandi attività commerciali.

La ricerca del lavoro per la stagione invernale viene effettuata sia da studenti universitari desiderosi di guadagnare alcune mensilità di stipendio che da lavoratori adulti che hanno fatto del lavoro stagionale una precisa scelta di vita.

Per trovare lavoro in inverno il consiglio è di muoversi in anticipo, inviando la propria candidatura già alcuni mesi prima dell’inizio della stagione. I mesi di lavoro in genere vanno da dicembre a marzo, pertanto, il curriculum va inviato nel mese di ottobre.

Spesso trovare un lavoro stagionale non richiede una grande esperienza pregressa soprattutto per quanto riguarda le mansioni di tipo manuale.

Tuttavia, come in ogni lavoro, le soft skills o abilità trasversali sono fondamentali per riuscire a trovare lavoro.

Inoltre, dato il carattere temporaneo del lavoro è bene dimostrarsi da subito volenterosi, svegli, pronti ad imparare nuove cose ed essere disposti ad accettare quasi ogni offerta di lavoro.

Coloro che inoltre conoscono la lingua inglese hanno sicuramente un vantaggio e riusciranno più facilmente a trovare lavoro nelle località turistiche.

Chiunque sia alla ricerca di un lavoro invernale, riassumendo dovrebbe riflettere sui seguenti punti:

  • Prima di intraprendere la stagione invernale è bene avere le idee e gli obiettivi chiari. L’esperienza di lavoro può avere molteplici scopi ed è difficili raggiungerli tutti in pochi mesi, per questo motivo il consiglio è di porsi degli obiettivi realistici.
  • Iniziare mesi prima la ricerca del lavoro non aspettando l’inizio della stagione invernale quando ormai le migliori opportunità di lavoro sono state già occupate da altre persone;
  • Scrivere un curriculum conciso, veritiero e basato sulle esperienze che davvero possono essere utili ad un datore di lavoro alla ricerca di un profilo stagionale;
  • Essere pronti ad accettare la maggior parte delle proposte. Il lavoro stagionale non è ciò che si farà per tutta la vita, per qualche mese si può anche pensare ad un’esperienza lavorativa non proprio come la si sogna.
  • Valutare con attenzione quelle proposte di lavoro provenienti da strutture, aziende e società medio grandi che hanno molti dipendenti così da potersi lasciare aperta una possibilità di impiego futuro a tempo indeterminato.

Offerte di lavoro stagione invernale: quali sono

La ricerca di offerte di lavoro per la stagione invernale dovrebbe avvenire uno o due mesi prima dell’inizio dell’attività stagionale.

In genere, il periodo di maggior richiesta per i lavori in montagna e nel settore turistico si verifica durante il periodo natalizio, quando le strutture ricettive hanno il maggior flusso di persone.

La stagione invernale può essere un’occasione per molti giovani aspiranti lavoratori i quali hanno la possibilità di fare nuove esperienze talvolta anche all’estero beneficiando di tutti i vantaggi, uno tra tutti: imparare una nuova lingua.

Quali sono i tipici lavori della stagione invernale?

Lavori al dettaglio

Le offerte di lavoro stagionale invernale molto spesso solo legate al periodo natalizio. È in questo periodo che numerose attività commerciali hanno bisogno di lavoratori, anche senza esperienza, da dedicare a varie attività appartenenti al settore della vendita al dettaglio.

In particolare, è possibile trovare numerose offerte ed iniziare a svolgere il lavoro di: cassiere, addetto al servizio clienti, gestione degli ordini, preparazione dei pacchi regalo.

Si noti che, anche grandi multinazionali come Amazon, sono soliti pubblicare annunci di lavoro durante la stagione invernale.

Festival, fiere e concerti

La stagione invernale è un classico periodo in cui vengono organizzati numerosi eventi, festival, fiere, sagre e concerti.
Ne consegue che, uno o due mesi prima agli eventi, è facile trovare annunci di lavoro come: promoter alle fiere, addetto al bancone durante una sagra, richiesta di magazzinieri e aiutanti per l’organizzazione di concerti.

Il proliferare di tali eventi durante l’arco del periodo natalizio permette al lavoratore di trovare interessanti offerte a cui candidarsi.

Chiaramente per avere maggiori possibilità di lavorare in inverno è bene o risiedere in una località turistica oppure essere disposti a trasferirsi in quelle località che tipicamente accolgono un gran numero di turisti durante la stagione.

Guida turistica

Una guida turistica ha buone possibilità di lavorare in inverno. In particolare, deve occuparsi di accompagnare i turisti nei luoghi di interesse storico culturale e avere una preparazione adeguata a spiegare e descrivere loro le opere d’arte o le bellezze paesaggistiche.

La guida turistica è tanto più richiesta quanto più conosce le lingue e deve avere, altresì, ottime capacità comunicative e interpersonali.

Animatore

L’animatore è un classico lavoro stagionale. Dove vi sono turisti c’è richiesta di animatori per adulti e per bambini.

Coloro che posseggono elevate capacità di intrattenimento possono facilmente verificare la presenza di annunci di lavoro invernali e trovare alberghi e villaggi vacanza che in inverno sono alla costante ricerca di uno o più animatori.

Lavorare in hotel

Da non sottovalutare le offerte di lavoro per la stagione invernale che richiedono di lavorare in hotel. Lavorare in una struttura alberghiera, a seconda delle proprie competenze, significa avere buone possibilità di lavoro in diversi ruoli: dalla cucina come cuoco o aiuto cuoco, fino a svolgere le tipiche mansioni richiesti da un hotel: riassettare le camere e assistere gli ospiti.

Lavori stagionali in montagna

Quando si pensa alla stagione invernale il primo pensiero va alle offerte di lavoro in montagna. Molte attività richiedono delle competenze specifiche, tuttavia una volta acquisite è possibile proporsi per numerose posizioni aperte oltre che lavorare all’aria aperta e pulita di montagna.

Vediamo quali sono i tipici lavori stagionali in montagna.

Maestro di sci e snowboard

Coloro che sono nati e cresciuti in montagna hanno la possibilità di sciare durante la stagione invernale e spesso quella che da bambini può essere una passione da grandi si trasforma in un lavoro quando si ottiene un apposito brevetto da istruttore di sci.

L’istruttore di sci è un tipico lavoro proprio della stagione invernale. Come tutti questi lavori bisognerà sviluppare, altresì, altre competenze e abilità così da lavorare anche nei periodi fuori la stagione invernale quando gli impianti sciistici sono chiusi.

Istruttore di equitazione

Le località turistiche invernali spesso sono immerse nella natura e dispongono di alcuni cavalli così da offrire un servizio molto gradito ai turisti: le passeggiate a cavallo.

Un istruttore di equitazione può pensare di inviare il proprio curriculum nei ranch presenti in montagna insegnando a grandi e piccoli ad andare a cavallo, e accompagnando i turisti nelle passeggiate alla scoperta dei luoghi di montagna.

Il carattere stagionale non preclude ad un istruttore di equitazione di lavorare anche in altri periodi dell’anno in quanto l’attività non è solo esclusiva dei mesi invernali.

Inoltre, il lavoro, seppur non preveda uno stipendio elevatissimo, in genere comprende vitto e alloggio.

Guida alpina

La stagione invernale permette di trovare lavoro alle guide alpine una professione di grande responsabilità che si occupa di accompagnare i turisti in escursioni sia sciistiche sia per fini naturalistici.

La guida alpina in Italia può essere avere la certificazioni di aspirante guida o un maestro di alpinismo.

Fotografo sulle piste da sci

Oltre ai suddetti classici lavori propri della stagione invernale, anche altri professionisti possono pensare di trascorrere alcuni mesi in montagna trasferendosi per alcuni mesi in montagna. È l’esempio dei fotografi, molto richiesti e presenti sulle piste da sci.

Il lavoro comporta al professionista di fotografare bambini e adulti mentre praticano l’attività sportiva, immortalando così momenti di sport e di divertimento, offrendo così un servizio supplementare al turista in genere messo a disposizione dagli alberghi.

Lavori stagionali invernali: uno sguardo d’insieme

Il lavoro stagionale sia questo estivo o invernale è una tipologia di lavoro a tempo determinato inquadrata, a livello legislativo, dal Decreto del Presidente delle Repubblica 1523/1963 e dal Decreto Legislativo n.81 del 15 giugno 2015.

Le tutele per il lavoratore stagione sono poche e oggetto di dibattito. Ad esempio, non è previsto l’obbligo di rispettare un intervallo minimo di tempo tra un contratto e l’altro, così come le imprese non hanno vincoli sul numero dei lavoratori stagionali assumibili.

Inoltre, come evidenziato dagli esperti, spesso il lavoratore stagionale non beneficia di un contratto a tempo indeterminato, in quanto, i datori di lavoro sono soliti applicare i così detti contratti a chiamata.

Ciò implica che il lavoratore stagionale, in molti casi, non lavora per tutto l’arco del periodo sia questo estivo o invernale, ma solo in determinati giorni quando, ad esempio, le condizioni meteo sono favorevoli o nel fine settimana.

Tale scelta compiuta dai datori di lavoro è assolutamente legittima, tuttavia comporta al lavoratore una paga inferiore rispetto al caso in cui quest’ultimo avesse un tipico contratto a tempo determinato.

Stagione invernale: disoccupazione

L’attuazione del Jobs Act prevede che il lavoratore stagionale percepisca un’indennità di disoccupazione qualora dovesse perdere in maniera involontaria il lavoro.

Per ricevere la NASpI, il lavoratore però deve avere accumulato durante l’anno almeno 26 settimane (6 mesi) di lavoro solo così può ricevere l’indennità che ha una durata di 3 mesi.

La normativa ha per molti aspetti peggiorato la situazione dei lavoratori stagionali, in quanto prima del Jobs Acts l’indennità di disoccupazione, una volta raggiunti i 6 mesi di lavoro veniva corrisposta per altrettanti mesi.

La norma è stata inasprita al fine di evitare una tendenza, comune in molti lavoratori stagionali, di lavorare solo 6 mesi l’anno per poi ricevere l’indennità di disoccupazione nei restanti mesi.

L’indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori stagionali comporta l’uso del 12% delle risorse totali messe a disposizione.

Come evidenziato nel prospetto presente nel sito dell’INPS, secondo le ultime rilevazioni i lavoratori stagionali sono circa 360.000 e rispetto il totale dei lavoratori rappresentano il 2,5%.

Inoltre, il lavoro stagionale non sembra essere una prerogativa dei soli giovani, tutt’altro.

Il maggior numero di lavoratori, infatti, ha un’età compresa tra i 30 e i 39 anni, seguita dai lavoratori tra i 40 e i 49 anni e dai lavoratori over 50.

Stagione invernale: criticità

Il carattere temporaneo che contraddistingue la tipologia del lavoro invernale e stagionale in genere, negli ultimi tempi è oggetto di discussioni e dubbi manifestati all’interno di numerose tavole rotonde ad ogni livello: regionale, nazionale ed europeo.

La tendenza, infatti, vede sempre più il lavoro temporaneo come una soluzione obbligata per molti lavoratori non solo tra i giovani o tra i lavoratori poco qualificati, i quali, di fatto, entrano così nella gig economy (l’economia dei lavoretti).

Si creano, in questo modo, centinaia di migliaia di lavoratori che hanno difficoltà ad accedere alle prestazioni previdenziali, disoccupati quando non vi è lavoro e spesso, come abbiamo visto, costretti ad accettare un contratto a chiamata.

Stagione invernale: Covid-19

Come prevedibile tra le categorie di lavoratori più colpite a causa della pandemia da Covid-19 vi sono i lavoratori stagionali, i quali non hanno potuto lavorare lo stesso numero di giorni e ore a cui erano abituati negli anni precedenti.

La Circolare INPS n.67 del 2020 ha previsto alcune indennità volte a sostenere i lavoratori durante i mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Tra queste categorie sono rientrati i lavoratori stagionali eccezion fatta per coloro appartenenti al turismo.

L’indennità corrisposta è stata di 600 euro per ciascuno dei mesi sopra citati.

Il Covid-19, ha dunque peggiorato le condizioni dei lavoratori stagionali, un peggioramento confermato anche dal Consiglio d’Europa il quale ha riconosciuto l’importanza dei lavoratori stagionale per il mercato interno.

Il Consiglio ha invitato gli Stati Membri a:

  • rispettare tutte le norme stabilite dalla legge nazionale ed europea rispettando le condizioni di vita e di lavoro;
  • raccogliere dati inerenti al lavoro stagionale al fine di comprendere quali sfide e quali azioni intraprendere per tutelare tale categoria di lavoratori.

Inverno 2021: una stagione compromessa

Il 2021 sarà ricordato dalle attività turistiche e ricettive che operano in montagna come una stagione da dimenticare.

Le restrizioni che limitano la possibilità di movimento delle persone e le norme messe in atto dal governo finalizzate a contenere la diffusione del virus ha messo in ginocchio più settori che fanno delle attività invernali il proprio core business.

Le conseguenze si sono abbattute anche sui lavoratori. Come si evince dalla Conferenza delle Regioni del 22 gennaio 2021: la mancata apertura degli impianti sciistici e delle attività economiche ha compromesso la stagione invernale.

I dati mettono in evidenza come la stagione invernale permetta di lavorare circa 75.000 unità, tuttavia già nel 2020 i cali sono stati sostanziali.

L’Alto Adige il Trentino e la Valle d’Aosta dichiarano cali nei fatturati da 25% al 40% rispetto il 2019 sia nella stagione invernale che in quella estiva.

Ciò che si aspettano gli operatori è la costituzione di un Fondo Ristori da destinare alle attività del settore turistico invernale.

In conclusione, il 2021 è un anno difficile per tutti e tra questi vi sono anche i lavoratori stagionali invernali, i quali fino al 2019 hanno avuto una ragionevole certezza di trovare impiego in una delle tante attività presenti nei pressi delle stazioni sciistiche.

L’auspicio è che presto la situazione possa migliorare permettendo ai turisti di trascorrere la settimana bianca e agli operatori di lavorare offrendo un servizio di qualità, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

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