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Giovani in Agricoltura

Il settore agricolo comprende una pluralità di professioni e impieghi, in Italia come in Europa. È un settore che al pari degli altri sta progressivamente implementando le nuove soluzioni tecnologiche portate dall’era digitale.

La trasformazione in atto, si traduce nella nascita di nuove professioni altamente specializzate che coinvolgono sopratutto i giovani.

L’agricoltura e le attività connesse possono essere divise in due grandi categorie, da un lato vi sono le attività agricole vere e proprie che consistono nella semina, la coltivazione e la trasformazione dei prodotti, dall’altro vi sono tutte le attività collegate, ad esempio le attività didattiche e gli agriturismi.

Questo articolo risponde alle domande: cosa vuol dire essere un imprenditore agricolo, quali sono le categorie professionali del settore e di quali opportunità e incentivi può beneficiare un giovane intenzionato a lavorare in agricoltura. Inoltre, viene fornita una panoramica del settore in Italia e si vedrà come il Governo italiano sta sostenendo la ripresa del settore agricolo colpito duramente dal Covid-19. Infine, uno spazio è dedicato alle nuove professioni emergenti nel settore agricolo.

L’andamento del settore agricolo

Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Istat, l’agricoltura influisce sull’economia italiana per il 2,2% del PIL, un dato che aumenta al 4,1% se si include anche l’industria alimentare.

L’Italia è il primo Paese in Europa per valore aggiunto con una crescita dell’1% nel 2019 e il terzo per valore della produzione per un valore di 61,6 miliardi di EUR. I 28 paesi dell’UE concorrono a formare un valore della produzione pari a 188,7 miliardi di EUR.

La Penisola con 1 milione e 125.000 addetti ha altresì il primato per numero di lavoratori impiegati nel settore agricolo, seguita da Spagna e Francia. I settori che maggiormente registrano una crescita sono:

  • La produzione di olio +31%
  • La produzione di ortaggi +10%.
  • Al contrario, si registra una flessione nella produzione vinicola -12% e della frutta -3%.

Tra le imprese agricole italiane, 57.083 sono gestite da giovani imprenditori agricoli under 35 e ben 210.402 realtà sono guidate da donne, come emerso dal convegno di tenutosi a Roma dal titolo “Seminiamo il Futuro” che ha visto la partecipazione del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Bellanova e ISMEA l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare.

I dati riportati, risalenti a fine 2019, mostrano un aumento delle aziende agricole a conduzione giovanile del 15% rispetto al 2015, nonostante in totale il numero di imprese agricole sia calato del 2% nell’ultimo quinquennio, un dato che riguarda anche le aziende a conduzione femminile -4%.

Il riavvicinamento dei giovani alle attività del settore primario è dovuto ad un aumento dell’interesse dei giovani verso l’ambiente e i temi legati alla sostenibilità ambientale insieme ad un maggior interesse verso il cibo e il territorio.

Dati positivi sono riscontrati anche dalle Università di Agraria che dal 2014 registrano un aumento medio di 2.000 iscrizioni l’anno.

Come confermato durante il convegno, l’Italia ha bisogno di un cambio generazionale sia per esigenze socioeconomiche, ma anche per portare al settore l’innovazione e gli investimenti vitali per uno sviluppo tecnologico.
I giovani imprenditori agricoli, infatti, come confermano i dati risultano in media più istruiti rispetto altri lavoratori del settore più adulti, gestiscono aziende più grandi e sono più propensi ad investire.

Le performance del settore, inoltre, come confermano i dati, sono positive soprattutto nelle regioni del Centro-Sud Italia (Calabria, Campania e Puglia). Rilevanti sono altresì le attività secondarie collegate all’agricoltura, in particolare la produzione di energie rinnovabili provenienti da impianti fotovoltaici, biogas e biomasse, producono un valore complessivo passato da 6,3 miliardi di EUR nel 2000 a 12,5 miliardi di EUR nel 2019.

Come diventare imprenditore agricolo

Lavorare in agricoltura negli ultimi decenni è stata un’idea associata ad una tipologia di lavoro pesante ed arretrato che nel corso della storia ha causato un progressivo spopolamento delle campagne in favore dei centri urbani, ricchi e industrializzati.

Tuttavia, la tecnologia applicata all’agricoltura e la nascita di nuovi concetti legati al valore dell’agroalimentare come il made in Italy, in chilometro zero, l’agricoltura biologica, stanno progressivamente riavvicinando i giovani alla “terra” i quali dopo aver conseguito una laurea, scommettono sull’agricoltura, diventando imprenditori agricoli.

Per diventare imprenditore agricolo, oltre che disporre della terra, è necessario:

  • Aprire una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate;
  • Iscrivere la società al Registro delle imprese;
  • Iscriversi all’Inps.

Chiunque può diventare imprenditore agricolo anche se è bene frequentare specifici corsi di formazione per acquisire le competenze necessarie. Sono presenti quattro categorie professionali che definiscono i lavoratori impegnati nel settore:

Agricoltori e operai agricoli specializzati

Gli agricoltori o gli operai agricoli hanno il compito di predisporre il terreno e di coltivare di beni alimentari, cereali, frutta, verdura, piante officinali, olio, vino. Tra le attività che ricoprono vi sono: la semina, l’irrigazione, la raccolta e il controllo qualità.

Allevatori e specializzati in zootecnia

I suddetti professionisti si prendono cura degli animali da allevamento (suini, conigli, polli, bovini, caprini, api) al fine di produrre carne e derivati come i formaggi o il miele.

Operai forestali

Gli operai forestali si prendono cura delle aree boschive mantenendo la zona in salute, ripopolando il territorio dove necessario, occupandosi altresì del controllo della fauna boschiva.

Cacciatori e pescatori

Queste professioni si occupano di cacciare o pescare, la selvaggina e i pesci. I pescatori in particolare possono o dedicarsi alla pesca in mare utilizzando imbarcazioni specifiche e registrate (pescherecci), oppure sono definiti acquacoltori coloro i quali si dedicano all’allevamento delle specie ittiche.

Incentivi per i giovani agricoltori 2020

La legge di Bilancio 2020, ha una sezione dedicata agli incentivi per i giovani agricoltori. In particolare, all’art. 1, commi da 503 a 506 sono presenti delle agevolazioni contributive rivolte ai Coltivatori Diretti e agli Imprenditori Agricoli Professionali.

L’agevolazione riguarda gli imprenditori agricoli con età inferiore ai 40 anni che decidono di avviare un’attività agricola iscrivendosi alla gestione contributiva nel periodo che va dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020.
L’agevolazione dura due anni e permette di avere il 100% dell’accredito contributivo versato presso l’Assicurazione generale obbligatoria (Ago).

È compito dell’INPS monitorare le entrate contributive coordinandosi con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e con i Ministeri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Finanze.

Gli incentivi per essere richiesti devono soddisfare alcune condizioni:

  • Essere in regola con i contributi versati (DURC);
  • Rispettare le norme a tutela delle condizioni di lavoro;
  • Rispettare gli accordi stipulati con i sindacati e i contratti collettivi nazionali, regionali o aziendali.

L’incentivo inoltre deve rimanere entro i limiti previsti dai regolamenti UE De Minimis pari a 15.000 EUR.

Imprenditoria femminile incentivi per le donne impegnate nel settore agricolo

La legge di Bilancio 2020, all’articolo 1 comma 567 ha previsto alcune norme per agevolare l’inserimento delle donne nel settore agricolo.
È possibile richiedere dei mutui a tasso zero per tutte quelle idee imprenditoriali che mirano allo sviluppo e alla crescita delle aziende agricole a condizione che siano gestite da imprenditrici.

Il mutuo richiesto può essere di un importo massimo pari a 300.000 EUR e deve avere una durata massima di 15 anni. La dotazione finanziaria è di 15 milioni di EUR.

Principali misure messe in favore dell’agricoltura in risposta all’emergenza Covid-19

Il settore agricolo è uno dei settori più colpiti a causa del Coronavirus, nonostante le attività agricole e della pesca non siano state soggette a chiusura durante il lockdown.

Il Governo italiano ha previsto numerosi interventi in favore del settore, contenuti nel Decreto Legge “Cura Italia”.

Le principali misure previste nel “Decreto Cura Italia” e modificate nella legge n.27 del 2020 prevedono:

  • L’erogazione di un’indennità in favore dei lavoratori autonomi quali coltivatori diretti, mezzadri, coloni, imprenditori agricoli iscritti alla Gestione speciale dell’INPS;
  • Un’indennità in favore degli operai agricoli che nel 2019 abbiano lavorato per almeno 50 giorni;
  • La proroga dei termini di presentazione delle domande di disoccupazione;
  • La creazione di un Fondo di 150 milioni destinato alla comunicazione e finalizzato a sostenere l’export agroalimentare italiano e i processi di internazionalizzazione;
  • L’aumento dei contributi PAC dal 50% al 70%;
  • Sono prorogati i termini per la validità dei permessi di soggiorno per i lavoratori stagionali agricoli fino al 31 dicembre 2020

Come la tecnologia sta cambiando il settore agricolo

Le più grandi innovazioni tecnologiche nel mondo spesso arrivano dalla Silicon Valley e anche il settore dell’agricoltura risponde positivamente all’implementazione dell’intelligenza artificiale.
L’esempio più eclatante proviene dalla start-up Bear Flag Robotics, che sta sviluppando una soluzione che consente di arare i campi senza il supporto dell’uomo.

La start-up non si occupa di produrre trattori a guida autonoma, bensì sta lavorando alla creazione di dispositivi applicabili ai macchinari già esistenti in grado di renderli autonomi.

L’automazione di attrezzature e macchinari è un fenomeno piuttosto diffuso all’interno di aziende agricoli avanzate degli Stati Uniti. La Bear Flag Robotics è un esempio di start-up concreto che produce sistemi in grado di far sterzare autonomamente i macchinari agricoli. Il mercato oggi propone altresì seminatrici e sistemi di fertilizzazione automatici collegati con un satellite che possono essere guidati da remoto.

Nello specifico, la Bear Flag Robotics dispone di sensori simili a quelli presenti nei veicoli stradali a guida autonoma. Come dichiarato da Cafiero, l’amministratore delegato della start-up: “L’agricoltura avrà sempre più bisogno di attrezzature agricole automatiche a causa di una crescente carenza di manodopera.

I trattori della società possono lavorare 24 ore su 24 e sono dotati di sistemi di sicurezza all’avanguardia che consentono ai lavoratori e al bestiame di trovarsi nelle vicinanze senza correre alcun rischio, inoltre, i macchinari raccolgono dati provenienti dal terreno, in maniera tale che si possa migliorarne la resa.

L’esigenza di implementare sistemi in grado di lavorare autonomamente i terreni non è solo un vezzo tecnologico, vi sono reali problemi all’orizzonte. Come dischiarato dalle Nazioni Unite entro il 2050 è necessario trovare un modo per sfamare la popolazione mondiale che raggiungerà quasi i 10 miliardi di individui. Inoltre, gli effetti del cambiamento climatico, metteranno a dura prova i raccolti e le risorse idriche.

Applicare la tecnologia all’agricoltura è una sfida alla quale sta lavorando anche IBM (International Business Machines Corporation) una delle più celebri e antiche aziende nel settore dell’informatica. IBM ha progettato una piattaforma in grado di acquisire dati sullo stato di un terreno direttamente dalle immagini satellitari e da particolari sensori applicati sulle macchine agricole, questi ultimi si occupano anche di gestire la semina, i nutrienti e i fertilizzanti.

La piattaforma, servendosi dell’intelligenza artificiale fornisce previsioni meteorologiche e costruisce modelli di gestione per diverse colture come: grano, mais, soia e orzo.

Il modello sviluppato da IBM impiega da sei mesi ad un anno per essere assemblato e iniziare a lavorare a pieno regime, ma una volta installato, permette un controllo pressoché totale di qualsiasi appezzamento grande o piccolo di terra.

Quali nuove professioni per il settore agricolo

L’immagine dell’agricoltura come un settore arretrato principalmente basato sull’uso della forza fisica, del lavoro manuale e della fatica, è destinata a sparire. I progressi della scienza, come abbiamo visto, stanno con prepotenza entrando anche nelle metodologie utilizzate per coltivare e monitorare le colture.

Se da un lato, la tecnologia spaventa molti lavoratori che presto potranno ritrovarsi a svolgere un lavoro obsoleto, dall’altro permette la nascita di nuove professioni che dovranno essere specializzate in mansioni che poco hanno a che fare con le zappe, le forche e i bidenti.

Quali sono le nuove professioni che si stanno sviluppando nel settore agricolo?

Il dronista. La capacità di saper maneggiare un drone, un dispositivo di varie dimensioni capace

di volare in cielo e pilotato da un tecnico da terra è una vera e propria professione che ha molteplici sbocchi occupazionali, tra i quali il settore dell’agricoltura.

Così come stabilito dall’Enac (https://www.enac.gov.it/) (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), i droni sono dei veicoli e come tali coloro che li utilizzano hanno bisogno di acquisire le competenze e il patentino per manovrare il dispositivo.

Un drone, grazie alla capacità di effettuare riprese e fotografie dall’alto è estremamente utile in agricoltura in quanto mostra agli agricoltori lo stato dei propri terreni e attraverso sensori appositi può monitorare lo stato dell’aria e delle coltivazioni.

L’Idrologo. Una figura professionale con competenze in geologia, meteorologia e fisica prende il nome di idrologo. Tale professionista di occupa di studiare le proprietà delle acque sia sotterranee che in superficie, oltre che analizzare i tassi delle precipitazioni e delle infiltrazioni nel suolo. È una figura altamente specializzata, con competenze diversificate anche in ingegneria civile, sempre più richiesta in campo agricolo per attività quali:

  • Supervisione del flusso delle acque;
  • Progettazione di dighe, tubazioni e sistemi di irrigazione;
  • Studio di eventuali contaminazioni dell’acqua;
  • Consulenze su come preservare le fonti d’acqua;
  • Consulenze riguardo come fronteggiare i cambiamenti climatici.

Specialista in agricoltura di precisione. Gli specialisti hanno il compito di aumentare la resa e la qualità delle colture riducendo al contempo l’uso delle risorse come l’acqua, l’energia, pesticidi e fertilizzanti. Un esperto in agricoltura di precisione è una figura molto richiesta all’interno delle realtà agricole avanzate in quanto apporta un notevole risparmio alle aziende che implementano tale metodologia. È una figura che lavora a stretto contatto con gli agronomi e ha il compito di:

  • Aumentare e migliorare i processi produttivi;
  • Trovare le giuste attrezzature in base alla tipologia di azienda;
  • Intervenire in caso di guasti o malfunzionamento dei sensori;
  • Collaborare con i team del controllo qualità per mantenere alti standard alimentari;
  • Saper utilizzare sistemi dotati di GPS e eseguire campionamenti;
  • Saper gestire app o altri software per i rilevamenti.

Tecnologo alimentare. I tecnologi alimentari sono indispensabili all’interno di un’organizzazione del settore agricolo in quanto verificano che il cibo prodotto sia conforme alle normative. Tali professionisti si occupano di:

  • Determinare il valore nutritivo, il colore e la consistenza del raccolto;
  • Testare campioni alimentari;
  • Valutare la presenza di muffe, lieviti o batteri potenzialmente dannosi per l’uomo;
  • Trovare nuovi metodi di produzione alternativi;
  • Garantire elevati standard di qualità e sicurezza.

Agri-stilista e agri-estetista. Le due figure rientrano in un contesto in cui stile, estetica e sostenibilità danno vita al così detto Agriwellness.

L’attenzione della popolazione verso prodotti agroalimentari particolari come il latte d’asina o cosmetici anti-age derivanti da prodotti naturali aprono nuove opportunità di business per il settore, oppure la possibilità di realizzare vestiti in materiali naturali e sostenibili spesso provenienti dagli scarti, dimostrano come il settore agricolo non è solo cibo, ma anche bellezza, ecologia, natura e moda.

L’agri-tata. È la versione immersa nel verde della baby-sitter. La necessità di molte persone di vivere una vita immersa nel verde, lontano dal caos cittadino, ha visto la nascita dell’agri-tata una figura che può essere definita una via di mezzo tra l’educatrice e la colf. Il suo compito è occuparsi dei bambini all’interno delle aziende agricole, insegnando loro ad occuparsi di mansioni quali: prendersi cura dell’orto, raccogliere la frutta, dare da mangiare a conigli, polli e gli animali domestici, ma anche riscoprire i valori antichi come la preparazione in casa del pane e dei biscotti.

Per diventare agritata esistono corsi di formazione specifici, la figura ideale dovrà essere efficiente ed in grado di far crescere in maniera sana i bambini.

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