image

Professione Istruttore di Tennis

Il tennis è uno sport che non passa mai di moda. A livello professionistico è uno degli sport individuali di maggior successo al mondo, ma anche a livello amatoriale è una pratica diffusa, essendo uno sport completo e salutare. Si può iniziare a praticare fin da bambini, attorno ai 5 anni, grazie al minitennis, ma anche in età avanzata ha progressivamente preso piede come attività per mantenersi in forma. 

Un recente studio dell’Università di Oxford che ha coinvolto più di 80.000 persone di 52 anni afferma che il tennis è uno sport che allunga la vita: mettendo a confronto per 9 anni gli sportivi con i soggetti sedentari, è risultato che il rischio di morte per gli appassionati della racchetta è di circa la metà rispetto a chi non si allena. 

È uno sport che si può praticare, con intensità diverse e dopo un controllo medico, a tutte le età. Non c’è impatto fisico e la gestione della pallina è fatta da chi gioca: basta abbassare la velocità dei palleggi per divertirsi anche a 80 anni. Ma essendo uno sport tecnico, è fondamentale imparare prima le basi giuste per praticarlo in maniera corretta, ed è quindi indispensabile seguire un corso con un istruttore riconosciuto a livello federale. 

Chi è l’istruttore di tennis 

L’istruttore di tennis, chiamato anche allenatore, gestisce programmi di allenamento, occupandosi sia della forma fisica degli atleti che del lato psicologico, motivandoli e spingendoli a migliorare le proprie performance sportive. 

L’istruttore di tennis deve trasmettere ai propri allievi le basi teoriche dello sport e insegnare ad eseguire correttamente tutti i movimenti e ad applicare correttamente tutte le tattiche della disciplina sportiva. 

Gli allenatori devono credere veramente in ciò che fanno. Non si tratta di una professione che si affronta solo per il guadagno economico, ma è fondamentale la passione per lo sport. Gli allievi riconoscono questa qualità in un allenatore e di conseguenza sono più propensi ad applicarsi e imparare. 

Cosa fa l’istruttore di tennis 

I compiti dell’istruttore di tennis consistono nel preparare allenamenti mirati ad acquisire abilità motorie, perfezionare la tecnica e migliorare la preparazione atletica degli sportivi. Oltre agli aspetti pratici, nel sono importanti anche gli aspetti psicologici: deve saper motivare i propri allievi, perché rispettino i programmi di allenamento previsti e portino avanti con costanza il processo di apprendimento della disciplina e il miglioramento atletico e sportivo. 

il primo obiettivo di tutti i maestri è quello di insegnare il servizio, colpo che nelle prime fasi viene inteso come colpo di rimessa in gioco, che con la pratica può diventare un colpo aggressivo per fare il punto, ed il diritto, questo per permettere quanto prima di essere coinvolti con altri giocatori in partitelle e palleggi. Dare la direzione alla palla colpita è il secondo obiettivo. Il fine è quello di poter scambiare più palleggi ed aumentare cosi l’autoefficacia percepita e quindi il divertimento. 

Un istruttore di tennis deve essere dotato di pazienza, dal momento che apprendere nuove abilità richiede tempo e mentre alcuni allievi imparano più velocemente, altri apprendono più lentamente. Il compito dell’allenatore è quello di non perdere di vista gli obiettivi del proprio allievo, e deve insegnare volentieri, sempre con l’obiettivo di migliorare i propri giocatori.  

Come per ogni professione, anche quella del maestro di tennis richiede professionalità: un allievo deve avere nell’insegnante una figura di riferimento, per cui questo deve evitare di arrivare in ritardo alle lezioni o vestirsi in modo poco appropriato. Se l’allenatore si comporta in modo professionale nell’insegnamento, anche l’allievo sarà più attento nell’apprendimento. 

Un buon allenatore poi deve creare un ambiente positivo, non incutere paura ma essere flessibile ed affidabile, creando un’atmosfera piacevole e favorevole all’apprendimento. Deve essere una figura a cui gli allievi possono porre le loro domande senza preoccuparsi di commettere errori. Di conseguenza deve possedere un carattere che si combini meglio possibile con i propri allievi. La professione dell’allenatore si basa completamente sulla comunicazione.  

A questo scopo essere divertenti e di buon umore è una qualità molto utile. Nel mondo dell’insegnamento l’umorismo crea un ambiente più rilassante per l’apprendimento e riduce lo stress di commettere errori. Ma bisogna essere bene attenti a non superare il confine tra l’essere spiritoso e l’essere ridicolo. Troppo divertimento può far sì che gli allievi non prendano sul serio l’allenatore. 

L’istruttore di tennis deve sempre avere a portata di mano i giusti accessori didattici e deve preparare il proprio campo e l’attrezzatura necessaria prima che gli allievi arrivino alla lezione o all’allenamento.  

Il compito dell’allenatore non è solo quello di insegnare abilità tennistiche, ma deve aiutare i propri allievi a risolvere i problemi con il lavoro di squadra e la collaborazione, caratteristiche che valgono anche al di fuori dal mondo dello sport, in particolare quando si lavora con gli atleti più giovani.  

Un allenatore mantiene uno stile d’insegnamento costante, modificandolo leggermente in base all’allievo, ma senza cambiamenti drastici. La costanza fornisce chiarezza negli obiettivi, sia dell’allenatore che dei giocatori. L’istruttore deve cercare di essere obbiettivo quando un giocatore commette un errore, per spiegare cosa è andato storto, senza confondere i fatti con le emozioni. 

Se un giocatore, per esempio, sbaglia vari colpi di fila ed afferma di essere un pessimo tennista, l’allenatore potrebbe rispondergli che sta semplicemente colpendo la palla troppo forte. Un allenatore può essere diretto ed allo stesso tempo avere emozioni. L’intelligenza emotiva è l’abilità di identificare e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Questo aspetto è estremamente importante, soprattutto negli sport individuali come il tennis. Tanti dicono che il tennis si gioca su due fronti: sul campo e nella testa. È compito dell’allenatore comprendere lo stato emotivo del giocatore, come delusione e frustrazione, e di trasformarlo in qualcosa di positivo. 

Un allenatore non esegue ripetutamente lo stesso drill se si accorge che non è efficace. Spesso gli allenatori devono pensare fuori dagli schemi per trovare un metodo che funzioni per un particolare allievo. Allenare in modo efficace è un lavoro di squadra e richiede che allenatore ed allievo siano sulla stessa lunghezza d’onda. Un allenatore non può fornire indicazioni se non comprende perché l’allievo non riesce ad apprendere. Un buon allenatore riesce a modificare il suo stile di insegnamento per andare incontro alle necessità di ciascun allievo. 

Un buon allenatore deve avere un atteggiamento positivo che possa migliorare l’apprendimento dei propri allievi. Per non scoraggiare gli allievi un allenatore deve comunicare le sue critiche in modo costruttivo, non distruttivo. L’allenatore deve correggere in un modo che non sia umiliante o troppo critico. Un buon allenatore pone sempre l’allievo in primo piano. Se sono richieste capacità che sono al di fuori dalle sue attuali abilità o conoscenze, è sua responsabilità ammetterlo. Inoltre deve trovare un modo per riuscire ad aiutare i suoi allievi oppure trovare un’altra persona che sia in grado di farlo. 

Per un istruttore è poi fondamentale sapere come porre obiettivi che possano motivare i propri allievi a lavorare duramente, ma devono sempre essere realistici e raggiungibili. Generalmente gli allenatori pongono degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, in modo che gli allievi, una volta raggiunto l’obiettivo, si sentano soddisfatti e proseguano il loro percorso. È molto importante porre ai propri giocatori obiettivi che questi reputino raggiungibili. L’ottimismo è una forte motivazione, e mantenere motivati i propri allievi è la via migliore per farli apprendere. 

Come diventare istruttore di tennis. 

Per intraprendere la professione di istruttore di tennis, è necessario prima di tutto avere una buona conoscenza tecnica del tennis e dell’attrezzatura sportiva da utilizzare e aver praticato lo sport tanto da esser così bravi da poter insegnare la disciplina a bambini e adulti.   

Per quanto riguarda il lato legale è necessario conseguire la qualifica di istruttore di tennis presso la Scuola Nazionale Maestri della Federazione Italiana Tennis o rivolgersi ad altre associazioni o istituzioni sportive italiane.  

Per essere ammessi al corso di abilitazione non è obbligatorio la laurea in Scienze Motorie. In mancanza di essa bisogna però dimostrare di aver praticato agonisticamente il tennis raggiungendo buoni piazzamenti in campionati regionali e nazionali. Vediamo di seguito i livelli di qualifica degli istruttori di tennis. 

Istruttore di primo grado 

La qualifica di istruttore di primo grado, che ha validità biennale e che può essere confermata per i bienni successivi, è conseguita dai candidati che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età all’inizio del corso attraverso l’idoneità ottenuta con la frequenza di un corso di formazione, richiesta da un affiliato, comprensivo di un periodo di tirocinio corrispondente almeno a dieci crediti ed il superamento degli esami finali.  

L’istruttore di primo grado può collaborare con un istruttore di secondo grado, con un maestro nazionale o con un tecnico nazionale, per l’affiliato che ne richiede la prestazione, solo nei corsi di minitennis. In una Club school può operare autonomamente nei corsi collettivi con tesserati che non siano in possesso di classifica federale; non può, inoltre, svolgere lezioni individuali.  

L’istruttore di primo grado, su richiesta motivata del presidente dell’affiliato, può eccezionalmente essere autorizzato, in particolari casi, dal comitato direttivo dell’Istituto all’insegnamento del minitennis, senza la presenza di un insegnante di tennis di qualifica superiore.  

Il rinnovo della qualifica è subordinato alla partecipazione, ogni due anni, ad un corso di aggiornamento nel quale l’istruttore dovrà presentare una relazione sull’attività svolta nel biennio, attestata dal presidente dell’affiliato per il quale ha operato e superare un test di valutazione. 

Istruttore di secondo grado 

La qualifica di istruttore di secondo grado, che ha carattere permanente, è conseguibile dall’istruttore di primo grado che abbia compiuto il ventesimo anno di età all’inizio del corso, che abbia svolto due anni di attività professionale documentata e che abbia ottenuto il rinnovo annuale della qualifica, salva la deroga prevista dal comma 6 del precedente articolo 8.  

La qualifica di istruttore di secondo grado si ottiene dopo la frequenza di un corso di formazione, comprensivo di un periodo di tirocinio corrispondente almeno a venti crediti ed il superamento di un esame finale.  

Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, l’istruttore di secondo grado è obbligato a partecipare ogni due anni ad un corso d’aggiornamento.  

Nell’ambito della progressione didattica (che prevede il minitennis, l’avviamento al tennis, il perfezionamento e la specializzazione), l’istruttore di secondo grado può operare in completa autonomia solo per l’insegnamento del minitennis e per i corsi di avviamento, consentendo all’affiliato la possibilità di richiedere la certificazione di qualità dell’insegnamento per detto settore.  

L’istruttore di secondo grado può collaborare con un maestro nazionale, o con un tecnico nazionale, nei corsi di perfezionamento e specializzazione rivolti a soggetti che non siano in possesso di classifica federale superiore alla terza categoria; può, inoltre, svolgere lezioni individuali limitatamente a giocatori che non siano in possesso di classifica federale superiore al gruppo NC della quarta categoria e che non appartengano ai settori under.   

L’istruttore di secondo grado, su richiesta motivata del presidente dell’affiliato, può eccezionalmente essere autorizzato, in particolari casi, dal comitato direttivo dell’Istituto all’insegnamento nei corsi di perfezionamento senza la presenza di un maestro o di un tecnico nazionale. 

Maestro nazionale  

La qualifica di maestro nazionale, che ha carattere permanente, è conseguita dagli istruttori di secondo grado che abbiano compiuto il ventunesimo anno di età prima dell’inizio del corso attraverso l’idoneità ottenuta con la frequenza di un corso di formazione, comprensivo di un periodo di tirocinio corrispondente ad almeno trenta crediti, ed il superamento di un esame finale. 

Il maestro nazionale può svolgere la propria attività in tutto il territorio nazionale, dirigendo scuole di tennis che prevedano, nell’ambito della progressione didattica, l’insegnamento del minitennis, l’avviamento al tennis, il perfezionamento e la specializzazione; è abilitato inoltre a seguire atleti che svolgono per lo più attività di alto livello in ambito nazionale, con esclusione di atleti di livello internazionale con classifica ATP o WTA, ed a svolgere lezioni individuali.  

Il maestro nazionale non può dirigere contemporaneamente più di due scuole di tennis.  

Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, il maestro nazionale è obbligato a partecipare ogni due anni ad un corso di aggiornamento.  

Tecnico nazionale  

La qualifica di tecnico nazionale, che ha carattere permanente, è conseguita dai maestri nazionali che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di età prima dell’inizio del corso attraverso l’idoneità ottenuta con la frequenza di un corso di formazione corrispondente ad almeno cinquanta crediti, comprensivo di un periodo di tirocinio, ed il superamento di un esame finale.  

Il tecnico nazionale può svolgere in tutto il territorio nazionale le funzioni attribuite al maestro nazionale ed è abilitato, inoltre, a seguire atleti di livello internazionale con classifica ATP o WTA.  

Il tecnico nazionale non può dirigere contemporaneamente più di due scuole di tennis; qualora voglia operare in una Super school o in una Top school deve svolgere la sua attività professionale esclusivamente in una sola di esse.  

Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, il tecnico nazionale è obbligato a partecipare ogni due anni ad un corso di aggiornamento. 

Carriera e stipendio di un istruttore di tennis 

In Italia, gli insegnanti di tennis con una qualifica federale FIT sono ben 2.540. Senza contare quelli riconosciuti dagli altri enti di formazione, UISP su tutti. Per un allenatore farsi un nome, costruirsi una reputazione e un proprio marchio è importante quanto lo è per un imprenditore. Gli allenatori di successo si sono costruiti la propria reputazione da soli attraverso il duro lavoro e la dedizione, espandendo i propri orizzonti e promuovendo la loro carriera. 

Come abbiamo visto, per arrivare ad insegnare ai livelli più alti bisogna essere in possesso delle qualifiche federali adeguate. Vediamo quanto costa, partendo da zero, diventare maestro nazionale

Con quattro diverse fasi di formazione professionale si triplicano le spese a carico dell’insegnante: bisogna pagare per quattro volte la tassa di iscrizione al corso, che ammonta a 550 EUR per l’Istruttore di 1° grado, a 650 EUR per quello di 2° grado, a 1.000 EUR per il corso di Maestro Nazionale e ben 2.700 EUR per quello di Tecnico Nazionale. Per mantenere la qualifica, ogni anno Il Tecnico Nazionale deve versare 180 euro, il Maestro Nazionale 150 EUR, l’Istruttore di 2° grado 135 EUR e quello di 1° grado 90 EUR, cifre raddoppiate se il maestro in questione non opera esclusivamente per la FIT oppure lavora in un circolo affiliato anche ad altri enti (ad esclusione di quelli che hanno accordi e convenzioni con la stessa FIT, come vedremo). Inoltre, ad ogni avanzamento deve anche pagare la targa professionale (si tratta di 100 EUR), oltre a sostenere le spese, progressivamente sempre più consistenti, di vitto ed alloggio per la durata dei corsi presso i centri federali. Possiamo stimare che diventare Maestro Nazionale costa tra i 12.000 e i 15.000 EUR, mentre diventare Tecnico Nazionale quasi 25.000 EUR.  

Mancando poi un albo professionale, la professione di istruttore di tennis non è disciplinata sul piano giuridico. Di conseguenza ci sono molti ambiti in cui i maestri non sono tutelati. Spesso lavorano con contratti con un fisso per 8-9 mesi o contratti ad ore che non danno affatto sicurezza. In alcuni circoli il lavoro di insegnante assume a tutti gli effetti il carattere di “lavoro stagionale” 

Inoltre gli insegnati hanno responsabilità enormi per ciò che concerne la loro attività di campo e di insegnante, anche per quanto riguarda certificati medici ed utilizzo dei defibrillatori o le procedure contrattuali corrette per non andare incontro a sanzioni, e spesso si affidano a ciò che viene chiesto loro di firmare senza preoccuparsi di far verificare da un consulente esperto o essere informati se ciò che si impegnano a portare avanti sia costruito con giusti criteri. 

Ma il problema principale dell’assenza di una regolamentazione consiste nel fatto che praticamente nessun circolo inquadra l’insegnante di tennis come un dipendente vero e proprio, riconoscendo contributi, ferie, malattia e tutti gli altri strumenti di tutela. Per molti insegnanti l’unica possibilità è aprire una partita IVA e rilasciare regolare fattura al circolo: all’interno del regime dei minimi, ovvero per importi inferiori ai 30.000 EUR annui, ci sono numerose agevolazioni fiscali. 

Mediamente un istruttore di tennis guadagna circa 1.900 EUR netti al mese, circa 33 EUR lordi all’ora. Normalmente si parte da uno stipendio minimo di 1.200 EUR netti al mese, ma nel caso di un Tecnico Nazionale lo stipendio massimo arriva a superare i 4.500 EUR netti al mese. 

leave your comment


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *