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Headhunter: chi è, cosa fa e come trovare un cacciatore di teste

Headhunter o headhunters al plurale, o anche, in italiano: cacciatore di teste. Sono delle figure di cui si avvalgono alcune aziende e alcune tipologie di dipendenti.

Si muovono in incognito ed entrare in contatto con uno di loro può comportare un vero cambiamento per l’organizzazione o per la propria carriera lavorativa.

Chi è l’headhunter, cosa fa e dove trovarlo? A queste domande si troverà risposta nei prossimi paragrafi dedicati ad una figura sempre più richiesta dalle aziende ma anche direttamente dal lavoratore.

Chi sono gli headhunters o cacciatori di teste

Gli headhunters sono dei professionisti nel settore dell’human resources, specializzati nella ricerca di personale per conto di medio grandi aziende.

Talvolta si occupano anche del contrario, lavorando per i lavoratori subordinati, cercando per loro nuove e migliori opportunità lavorative sul mercato. Lavorano

Il lavoro del cacciatore di teste è focalizzato nella ricerca di profili eccellenti, idonei a ricoprire cariche elevate: manageriali e dirigenziali. Si tratta di un lavoro spesso nascosto e poco, o per nulla pubblicizzato. Ciò avviene perché un profilo potenzialmente interessante per un cacciatore di teste, generalmente, già ricopre un ruolo di rilievo presso un’altra società.

L’headhunter quindi, oltre ad essere un abile ricercatore di figure altamente qualificate, dev’essere altresì in grado di persuadere il lavoratore, convincendolo a passare da un’azienda all’altra.

Essere avvicinati da questa figura, può essere motivo d’orgoglio per il lavoratore. Vuol dire infatti che il proprio talento e operato non è passato inosservato.

È interessante notare che come evidenziato in una ricerca condotta da LinkedIn ben il 70% dei talenti sono passivi (passive talent).

In altri termini, la maggior parte dei talenti non si adopera per cercare una posizione lavorativa migliore rispetto a quella che già ha, nonostante sia ben disposto a valutare nuove proposte qualora si presentassero.

Headhunter: cosa fa

Esistono due tipologie di headhunters. La prima è formata dai classici cacciatori di teste aziendali. Questi per conto di una o più organizzazioni, si occupano di trovare, segnalare e di entrare in contatto con i migliori profili in circolazione per una data posizione aziendale.

La necessità di tale professionista è in crescita. Negli Stati Uniti e in Europa la ricerca di lavoratori talentuosi appare sempre più difficile. Secondo uno studio di ManpowerGroup, quasi il 70% delle aziende statunitensi è alla continua ricerca di talenti, il 14% in più rispetto al 2010.

Vi sono poi cacciatori di teste che lavorano per conto di un dipendente. L’obiettivo in questo caso è duplice. Individuare proposte e opportunità lavorative allettanti, ma anche condividere informazioni utili per sostenere e superare un colloquio di lavoro.

Indipendentemente dal ruolo, l’headhunter è un professionista molto ben inserito nel mondo del lavoro.

Ha contatti e relazioni con manager, dirigenti, CEO, conosce prima di altri le opportunità lavorative che possono presentarsi, è in grado di riconoscere un talento ed è dotato di importanti soft skills, una su tutte la capacità di persuasione.

Il lavoro dell’headhunter per l’azienda

I cacciatori di talento aziendali svolgono un lavoro che alleggerisce e semplifica i compiti dei selezionatori del personale.

I recruiters infatti, in questo modo, hanno la certezza di valutare un profilo che già ha superato la prima e attenta valutazione dell’headhunter. Il lavoro si svolge in più fasi:

Analizzare le esigenze aziendali

Il lavoro del cacciatore di teste inizia dopo aver valutato la tipologia di profili di cui l’azienda ha bisogno.
Ciò implica che il professionista debba conoscere a fondo l’azienda: la cultura, i problemi, gli obiettivi futuri, talvolta entrando in possesso di informazioni confidenziali.

Trovare i candidati

Dopo aver raccolto le informazioni necessarie, il professionista inizia la sua ricerca. La ricerca è estesa e viene condotta sia servendosi di canali quali LinkedIn, sia del proprio network di contatti.

Il cacciatore di teste prende nota di tutti i potenziali candidati e ne valuta la formazione, le esperienze lavorative passate e l’attuale posizione ricoperta all’interno dell’azienda.

Contattare i candidati

Una volta raccolti i nomi dei potenziali candidati, generalmente è l’headhunter stesso ad entrarci in contatto.

Si tratta di una fase preliminare volta a comprendere se la figura può essere interessata a ricevere una nuova offerta di lavoro.

Colloquio

E infine, i candidati che hanno risposto positivamente alla manifestazione d’interesse mostrata dal cacciatore di talenti sono invitati a sostenere il colloquio con le risorse umane dell’azienda. Da questo punto in poi, il compito dell’headhunter è finito.

Il lavoro dell’headhunter per il dipendente

L’headhunter può aiutare manager, CEO, e chiunque ricopre posizioni di vertice a valutare la possibilità di cambiare lavoro.

Grazie alla fitta rete di conoscenze, tali professionisti può essere la soluzione giusta per accedere a tutta una serie di posizioni non pubbliche.

Anche in questo caso, è compito del cacciatore di teste valutare, in primo luogo, le ambizioni, le possibilità e le aspettative del lavoratore. Successivamente si adopera per trovare le migliori soluzioni lavorative e quindi di far in modo che il lavoratore ottenga un colloquio di lavoro.

Headhunter e recruiter: differenze

Per alcuni aspetti il lavoro dell’headhunter è simile al lavoro del recruiter o selezionatore del personale. Entrambe le figure, infatti, hanno il compito di valutare le competenze, le abilità e il talento di un candidato.

Tuttavia, sussistono anche alcune differenze. Il selezionatore, infatti, lavora all’interno dell’azienda a stretto contatto con il reparto delle risorse umane e si occupa anche di altri aspetti oltre che delle assunzioni. Ad esempio, valutando la possibilità di trasferire una risorsa da un reparto all’altro.

L’headhunter, diversamente, è spesso un libero professionista che lavora quindi in maniera indipendente per una o più aziende, o, come abbiamo visto, per conto di lavoratori dipendenti alla ricerca di migliori occasioni lavorative.

Inoltre, il cacciatore di teste si occupa esclusivamente di alti profili, andando alla ricerca di talenti da collocare in posizioni di vertice.

Headhunter o cacciatori di teste: costi

Anche in questo caso bisogna distinguere tra i cacciatori di talento che lavorano per conto delle aziende, occupandosi quindi di trovare nuovi talenti, e coloro che invece lavorano per il dipendente e hanno il compito esattamente opposto, trovare una migliore opportunità lavorativa.

Per quanto concerne gli headhunters aziendali, questi guadagnano in percentuale sulla base dello stipendio annuo che l’azienda corrisponderà al talento segnalato. In genere la percentuale è intorno al 30%.

Lato dipendente i costi da corrispondere al professionista sono generalmente più bassi e di importo fisso, non basato cioè sulla percentuale del futuro stipendio.

Si specifica che si tratta di informazioni indicative. Ogni headhunter a seconda della propria esperienza può chiedere di più o di meno rispetto a quanto su riportato.

Come trovare un headhunter in Italia

Per trovare un headhunter le soluzioni migliori sono: affidarsi alle proprie reti di contatti e svolgere approfondite ricerche sul web. Ciò vale sia per le aziende sia per i dipendenti.

Il cosiddetto mondo dell’headhunting è molto vasto e spesso non è semplice individuare il professionista più idoneo alle proprie esigenze.

L’ideale è cercare agenzie specializzate nel servizio, le quali generalmente dispongono di più professionisti del mestiere specializzati in settori diversi.

Si può altresì pensare di usare i canali social, LinkedIn ad esempio, può essere la soluzione giusta per valutare la reputazione online dei vari profili.

Farsi trovare da un headhunter, infine, può essere il desiderio di alcuni dipendenti desiderosi di valutare nuove opportunità senza necessariamente inviare curriculum e dedicarsi alla ricerca attiva del lavoro.

Essere attivi online sui forum e sulle piattaforme dedicate al lavoro, lavorare al proprio personal branding, gestire un blog, lavorare alle proprie relazioni anche off-line, sono sicuramente alcune buone pratiche che permettono di aumentare le possibilità che un headhunter noti un profilo e decida di contattarlo.

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