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Enologo: chi è, cosa fa, percorso di studi e prospettive di lavoro

Lavorare come enologo, in inglese enologist, è la scelta di chi cerca una professione nel settore agroalimentare, nello specifico operando nell’ambito della produzione vinicola. Si tratta di una figura molto richiesta a cui è affidato il controllo di tutti i processi che portano all’imbottigliamento del vino. 

La figura è quindi presente sul campo e si occupa di controllare il raccolto, analizza poi la qualità dell’uva e si accerta che il vino viene imbottigliato secondo gli standard igienici e di qualità. 

In questo articolo definiremo al meglio la professione dell’enologo, vedremo di cosa si occupa, come diventarlo, quali sono gli sbocchi lavorativi e i possibili guadagni. 

Chi è l’enologo 

Chi è e a cosa serve l’enologo? L’enologo, o l’enologa, è colui in possesso di almeno un titolo di Laurea triennale in viticoltura ed enologia. È una figura essenziale per ogni azienda dedita alla produzione del vino, poiché si accerta che tutto il delicato processo venga svolto seguendo le regole.

L’ISTAT classifica l’enologo tra le professioni rientranti nell’insieme dei “Tecnici dei prodotti Alimentari”. Si tratta di professioni dentro il grande insieme dei lavori nell’ambito delle scienze della salute e della vita. Rientrano nel medesimo insieme degli enologi professionisti quali: 

  • Tecnici alimentari 
  • Tecnici oleari 
  • Biotecnologi agrari
  • Enotecnico 

L’enologo non va confuso con l’enotecnico. Anche quest’ultimo è esperto di coltivazione della vite, in tecniche di raccolta e imbottigliamento. Tuttavia è sufficiente acquisire un diploma e frequentare un corso di formazione in viticoltura ed enologia, come specificato nel Decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010, n 88.

Similmente non bisogna confondere l’enologo con il sommelier. Quest’ultimo è più facile trovarlo presso ristoranti e vinerie e si occupa principalmente della parte sensoriale del vino.

È in grado di raccontare la storia del vino, di proporre abbinamenti e aiuta i titolari di attività nel settore della ristorazione nella selezione dei vini da proporre poi ai clienti. Anche per diventare sommelier bisogna frequentare appositi corsi di specializzazione, spesso frequentanti dagli enologi stessi come post laurea.

Competenze tecniche e trasversali dell’enologo 

Non ci si può improvvisare enologi. Come vedremo in dettaglio nei prossimi paragrafi bisogna seguire un percorso di studi e formazione finalizzato ad acquisire tutte quelle competenze necessarie per svolgere il lavoro con professionalità. 

Sicuramente un perfetto mix tra competenze tecniche e trasversali o soft skills sono essenziali per avere successo. In particolare, l’enologo non può prescindere da conoscenze economiche tecniche e delle norme attualmente vigenti. 

Di conseguenza l’enologo deve necessariamente sapere lo stato attuale dell’economia vinicola, le tecniche da utilizzare, le normative in ambiti vitivinicolo. 

Deve inoltre essere in grado di:  

  • Analizzare il vino
  • Saper gestire una cantina 
  • Monitorare lo stato di salute del vigneto
  • Conoscere strategie di vendita efficaci per aumentare le vendite

Alle suddette competenze tecniche si aggiungono alcune di tipo trasversale. È necessario essere dotati di spiccate capacità organizzative, capacità di lavorare in gruppo, anche con altri professionisti del settore. Inoltre, problem solving e capacità decisionali sono essenziali per far fronte agli imprevisti.

Evoluzione della professione dell’enologo

Oltre a quanto già riportato, anche la professione dell’enologo sta profondamente mutando grazie alla presenza di nuove tecnologie. In particolare, l’enologo 4.0 non può prescindere dal conoscere le nuove tecniche di viticoltura di precisione e dell’uso di strumenti detti: decisionali di supporto.

Questi ultimi permettono di valutare lo stato di salute dei vigneti anche da remoto così da intervenire tempestivamente in caso di necessità. 

L’obiettivo non è solo quello di controllare al meglio la vigna, ma è anche quello di ottimizzare l’intera gestione dell’azienda agricola in un’ottica di maggiore sostenibilità unità a una maggiore qualità del prodotto finito. 

Rimanendo in tema di evoluzione della professione bisogna anche evidenziare un crescente interesse verso la viticoltura biologica. Un’esigenza quest’ultima che sta portando sempre più all’utilizzo di composti naturali alternativi che ha l’obiettivo di ridurre al minimo l’utilizzo di pesticidi potenzialmente pericolosi per l’uomo. 

Cosa fa l’enologo 

L’enologo si occupa di gestire e di assicurarsi che i processi di coltivazione, raccolta e imbottigliamento del vino vengano svolti seguendo le norme previste. Possiamo fare riferimento alla legge 238/2016, conosciuta anche come “Testo Unico del vino”, come il testo guida a cui l’enologo da riferimento. 

L’attività in concreto si articola in cinque fasi, riportate anche da Assoenologi – l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani a cui fanno riferimento i professionisti del settore. 

Progettazione e cura dell’impianto 

L’enologo si accerta che l’impianto di produzione del vino e il vigneto siano idonei, conformi alle regole e in grado di produrre un bene finale in linea con le richieste dei consumatori. 

Da qui si evince che il lavoro dell’enologo si svolge principalmente sul campo. Il professionista monitora la crescita dell’uva, ne valuta la qualità e si accerta che tutto si svolga nel miglior modo possibile. 

Trasformazione 

È sempre compito di enologi ed enotecnici individuare le migliori pratiche da seguire per la raccolta dell’uva e la successiva trasformazione di queste in vino. Selezionano quindi le uve, scelgono i trattamenti da fare e tutte le operazioni previste durante la fase di vinificazione. 

Si tratta di un processo molto delicato che necessita si seguire protocolli ben definiti riportati sia dalle norme nazionali sia nel Codice internazionale delle pratiche enologiche OIV (Organization Internationale de la Vigne et du Vin). 

Controllo qualità 

Successivamente l’enologo si accerta che il prodotto rispetta vari parametri dal punto di vista: 

  • Chimico
  • Fisico 
  • Microbiologico 
  • Sensoriale 

Dai dati raccolti valuta l’efficacia delle pratiche attuate e si accerta che tutto sia conforme alle norme previste, tanto dal punto di vista sanitario quanto alimentare. 

Commercializzazione 

I compiti e le mansioni dell’enologo, come accennato, seguono l’intero processo di produzione del vino. Per questo motivo la figura continua a mettere a disposizione le proprie competenze anche dopo l’imbottigliamento.

Grazie alle conoscenze in marketing e comunicazione, l’enologo si accerta che il prodotto abbia tutti i requisiti per attirare l’attenzione del consumatore e suggerisce azioni da intraprendere con l’obiettivo di riuscire a vendere il prodotto al potenziale target di consumatori individuato. 

Analisi e reportistica 

E infine sulla base dei risultati di vendita raggiunti e i feedback ricevuti, l’enologo svolge un lavoro di analisi e reportistica utile per migliorare il prodotto finale l’anno successivi. Qui la figura valuta diversi parametri. I risultati economici, ma anche l’impatto ambientale e sociale. 

Come diventare enologo 

La scelta di diventare enologo può essere compiuta già dopo aver conseguito la licenza media. Terminata quest’ultima, coloro che ambiscono a una carriera nel settore dell’agricoltura, agroalimentare o dell’agroindustria, potrebbero pensare d’iscriversi all’Istituto Tecnico Agrario. 

Così facendo si inizia sin da subito a prendere confidenza con il settore, imparando ad esempio le varie tecniche di produzione del vino (e di altri generi alimentari) e le tecniche di trasformazione e di valorizzazione dei prodotti. È un programma molto vasto dove non mancano materie quali: 

  • Estimo 
  • Marketing 
  • Gestione dell’ambiente 
  • Legislazione 

Università di viticoltura ed enologia 

Coloro che invece decidono di diventare enologi solo dopo le scuole superiori, una volta acquisito un qualsiasi diploma di maturità, sono tenuti a iscriversi alla facoltà di Agraria. In particolare, il corso specifico è quello in Viticoltura ed Enologia. 

Il corso di laurea triennale permette di conseguire il titolo di enologo. I laureati possono così vantare di un solido curriculum. Il corso di laurea infatti prevede sia esami di base ad esempio in: 
chimica, fisica e scienze biologiche, sia specifici e professionalizzanti pensati appunto per svolgere il futuro lavoro da enologo. Alcuni esami che l’aspirante enologo si trova a sostenere sono: 

  • Elementi di enologia 
  • Chimica del suolo 
  • Analisi eno-chimiche 
  • Ingegneria viticola 
  • Gestione dell’impresa vitivinicola 
  • Patologia vegetale 
  • Tecniche di viticoltura 

Da Nord a Sud sono presenti corsi L-25 in Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali. Gli interessati possono consultare il programma didattico e tutte le informazioni inerenti all’accesso al corso proposte ad esempio: dall’Università degli Studi di Milano o dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Laurea Magistrale e Master in enologia

Una volta acquisita la Laurea triennale è possibile iniziare a svolgere la professione dell’enologo oppure continuare a formarsi. Le possibilità sono: o iscriversi a un corso di Laurea Magistrale in Scienze enologiche, oppure iscriversi direttamente a un master

Tendenzialmente una possibilità non esclude l’altra. È prassi, infatti, prima completare gli studi universitari e successivamente optare per un master. Così facendo il proprio curriculum è completo e si può ambire a trovare lavoro in prestigiose aziende vinicole e non solo. 

I corsi di specializzazione, siano lauree magistrali o master si concentrano a formare la figura dell’enologo manager, un profilo cioè anche in grado d’intraprendere un percorso imprenditoriale finalizzato cioè a gestire un’attività in proprio. Ad esempio, i corsi sono dedicati a tematiche quali: 

  • Strategie per la valorizzazione di vini di alta qualità 
  • Enologia di precisione 
  • Gestione aziendale e marketing 
  • Organizzazione di filiere vinicole internazionali

Enologo: sbocchi professionali e opportunità di carriera 

Ma dove può lavorare un enologo? Federvini ci informa che le aziende vitivinicole in Italia sono oltre 310.000 a cui bisogna aggiungere oltre 45.000 aziende vinificatrici.

Si tratta di numeri molto elevati che rendono la professione dell’enologo molto richiesta. Da non sottovalutare inoltre la possibilità di lavorare all’estero. Molti enologi italiani sono richiesti negli USA, in particolare in California.

Già dopo aver conseguito la laurea triennale le possibilità di trovare lavoro sono elevate, soprattutto considerando la buona versatilità della professione che può trovare occupazione in diverse tipologie di attività.

È possibile quindi rispondere ad annunci di lavoro specifici pubblicati da aziende private, sia dare uno sguardo ai concorsi pubblici, poiché la figura come vedremo è anche richiesta dalla PA.

  • Aziende vitivinicole: l’enologo si occupa dell’intero processo produttivo, mettendo a pieno frutto quanto appreso durante gli studi. La sua presenza è richiesta in ogni fase dell’allestimento della vigna fino alla fase di reportistica e analisi necessaria per valutare l’andamento delle vendite. 
  • Cooperative sociali: l’enologo spesso trova lavoro presso le numerose cooperative agricole o cantine sociali che si occupano di raccogliere l’uva prodotta da piccoli e medi agricoltori operanti in un medesimo territorio e quindi di produrre, imbottigliare e commercializzare il vino. 
  • Aziende imbottigliatrici: talvolta è possibile occuparsi solo di una fase del lungo ed elaborato processo di trasformazione dall’uva al vino. Non è raro imbattersi in annunci di lavoro pubblicati da aziende imbottigliatrici che necessitano di uno o più enologi. 
  • Enti pubblici: l’enologo può trovare lavoro anche presso Enti pubblici coordinati ad esempio dal Ministero dell’Agricoltura, da vari assessorati o dalle Camere di commercio. In questo caso svolge un ruolo di assistente e consulente per tutte le imprese operanti in un determinato settore, mettendo a disposizione le sue competenze divulgando best practices, consigliando nuove tecniche produttive da attuare o nuove politiche commerciali che possano migliorare l’intero settore. 
  • Attività di consulenza: l’enologo può anche lavorare in proprio esercitando la professione come libero professionista. In questo caso non lavora per una sola azienda ma offre un servizio di consulenza rivolgendosi a più realtà, le quali in base alla necessità si rivolgono all’enologo. 

Quanto Guadagna un Enologo 

I guadagni dell’enologo dipendono dal percorso di studi intrapreso, dagli anni di esperienza e dal modo in cui ha deciso di sviluppare la carriera. 

In linea generale un enologo altamente qualificato in possesso di master e certificazioni sicuramente può ambire a guadagni o stipendi più elevati rispetto a chi ha deciso di limitarsi alla Laurea triennale. 

I guadagni dell’enologo sono quindi variabili. Lavorare per un’azienda vitivinicola a tempo pieno garantisce uno stipendio medio di circa 1.400 EUR mensili a cui vanno aggiunte tutti i vantaggi propri di un lavoro dipendente: TFR, pagamento dei contributi, tredicesima, ferie, permessi e se previsti benefit  aziendali

Diversamente mettersi in proprio da un lato non garantisce di percepire uno stipendio fisso né tutte le forme di tutela presenti nel caso in cui si opti per una carriera da lavoratore subordinato. 

Tuttavia, in questo caso, la carriera può evolversi verso direzioni inaspettate. Ad esempio, potrebbero presentarsi opportunità di fornire consulenze ben pagate, come anche l’enologo può pensare di espandersi ad esempio gestendo un proprio una vineria o addirittura un’intera azienda agricola, avvalendosi quindi di altri professionisti, dagli agronomi, ai cuochi.

In quest’ultimo caso i guadagni sono variabili e tutto dipende dalle capacità dell’enologo. Non è impensabile, tuttavia, ambire a guadagnare ben oltre i 1.400 EUR mensili

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