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Il settore agricolo, i numeri e i lavori disponibili

Il settore agricolo è un asset fondamentale dell’economia del Paese. Un settore che, come vedremo, nel corso dell’ultimo decennio ha iniziato a trasformarsi radicalmente adottando nuove metodologie e processi di produzione grazie all’utilizzo di macchinari e di applicativi sempre più sofisticati.

I lavori nell’agricoltura vedono coinvolte diverse figure. Dall’operaio agricolo, fino ad esperti in agricoltura di precisione, tecnici cioè il cui lavoro è ben distante dalla figura del contadino.

Oggi definiremo meglio il settore, vedremo cosa vuol dire lavorare nel settore agricolo, quali sono le competenze richieste e tutte le figure coinvolte.

Il settore agricolo: una panoramica

Lavorare nel settore agricolo vuol dire inserirsi in un contesto per lo più costituito da aziende di piccole dimensioni. Oltre la metà delle attività del settore lavorano infatti una superficie minore di 5 ettari.

Inoltre, prendendo l’intera Europa come riferimento si scopre che solo il 3% delle aziende agricole dispone di oltre 100 ettari di terra.

È un settore che per molti decenni è stato poco amato dai giovani, i quali solo recentemente hanno iniziato a rivalutare il settore agrario.

Tuttavia, ancor oggi, la maggior parte dei titolari di un’azienda agricola ha un’età superiore ai 60 anni, come confermato da New Farmers, un progetto co-finanziato dall’unione Europea, il quale promuove la crescita e lo sviluppo dell’attività agricola in Italia.

Si evidenzia altresì che l’Italia è la terza economia del settore in Europa per fatturato e anche in questo settore la quota di donne è inferiore rispetto agli uomini. Le donne imprenditrici agricole sono solo il 30%.

Lavorare nell’agricoltura non per forza implica il duro lavoro nei campi. Vuol dire anche svolgere a tutta una serie di attività e mansioni collegate al settore. Ad esempio, rientrano nel settore:

  • attività di agriturismo;
  • vendita dei prodotti agricoli;
  • produzione di energie rinnovabile;

In Italia, si evidenzia una forte crescita soprattutto del sottosettore dell’agriturismo il quale continua a espandersi grazie anche ai fondi e ai finanziamenti provenienti dall’Unione Europea e redistribuiti dalle regioni.

Un ultimo aspetto caratterizzante del settore riguarda la cosiddetta agricoltura di qualità. I più attenti avranno notato come negli ultimi anni concetti quali:

  • agricoltura a chilometro zero;
  • agricoltura biologica;
  • filiera corta e controllata;
  • certificazioni D.O.P o D.O.C;
  • agricoltura sostenibile;

siano sempre più presenti nelle etichette dei prodotti e nelle pubblicità. Ciò a dimostrazione dell’evoluzione del settore il quale da un lato è più attento ad una produzione sostenibile dall’altro punta ad esaltare le eccellenze tipiche del made in Italy, un brand ormai sul quale l’intero Paese investe con convinzione.

Agricoltura e innovazione

Come già anticipato, il settore dell’agricoltura è sempre più orientato verso il futuro. Un futuro che si chiama agricoltura di precisione (precision farming) o, più in generale, agricoltura 4.0.

Tali definizioni mostrano il crescente legame tra l’agricoltura e le tecnologie digitali. Queste ultime risultano sempre più utilizzate per massimizzare la resa, per ridurre gli sprechi d’acqua e per tenere sotto controllo tutta una serie di parametri: dalla qualità del suolo, alla salute del raccolto.

Sono i giovani coloro che risultano più propensi ad introdurre l’innovazione nel settore, che già oggi ha un valore di 7 miliardi di dollari nel mondo e in Italia sta crescendo rapidamente anche grazie a numerose startup che stanno proponendo soluzioni innovative, impensabili fino a pochi anni fa.

Come lavorare nell’agricoltura

Sono molte le opportunità offerte dal settore. Coloro che hanno sostenuto un percorso di formazione laureandosi in Agraria o in Scienze e Tecnologie Alimentari hanno sicuramente un vantaggio, ma il settore è aperto anche ad altre figure quali ad esempio: gli economisti o gli ingegneri ambientali.

Lavorare nell’agricoltura è inoltre un’opportunità anche per coloro intenzionati a lavorare in proprio iniziando la carriera dell’imprenditore agricolo.

In generale, al fine di orientarsi al meglio, come evidenziato da cliclavoro.gov.it le attività agricole possono essere divise in due macrocategorie:

Agricoltura vera e propria

Include tutte le attività classiche, la lavorazione dei terreni, la coltivazione e le attività di trasformazione dei prodotti. Rientra in questa categoria la figura dell’imprenditore agricolo.

Diventare imprenditore agricolo significa dedicarsi a tempo pieno alla gestione di un’impresa e implica l’apertura di una partita Iva, la registrazione della società alla Camera di Commercio e chiaramente scegliere una o più coltivazioni idonee al clima che sappia venire incontro alle richieste del mercato.

L’imprenditore agricolo ha dunque bisogno di almeno due figure professionali che possano aiutarlo ad iniziare l’attività: l’agronomo e il commercialista.

Oltre la figura dell’imprenditore agricolo, è possibile intraprendere altre strade lavorando ugualmente nel settore, ad esempio:

Lavorare presso un’azienda agricola

In questo caso si tratta di dedicarsi alla coltivazione a tutti gli effetti, seminando e raccogliendo i prodotti della terra. Le coltivazioni in Italia sono varie: ortaggi, cereali, uva, frutta, erbe officinali.

Lavorare come allevatore

In alternativa, la figura dell’allevatore di pecore, capre, pollame, si dedica alla produzione, alla lavorazione delle carni, le quali vengono poi distribuite sul mercato, come anche dei formaggi, un’altra eccellenza italiana.

Attività esterne

Include tutte le attività agricole collegate, come visto, l’agriturismo, ma anche attività didattiche, contoterzismo e le attività proprie dell’industria alimentare. Infatti, lavorare nell’agricoltura può voler dire altresì inviare la propria candidatura presso una delle tante industrie alimentari, le quali possono dedicarsi a molteplici attività: produzione di pasta, di vino, di latte e formaggi.

Settore agricolo: categorie professionali

Ogni settore agricolo sopra elencato include diverse categorie di lavoratori, i quali, conseguenza hanno competenze diverse.

Il settore è diviso in 5 categorie:

Agricoltori

Sono coloro che si occupano di attività quali: produzione di cereali, di frutta, di verdura di piante officinali. Svolgono attività quali: la semina, la raccolta, il controllo qualità dei prodotti.

Tra gli agricoltori rientrano anche operai specializzati nella raccolta del legno, nella coltivazione di olivi e viti e lavoratori presso i vivai, i vivaisti i quali si occupano di coltivare piante ornamentali, fiori, oltre che dedicarsi alla cura delle aree verdi.

Allevatori

Si occupano della cura degli animali da allevamento le cui carni sono destinate al consumo alimentare.
In questa categoria rientrano operai specializzati in bovini, ovini, caprini, equini, come anche operai dediti all’allevamento di insetti e molluschi.

Agricoltori e allevatori

Talvolta la figura dell’agricoltore richiede di occuparsi sia di attività quali la semina e il raccolto sia della cura del bestiame. In questo caso, l’agricoltore svolge entrambi i ruoli e ciò avviene soprattutto in aziende molto piccole a conduzione familiare

Operai forestali

Le foreste e i boschi hanno continuo bisogno di manutenzione, controllo e monitoraggio. Pertanto, esistono diverse figure che si occupano dell’abbattimento degli alberi, della raccolta del legname, del ripopolamento delle aree e del mantenimento dell’ecosistema.

Pescatori e cacciatori

Infine, rientrano nel settore dell’agricoltura i pescatori e i cacciatori. Questi si occupano, a seconda dei casi, di allevare e pescare le specie ittiche e di cacciare la selvaggina sia per scopi alimentari sia per le pellicce.

Settore agricolo: competenze

Figure quali: l’operaio agricolo, l’imprenditore agricolo, i pescatori, i cacciatori o gli allevatori, pur rientrando nel medesimo settore devono acquisire competenze diverse.

In generale, coloro che si occupano della coltivazione dei terreni devono essere in grado di dedicarsi alle attività di semina, di raccolta, oltre che saper utilizzare i fertilizzanti, antiparassitari e concimi.

Tra le competenze degli allevatori rientra la capacità di far crescere il bestiame in modo sano, alimentandolo con i prodotti giusti e riservandogli aree adeguate e secondo quanto previsto dalla legge.

Lavorare nel settore agricolo, vuol dire dunque specializzarsi, essere consapevoli della direzione verso cui sta andando il settore.

L’innovazione è, senza dubbio, una componente sempre più presente del settore.

Coloro che operano nel settore oggi devono acquisire delle competenze che possano portarli ad una crescita intelligente della propria attività, promuovendo un’economia sostenibile e competitiva che rispetti la biodiversità e l’ambiente.

Il settore agricolo e agroalimentare, in conclusione, deve sempre più disporre di imprenditori e addetti consapevoli riguardo l’importanza di una gestione sostenibile delle risorse.

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