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Professione chirurgo: chi è, cosa fa, quanto guadagna

Il mestiere di chirurgo non è una semplice professione. Da una parte è indispensabile affrontare un periodo di formazione veramente lungo e complicato da molti aspetti tecnici e burocratici. Dall’altro è necessario essere consapevoli di trattare con quello che le persone hanno di più prezioso e che le intimorisce di più. 

Le giornate di un chirurgo sono lunghe e faticose, piene di tantissime azioni che richiedono grande precisione e attenzione. 

Insomma si tratta di un mestiere che non può essere intrapreso per la semplice volontà di inserirsi in un contesto prestigioso. 

Medico o chirurgo: che confusione!

Per prima cosa è necessario chiarire la differenza tra un medico e un chirurgo. 

Ogni medico è anche chirurgo, cioè può, potenzialmente, operare un paziente: la sua formazione gli ha dato tutte le conoscenze necessarie per farlo. 

In alcune discipline della medicina e chirurgia è però più necessario che in altre affinare ed esercitare queste abilità. 

Una specializzazione che raramente entra nelle sale operatorie è per esempio la medicina territoriale (quella dei medici di famiglia), oppure la psichiatria. Questi professionisti prescrivono esami, li interpretano, somministrano farmaci, prescrivono meditazioni, ma raramente devono operare i propri pazienti. 

Per molte altre discipline invece questa abilità è decisamente più presente nelle giornate di lavoro. Ad esempio, un cardiochirurgo si troverà sia a visitare i pazienti, a prescrivere esami e farmaci, sia ad operarli quando necessario. 

Insomma: ogni medico è anche chirurgo, e ogni chirurgo è anche medico. Ma per alcune specializzazioni, sarà più frequente dover eseguire interventi. 

Cosa fa il chirurgo

I compiti di un chirurgo sono davvero moltissimi. Ovviamente la maggior parte della giornata deve essere dedicata ai pazienti, ma non sono le sole mansioni di cui è necessario si occupi. 

Il chirurgo dovrà convocare i pazienti nel proprio studio tramite un appuntamento, oppure in corsia di ospedale se già ricoverati. Se il paziente non è già stato visitato dovrà conoscerlo e sapere nel dettaglio quali sono i suoi disturbi, i sintomi, lo stato di salute, quali farmaci assume, se ha mai subito interventi chirurgici. 

Tutte queste domande (e moltissime altre) fanno parte degli strumenti di anamnesi. Conoscendo la storia medica del paziente, il chirurgo potrà delimitare il campo delle ipotesi. 

Durante la visita potrà anche fare alcuni accertamenti sul posto, come auscultare il torace o controllare una ferita. 

La seconda fase è quella dell’ipotesi diagnostica. In pratica il chirurgo deve formulare delle ipotesi che possono spiegare il malessere del paziente, o scegliere alcuni farmaci e trattamenti che possono alleviare il suo fastidio. 

Per verificare l’ipotesi dovrà prescrivere visite e accertamenti. Quando i risultati saranno pronti, li interpreterà per capire se la sua ipotesi è corretta o va rivista. 

Capita la motivazione del disturbo potrà scegliere la terapia da indicare al paziente. Si può trattare di uso di farmaci, medicazioni, visite specialistiche, esercizi, interventi chirurgici da programmare, medicazioni, e così via. 

Ovviamente, il chirurgo si troverà spesso in ambulatorio o in sala operatoria per condurre gli interventi sui propri pazienti. 

Ogni paziente dovrà essere riconvocato e rivisitato per verificare la progressione delle terapie e la loro efficacia. 

Il chirurgo non si occupa solamente di queste mansioni, ma deve anche: 

  1. compilare le cartelle cliniche; 
  2. fare ricerca continua sui nuovi studi appena pubblicati, per essere sempre aggiornato sulle migliori cure per i propri pazienti; 
  3. se è anche ricercatore, condurre studi in prima persona con il proprio team; 
  4. coordinare le visite, le terapie e le cure con lo staff di segretari, infermieri ed infermiere, operatori socio sanitari, altri medici; 
  5. dare comunicazione della necessità di prenotare sale operatorie o ambulatori per qualche specifica procedura e organizzare la turnazione del personale; 
  6. insegnare agli specializzandi che fanno a lui capo i fondamenti del mestiere e supervisionare la loro formazione. 

Le specializzazioni possibili per un chirurgo

La medicina è fatta di tantissimi specialisti, ognuno con conoscenze più approfondite su un certo tema. 

Le specializzazioni dell’area chirurgica sono: 

  1. Chirurgia generale: si occupa del trattamento delle patologie e degli interventi che hanno sede nell’addome; 
  2. Chirurgia pediatrica: il chirurgo pediatrico è un chirurgo generale ma che tratta solamente con bambini e ragazzi giovanissimi; 
  3. Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica: cioè quella che mira a modificare l’aspetto estetico della persona. In chirurgia plastica ci si occupa sia di interventi “estetici”, come l’aumento chirurgico del seno, sia di interventi funzionali, come la riassegnazione del sesso biologico o la cura delle grandi cicatrici; 
  4. Ginecologia ed ostetricia, cioè la branca della medicina che si occupa dell’apparato riproduttivo femminile; 
  5. Neurochirurgia, cioè la disciplina che a che vedere con cervello, midollo spinale, nervi; 
  6. Ortopedia, cioè la disciplina che cura i traumi e le patologie delle ossa e delle cartilagini; 
  7. Traumatologia, cioè la medicina delle urgenze e dei traumi, che ha come obiettivo la stabilizzazione iniziale del paziente; 
  8. Urologia, cioè la medicina che si occupa della salute dei reni, della vescica e delle vie escretrici. L’urologo o l’andrologo si occupano anche della salute dei genitali maschili; 
  9. Chirurgia maxillo-facciale, cioè quella che si occupa delle patologie e dei traumi del volto, dei denti, delle vie aeree; 
  10. Oftalmologia, cioè la medicina degli occhi; 
  11. Otorinolaringoiatria, cioè la medicina di naso, bocca, orecchie; 
  12. Cardiochirurgia, cioè la medicina che cura i problemi del cuore;
  13. Chirurgia toracica, cioè la disciplina che si occupa delle patologie e degli interventi del torace; 
  14. Chirurgia vascolare, una specializzazione che indaga e risolve i problemi di vene e arterie; 
  15. Dentistica, cioè la specializzazione nella salute e negli interventi che coinvolgono i denti;
  16. Anestesiologia, cioè la disciplina che si occupa del trattamento del dolore, della sedazione e di verificare la sicurezza delle vie aeree durante le procedure chirurgiche.

La formazione per un chirurgo

Come abbiamo detto in apertura, la formazione per diventare chirurgo è lunga e complicata. 

Il primo step è il test di ingresso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Consiste in 60 domande di fisica, chimica, matematica, ragionamento deduttivo, cultura generale. 

Ogni facoltà apre un certo numero di posti ogni anno per gli studenti: l’accesso è garantito solo ai migliori dei testi. 

Il concorso è bandito pubblicamente e a livello nazionale, tranne che per le università private. 

La facoltà di Medicina e Chirurgia dura 6 anni. All’interno dei 6 anni sono previsti periodi di tirocinio pratico, per un massimo di tre mesi, in strutture accreditate. 

Il tirocinio si svolge sempre in reparti di: 

  • medicina generale; 
  • chirurgia; 
  • medicina territoriale. 

Concluso il tirocinio si può sostenere l’Esame di Stato. Se lo si supera, ci si può iscrivere all’Albo locale dei medici

Il percorso non è finito. Servono altri tre anni di scuola di specializzazione, che a sua volta ha un test di ingresso, posti limitati e un esame finale. A questo punto ci si può iscrivere all’Albo locale dei chirurghi della specializzazione scelta, e iniziare a lavorare in ambulatori, studi privati ed ospedali. 

Abilità e competenze di un chirurgo

Come sempre, divideremo le competenze e le abilità di un chirurgo in due macroaree. La prima è quella delle competenze tecniche e specialistiche, la seconda quella delle abilità interpersonali. 

Conoscenze tecniche

Per un chirurgo è indispensabile: 

  • avere un background completo e approfondito della medicina, della chirurgia e delle discipline collegate (biologia, fisiologia, chimica, fisica, eccetera); 
  • avere conoscenze di psicologia
  • conoscere i principi della legislazione medica e deontologica; 
  • sapere come fare ricerca approfondita, sia da testi teorici, che sul campo in laboratorio sperimentale; 
  • saper interpretare l’esito di esami e indagini; 
  • usare tutti i programmi principali per il computer; 
  • conoscere l’italiano, scritto e parlato, e possibilmente almeno un’altra lingua straniera. 

Competenze interpersonali

Il mestiere di chirurgo è molto complesso anche dal punto di vista interpersonale. 

Con i pazienti il chirurgo deve: 

  • avere ottime capacità di ascolto attivo; 
  • esercitare il problem solving; 
  • essere flessibile, adattabile e avere senso critico; 
  • sviluppare un’attenzione selettiva;
  • avere manualità e destrezza; 
  • essere sempre orientato al paziente. 

Con i colleghi deve essere un buon leader: capace di ascoltare e insegnare, ma anche di frenare, ridimensionare, tenere unito il gruppo. 

Inoltre non può non: 

  • avere altissime capacità di gestione del tempo e delle risorse; 
  • essere estremamente resistente alla fatica fisica, ai turni notturni, al lavoro nei giorni festivi, alle lunghe ore di intervento; 
  • essere consapevole che il mestiere lo porrà di fronte ad ogni tipo di sofferenza e lutto, non solo proprio ma anche dei propri pazienti e delle loro famiglie; 
  • sviluppare alte capacità empatiche. 

I guadagni di un chirurgo

La medicina è ancora oggi uno dei settori di lavoro più pagati. Non per le professioni sanitarie in generale (come nel caso di OSS, infermieri, tecnici di laboratorio), ma per i chirurghi e i medici. 

Mediamente in Italia un chirurgo guadagna tra i 3.000 e i 5.000 euro al mese, a seconda di: 

  • livello di esperienza ed anzianità; 
  • specializzazione; 
  • disponibilità ad insegnare; 
  • turnazione quotidiana.

Lo stipendio minimo si aggira attorno ai 50.000 euro l’anno. Lo stipendio massimo, invece, arriva anche oltre i 300.000 euro l’anno. 

Ovviamente è differente il caso dei chirurghi che operano solo privatamente. Un chirurgo che non lavora in ospedale ma in un ambulatorio o una clinica privata può guadagnare molto denaro in più. 

Statisticamente, le specializzazioni più pagate della chirurgia sono: 

  • Chirurgia plastica; 
  • Oculistica; 
  • Odontoiatria/dentistica. 

Le possibilità di carriera per un chirurgo

Un chirurgo ha quasi infinite possibilità di fare carriera e di aumentare il proprio prestigio. Tutto dipende da quali sono le sue ambizioni e a quanto tempo dedicato ai pazienti è disposto a rinunciare quotidianamente. 

Vediamo insieme alcune possibilità. 

Lavoro di profilo sempre più elevato

Un chirurgo che fa carriera può farlo: 

  • all’interno di un’istituzione ospedaliera sempre più prestigiosa; 
  • specializzandosi in medicina sperimentare, con interventi sempre più rari o complicati; 
  • diventare Primario, cioè responsabile di un intero reparto. 

L’ultimo step possibile, per questa strada, è quello della Direzione sanitaria di un’istituzione prestigiosa. Il direttore sanitario è una sorta di “capo” dell’intero ospedale o centro di ricerca. 

Ricerca

Il lavoro dei chirurghi è fondamentale anche nei processi di ricerca. I ricercatori esaminano e analizzano varie possibilità di cura e trattamento dei pazienti, che vanno poi testate con l’aiuto dei chirurghi. 

Ovviamente, può essere il chirurgo stesso ad avviare una sperimentazione, ottenendo fondi nazionali o internazionali. 

Volontariato o lavoro all’estero

Per un medico le esperienze di volontariato sono contemporaneamente un modo di mettersi al servizio di una comunità con la propria esperienza, sia di incentivare la propria formazione e migliorarla progressivamente. 

Sono moltissime nel mondo le associazioni che chiedono ai professionisti sanitari di viaggiare, vivere e lavorare in zone dove la medicina non raggiunge standard di qualità e di esecuzioni sufficienti. La più famosa è ovviamente Medici senza frontiere. 

Un chirurgo può però fare volontariato anche nel proprio paese, attraverso una delle moltissime reti di assistenza clinica e medica attive in Italia, nelle più variegate specializzazioni. 

Il lavoro all’estero, specie se in ospedali e centri di ricerca di altissimo profilo, è una possibilità preziosa per i più ambiziosi. 

Insegnamento

L’ultima alternativa che segnaliamo è ovviamente quella dell’insegnamento. Praticamente ogni docente universitario all’interno delle facoltà sanitarie è un chirurgo o un ex-chirurgo. Se l’insegnamento è diventata un prerogativa durante la carriera, può valere la pena vagliare questa possibilità che metterà il professionista di fronte all’educazione dei medici del futuro. 

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