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Professione bibliotecario: chi è, cosa fa, quanto guadagna

Il lavoro di bibliotecario è indubbiamente una mansione stimolante e generosa nei confronti di chi ha a cuore cultura e diffusione del sapere. In base alla tipologia di biblioteca in cui ci si trova a lavorare, poi, le possibilità di crescita personale e di contatto con diverse tematiche sono quasi infinite. 

In questa guida parleremo di moltissime questioni legate al mestiere di bibliotecario, a partire dalle più semplici, come quali sono le sue mansioni o i suoi studi, fino alle più complesse e variabili, come i settori di interesse maggiore e le possibilità di guadagno, sia in Italia che all’estero. 

Iniziamo subito! 

Chi è il bibliotecario

Il bibliotecario è uno dei professionisti che lavorano nelle biblioteche, pubbliche o private, cioè luoghi di raccolta, catalogazione e prestito di libri, riviste, giornali, dischi, DVD e altri documenti d’archivio. 

Nella sua giornata si occupa di numerose mansioni, a partire dall’acquisizione di nuovi documenti, su vari supporti, fino al consigliare gli utenti sulle loro ricerche. Nelle biblioteche più grandi i bibliotecari si occupano anche della valorizzazione del patrimonio lì custodito e dell’organizzazione di eventi culturali. 

Cosa fa il bibliotecario

Entriamo più nello specifico in merito alle varie mansioni della professione di bibliotecario, tenendo conto che non tutte sono necessariamente svolte in ogni biblioteca, ma possono essere particolarmente settoriali. 

La prima attività riguarda l’acquisizione di materiale documentario. Le acquisizioni si pianificano in base alle esigenze di catalogo (ad esempio, se la biblioteca è carente di testi scientifici si può procedere all’acquisto proprio di questi titoli per ampliare la sezione) e possono avvenire sia tramite acquisto, sia per abbonamento a certe pubblicazioni, sia tramite la donazione (per esempio, da parte di cittadini che stanno sgomberando casa per un trasloco in un appartamento più piccolo che non può raccogliere tutti i loro testi). 

In fase di acquisizione è necessario che tutti i requisiti burocratici, amministrativi e legali vengano rispettati, e anche questa attività di controllo e sorveglianza è compito dei bibliotecari. 

Parallelamente all’attività di acquisizione dei testi fisici o degli altri supporti come DVD, dischi e cassette è necessario inserire i pezzi in catalogo, seguendo le linee guida usate dalla biblioteca. Le linee guida di catalogazione creano dei codici di posizionamento sugli scaffali, per rendere più facile il rintracciare i singoli documenti. 

Acquisiti e catalogati i documenti è necessario sistemarli ordinatamente, seguendo proprio quelle linee guida, nelle varie aree della biblioteca: la zona di consultazione libera, la zona di archivio (dove lavora l’archivista, che porta fisicamente i testi più pregiati a chi ne fa richiesta), l’emeroteca -dove si trovano i quotidiani e le riviste-, il magazzino. 

In base alle esigenze specifiche dei documenti può essere necessario custodirli in particolari condizioni ambientali, oppure contattare dei restauratori professionisti. 

Il lavoro con il pubblico è poi una parte fondamentale dell’attività di bibliotecario, indubbiamente quella che occupa più spazio nella giornata. 

Gli utenti vanno accolti, consigliati, bisogna fare per loro ricerche bibliografiche, rintracciare i testi se non si trovano in scaffale aperto, contattare altre biblioteche per organizzare prestiti inter-bibliotecari dove necessario, registrare i prestiti e le restituzioni dei documenti. 

In tempo di Covid è necessario che i bibliotecari si occupino anche: 

  1. Di invitare all’uso del gel igienizzante
  2. Di controllare che gli utenti indossino correttamente la mascherina per tutta la permanenza nella struttura
  3. Di verificare che i documenti effettuino la quarantena a norma di legge una volta restituiti dopo il prestito

L’ultima macro-area è quella della promozione culturale. I bibliotecari sono chiamati sia ad organizzare eventi culturali con sede nella struttura (letture, presentazioni per le scuole, corsi di formazione, lezioni, eccetera), sia a valorizzare il patrimonio documentale disponibile. 

Cataloghi e inventari

Tra le mansioni del bibliotecario c’è l’uso di tutti i database, i cataloghi e gli inventari pubblici disponibili, anche informatizzati. 

Per gli utenti è molto più semplice consultare il sito di OPAC (Online Public Access Catalogue), individuare il testo nella propria biblioteca di fiducia e farne richiesta, piuttosto che aspettare il proprio turno al desk per richiedere il documento necessario. 

Praticamente tutte le biblioteche, anche le più piccole, sono inserite nei cataloghi e nei repertori nazionali di OPAC, ed è necessario che i bibliotecari sappiano come usare queste risorse di inventario e database per consigliare e aiutare gli utenti. 

Gli studi: come si diventa bibliotecario

Un tempo la professione di bibliotecario non richiedeva competenze specifiche: l’analogicità del lavoro poteva essere imparata e gestita da qualsiasi operatore.

Oggi la situazione è molto diversa, perché le biblioteche sono più ricche e più grandi, prestigiose nelle università, organizzano scambi anche internazionali, eventi culturali ed esposizioni quasi di tipo museale. 

I corsi di laurea più indicati sono ovviamente quelli che pertengono all’ambito umanistico. Da Lettere, Storia, Filosofia o Beni Culturali (lauree triennali) è possibile accedere ai corsi di Scienze dei beni culturali, Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali o alle lauree magistrali di durata biennale in Archivistica e biblioteconomia. 

Superato lo step della laurea e della laurea magistrale è necessario iscriversi ai concorsi pubblici per l’assunzione oppure venire assunti dalle cooperative che gestiscono i servizi bibliotecari cittadini.

Le biblioteche di settore

Non tutte le biblioteche si occupano di testi, volumi e documenti a tema misto: alcune sono estremamente specifiche e settoriali, e di solito sono associate ad enti pubblici e a istituzioni universitarie. 

In questo caso può essere di grande aiuto avere competenze più specifiche per quella materia: indubbiamente una laurea in Legge sarà molto utile a chi desidera lavorare nella biblioteca di Giurisprudenza o del tribunale locale. 

Le qualifiche: la normativa attuale per i bibliotecari

Il Ministero beni e attività culturali e turismo (MiBAC) ha istruito recentemente nuove leggi e normative per l’assunzione dei bibliotecari. Nello specifico, la situazione attuale è la seguente: 

  1. I requisiti e le modalità di iscrizione agli elenchi pubblici dei professionisti è disciplinata dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n. 124 del 29-05-2019. La normativa si rifà a archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, esperti di diagnostica e di scienza e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte. La legge di riferimento è quella del 22/0/2014, n. 110.
  2. Dopo 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la Direzione generale Educazione e Ricerca del MiBAC procede alla pubblicazione dei cosiddetti “Bandi permanenti” per l’iscrizione dei professionisti agli elenchi pubblici. 
  3. Chi ha i requisiti elencati può compilare i moduli necessari reperibili tramite la Direzione generale ed iscriversi ad una (o più, a patto di avere i requisiti) delle categorie interessate.

Gli allegati che trattano più nello specifico dei requisiti per i bibliotecari sono: 

  1. Allegato 4 del D.M. 
  2. Fascia I, II e III del profilo bibliotecario, stabilite secondo i livelli del Quadro europeo delle Qualifiche – EQF 8, 7, 6

Competenze e abilità del bibliotecario

Parliamo adesso delle competenze e delle abilità che un bibliotecario deve necessariamente padroneggiare con proprietà per essere efficace nel proprio lavoro. 

Le divideremo in due macro-aree: quella specifica e quella interpersonale. 

Competenze tecniche specifiche

Le competenze tecniche specifiche della mansione di bibliotecario sono quelle che si imparano nel corso degli studi e che si affinano con l’esperienza e l’osservazione del lavoro dei colleghi più esperti. 

Si tratta in particolare di: 

  • Catalogazione, classificazione ed indicizzazione dei documenti
  • Conservazione dei documenti più fragili e preziosi
  • Tecniche di ricerca e consultazione documentale e bibliografica
  • Normative di riferimento per le biblioteche e gli archivi
  • Uso dei software di catalogazione e gestione (il più famoso è OPAC, ma non è il solo strumento a disposizione)
  • Buona conoscenza del settore editoriale, specialmente se ci si occupa dell’acquisto di nuovi volumi

Competenze interpersonali

In quanto lavora a contatto con pubblico il bibliotecario deve avere una buona predisposizione psicologica e comportamentale nei confronti degli utenti. In particolare dovrà affinare le sue capacità in fatto di: 

  • Organizzazione, precisione e ricerca
  • Puntigliosità nel posizionamento e nella compilazione dei documenti, specie di prestito
  • Mettersi al servizio degli utenti per aiutarli nelle ricerche e rendere il più possibile confortevole l’ambiente di consultazione e lettura
  • Saper coordinare l’organizzazione degli eventi e la buona comunicazione con finanziatori, fornitori di materiale ed altri enti associati con cui si collabora

Stipendio e guadagni del bibliotecario

Indubbiamente chi sceglie di fare il bibliotecario non lo fa con la prospettiva di arricchirsi, ma semmai per inseguire la passione per i libri, i documenti e la diffusione della cultura e del sapere. 

Lo stipendio per una posizione part-time da bibliotecario può aggirarsi tra i 500 e i 700 euro, a seconda della grandezza dell’ente di riferimento. 

Un full time in una biblioteca di piccole dimensioni può fornire una retribuzione pari a 1000/1200 euro mensili. Per i junior, durante i primi anni di carriera, è difficile superare gli 850/900 euro, invece.

A fine carriera, dopo essere diventati direttori di biblioteca in un ente di medie-grandi dimensioni è possibile guadagnare invece tra i 1800 e i 2000 euro. 

Negli altri paesi

Per dare un’idea di massima delle possibilità di guadagno come bibliotecario negli altri paesi abbiamo preparato uno specchietto con valori medi di mercato aggiornati agli ultimi mesi del 2020. 

Negli Stati Uniti è possibile guadagnare tra i 47 e gli 88 mila dollari all’anno (38-72 mila euro). Gli Stati Americani con i compensi maggiori per la posizione di bibliotecario sono Distretto della Columbia, Massachusetts, Virginia, Washington e Maryland.

In Inghilterra i guadagni si aggirano tra le 37 e le 55 mila sterline l’anno (41-62 mila euro). 

In Canada e Australia lo stipendio medio è di circa 60 mila dollari (38 mila euro). 

In Giappone un bibliotecario guadagna circa 361.000 yen al mese (circa 2800 euro al mese).

Parlando di Europa, invece, la situazione per due paesi di riferimento è la seguente: 

  • Germania: circa 41 mila euro di media l’anno
  • Francia: tra i 16 e i 55 mila euro di media l’anno

La carriera del bibliotecario: tra passione, tecnologia e criticità

Prerequisito fondamentale alla carriera di bibliotecario è ovviamente l’amore e la passione per il sapere e la sua diffusione. 

Questo nobile impegno si concretizza in vari aspetti, da quello delle biblioteche tematiche all’informatizzazione del servizio, fino a specifiche criticità di settore. 

Analizziamo più nel dettaglio questo aspetti propri della carriera di bibliotecario in Italia. 

Dove si lavora

Oltre alle biblioteche pubbliche in Italia esistono biblioteche di molte altre tipologie: legate ai musei, agli istituti di ricerca, ai tribunali, alle entità religiose locali, alle cliniche sanitarie, alle università e addirittura a certe aziende. 

Le possibilità di specializzazione quindi, di certo, non mancano, e può essere un’idea approfittare di qualche bando particolare o di annunci di settore per cambiare ambiente e avvicinarsi ad una certa area tematica di riferimento. 

La gerarchia

La gerarchia classica in biblioteca è così articolata: 

  1. Volontari, che lavorano gratuitamente
  2. Assistenti, che si occupano delle mansioni minori
  3. Bibliotecari veri e propri, con maggiori responsabilità
  4. Direttori, che coordinano l’intera attività di tutto il complesso, organizzano eventi e tengono i contatti con gli enti di riferimento

La tecnologia

Da anni ormai sono disponibili molti strumenti tecnologici che permettono una più rapida catalogazione ed individuazione dei documenti delle biblioteche e negli archivi. 

I bibliotecari della “vecchia scuola” probabilmente non sono pienamente aggiornati sulle loro potenzialità; i novizi dovrebbero invece preoccuparsi della propria formazione proprio in questo senso, perché è indubbio che sia la linea che le biblioteche pubbliche e private terranno anche negli anni a venire. 

L’uso delle piattaforme si impara sia attraverso i corsi universitari e la formazione del personale in loco, ma è necessario un certo spirito di proattività per fare ricerche e sperimentare anche da soli. 

Le criticità

Come per tutti i settori del mercato, anche quello delle biblioteche presenta diverse criticità specifiche. 

La prima è, a volte, la bassa specializzazione degli operatori. Se volontari, oppure persone assegnate ai lavori socialmente utili (LSU) o al Servizio Civile è improbabile che abbiano ricevuto una formazione dettagliata e specifica. Questi operatori poi costano molto meno, dunque si crea internamente alle cooperative e ai meccanismi di assunzione una certa competizione non sempre corretta. 

Se si parte come volontari, come spesso accade, è probabile passare alcuni anni senza stipendio, acquisendo sì nuove nozioni ed istruzioni, ma senza retribuzione fino alla vittoria del bando o all’assunzione in cooperativa. 

L’ultimo problema è quello del budget. Non si può dire che la cultura sia esattamente il settore economico più valorizzato in Italia, e nelle entità locali di piccole dimensioni spesso i bibliotecari devono fare i conti con budget risicati per l’acquisto e la gestione dell’ente, più legati ad obblighi e finalità elettorali che ad un vero entusiasmo e interesse per la diffusione della cultura e del sapere.

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