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L’arte di dire di no, come e quando.

Nella vita di tutti i giorni compresa quella lavorativa ci si ritrova spesso a dover gestire l’arte di dire di no. Si perchè è una vera e propria arte.

Dire no non è sempre possibile e ognuno di noi potrebbe scrivere un libro riguardo le volte che avrebbe voluto dirlo ma non ha potuto.

Alcune persone hanno un vero problema e non riescono a non saper dire di no, un atteggiamento quest’ultimo analizzato, come vedremo, anche in psicologia.

In questo articolo si vedrà che: esistono molti modi per declinare una proposta e si esplorerà l’importanza di valutare ogni richiesta prima di rispondere senza pensarci affermativamente o negativamente.

Tutti gli aspetti riportati conducono ad una considerazione basilare: bisogna sapere come e quando dire di no.

Imparare a dire di no

Sapere come dire di no, ad esempio, dopo aver valutato un’offerta di lavoro, può essere determinante in quanto evita di compiere una scelta che potrebbe cambiare in peggio la propria vita.

Spesso le persone quando dicono “No” avvertono un senso di colpa e pur di evitare la sensazione sono portate a rispondere affermativamente ad ogni proposta per poi pentirsene.

Al fine di imparare a dire di no, bisogna cercare di cambiare un aspetto della propria personalità.

Vediamo alcuni utili consigli per dire no:

Fermi e diretti

Quando non si ha voglia di fare qualcosa è bene cercare di comunicarlo in maniera ferma e chiara senza tentennamenti.

L’interlocutore, infatti, se non si è fermi e decisi potrebbe provare ad insistere mettendo così a rischio la propria risposta negativa.

Nel dire di no, un’attenzione particolare andrebbe rivolta anche al linguaggio del corpo quest’ultimo può essere utile per convincere l’interlocutore a non insistere.

Prendere tempo

Non riesco a dire di no. È una classica frase che spesso il lavoratore subordinato ripete a se stesso e agli altri.

Un buon metodo per iniziare ad entrare nell’ottica che non c’è niente di male nel “dire no” è prendere tempo.

Di fronte ad una proposta sconveniente può essere una buona opzione rispondere con: “ti faccio sapere” o “ho bisogno di pensarci”.

Prendere tempo non risolve il problema ma permette di riflettere bene sulla proposta ed evita di provare un senso di colpa.

Trovare un compromesso

Le relazioni, in ambito lavorativo e non solo, sono fatte di compromessi. Tra il datore di lavoro e il lavoratore dipendente chiaramente vi è un rapporto di lavoro che non consente di dire no ad ogni occasione.

È in questo caso che entra in gioco il compromesso o meglio, l’arte di mediare. Utilizzandola, il dipendente può sia mantenere cordiali i rapporti con il proprio datore sia mantenere una certa autonomia decisionale.

Infine, il consiglio è di ricordarsi sempre che dire di no non vuol dire giudicare negativamente una persona ma solo fargli capire che in questo momento non si può accontentare la richiesta.

Non saper dire di no psicologia

Dal punto di vista psicologico l’incapacità di dire di no evidenzia il bisogno di ricevere l’approvazione degli altri.
Il suddetto punto è stato evidenziato dalla dott.ssa Sheri Jacobson in un articolo per Harley Therapy.

Jacobson spiega che non riuscire a dire di no può portare a gravi conseguenze:

Cattive relazioni

Sebbene accettare ogni richiesta porti a pensare che sia un modo per rafforzare i legami, a lungo andare le persone tenderanno a manipolare coloro che non sono in grado di dire no.

Ansia

Dire sempre di sì aumenta il carico di lavoro e di responsabilità. In breve tempo ci si potrebbe ritrovare senza energie perché consumate dalle richieste degli altri.

Non riuscire a dedicarsi a se stessi potrebbe portare ad attacchi di ansia dovuti dal fatto che ci si sta via via allontanando dai propri obiettivi professionali e personali.

Burnout

Infine, non riuscire a dire di no aumenta il rischio di sperimentare il burnout o lo stress da lavoro. Il moltiplicarsi delle mansioni da svolgere unite al desiderio di non voler scontentare le persone può causare forti stress e disagi.

Quando dire di no

Il lavoro e la vita privata oggi sono caratterizzati da ritmi frenetici e dalla possibilità di inviare una richiesta in ogni momento della giornata mediante strumenti per la messaggistica istantanea, programmi per la pianificazione del lavoro da remoto, oppure via e-mail.

Ogni giorno, dunque, ognuno di noi si ritrova a dover rispondere a molte richieste e domande di ogni tipo: formali, informali, piccoli favori o grandi favori.

In ambito lavorativo le richieste non provengono solo dai diretti superiori, ma anche dai clienti e più in generale da tutti gli stakeholder.

Come sottolineato in precedenza, a fronte di una miriade di richieste, dire di no si collega direttamente al proprio benessere personale e al successo professionale.

Chiunque se deve gestire troppe richieste non riesce a gestirle al meglio e se queste sono anche poco determinanti per il proprio successo il rischio è di perdersi importanti opportunità di crescita.

È importante, di conseguenza, sapere quando dire no e quando dire sì.

Un metodo efficace che dovrebbe guidare chiunque, prima di accettare o declinare una richiesta, consiste nel valutare la domanda.

Valutare la domanda implica lo stesso approccio utilizzando quando si è in procinto di effettuare un investimento finanziario. Dire di sì, infatti, corrisponde ad investire le proprie risorse personale.

È bene dunque, prima di rispondere positivamente ad una richiesta, valutare tutta una serie di aspetti che possano aiutare a definire il tipo di lavoro.

Ad esempio, può essere utile chiedere e valutare:

  • Il tempo che si ha a disposizione per completare il lavoro o accontentare la richiesta;
  • Valutare da chi proviene la richiesta se dal datore di lavoro, da un amico, da un conoscente o da uno sconosciuto;
  • Quali sono le risorse che si hanno a disposizione;

Quali vantaggi porta alla propria carriera dire di sì.

Più la richiesta è articolata, più, buona prassi suggerisce, bisogna porre domande finalizzate ad inquadrare il tipo di lavoro che bisogna svolgere.

Valutare tutti gli aspetti, è dunque il miglior modo per decidere quando dire di no.

Viene da se che declinare una proposta dopo aver valutato attentamente i pro e contro mette al riparo sia da eventuali sensi di colpa sia dal rischio di aver perso un’importante opportunità di sviluppo per la propria carriera.

Dire di no migliora la vita

Come visto finora dire di no implica uno sforzo da parte della maggior parte delle persone. L’essere umano è un essere sociale e pertanto, dire di sì ad una richiesta appare più facile e naturale.

Tuttavia, rispondere sempre in maniera affermativa sovraccarica di impegni, responsabilità energie e spesso comporta anche una spesa in termini di denaro.

Uno studio presente sul Journal of Customer Research evidenzia come riuscire a dire “non lo faccio” invece di “non posso” è uno dei metodi più efficaci per poter declinare una proposta.

Mentre “non posso” lascia aperto ad un ripensamento, rispondere con un deciso “non lo faccio” permette di raggiungere senza troppe discussioni il proprio obiettivo.

Il consiglio è di fare pratica con l’espressione “dire di no” intendendola come un modo per migliorare la propria vita.

SI potrebbe partire declinando con decisione le piccole richieste quotidiane il cui rifiuto non porta alcuna conseguenza.

Ad esempio, declinando con decisione ad un’offerta telefonica.

Inoltre, se dire no causa un senso di colpa spesso, come evidenziato in una ricerca della Columbia University, il senso di colpa è totalmente ingiustificato in quanto le persone che ricevono il “no” nella maggior parte dei casi non rimangono deluse ma accettano senza problemi la decisione.

In definitiva dire di no significa iniziare a vivere una vita più felice, con meno stress e più focalizzata verso i propri obiettivi di crescita personale.

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