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Il rapporto tra il datore di lavoro il dipendente

Quale dovrebbe essere il rapporto tra il datore di lavoro e il dipendente? Quanto sono importanti i rapporti interpersonali tra le due figure? Sono domande che spesso si pongono sia i titolari sia i lavoratori subordinati, alle quali cercheremo di rispondere in questo articolo.

Le relazioni con il proprio capo hanno un ruolo importante indipendentemente dal settore lavorativo come confermato da numerose ricerche sul tema: The Impact of Employer-Employee – Relationship on business Growth ad esempio, che esplora come i rapporti si riflettano sulla produttività e l’efficienza aziendale; oppure il case study dal titolo: “Study on the effective factors on the employer, employee relationship for the motivation of associate level employees at ABC hotel, Colombo”.

Il rapporto con il datore di lavoro è dunque un aspetto importante per un’organizzazione, mantenere relazioni distese e trasparenti richiede impegno e responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Quali aspettative hanno i dipendenti nei confronti del proprio capo

I rapporti tra datore e dipendenti spesso trovano difficoltà in quanto i lavoratori subordinati hanno delle aspettative non realistiche riguardo la personalità del proprio capo.

Un dipendente, infatti, tendenzialmente è portato a considerare il datore di lavoro esclusivamente basandosi sulla posizione di superiorità che ricopre, spesso dimenticandosi di avere a che fare con un essere umano proprio come lui. Ciò porta a farsi un’idea sbagliata che può portare a creare diverbi e malumori.

Ad esempio, un dipendente può pensare che il proprio datore:

  • Deve sapere tutto: un’idea sbagliata è quella di attribuire al capo la conoscenza di ogni aspetto e mansione lavorativa.
  • Deve essere un buon esempio in ogni momento: ci si aspetta sempre che il proprio titolare sia un esempio per tutti, il primo ad arrivare a lavoro, l’ultimo ad andarsene, che debba essere sempre di buon umore e attento ad ogni particolare;
  • Non deve avere dubbi: un buon capo, per un dipendente non deve avere dubbi ma tracciare con sicurezza la rotta da percorrere senza fare errori o avere ripensamenti;
  • Giusto, equo e riconoscente: da un capo ci si aspetta che ogni decisione sia presa nell’interesse della collettività lavorativa, che gli sforzi dei dipendenti vengano riconosciuti e premiati;
  • Un mentore un buon capo deve essere anche un insegnante di vita, formare il dipendente e permettergli di fare carriera.
  • Deve pianificare il lavoro in maniera corretta e valorizzare i talenti all’interno dell’azienda.
  • Avere spiccate capacità di leadership, essere in grado di risolvere tempestivamente le controversie ed essere dotato di intelligenza emotiva.

Chiaramente, essere il titolare non è facile, soprattutto quando un dipendente si aspetta che i suddetti punti vengano sempre rispettati.

Gli errori, i ripensamenti, una valutazione non ottimale di una situazione, possono accadere a tutti e così come il datore di lavoro non può aspettarsi un dipendente infallibile, allo stesso modo, il dipendente deve considerare di avere di fronte a sé un essere umano.

Come dovrebbe essere un rapporto datore di lavoro – dipendente?

Come abbiamo visto è impensabile avere delle aspettative irrealistiche nei confronti del proprio datore di lavoro. Il rischio è che il rapporto non si instauri in maniera sana e che il dipendente, soprattutto se inesperto, sia portato a pensare che cambiare lavoro sia la soluzione migliore, salvo poi ritrovare le stesse mancanze anche nel futuro datore di lavoro.

Quindi quali sono i punti principali che contraddistinguono un sano rapporto datore di lavoro – dipendente?

Che rispetti i dipendenti

Un rapporto di stima e rispetto reciproco sono alla base per un rapporto sano e duraturo. Il datore di lavoro ideale è colui che sa fornire giusti feedback e che cerca di venire incontro alle esigenze dei propri dipendenti.

Rispettare i punti di forza e debolezza

Essere aperti a conoscersi l’uno con l’altro, senza pregiudizi di genere, età, etnia, valorizzando i punti di forza, è un aspetto importante oltre che una qualità sia per il datore sia per il dipendente.

Mantenere le giuste distanze

Il datore di lavoro dovrebbe essere consapevole del ruolo che ricopre, avere un rapporto troppo stretto con i dipendenti può essere un rischio, così come un rapporto troppo distaccato potrebbe portare a pensare che il capo pecchi di troppa autostima e superbia.

Amministrare l’azienda ed essere presente

Soprattutto in questo periodo storico nel quale si sta sempre più diffondendo il lavoro da remoto (Smart Work), il datore di lavoro deve necessariamente fidarsi che i propri dipendenti svolgano quotidianamente i compiti e le mansioni. Tuttavia, i dipendenti hanno bisogno, di tanto in tanto, di sentire che il proprio datore è presente e attento alle dinamiche aziendali.

Comunicare in maniera efficace

Le capacità comunicative risultano sempre più imprescindibili per il mantenimento di un corretto rapporto datore di lavoro – lavoratore. La crescita delle forme di lavoro da remoto, rende inevitabile avere un know-how adeguato nel fornire informazioni precise che non creino confusione e rallentamenti nello svolgimento delle attività.

Quali vantaggi sono i vantaggi per l’azienda

L’impegno di un datore di lavoro nel costruire rapporti solidi e trasparenti con i dipendenti, si traduce in una miglior livello di prestazioni lavorative, in tassi inferiori di turn-over, oltre che limita l’insorgere di malesseri e stress che possono causare il burnout e episodi di mobbing.
Dal punto di vista della produttività e dell’organizzazione aziendale, buoni rapporti titolare dipendente portano i seguenti vantaggi all’azienda:

Dipendenti motivati

Sentirsi parte attiva di un progetto è di fondamentale importanza per un dipendente al fine di farlo rendere al massimo. Alti livelli di motivazione, inoltre, aiutano l’azienda a mantenere bassi i tassi di turnover, in quanto i dipendenti saranno meno propensi a voler cambiare lavoro.

Si rafforza il networking

Rapporti cordiali e distesi con i dipendenti, spingono quest’ultimi a parlare positivamente della realtà in cui lavorano, a stringere legami e rapporti commerciali. In altre parole, l’immagine e il networking aziendale e dei dipendenti si rafforza, creando una rete che può solo rappresentare un vantaggio per l’azienda.

Aumenta il set di competenze

Un bravo datore di lavoro è colui che sa assegnare il giusto ruolo alla giusta persona, motivando il dipendente ad intraprendere percorsi volti alla propria formazione continua. Il compito di un leader è anche quello di fornire gli strumenti necessari per far emergere i talenti del lavoratore, spingendolo a proporre nuove soluzioni e portandolo a sentirsi parte di un progetto più che un semplice lavoratore.

Come i cambiamenti in atto stanno modificando i rapporti lavoratore – datore di lavoro

I cambiamenti in atto nel mondo del lavoro coinvolgono anche gli aspetti interpersonali tra i lavoratori e il datore di lavoro. In particolare:

Lo smart work necessità una ridefinizione dei rapporti

Il lavoro a distanza rende impossibile per un datore di lavoro essere fisicamente a fianco ai propri dipendenti. Ciò porta a trovare nuovi modi per accertarsi che le mansioni vengano eseguite e che produttività rimanga elevata. In tal senso appare imprescindibile l’uso di software specifici per pianificare ed eseguire il lavoro da remoto.

I rapporti dovranno sempre più tenere conto delle diversità culturali

Una diretta conseguenza del lavoro a distanza è la possibilità di assumere dipendenti localizzati in ogni parte del mondo. Se dal un lato ciò rappresenta un vantaggio per l’azienda che può estendere le proprie ricerche di talenti a tutto il mondo, dall’altro necessita datori di lavoro qualificati, in grado di relazionarsi con lavoratori appartenenti a culture e tradizioni profondamente diverse dalle proprie.

Il mercato del lavoro oggi coinvolge generazioni molto diverse tra loro

Un ultimo aspetto è dato dalle differenze generazionali. Oggi il mercato del lavoro è costituito da quattro fasce di lavoratori che per via della diversa età hanno esigenze, competenze, idee completamente diverse tra loro: Boomers, Generazione X, Millennials, Generazione Z.

Generazioni cresciute in contesti molto diversi che per andare d’accordo hanno bisogno di un datore di lavoro che sappia tenere conto di numerosi aspetti conciliandoli con gli obiettivi aziendali.

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