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Aprire una toasteria nel 2022: costi, guadagni e opportunità in franchising

Aprire una toasteria è un’idea imprenditoriale che può portare a numerose e impreviste soddisfazioni. Significa optare per un format ancora poco diffuso che ben si presta a intercettare differenti tipologie di consumatori.

Scopriremo che una toasteria/tramezzeria, sebbene richiami a un prodotto di origine francese, può essere l’occasione giusta per esaltare numerose tipicità italiane, divertendosi nella preparazione di toast gourmet e creativi.

Inoltre, rispetto ad altre simili attività che rientrano nel settore della ristorazione, ristoranti e pizzerie su tutte, aprire una toasteria è più economico e presenta altresì costi di gestione inferiori.

Aprire una toasteria: un format versatile

Prima di addentrarci in aspetti quali: iter burocratico, costi e possibili ricavi e guadagni derivanti dall’apertura di una toasteria, definiamo la tipologia di business.

In primo luogo, sussiste una differenza sostanziale tra toast e tramezzini. I primi sono contraddistinti dal pane croccante, nei secondi invece il pane è morbido. Talvolta le toasterie vengono incontro anche a chi desidera il classico tramezzino (pane non tostato e senza bordi).

Oltre a ciò, un’analisi del mercato mirata a comprendere le esigenze dei consumatori è assolutamente consigliata.

Come evidenziato nel rapporto Coop 2021, sono in crescita gli italiani amanti dei piatti vegani e i cosiddetti climatariani, coloro cioè particolarmente attenti a consumare solo alimenti a basso impatto ambientale.

Due nuove tendenze che si collocano in un mercato dove già l’attenzione verso concetti quali: tipicità, chilometro zero e stagionalità, è molto elevata.

Tali nuove esigenze alimentari, a nostro avviso, andrebbero considerate oggi al fine di offrire toast o tramezzini che possano soddisfare anche le preferenze di tale emergente categoria di consumatori.

Risulta pertanto una buona strategia preparare diverse tipologie di toast, dal classico e mai fuori moda prosciutto e formaggio, fino a elaborazioni gourmet che strizzano l’occhio a una clientela vegana.

Rimanendo in tema di versatilità, aprire una toasteria significa avere la possibilità di scegliere tra diversi format.

Dal classico street food/take away, optando così per un piccolo locale dotato di bancone, cassa e cucina, fino a tostasterie in stile ristorante, con i posti a sedere e il servizio al tavolo, magari prevedendo altresì di servire bevande quali birre artigianali e vini autoctoni.

Quest’ultimo format è evidentemente una scelta che richiede un investimento maggiore.

Come aprire una toasteria

Una volta definito il format della propria toasteria e individuato un locale idoneo a ospitare l’attività; è buona prassi preparare un business plan, che possa offrire una panoramica quanto più dettagliata riguardo le spese da affrontare, i possibili ricavi e, in generale, la sostenibilità economica dell’attività.

Successivamente, rivolgendosi al proprio commercialista di fiducia, vi è un preciso iter burocratico da seguire, lo stesso previsto per l’apertura di simili attività del settore: pub o pizzerie:

  • Costituire una società/ditta individuale;
  • Aprire una la partita Iva;
  • Registrare l’attività al Registro delle Imprese;
  • Aprire le posizioni INPS e INAIL;
  • Frequentare e conseguire le certificazioni HACCP e SAB,
  • Ottenere le autorizzazioni in materia di agibilità e igiene
  • Presentare la SCIA al comune.

Aprire una toasteria: quali sono i costi?

I costi per aprire una toasteria dipendono da molteplici aspetti. Le voci che maggiormente influiscono sull’investimento sono:

Acquisto/affitto del locale

Come anticipato, una toasteria può essere aperta anche disponendo di un piccolo locale dai 40 mq in su, com’è possibile optare per locali grandi, dai 100 mq in su, con tavoli e posti a sedere.

Inoltre, acquistare o affittare un locale nel cuore di Milano o Roma, comporta spese maggiori rispetto un medesimo locale in zone periferiche o di provincia.

L’investimento necessario è, a seconda dei casi, compreso tra i 30.000 EUR e i 100.000 EUR.

Arredamento, macchinari e utensili

Anche in questo caso le spese possono essere variabili principalmente seconda della metratura del locale e della qualità degli arredi scelti.

In media si può stimare per tavoli, sedie, bancone e tutti i macchinari e gli utensili della cucina, un investimento variabile e compreso tra i 5.000 e i 20.000 EUR.

Personale

Una piccola toasteria take away può essere gestita in autonomia senza necessariamente assumere uno o più dipendenti.

Un singolo lavoratore può altresì gestire alcuni tavoli a sedere ma nel momento in cui il locale inizia a espandersi allora bisogna prevedere le spese per uno o più camerieri.

Altri costi

Sebbene influiscano meno, è bene considerare i costi fissi per: le materie prime, molte delle quali saranno costituite da alimenti freschi e facilmente deperibili, le spese burocratiche e comprese tra i 1.500 e i 3.000 EUR per il commercialista e 1.000, 2.000 EUR da investire in pubblicità così da far conoscere la propria toasteria agli abitanti e i turisti della zona.

Sommando tutte le voci riportate, i costi per avviare una toasteria partono da un minimo di 40.000 EUR, fino a un massimo di 120.000 EUR.

Toasteria: guadagni e ricavi

Aprire una toasteria può essere un’idea di business vincente.

Sicuramente l’imprenditore dovrà pianificare con cura l’investimento calibrandolo a seconda della capacità di spesa. Allo stesso tempo egli dovrà scegliere il giusto format e proponendo toast gustosi e pensati per intercettare diverse tipologie di consumatori. Così facendo i guadagni non tarderanno ad arrivare.

I maggiori guadagni sono dati dalla vendita dei toast, i quali hanno un prezzo unitario variabile, dai 4 EUR, fino a 9, 10 EUR, a seconda della farcitura e della qualità dei prodotti.

Si può stimare un incasso netto di circa il 30% per ogni toast venduto, quindi variabile da 1 a 3 EUR, a cui vanno aggiunti ulteriori guadagni in caso di vendita di bevande (birra, vino, acqua).

Per incassare circa 2.000 EUR netti al mese, la toasteria, è sufficiente riesca a vendere sui 50 toast ogni giorno.

Aprire una toasteria in franchising

Infine, l’aspirante imprenditore può optare per l’apertura di una toasteria in franchising usufruendo di tutti i vantaggi derivanti dal format.

In particolare, il franchising permette di disporre di un’analisi dei costi e dei possibili guadagni meno variabile rispetto all’apertura di una toasteria da zero, dato il know how e l’esperienza pregressa della casa madre.

Esistono diverse toasterie in Italia che offrono tale opportunità, ad esempio:

Toasteria Italiana

Toasteria Italiana è specializzata in toast gourmet con una particolare attenzione verso le materie prime, rigorosamente scelte tra le eccellenze italiane.

Il format permette all’imprenditore non sono di aprire la propria toasteria in franchising e iniziare a vendere tipici toast farciti con ingredienti quali: speck dell’Alto Adige, cipolla rossa, fonduta di pecorino DOP, crudo di Parma, ma anche di offrire in abbinamento centrifugati di frutta e verdura, dolci e caffè.

La casa madre (franchisor) segue e offre assistenza completa al futuro imprenditore, selezionando locali in zone centrali e di almeno 100 mq.

In linea con il format del franchising, la casa madre fornisce gli arredamenti, le materie prime e della formazione del personale.

È possibile ricevere maggiori informazioni compilando il form presente sul sito ufficiale della Toasteria.

Capa Toast

Capa Toast è similmente al precedente una toasteria che offre l’opportunità di aprire la propria attività in franchising. La toasteria è presente in Italia con 37 punti vendita.

L’affiliato, seguito durante tutto l’iter, può optare o per l’apertura di una toasteria da asporto (take away), oppure per un locale con tavoli e posti a sedere. Nel primo caso è sufficiente un locale di soli 40 mq.

Oltre a numerose tipologie di toast disponibili a partire dalle farine (bianca, integrale, senza glutine o ai cerali) fino agli ingredienti di assoluta qualità, Capa Toast permette ai clienti di ordinare altresì insalate, patatine fritte, bevande e dolci.

Mediante l’affiliazione, in conclusione, il franchisee usufruisce dell’utilizzo del marchio e di tutta l’assistenza necessaria nella scelta della location, nella progettazione degli interni, così come della fornitura dei macchinari, delle attrezzature e della formazione necessaria per gestire al meglio l’attività.

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