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Antifragilità: come prosperare nel disordine

Antifragilità e antifragile sono termini utilizzati con un chiaro riferimento da quando è stato pubblicato il libro: Antifragile: Things That Gain from Disorder, in italiano: Prosperare nel disordine.

L’autore Nassim Taleb ha fornito un chiaro significato alla parola, portando un insegnamento che, come vedremo in questo articolo, può essere utile a tutti noi, costantemente esposti alla casualità degli eventi, al disordine e allo stress. Un insegnamento che aiuta ad affrontare con una diversa consapevolezza la vita di tutti i giorni e che trova ampie applicazioni nel mondo del lavoro.

Antifragilità: significato

Antifragile di Taleb è un termine il cui significato va al di là della resilienza e della robustezza. Essere resilienti, riuscire cioè a resistere e ad adattarsi ai cambiamenti, a volte non basta.

Antifragilità vuol dire anche riuscire a evolversi e a migliorarsi per far fronte agli eventi avversi.

Essere dotati di antifragilità, la quale potrebbe presto entrare di diritto nell’elenco delle soft skills, significa anche essere consapevoli di vivere in un mondo incerto, sapere che si commettono errori, lavorare affinché lo stress non pervada la quotidianità.

In altre parole, acquisire antifragilità, aiuta a comprendere meglio la fragilità, significa riuscire a prevedere, prima degli altri, eventi avversi, che Taleb, nel suo libro chiama “i cigni neri”: quelle circostanze cioè che possono aumentare i rischi e il verificarsi di eventi imprevedibili.

Si tratta così di stabilire un metodo che possa rivoluzionare il modo in cui si tenta di prevedere e governare gli eventi, adottando un metodo differente di gestione del rischio e di previsione.

Definizione di antifragilità

Per antigragilità, seguendo la definizione fornita da Nassim Taleb nel libro: Prosperare nel disordine, si intende un qualcosa in più dell’essere robusti, significa non solo resistere ad uno shock ma anche beneficiare e crescere in virtù di questo. Per shock si intente un qualsiasi evento imprevisto, esposto a casualità, disordine, rischio e incertezza. Se il resiliente resiste agli urti, l’antifragile per definizione è colui che migliora grazie a essi.

Come diventare antifragile

Leggendo il libro di Taleb, si scopre che l’antifragilità viene paragonata all’Idra, un mostro mitologico a due teste, tagliarne una altro non significa che renderla ancora più forte.

Gli antifragili proprio come l’Idra devono essere in grado di diventare sempre più forti di fronte a imprevisti, eventi avversi e stress. Ma l’antifragilità dev’essere una proprietà anche per le aziende, per questo motivo conoscerne i fondamenti diventa utile anche per coloro desiderosi di avviare un business o mettersi in proprio.

In quest’ultimo caso si tratta di elaborare tutta una serie di strategie: evitare l’indebitamento eccessivo e diversificare i servizi. Ciò per essere sempre pronti a fronteggiare un cambiamento o un’avversità improvvisa.

In dettaglio: essere antifragili o diventare antifragili vuol dire riuscire a prosperare nel disordine e nell’incertezza. È un concetto che può essere applicato nella vita di tutti i giorni, nel lavoro e nel business.

Ovunque vi sia incertezza, in ogni situazione in cui una decisione non porta automaticamente a un effetto definito è qui che bisogna essere antifragili.

Riflettendo, ci si rende conto che sono innumerevoli gli scenari in cui è praticamente impossibile calcolare i rischi e gli eventi avversi che potrebbero verificarsi dopo aver preso una decisione (i cigni neri nel libro).

Non basta essere robusti

Per diventare antifragile, bisogna dunque affrontare un vero e proprio percorso di vita.

Essere seguiti da figure specializzate come il life coach, potrebbe aiutare. Non basta infatti essere resistenti e robusti. Prima o poi la forza dirompente di un evento avverso ha la meglio e quando cioè succede si forma una crepa difficilmente riparabile.

Ebbene, l’antifragile è colui che trae forza dagli eventi negativi, che non li subisce ma che anzi prospera in un sistema caratterizzato dall’imprevedibilità e dal disordine.

Evitare di indebitarsi

Come accennato in precedenza, uno dei consigli contenuti nel libro: Antifragile di Taleb, è evitare il debito a livello personale e aziendale, poiché rende il sistema ancor più fragile.

Gestire il rischio

Invece di gestire il rischio elaborando complesse analisi, bisognerebbe guardare i risultati da un’altra prospettiva, cercare cioè di analizzare quali aspetti della propria vita o del proprio lavoro portano maggiori vantaggi e risultano allo stesso tempo meno legato a eventuali shock esterni. Meno casualità vuol dire essere più antifragili.

Secondo Taleb è corretto assumersi tanti piccoli rischi, invece che assumersi un solo grande rischio. Per rispettare questa regola è sufficiente chiedersi quali benefici e quali rischi potrebbe comportare una decisione. Se i benefici risultano di gran lunga maggiori rispetto ai rischi allora è bene procedere, ma è da evitare un rischio eccessivo per un piccolo beneficio.

Il piano B

Avere un piano B, in ogni circostanza, è una caratteristica delle persone antifragili. Assodato che l’evento avverso è spesso imprevedibile, risulta indispensabile avere un’alternativa sempre pronta a essere adottata nel caso in cui, un qualsiasi tipo di attività o business dovesse iniziare a mostrare le prime crepe.

Non ambire alla perfezione

Essere perfezionisti a volte può essere dannoso ed esporre alla fragilità. Darsi troppe regole e schemi da seguire potrebbe rendere difficile far fronte all’imprevisto ed espone allo stress. Taleb consiglia di limitarsi all’essenziale, seguire sì delle regole, ma snelle e modificabili rapidamente in caso di eventi esterni.

Non esistono formule magiche

Antifragilità vuol dire anche riuscire a non cadere in tranello pensando che esistano scorciatoie per raggiungere il successo. Il web, purtroppo, non aiuta. Tutti siamo costantemente sottoposti a messaggi che promettono il successo e lauti guadagni in breve tempo e senza sforzi. Felicità, ricchezza, benessere, non hanno segreti sono raggiungibili sì, ma solo attraverso l’impegno e la dedizione.

Antifragilità: affrontare i cigni neri

Il cigno nero è la figura che Nassim Taleb associa all’imprevedibilità e l’irregolarità degli eventi.
Le riflessioni dell’autore sono quanto mai attuali in un periodo di forti cambiamenti e incertezze. Queste ultime, è necessario siano affrontate nel modo giusto. Come evidenziato in: Calming Your Brain During Conflict, caos e conflitti generano stress e paura, due sentimenti che annebbiano il cervello e rendono fragili.

Disordine, eventi imprevedibili, rapidi mutamenti, al contrario dovrebbero spingere le persone all’azione, rendere, in altre parole, le persone antifragili in grado cioè di accettare che i cambiamenti fanno parte della vita, permettono il progresso e aumentano la conoscenza.

Le mentalità fragili, al contrario, temono il disordine e l’incertezza, non ne traggono benefici ma tendono a chiudersi e a prendere decisioni sbagliate.

La storia è piena di aziende e di persone che grazie allo spirito antifragile sono riuscite a far fronte ai cambiamenti. Pensiamo a Microsoft, un’azienda che se non avesse saputo reagire alla nascita di Internet nel 1995, probabilmente avrebbe chiuso. Pensiamo a Netflix, un’azienda ormai consolidata che ha saputo intercettare un cambiamento: l’esigenza di vedere film, documentari e serie Tv di qualità e in streaming. Un’azienda che oggi compete con le case di produzione cinematografiche.

Gli eventi non possono essere controllati, ma è bene essere consapevoli che grandi stravolgimenti accadono. Le crisi economiche degli ultimi decenni: nel 2008, nel 2012 e non ultima la crisi pandemica del 2019, hanno reso numerose professioni e lavori obsoleti, hanno cambiato paradigmi che sembravano immutabili, ma, nonostante ciò, numerosi imprenditori sono riusciti ugualmente a sopravvivere, a cercare e trovare nuove e innovative soluzioni.

In conclusione, essere antifragili significa fare un passaggio successivo alla resilienza. Non vuol dire solamente resistere ai cambiamenti, ma cavalcarli, concentrandosi su pochi ma determinati aspetti: corretta gestione dei rischi, avere un piano B, essere realisti.

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