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Guardia costiera: come arruolarsi, gradi, concorsi e stipendi

La guardia costiera, anche conosciuta come Corpo delle Capitanerie di Porto, è l’organo che si occupa della sicurezza nei mari e nelle coste italiane e di tutti gli aspetti inerenti alla navigazione.

Arruolarsi significa intraprendere la carriera militare, entrando in un corpo specialistico, nato nel 1865 tramite Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele II, oggi composto da oltre 11.000 uomini.

In questo articolo vedremo come entrare nella guardia costiera, arruolandosi così in uno dei diversi corpi militari presenti in Italia.

Ci soffermeremo altresì sulle mansioni e i compiti del guardia coste, sulle possibilità di carriera, sui gradi presenti, sui concorsi in uscita e sugli stipendi.

Cos’è la guardia costiera

Forse affascinati dalla divisa, forse attratti dal mare. La guardia costiera da sempre suscita grande interesse. È un corpo della Marina Militare Italiana e rientra nel Settore della sicurezza. Svolge un compito molto importante per il Paese:

Garantire la sicurezza a coloro che sono in mare, controllare le attività, proteggere l’ambiente, prestare soccorso, sono solo alcune delle tante attività svolte dal Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il corpo risponde a diversi Dicasteri. In particolare, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero della Difesa.

L’accesso è disciplinato da concorso pubblico nelle forme e nei modi previsti dalla legge.

Come anticipato, la guardia costiera esiste in Italia dal 1865. Storicamente ha avuto un ruolo determinante per il Paese, a partire dai conflitti bellici che si sono susseguiti nel corso del tempo.

Dal 1989, tramite Decreto Ministeriale, fu effettivamente costituito il corpo delle capitanerie di Porto – Guardia costiera.

Secondo la norma, la guardia costiera svolge un ruolo tecnico-operativo. Successivamente vari processi hanno definito al meglio le funzioni e i compiti.

Ad esempio, dal 1994, l’Italia aderendo alla Convenzione di Amburgo, ha sancito il proprio impegno inerente alle attività di salvataggio e ricerca in mare.

Guardia costiera: cosa fa

Al corpo delle capitanerie di porto sono affidati tutti i compiti che in qualche modo riguardano il mare, la navigazione e le coste.

Non a caso è coordinato da diversi ministeri, dalla difesa, fino ai trasporti.

La guardia costiera interviene quando una nave è in difficoltà e ha bisogno di soccorso, ed è determinante per il controllo della corretta pesca marittima a protezione dell’ambiente. Il numero da chiamare in caso di emergenze è il 1530.

In molti, negli ultimi decenni, hanno imparato a identificare la guardia costiera soprattutto come l’organo principale di controllo e assistenza ai migranti, i quali, in parte, approdano sulle coste italiane via mare.

Nonostante sia un corpo militare, la guardia costiera armata è stata introdotta solo di recente, nel 2017. L’uso delle armi è tuttavia consentito per le sole operazioni di recupero dei migranti e chiaramente in caso di necessità.

In dettaglio e tornando ai compiti e le mansioni, gli 11.000 uomini impiegati, si occupano di:

S.A.R. (Search and Rescue)

L’acronimo indica le attività di ricerca e soccorso in mare. Con lo stesso acronimo sono altresì identificate le veloci motonavi di cui dispone la Guardia Costiera per le operazioni di salvataggio delle vite umane. Salvare vite umane rappresenta uno dei principali compiti del corpo delle capitanerie di porto.

L’Italia, infatti, è una penisola e il mare circonda buona parte del territorio. Sono ben 55 i compatimenti che si occupano di garantire soccorso alle navi in panne, oltre che di effettuare operazioni di controllo in mare.

Inoltre, poiché l’Italia ha aderito alla convenzione di Amburgo, le operazioni di salvataggio in mare, sono da considerarsi come un dovere per la guardia costiera, la quale deve garantire il servizio anche al di fuori dei confini territoriali.

Attività di controllo

Le attività di controllo della Guardia costiera sono effettuate sia in mare sia a terra.

L’approdo di una nave mercantile, passeggeri o da pesca, può essere ispezionata per diversi motivi. Ad esempio, le attività ispettive possono essere finalizzate al controllo dei prodotti ittici pescati, oppure l’attività può essere finalizzata alla verifica del rispetto delle norme sanitarie.

Dal 2011, l’adozione del Regolamento UE 404, ha ulteriormente ampliato i compiti della guardia costiera, la quale oggi si occupa del monitoraggio di tutta la filiera della pesca, dovendo tutelare sia l’ambiente, sia garantire che i prodotti pescati rispettino le norme vigenti.

Attività internazionali

La guardia costiera ha un importante ruolo operativo anche a livello internazionale. Bisogna infatti considerare che l’organo dispone di mezzi, di una flotta marina e anche aerea.

I mezzi della guardia costiera sono pertanto utilizzati anche per missioni internazionali. In particolare, per operazioni sia di tipo ambientale sia di contrasto all’immigrazione clandestina.

Attività di polizia marittima

Come evidenziato nell’art. 137 del Codice Ordinamento Militare, il Corpo delle capitanerie di porto esercita tutta una serie di funzioni di polizia giudiziaria.

In particolare, può svolgere l’attività di polizia stradale, può, in coordinamento con la protezione civile, adoperarsi per far fronte alle emergenze in mare.

Inoltre, è basilare il ruolo che ricopre nel contrastare il traffico illecito di droga via mare, come anche la gestione delle operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina.

Le attività di polizia si estendono anche alla tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale. Ne sono un esempio le azioni di tutela che possono essere disposte dalla capitaneria in caso di ritrovamenti archeologici sui fondali marini.

Si specifica che le attività di polizia giudiziaria possono essere esercitate da solo coloro che ricoprono una carica di comandante, ufficiale o sottoufficiale.

Come si entra nella guardia costiera

Per entrare nella guardia costiera, partendo dal grado meno elevato come volontario, è necessario partecipare e superare un concorso pubblico.

Generalmente, quest’ultimo è indetto a cadenza biennale e l’accesso è riservato a solo persone molto giovani, massimo 25 anni.

Dal portale ufficiale della Guardia Costiera, si possono apprendere tutte le informazioni necessarie per diventare guardia costiera e arruolarsi in marina.

Mentre per quanto riguarda i concorsi, è utile una visita al portale della Marina Militare.

Il sito web riporta l’elenco dei concorsi previsti per il 2022, tra questi troviamo:

  • VFP1
  • Ufficiali
  • Allievi ufficiali
  • Allievi marescialli
  • Tenenti di vascello
  • VFP4
  • Sergenti.

Generalmente è sufficiente avere un diploma per partecipare ai concorsi, ma conseguire una laurea può essere estremamente utile in futuro per l’accesso a concorsi riservati a ruoli superiori.

Pertanto, il primo passo per diventare guardia costiera, consiste nel partecipare ad un concorso VFP1 o VFP4. Le lettere indicano il ruolo: Volontario in Ferma Prefissata. Il numero 1 o 4 il numero di anni previsti.

I giovani, una volta superato il concorso e ottenuta l’idoneità, devono sostenere un percorso di addestramento e successivamente vengono assegnati nei reparti che richiedono nuovo personale. Tale tipologia di bandi, sono pubblicati tra il mese di ottobre e novembre a cadenza annuale.

Entrare nella guardia costiera come graduati, sergenti o ufficiali

È lecito chiedersi se è possibile entrare nella guardia costiera direttamente di ruolo, non iniziando cioè la carriera come volontari.

Il percorso canonico prevede un primo periodo come volontari in ferma prefissata 1 o 4. Successivamente e solo al termine dei quattro anni previsti di servizio come volontario è possibile decidere di proseguire la carriera partecipando al concorso per Graduati.

Per diventare sergente della guardia costiera bisogna quindi essere Graduati e partecipare al concorso interno per Sergenti.

L’accesso è possibile solo dopo aver servito per almeno 4 anni come graduati. Per quanto riguarda l’accesso al grado di marescialli, è anch’esso disciplinato da concorso pubblico. Possono accedervi sia coloro appartenenti al grado VFP4, sia coloro che ricoprono la carica di sergente.

In alcuni casi, tuttavia, i bandi si rivolgono anche ai civili, a condizione che abbiano alcuni requisiti specificati dal bando.

In particolare, essere in possesso di una laurea magistrale in discipline quali: matematica, fisica, ingegneria o medicina, è in molti casi un requisito sufficiente per partecipare ai concorsi come ufficiali permanenti.

Percorso di formazione e addestramento

Entrare a far parte della guardia costiera implica sottoporsi ad un percorso di formazione e addestramento specifico.

Il ruolo ricoperto è infatti di grande responsabilità e anche i volontari hanno un ruolo determinante nella salvaguardia della vita delle persone in mare e sulla costa.

L’addestramento è dunque una componente essenziale. È compito degli istituti di formazione delle Forze Armate preparare gli allievi alla professione.

È bene evidenziare che la formazione e l’addestramento non riguarda i soli VFP1 o 4, ma anche una volta raggiunto il grado di sottoufficiale o ufficiale, continuare a formarsi è imprescindibile.

In particolare, ai sottoufficiali è richiesto il conseguimento di una laurea in Scienze del Governo e dell’amministrazione del mare. I marescialli, invece, devono conseguire una laurea in Scienze e gestione delle attività marittime.

I percorsi di formazione sono necessari per tutti, anche considerando che nuove tecnologie vengono via via implementate.

Ad esempio, il sistema VTS (Vessel Traffic Service) è un servizio di supporto alla navigazione creato per prevenire collisioni in mare. Si tratta di un complesso sistema di monitoraggio. Saperlo utilizzare richiede un periodo di formazione specifico.

I gradi della guardia costiera

Al pari dei militari, il personale della guardia costiera è diviso per gradi. Più questi sono elevati, maggiori risultano sia le responsabilità sia la retribuzione.

Vediamo quindi dal grado più basso al grado più alto come può evolversi la carriera:

Militari di truppa

Entrare come volontario VFP1 o VFP4 significa ricoprire il grado di militare di truppa. Questi sono divisi in: 2a classe (la più bassa), prima classe e sottocapo. Si diventa sottocapo dopo un anno e mezzo di servizio come VFP4.

Il grado denominato come 2a classe equivale al grado soldato presente nell’Esercito Italiano, che in marina è altresì chiamato come nocchiere di porto.

La 1a classe, contraddistinta da un distintivo a forma di “V” rovesciata, equivale al grado di Caporale presente nell’Esercito Italiano.

Graduati

I graduati della guardia costiera sono anch’essi volontari ma permanenti. Vi sono diversi gradi dal sottocapo di 3a classe, fino al sottocapo di 1a classe scelto. Il sottocapo è l’equivalente del caporale maggiore presente nell’EI.

A seconda della classe di appartenenza, il grado più elevato che può ricoprire è l’equivalente del primo caporal maggiore.

Sergenti

Salendo ulteriormente di grado, superando i concorsi previsti e maturando gli anni di servizio, si entra nel ruolo di sergenti a cui appartengono varie tipologie di sotto capo. Il grado esiste dal 1995, e il distintivo è dato da tre “V” rovesciate.

Sottoufficiali

La divisa della guardia costiera continua ad ornarsi di simboli man mano che si avanza di grado.
I sottoufficiali, anch’essi divisi in varie categorie da capo di terza classe fino a primo luogotenente iniziano ad essere ruoli di prestigio all’interno dell’organigramma.

In generale i sottoufficiali sono l’equivalente del maresciallo dei Carabinieri, un grado presente anche in aereonautica e nell’esercito.

Ufficiali

Diventare ufficiale della guardia costiera significa raggiungere i gradi più elevati.

Il grado più basso della categoria è rappresentato dalla Guardiamarina, il cui grado corrispettivo nell’Esercito e nei carabinieri, è il sottotenente.

Salendo di grado si accede alla carica di tenente, la quale rappresenta il grado più elevato della categoria Ufficiali Inferiori. Ancora più in alto nelle gerarchie troviamo i vari gradi di Capitano (di corvetta, di fregata, di vascello).

Chiudono la categoria gli Ufficiali ammiragli, il massimo grado a cui possono ambire coloro che iniziano la carriera come guardia costiera. Gli ufficiali ammiragli, dal basso verso l’alto, sono divisi in: Contrammiraglio, Ammiraglio ispettore e Ammiraglio Ispettore Capo.

Stipendio nella guardia costiera

Lo stipendio corrisposto a coloro che intraprendendo la carriera nella marina militare varia dal grado.

Come abbiamo visto, il percorso inizia dopo aver superato il concorso da volontari. Lo stipendio di un VFP1 o VFP4 non è molto diverso e può essere quantificato in circa 800, 900 EUR mensili a seconda delle ore di lavoro.

Salendo di grado però, gli stipendi iniziano ad essere più elevati. Un sottocapo della Marina Militare guadagna circa 1.600 EUR lordi mensili.

Graduati e sergenti, superano i 2.000 EUR mensili. I sottoufficiali, a seconda del grado percepiscono uno stipendio compreso tra i 2.500 e i 4.000 EUR.

E in ultimo ricoprire il grado di ufficiale, garantisce uno stipendio dai 5.000 EUR mensili, che può superare i 20.000 EUR mensili qualora si arrivi a ricoprire l’ultima carica di Ammiraglio.

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