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Cos’è il Diversity Management e come oggi crea valore

Diversity Management è una pratica che può essere tradotta come: gestione della diversità. La diversità è un aspetto presente nella vita e la gestione di questa è rilevante nelle società e di conseguenza anche negli ambienti di lavoro.

In prima battuta si evidenzia la presenza di numerosi studi, i quali sostengono che i migliori team di lavoro sono quelli caratterizzati da differenze: di genere, culturali, religiose, politiche, di età, e di disabilità.

La gestione della diversità, all’interno di aziende medio grandi, è affidata ad una figura specifica: il Diversity Manager.

Diversity management: cos’è?

La gestione della diversità (Diversity management) in ambito lavorativo consiste nell’attuare tutta una serie di buone pratiche volte a valorizzare le risorse umane presenti in azienda.

Tali pratiche hanno il fine ultimo di promuovere importanti valori: l’uguaglianza, la diversità e le caratteristiche peculiari proprie in diverse culture.

Valorizzare la diversità all’interno delle aziende produce effetti benefici, l’ambiente di lavoro risulta più produttivo e viene esaltata la creatività del singolo.

Una puntuale definizione di Diversity management è stata fornita da Glenn Llopis: “La gestione della diversità è molto più di una semplice questione multiculturale. Significa abbracciare diversi tipi di personalità che rappresentano culture, generazioni, idee e pensieri diversi”.

Come evidenziato in un articolo di ricerca presente sul SAGE journal, la forza lavoro è sempre più diversificata.

Una diversità che impone ai manager delle organizzazioni pubbliche e private di valorizzare le diversità, favorendo le collaborazioni con gli studiosi, promuovendo nuove iniziative e affidandosi a valutazioni terze e a casi studio volti a massimizzare e valorizzare la forza lavoro.

Diversity management: quali vantaggi?

Come accennato, promuovere la diversità porta numerosi vantaggi all’azienda e ai lavoratori.

Quando si tratta del tema, la prima diversità da considerare è tra i generi. L’uguaglianza tra uomini e donne rappresenta uno dei primi aspetti a cui fare riferimento. Allo stesso modo le diversità etniche e culturali andrebbero osservate con attenzione.

I lavoratori, scegliendo aziende attente ai suddetti principi hanno la consapevolezza di approdare in un luogo che valorizza le pari opportunità. Per le aziende, avere lavoratori eterogenei è un motivo di vanto, aumenta l’attrattiva verso i clienti e gli stakeholders, oltre che ad aumentare le opportunità di internazionalizzazione.

In generale un clima di lavoro inclusivo aumenta la serenità, riduce l’assenteismo, e limita la possibilità che si possano verificare di episodi di mobbing.

Pertanto, i vantaggi risultano duali e si traducono direttamente in una maggiore produttività.

Diversity management: due parole tanti significati

Gestire le diversità sul lavoro vuol dire dunque abbattere tutta una serie di barriere culturali, significa valorizzare i punti di forza, il pensiero creativo, la personalità del singolo lavoratore.

La diversità include numerose categorie verso le quali le corrette politiche aziendali dovrebbero orientarsi, ed anche la politica può giocare un ruolo rilevante affinché la diversità diventi bene prezioso tutelato da ulteriori leggi.

Diversità culturale

In un mondo sempre più globale, dove oggi le possibilità di assumere lavoratori da ogni parte del mondo in smart work è reale, non possono non essere considerate le diversità culturali.

Le diversità culturali hanno un ruolo rilevante così come sancito nella Dichiarazione Universale della Diversità Culturale dell’UNESCO. La diversità tra le culture è un patrimonio, è indice di sviluppo e di democrazia, è indice di pari opportunità e di libertà di espressione.

Diversità di genere

La diversità di genere implica l’adozione di politiche volte a garantire che il numero di lavoratori uomo e il numero di lavoratrici sia uguale all’interno delle organizzazioni.

Ma significa anche garantire la parità retributiva, le stesse possibilità di accesso alle cariche dirigenziali, come anche: tutelare il diritto alla maternità e al raggiungimento di un corretto equilibrio tra la vita privata e la vita lavorativa.

Numerosi progressi sono stati fatti in Italia e nei paesi occidentali sul tema dei diritti delle donne ma le diversità sono ancora presenti e la strada da percorrere è ancora lunga.

Differenze di età

Per Diversity management si intendono altresì le diversità in termini di età presenti in azienda. Vuol dire, in altre parole, adottare politiche volte a venire incontro alle esigenze specifiche dei lavoratori a seconda dell’età.

Un lavoratore di 30 anni, ad esempio, ha esigenze e priorità diverse rispetto ad un lavoratore di 50 anni.

Si tratta di trovare un giusto compromesso, riconoscendo nei giovani la loro capacità di innovare, di rischiare ma anche accettare quando commettono errori. Così come, vuol dire valorizzare i dipendenti senior, le loro esigenze, riconoscendo la loro esperienza come un patrimonio per l’azienda.

Le differenze di età tra i lavoratori presenti in un’organizzazione andrebbero gestite al meglio trovando il giusto equilibrio, adottando programmi di formazione continua per mantenere alto il livello di competenze e stimolando la creatività propria nei giovani.

Tutela della disabilità

Diversity management vuol dire anche tutelare le persone affette da disabilità. Permettendo loro l’accesso al mondo del lavoro e rendendo ottimali le condizioni affinché possano, al pari degli altri lavoratori, raggiungere i propri obiettivi di carriera.

Il lavoratore disabile, in un mondo ideale, dovrebbe essere inserito attivamente all’interno dell’impresa, contribuire allo sviluppo ed essere a tutti gli effetti una risorsa.

Chiaramente non tutte le disabilità sono uguali. La disabilità può essere di tipo fisico o psichico, ed è compito specifico delle figure preposte alla gestione della diversità analizzare caso per caso ogni situazione.

Diversity Management sul posto di lavoro

Diversity in the Corporate Setting, evidenzia un altro aspetto non ancora trattato riprendendo la definizione di diversità fornita dalla Baldwin Wallace University.

La diversità è la capacità di pensare in modo critico pur rispettando chi crede, applica o fa riferimento a norme diverse.

Accettare la diversità, ci si accorge essere un tema ampio che include: comprensione, riconoscimento, accettazione, tanto che diviene per Loden, M & Rosener: accettare le qualità umane diverse dalle nostre.

Un posto di lavoro manifesta tutte le definizioni fornite in questo articolo ed è per questo che comprende varie dimensioni quali: le pari opportunità, le azioni non discriminatorie.

Gestire le diversità sul posto di lavoro ha, come abbiamo visto, numerosi vantaggi evidenziati nei testi di letteratura.

  • Le diversità rafforzano le capacità dei team di lavoro, esaltano i punti di forza e minimizzano i punti deboli presenti in ogni lavoratore.
  • I dipendenti rappresentanti di una minoranza hanno la capacità di comprendere le esigenze di uno specifico target di consumatori appartenenti alla stessa minoranza,
  • Gli ambienti di lavoro multigenerazionali portano vantaggi ai giovani e ai lavoratori della generazione precedente;

Tutti aspetti che per ritrovarli effettivamente in un’azienda c’è bisogno di un duro lavoro da parte dei manager. C’è altresì bisogno che la cultura aziendale creda nelle diversità e che sia disposta ad affrontare quella che a tutti gli effetti è una sfida alla quale, considerando i processi di globalizzazione, sarà sempre più difficile sottrarsi.

Ancora una volta, risultano le abilità trasversali come la leadership e l’intelligenza emotiva componenti imprescindibili e alla base del Diversity management.

È la leadership che permette di implementare i principi di diversità, di far integrare correttamente tutte le categorie di lavoratori e di trasmettere dei modelli comportamentali sani.

Principi che dovrebbero poi essere trasmessi all’esterno dell’azienda, al fine di attirare i lavoratori talentuosi che ne condividono i principi ma anche al fine di promuovere una cultura aziendale diversa che ancora oggi raramente troviamo applicata soprattutto nelle piccole e medie imprese.

In conclusione, oggi abbiamo visto che la gestione delle diversità è importante per le aziende, ma anche per i lavoratori, i quali hanno l’opportunità di far emergere le proprie differenze esaltandole come un valore.

La diversità fa parte della natura, è una componente evidente. Costruire una realtà multiculturale non è semplice, richiede lavoro, pianificazione e personalità disposte a lavorare verso un’unica e comune direzione.

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