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Digital brand manager: chi è, cosa fa, quanto guadagna

Prova a riflettere sugli ultimi acquisti che hai fatto, diciamo nell’arco dell’ultimo mese. Escludi ora quelli indispensabili, come per i farmaci. Cosa ti ha spinto a scegliere il certo brand, rispetto ad uno qualsiasi dei suoi competitor? Forse lo conoscevi già e già avevi testato la qualità dei suoi prodotti. Ma se risalissimo alla prima volta che hai acquistato quel prodotto, probabilmente una parte della tua scelta sarebbe stata influenzata dalla brand identity di quel prodotto: chi lo produce, cosa comunica, cosa vuole ottenere? 

Studiare il miglior percorso per la creazione di una forte brand identity che trasformi chi vede una pubblicità o una scatola su uno scaffale in un acquirente è compito del Digital brand manager, un creativo specializzato nella formazione di un’identità aziendale stabile ed appassionante. 

Le informazioni da tenere a mente quando si parla di questa professione sono molte: abbiamo pensato di raccoglierle in un solo articolo che potrebbe essere utile a chi si sta oggi affacciando al mondo del lavoro ed è interessato agli impieghi della comunicazione digitale. 

Chi è il Digital brand manager

Il Digital brand manager è un creativo che si occupa della formazione dell’identità dell’azienda per cui lavora. L’identità del brand è uno degli aspetti fondamentali della comunicazione, specie di quella online: una strategia efficace, che fissa nella memoria degli utenti punti chiave e valori fondanti dell’azienda, permette di convertire con maggiore facilità in acquirente l’utente semplice e di farlo tornare più spesso in futuro allo stesso acquisto

Chi collabora con il brand manager

Il Digital brand manager non può lavorare da solo. Ovviamente il suo contributo è fondamentale, specialmente in ambito direttivo: l’intera squadra farà capo a questa figura per coordinarsi e sapere dove focalizzare la propria attenzione. 

Lateralmente, il Digital brand manager coopera quotidianamente con: 

  • Esperti di comunicazione: scritta, grafica, video e fotografica. Dalle decisioni del Brand manager dipenderanno le scelte artistiche e tecniche dei singoli settori
  • Squadra di “emissione del messaggio”, cioè chi gestisce il sito, il blog, i profili social dell’azienda: stabilito qual è il messaggio che si vuole inviare e prodotto il materiale necessario si passa alla sua pubblicazione, secondo una precisa agenda concordata con i capi dei singoli dipartimenti. 

Tutte le modifiche alla strategia nel corso del tempo vengono sempre vagliate da un team allargato, di cui il Brand manager è a capo e che coordina le decisioni. 

Posizionamento lavorativo: dove può operare un brand manager

Avrai sicuramente notato che siamo partiti dalla definizione di Digital brand manager per poi parlare di Brand manager generico: vediamo il perché. 

I primi anni della pubblicità non hanno, inevitabilmente, avuto accesso agli strumenti digitali come i siti e i social network. L’identità di moltissime aziende storiche e attive da decenni è stata via via sviluppata da esperti Brand manager

Oggi però il buon posizionamento online è troppo vitale per ogni tipologia di azienda per delegare queste decisioni a qualcuno che non si occupa prioritariamente di comunicazione online. Per questo, attualmente, la posizione più richiesta è quella del Digital brand manager: a seconda dei movimenti che subirà il mercato nei prossimi anni, non è improbabile che nascano nuove sotto-professioni legate a questo tema. 

I settori in cui i Digital brand manager hanno maggiori richieste sono quelli animati da un forte senso di appartenenza degli acquirenti alla “firma”. Tra i vari:

  • Moda, cosmetica e bellezza
  • Motori
  • Tecnologia e informatica (computer, smartphone, macchine fotografiche, eccetera) 
  • Enogastronomia di livello

Nulla però vieta ad una qualsiasi azienda di venire assistita da un Digital brand manager per improntare la propria strategia da coltivare poi pian piano nel corso di mesi o anni. Considerando che il mercato si sta sempre più legando a doppio filo al mondo di Internet, è assolutamente plausibile pensare che queste figure saranno sempre più ricercate di qui a pochissimi anni. 

Quali sono le mansioni principali

Elenchiamo ora alcune delle mansioni principali tra cui si deve districare il professionista di digital identity.

  1. Studiare empaticamente con il cliente il marchio: cosa vuole comunicare?, cosa lo diversifica dai competitor?, su quali valori fonda la propria attività?, quali sono i suoi punti di forza da valorizzare il più possibile? 
  2. Elaborare una strategia multifattoriale: social, siti, e-commerce, blog sono tutti gli strumenti a disposizione del Digital brand manager, che deve saperli integrare con la strategia ognuno con le proprie peculiarità
  3. Verificare e commissionare il materiale pubblicitario da utilizzare: in questa fase si confronterà con esperti di comunicazione scritta e grafica, gestori di siti e profili social che capire quando, quanto e cosa inviare al pubblico per attirarlo
  4. Verificare che la strategia funzioni sul breve, medio e lungo periodo: saranno inevitabilmente necessari aggiustamenti periodici che seguano le tendenze di mercato e le richieste specifiche degli utenti. 

La formazione

Come per tutte le professioni digitali neonate è raro che università ed istituzioni pubbliche siano pienamente aggiornate su tutti gli aspetti necessari. 

Il percorso più comune è quello della laurea in Marketing e Comunicazione: solidissime basi che saranno indispensabili per una professionalità in costante crescita. 

C’è poi l’enorme mondo dei corsi privati, che possono permettersi un maggior grado di specificità in virtù del piccolo numero di studenti e degli -spesso elevati- costi di vendita delle lezioni. 

Nonostante questi percorsi tradizionali siano davvero utili alla formazione del professionista, niente lo preparerà pragmaticamente al lavoro come la possibilità di testarsi sul campo, in aziende grandi e piccole, di vari settori per acquisire una certa versatilità (indispensabile soprattutto per chi vorrà dedicarsi a questo impiego da libero professionista).  

Le competenze

Per chiarezza e rapidità di consultazione elenchiamo le competenze fondamentali necessarie a chi desidera occuparsi di Digital brand management.

Empatia

Abbiamo già accennato all’empatia come valore essenziale per questo ruolo. Sarà necessario mettersi contemporaneamente nei panni sia dell’azienda che promuove il proprio messaggio, sia in quelli dell’utente, che desidera un’esperienza sempre più personalizzata e completa

Creatività 

Le strategie che un Digital brand manager può adottare per stendere la propria strategia devono necessariamente parlare in modo creativo al cliente e all’utente. Sviluppi sempre più complessi forniscono una visione d’insieme più ampia e completa che totalizzi l’esperienza del consumatore per condurlo ad una fiducia totale nell’azienda (e dunque a nuovi acquisti futuri). Considerando che il mondo della pubblicità subisce evoluzioni praticamente quotidiane, pensare out of the box ed intercettare i trend prima degli altri attori implicati nel gioco è vitale per mantenere alta l’attenzione dell’utenza sul brand. Parte del lavoro creativo si intersecherà anche con una forte versatilità e flessibilità: la strategia potrebbe dover venire cambiata in modo radicale in pochissime ore, e ci dovrà sempre essere un piano efficace pronto. 

Analiticità

Nonostante l’aspetto creativo del lavoro del Digital brand manager sia prioritario, tanto lo è la capacità di una fredda analisi di costi, effetti e benefici della strategia. Specie nelle fasi iniziali della carriera sarà utile imparare a gestire e sfruttare i metodi di controllo del marketing, per esempio Google Analytics. 

Possibilità di carriera e guadagni

Quella del Digital brand manager è una professione a lungo e lunghissimo termine: gli effetti positivi della strategia approntata non saranno visibili in pochi giorni o settimane, ma in mesi, anni, decenni. Dunque è raro che le aziende si lascino sfuggire il proprio esperto della materia, perché sarebbe lungo e costoso formare un nuovo professionista altrettanto consapevole dei più piccoli aspetti della strategia. 

Nulla vieta al professionista più esperto di seguire contemporaneamente, da freelancer, le strategie di diverse aziende. Al momento però, questa via non è ancora la più sicura nè apprezzata. 

Parlando di guadagni, possiamo affermare con un certo grado di approssimazione che: 

  • Come libero professionista, un Digital brand manager non guadagnerà meno di 30/40 euro l’ora
  • Un junior, con 1-3 anni di esperienza, guadagnerà circa 34/35 mila euro l’anno
  • Un senior, con non meno di 15 anni di esperienza, guadagnerà indicativamente 68/70 mila euro l’anno

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