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Meditare senza fare nulla

In questo articolo scopriremo che esiste una tecnica di meditazione basata sul non fare nulla. Come vedremo anche “non fare niente”, può avere dei risvolti positivi per il corpo e per la mente.

La tecnica di meditazione invita a scoprire un nuovo modo di esplorare sé stessi, senza alcun sforzo fisico o regole ben precise da rispettare.

Vediamo meglio in cosa consiste la tecnica, anche conosciuta come la: do nothing meditation, e come funziona.

Risvegliare lo spirito senza fare nulla

Non è un mistero che, almeno in apparenza, saggi, filosofi e religiosi appartenenti a diverse culture, nel corso dei secoli, abbiano perseguito e ancor oggi perseguono la crescita spirituale adottando tecniche che altro non richiedono che meditare.

Pensiamo al buddismo, o all’induismo, entrambe prevedono tecniche di meditazione che si concentrano sulla spiritualità e sulla coltivazione di un particolare stato mentale.

Meditare senza fare nulla: come funziona

In quella che possiamo chiamare la tecnica del non fare nulla, altro non bisogna fare che sedersi e permettere alla mente un totale risveglio.

Si tratta di riuscire a lasciarsi completamente andare e, stando immobili, provare a rilassare il proprio corpo cercando di raggiungere il massimo stato di quiete.

Proprio come si prefigge di perseguire l’Ikigai, anche meditare senza fare nulla è una pratica che ha molteplici risvolti positivi per la propria mente e per il corpo.

Ma come applicarla?

All’apparenza si tratta di non fare nulla. Tutto si svolge dopo aver trovato un posto comodo e silenzioso.
A questo punto è sufficiente far viaggiare la propria mente. Qualsiasi sia il pensiero è corretto lasciarlo andare, senza soffermarcisi a lungo.

Allo stesso modo ogni emozione che dovesse mutare lo stato raggiunto, andrebbe ignorata e lasciata andare.
L’importante è cercare di rilassarsi, allontanando ogni irrigidimento del corpo e convincendosi di essere liberi, che non si hanno cioè alcune costrizioni o compiti da portare a termine.

Tale tecnica di meditazione è così libera che non sembrano esistere limiti di tempo. È possibile meditare senza far nulla per tutto il tempo che si vuole, fin quando almeno esigenze, imprevisti e impegni non arrivino a mutare lo stato di rilassatezza raggiunto.

Meditare senza far nulla, vuol dire dunque entrare in perfetta sintonia con il proprio corpo e la prima mente.

È ancora una volta, l’entrare in contatto con il presente sfuggevole il vero punto focale, il che richiama la mindfulness, una tecnica che allo stesso modo si fonda su antiche tradizioni religiose e filosofiche.

L’arte di non fare nulla

Dare l’impressione di non fare nulla è un’arte, che richiede esercizio e consapevolezza riguardo l’esistenza di tecniche specifiche che possono, effettivamente, portare dei benefici alla propria mente.

Al fine di comprendere meglio la tecnica è interessante riportare l’approccio utilizzato da Stephanie Nash.

L’autrice, esperta in tecniche di meditazione, dichiara che non fare nulla per lei vuol dire porsi un obiettivo ben preciso: dedicare del tempo a sé stessa e non vedere né parlare con alcun essere umano.

Il non fare nulla per Nash vuol dire dedicare il proprio tempo in attività quali:

  • osservare un tramonto;
  • guardare la luna;
  • assistere ad una notte stellata;
  • ascoltare le onde del mare.

Tutte attività da svolgere rigorosamente in solitudine cercando di allineare il proprio battito cardiaco con i ritmi del mondo che sono ben diversi da quelli presenti nei centri abitati caratterizzati, questi ultimi, dai ritmi frenetici della vita quotidiana.

Ed ecco che si scopre che meditare senza far nulla significa iniziare a scoprire suoni, rumori e sensazioni mai sentite o mai provate: il fruscio degli alberi, i suoni della notte, la quiete presente nei posti isolati.

Meditare senza far nulla, vuol dire raggiungere uno status dove il tempo si ferma, entrare in un mondo nuovo, completamente diverso dalla quotidianità.

Ed è tale forma di meditazione che arricchisce, portando, come d’incanto, nuove idee, nuove intuizioni e ispirazioni.
Si tratta di dedicare del tempo a sé stessi, e dietro la frase: “non fare niente”, in realtà vi è un preciso scopo.

Dedicarsi a questa tipologia di meditazione, ovviamente sottintende la possibilità e la volontà di trascorrere del tempo isolati e non è indicato portare con sé, o almeno utilizzare, Pc e smartphone.

Come meditare senza fare niente

Come abbiamo visto c’è una netta differenza tra “non fare niente” che può portare facilmente ad annoiarsi, e meditare dando l’impressione di non fare niente.

La do nothing meditation risulta, per molti aspetti, una tecnica ancora poco utilizzata e sottovalutata.

Applicandone i principi, è possibile scoprire un nuovo modo per rilassarsi, significa concedere del tempo a sé stessi e non meno importante: facilitare la nascita di nuove idee e intuizioni.

In molti, inoltre, sostengono che meditare migliori anche la qualità del sonno.

Tutti i vantaggi, finora esposti dovrebbero portare a dedicare 10 – 15 minuti del proprio tempo, di tanto in tanto, a questa tecnica.

La meditazione del non fare nulla, fonda le proprie origini da un’antica pratica conosciuta come shikantaza. Il termine può essere tradotto come “semplicemente seduto”.

La tecnica, infatti, altro non prevede che star seduti, non sono previste né lunghe camminate, né tecniche di respirazione avanzate né particolari guide da seguire.

In altre parole, si tratta di raggiungere una sorta di consapevolezza riguardo ciò che ci circonda, entrando in perfetta sintonia.

Vediamo dunque come meditare senza fare nulla:

Trovare una posizione comoda

La tecnica di meditazione non comporta regole precise da rispettare, ma trovare una posizione comoda seduta o sdraiata è basilare.

Nel caso si decidesse di sdraiarsi è bene ricordare che l’obiettivo è meditare, non schiacciare un pisolino.

Non concentrarsi sui particolari

Il secondo step consiste nell’evitare di focalizzarsi su un pensiero in particolare. Dovrebbe essere il tuo essere a guidarti. È corretto lasciarsi trasportare da un fruscio, da un suono, da un odore, ma non dovrebbero essere questi i punti principali sui quali focalizzarsi.

Essere imperturbabili

La meditazione senza fare nulla implica che tutto ciò che accade attorno a noi non deve distogliere i nostri pensieri.

Pertanto, è bene raggiungere uno stato di imperturbabilità oltre che scegliere un luogo appartato e consono alla meditazione.

Essere costanti

Non vi è un limite di tempo né una regola da rispettare. Tuttavia, dedicarsi alla meditazione con costanza è l’unico modo per ottenere i benefici finora esposti.

L’ideale sarebbe trovare 10 – 15 minuti ogni giorno da dedicare alla meditazione senza far nulla.

Meditare senza far nulla, cos’altro sapere

Come ogni tecnica di meditazione, anche meditare senza far nulla richiede un certo impegno.

In una società frenetica è piena di impegni può essere difficile per molti ritagliarsi anche solo 10 minuti al giorno da dedicare a sé stessi.

Inoltre, non pensare a niente non è così facile come sembra.

Come evidenziato da Shinzen Young, la peculiarità di tale pratica è che non implica alcuna scelta. Si tratta solo di “non fare niente”.

Young, insegnante di mindfulness ed esperto di neuroscienze, sottolinea che anche non fare nulla richiede una certa predisposizione. Non a caso egli pone l’accento su come “fare” e “nulla” siano due parole in antitesi tra loro.

Inoltre, Young evidenzia che prima di riuscire a padroneggiare la tecnica sia necessario concedersi del tempo ed esercitarsi, solo così si riuscirà a sviluppare una sensibilità tale da controllare sé stessi e ciò che ci circonda.

In conclusione, meditare senza fare nulla è una tecnica che può essere altresì definita dalla frase: “lascia che succeda qualsiasi cosa succeda”. Vuol dire che qualsiasi saranno le esperienze sensoriali provate durante la pratica è bene lasciarle accadere.

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