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Professione baby sitter: chi è, cosa fa, quanto guadagna

Il lavoro di Baby Sitter Affonda le sue radici in epoche molto lontane.

Nell’incipit di Anna Karenina, Lev Tolstoj scrive: “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ma ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”. 

Non vogliamo scomodare private felicità ed infelicità, ma possiamo affermare con sicurezza che ad essere diverse per ogni famiglia sono le necessità di cura e di gestione dei figli. 

Dove i genitori lavorano fuori casa, e i nonni non possono occuparsi dei più piccoli, l’aiuto di una baby sitter diventa spesso imprescindibile. 

Un momento di evoluzione del sistema lavorativo come quello che abbiamo vissuto nell’ultimo anno ha ulteriormente modificato le esigenze delle famiglie: sebbene alcuni genitori stiano lavorando da casa, può essere che altri (o loro stessi) abbiano ancora bisogno di un aiuto per la cura dei figli. 

Il mestiere di baby sitter è spesso evocativo di un lavoretto a breve termine, fatto da ragazze e ragazzi per arrotondare il proprio stipendio o per avviarsi ad una piccola formazione sul campo per il settore educativo. Il realtà dietro il lavoro di una nanny c’è molto altro: devozione e attenzione in particolare. 

In questa guida al mestiere di baby sitter indagheremo alcuni aspetti peculiari di questa mansione, partendo dalle mansioni tipiche, passando per la formazione e le capacità necessarie, fino alle prospettive di guadagno o di carriera. Iniziamo subito! 

Chi è e cosa fa la baby sitter

La baby sitter ( o “tata” per i tradizionalisti, o ancora “nanny” nel mondo anglosassone) è la figura professionale che si occupa della cura e dell’assistenza dei bambini in contesto familiare e domestico, che sostituisce i genitori qualora le loro condizioni di salute o gli impegni di lavoro non gli consentano di occuparsi dei figli per tutto il giorno.

Nelle famiglie più numerose è possibile che la baby sitter sia a casa e lavori anche quando i genitori sono nello stesso luogo, e funga dunque da supporto e non da “sostituto” alle funzioni di cura parentale. 

Le reticenze dei genitori

Nonostante l’aiuto di una baby sitter sia prezioso per molte famiglie, alcuni genitori hanno delle remore o delle reticenze per l’assunzione. I motivi più comuni sono: 

  1. La mancanza di esperienza. Percepito come un lavoretto più che come una mansione professionale, molti genitori temono che la baby sitter scelta non abbia esperienza o competenza per il lavoro con i figli. 
  2. Timore sanitario. In un momento storico come questo un estraneo in casa costituisce un pericolo, e i genitori temono ovviamente per la salute dei bambini. 
  3. Timore emotivo. A volte attorno al ruolo di baby sitter si teme si costruisce una rete di vera e propria sostituzione dei genitori. In realtà, lo svolgimento professionale di questo lavoro separa nettamente questi due compiti e affida ad ognuno mansioni molto chiare e specifiche, sebbene non manchi una certa componente affettiva e giocosa nel rapporto con i più piccoli. 

La giornata tipo di chi lavora come baby sitter

Vediamo insieme quali sono le mansioni tipiche nella giornata media di una baby sitter. 

La prima attività da svolgere è la contrattazione dei compiti con la famiglia. Per alcune è necessario che la baby sitter si occupi solamente di controllare i bambini a casa; per altre dovrà aiutarli a svolgere i compiti, o li accompagnerà a fare sport o a scuola. 

Arrivati a casa della famiglia è necessario “passare le consegne” con i genitori o i nonni che si stavano occupando dei bambini fino a quel momento. In base al giorno della settimana, alle loro condizioni di salute, all’età, alle esigenze specifiche si pianifica la giornata e si decidono le attività da svolgere. 

Le principali mansioni da pianificare sono: 

  • Igiene: totale o parziale a seconda dell’età, delle abitudini e delle esigenze dei bambini. 
  • Cibo: la baby sitter può preparare il pasto o somministrarlo ai bambini secondo le indicazioni e le preparazioni della famiglia. 
  • Vestizione: più sono piccoli, più avranno bisogno di aiuto per indossare gli abiti. 
  • Svolgimento dei compiti: se i bambini sono in età scolara è possibile che la baby sitter debba dare loro una mano per svolgere i compiti, o meglio sorvegli che vengano effettivamente svolti. 
  • Gioco: il gioco è uno strumento educativo e funzionale essenziale per il buono sviluppo psicologico e fisico dei bambini. A seconda delle loro abitudini, del clima, dell’età è possibile prevedere di giocare fuori, in giardino o al parco, con altri bambini, oppure da soli a casa, con i figli dei vicini, con i fratelli e le sorelle maggiori, e così via. 
  • Regole: le ore passate con la baby sitter non sono affatto prive di regole. A seconda dell’età e delle esigenze specifiche dovranno essere impartite le regole e decise le modalità di comportamento in casa (per esempio i bambini devono imparare a mangiare tutto il cibo che hanno nel piatto, non fare i capricci per fare il bagno, oppure andare a dormire alla stessa ora, e così via). 
  • Cura medica: a volte la baby sitter viene chiamata se i bambini rimangono a casa da scuola a causa un malessere o una malattia. In questo caso è necessario che la persona sia informata dalla famiglia e si curi delle attività sanitarie e della somministrazione dei farmaci, informando la famiglia di progressione dei sintomi, appetito, benessere, riposo, e così via. 
  • Sicurezza: durante il turno può essere necessario curare un bernoccolo o una piccola ferita, o addirittura portare il bambino dal medico o al pronto soccorso se il malessere non è gestibile a casa. È bene che la baby sitter abbia rudimenti almeno essenziali di primo soccorso pediatrico e di sicurezza domestica, per allestire uno spazio di gioco e di attività quotidiane sicuro.

Al termine del proprio turno di lavoro la baby sitter attende che i genitori tornino a casa e li informa sull’andamento della giornata, prima di tornare a casa. 

Il percorso di studi per diventare baby sitter

Per diventare baby sitter ci sono molte possibilità sotto il profilo dello studio. Alcune di essere sono estremamente complete e tecniche; altre più professionali e pratiche. Vediamo insieme quali sono questi percorsi. 

I più teorici e completi sono ovviamente i corsi universitari. La facoltà a cui rivolgersi è Scienze della formazione, con specializzazione in prima infanzia e seconda infanzia. 

I diplomi di scuole superiori da scegliere, invece, sono: 

  1. Diploma per dirigente di comunità;
  2. Diploma tecnico per i servizi sociali;
  3. Diploma al liceo delle Scienze umane.

All’esterno dei circuiti di formazione tradizionale e pubblica ci sono ovviamente i corsi di formazione professionali privati. Si tratta di cicli di lezioni a pagamento, scuole di formazione appartenenti a piattaforme di ricerca del personale domestico oppure corsi gratuitamente offerti dalle Regioni o dagli Enti locali per avviare ad un certo mestiere le persone che ne fanno richiesta. 

Tutti i corsi fanno riferimento al Contratto collettivo nazionale per il lavoro di settore domestico, che specifica mansioni, ruoli, attestati necessari e compensi previsti.

Ottenere un attestato in uno di questi settori consente indubbiamente di trovare più facilmente lavoro, di scegliere e valutare le proposte di lavoro in base alle proprie specificità ed esigenze e di valutare positivamente l’offerta di contratto proposta dai datori di lavoro.

Nulla toglie però a persone che non hanno esperienze di studio specifiche ma abilità pratiche di tentare questa via di carriera.

Alcune baby sitter sono infatti semplici madri, che hanno cresciuto e accudito solamente i propri figli prima di iniziare a lavorare per altre famiglie: non sempre lo studio teorico è l’unica via di accesso alle professioni più specifiche! 

Le tre aree di studio

Tutti i corsi, pubblici o privati, a pagamento o gratuiti, universitari o professionali vertono sempre su tre tematiche di studio. 

  1. Psico-pedagogia: le materie che si occupano di studiare lo sviluppo dei bambini per intercettarne i bisogni e chiarire le tecniche da usare per accogliere le loro necessità, sottolineare i pregi e le abilità, migliorare sui punti più critici e problematici.
  2. Igiene e salute: per conoscere i principi base dell’igiene e della nutrizione dei più piccoli.
  3. Sicurezza domestica e personale: corsi di primo soccorso anche pediatrico sono forniti spesso gratuitamente da Croce rossa, Croce verde e 118 locale. Per un o una baby sitter professionista si tratta di un’attività di studio assolutamente imprescindibile e da tenere in continuo aggiornamento, in particolare per le misure di disostruzione pediatrica delle vie aeree. 

Le caratteristiche del baby sitter perfetto

Passiamo ora a parlare di quali sono le caratteristiche e le competenze indispensabili per essere un baby sitter affidabile e facilmente scelto dalle famiglie che ne hanno bisogno. 

Tra i requisiti fondamentali ci sono: 

  • Un carattere tranquillo e sereno, ma determinato e rispettoso, capace di imporre regole e vincoli di spazio personale
  • Empatia per comprendere al meglio le esigenze emotive dei più piccoli, anche quando sono talmente piccoli da non poter spiegare accuratamente di cosa hanno bisogno o cosa desiderano
  • Buona amministrazione del tempo e dei momenti di gioco, che per i bambini non sono solamente istanti di svago e divertimento ma palestre per la formazione di legami e competenze sociali, relazionali, affettive, psicologiche, cognitive
  • Essere estremamente pazienti e non scomporsi davanti a situazioni di preoccupazione, paura o agitazione
  • Conoscere i principi di alimentazione dell’infanzia
  • Conoscere le regole di primo soccorso e di sicurezza domestica
  • Essere empatici e comunicativi anche con i genitori, per accordarsi con loro sulle mansioni da svolgere, sui progressi del bambini e sul passaggio di consegne al momento dell’arrivo a casa. Un o una babysitter esperta può aiutarli a studiare un piano di intervento per ragionare insieme sulle criticità del comportamento dei più piccoli: una mansione molto più complicata ed importante del semplice lavoro di cura fine a se stesso.
  • Estrema affidabilità, puntualità e precisione: per i genitori è necessario sapere di trovarsi davanti ad una persona competente e seria che farà tutto il possibile per curarsi al meglio dei figli.

Carriera e guadagni: cosa aspettarsi dal lavoro di baby sitter

Per lavorare come baby sitter all’interno dei confini di legge è necessario rivolgersi all’INPS per conoscere i dettagli del lavoro nella categoria dei lavoratori domestici. 

In Italia attualmente lo stipendio per un baby sitter va dai 4,54 euro l’ora agli 8,68 euro l’ora, in base al livello di esperienza e di competenza acquisita nel corso del tempo. Nel contratto sottoscritto dalle parti è necessario indicare: 

  1. La data di inizio del rapporto di lavoro;
  2. La data di fine del rapporto del lavoro, se a termine;
  3. La durata del periodo di prova;
  4. La categoria di inquadramento e l’anzianità di servizio nella categoria;
  5. La retribuzione pattuita;
  6. L’eventuale convivenza con il datore di lavoro;
  7. Le condizioni, se presenti, di vitto e alloggio;
  8. Giorni e orari della prestazione di lavoro;
  9. Giorni di riposo settimanale;
  10. Periodo di ferie annuali;
  11. Previsione di trasferimenti, vacanze o viaggi a cui il professionista dovrà partecipare.

Se il lavoro richiesto dalla famiglia non è invece continuativo è necessario rivolgersi allo strumento della “Ritenuta d’acconto per prestazioni professionali occasionali e accessorie”. Le condizioni di questa modalità sono molte. Vediamo insieme le principali, fermo restando che presso le sedi INPS sono reperibili tutte le informazioni nel dettaglio: 

  1. È necessario usare il Libretto della Famiglia, che ha sostituito i voucher governativi per il lavoro domestico nel 2017.
  2. Ogni titolo del libretto vale 10 euro: 2 per la copertura INPS e INAIL, 8 per la retribuzione. Ogni retribuzione ha una durata massima di un’ora di lavoro.
  3. Ogni anno solare non è possibile spendere più di 5000 euro in servizi accessori e occasionali di cura domestica. 
  4. Ogni anno solare il singolo professionista non può guadagnare più di 2500 da ogni cliente (se vuole ottenere tutti e 5000 gli euro previsti dal Libretto deve avere almeno due clienti).
  5. Ogni famiglia deve rivolgersi a diversi professionisti con la Ritenuta d’acconto, a meno che non intenda avviare un contratto di collaborazione continuativa e dunque assumere il professionista. 

Aumentare i guadagni quando si lavora come Baby Sitter

Per aumentare i propri guadagni e le occasioni di lavoro sono possibili diverse modalità. 

La prima è la libera professione, che elimina il vincolo dovuto alla ritenuta d’acconto per il lavoro occasionale. 

Con la libera professione è possibile sia associarsi ad un ente privato che offre servizi di babysitting, sia pensare nel corso del tempo di aprirne uno proprio o di dedicarsi ad una ludoteca o attività simile. 

La seconda è la concorrenza su mercati più settoriali e remunerativi, come quello delle famiglie estremamente benestanti, disposte a compensi generalmente maggiori a parità di ore di lavoro.

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