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Diritto alla disconnessione, la normativa attuale e gli sviluppi futuri

Diritto alla disconnessione e Smart work sono due aspetti fortemente legati tra loro. È trascorso oltre un anno da quando molti lavoratori hanno iniziato a lavorare con costanza da casa.

Se da un lato e per molti aspetti il lavoro da casa ha migliorato la condizione dei lavoratori, dall’altro sono emerse alcune criticità.

Una di queste, evidenziate da Eurofound, riguarda il diritto alla disconnessione.

Secondo il rapporto, il 27% dei lavoratori da casa ha lavorato anche durante le ore riservate al proprio tempo libero.

Diritto alla disconnessione in Italia

Il diritto alla disconnessione è oggetto di dibattito in Italia e in Europa. Le istituzioni si stanno muovendo affinché possa essere incluso tra i diritti fondamentali del lavoratore.

Tutto nasce dal fatto che gli smart worker, poiché lavorano mediante la rete Internet risultano reperibili in qualsiasi momento della giornata. Ciò compromette il corretto work-life balance e di fatto molti lavoratori non hanno più un confine ben definito tra lavoro e vita privata.

Garantire la disconnessione come un diritto diviene fondamentale. In Italia il lavoro agile, disciplinato dalla legge 81/2017 specifica che le modalità di lavoro da remoto debbano restare entro i limiti dell’orario di lavoro giornaliero.

In più, l’articolo 19 della detta legge specifica come l’accordo di lavoro debba considerare il diritto al riposo del lavoratore.

Tuttavia, nonostante il tema sia stato preso in considerazione non risulta normato nello specifico.

Il Garante della privacy, in un’audizione tenutasi in Parlamento il 13 maggio 2020, ha evidenziato la necessità di assicurare il diritto alla disconnessione “in modo più netto”.

Diritto alla disconnessione in Europa

Eurofound ha individuato alcuni paesi in Europa che hanno positivamente regolamentato il lavoro da remoto proteggendo il diritto alla disconnessione come altri aspetti.

In particolare, ha individuato tre macro categorie: Francia, Belgio, Italia e Spagna, dispongono già di un quadro giuridico, che in alcuni casi andrebbe perfezionato.

Paesi dell’Europa dell’Est: Repubblica Ceca, Polonia e Lituania ma anche il Portogallo non ancora dispongono di un quadro giuridico volto ad evidenziare i potenziali svantaggi del telelavoro.

Un numero consistente di paesi tra cui Olanda, Germania, Romania, Grecia e altri dispone di una legislazione di tipo generale, mentre Danimarca, Svezia, Lettonia e Irlanda non dispongono ancora di alcuna legislazione specifica.

Tra tutti i paesi Europei, la Francia è da sempre un paese avanguardista avendo già nel 2013 raggiunto un accordo nazionale sul corretto equilibrio vita privata – vita lavorativa e nel 2016 ha introdotto una specifica legge sul “diritto à la déconnexion“.

In particolare, in Francia, ogni richiesta da parte del datore fuori dagli orari di lavoro è considerato come straordinario.

Il diritto alla disconessione (in Francia) fa obbligatoriamente parte degli accordi presi in sede di contrattazione collettiva. La legge è specifica per le aziende con più di 50 dipendenti.

La disconnessione è un diritto fondamentale

In attesa di leggi specifiche in Italia si evidenzia la richiesta del Parlamento Europeo, il quale ha proposto una legge che possa tutelare il diritto alla disconnessione dei lavoratori.

L’iniziativa è stata promossa considerando tre punti:

  • Garantire la disconnessione evita il rischio di burnout e limita l’insorgere di ansia e depressione;
  • La necessità di una normativa uniforme a livello Europeo;
  • Garantire che non vi siano conseguenze sul lavoratore che esercita il diritto alla disconnessione.

Il Parlamento Europeo pertanto ha chiesto una legge specifica. L’iniziativa è stata accolta con 472 voti favorevoli.

La legge europea, ci si aspetta, definisca anche altre condizioni: orari di lavoro e tempi di riposo.

Il Parlamento sebbene abbia riconosciuto l’importanza dello Smart Work come strumento che ha permesso di tutelare numerosi posti di lavoro durante la pandemia da Covid-19, ha altresì riconosciuto che il lavoratore da remoto è stato sottoposto a notevole stress, il quale ha causato un aumento di disturbi a livello fisico e psichico.

I parlamentari riconoscono quindi l’importanza di promulgare una legge che riconosca la disconnessione come un diritto fondamentale. Quest’ultima dovrebbe presto essere tutelata e portare ad avere la facoltà di non rispondere ad e-mail o telefonate fuori dall’orario di lavoro.

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