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La certificazione delle competenze

Per certificazione delle competenze si intendono due operazioni distinte. Da un lato è un’operazione, relativamente recente, svolta dagli insegnanti e finalizzata a valutare le conoscenze, le abilità, la personalità e le capacità dello studente.

Dall’altro lato, un certificato delle competenze può essere su richiesta ottenuto dal lavoratore che necessita di un riconoscimento delle proprie abilità formali e non formali.

Si tratta, in altre parole, di un certificato che ha la funzione di dare valore al curriculum comprovando ciò che il lavoratore o aspirante tale è in grado di svolgere.

In questo articolo analizzeremo la certificazione delle competenze sia dal lato del lavoratore sia dal lato dell’insegnante chiamato a seguire le linee guida del MIUR e redigere appositi modelli di valutazione delle competenze dei propri studenti.

Modello di certificazione delle competenze

Iniziamo partendo dal lato del lavoratore. La certificazione delle competenze ha la funzione di rilasciare un documento volto a formalizzare le conoscenze e le abilità di un lavoratore acquisite sia attraverso apposite certificazioni: diploma, laurea, master quindi formali, sia informali, acquisite cioè mediante l’esperienza.

In quest’ultimo caso, pensiamo, ad esempio, a tutti coloro che sono in grado di svolgere un’attività avendo acquisito le conoscenze “sul campo”, senza aver quindi svolto un apposito percorso formativo.

Il modello di certificazione delle competenze ha, secondo il legislatore, l’obiettivo di valorizzare il capitale umano.

È bene, sottolineare che, come si evince da quanto finora scritto, un certificato di competenza non è un sistema che permette di acquisire nuove conoscenze o abilità ma è un processo finalizzato a certificare le competenze già possedute che, in alcuni casi, il lavoratore non è pienamente consapevole di possedere.

Per svolgere tale operazione è necessario avere un quadro di riferimento sul quale basare la certificazione. Per quanto riguarda i lavoratori tale quadro è definito dal Quadro Regionale degli Standard Professionali (QRSP).

Il Quadro Regionale degli Standard Professionali 

IL QRSP ha la funzione di classificare e definire i profili professionali dal punto di vista delle competenze. Ogni regione adotta il proprio quadro basandosi sulle regole stabilite a livello nazionale ed europeo.

La funzione del QRSP è, oltre a quanto finora riportato, quella di delineare un corretto percorso di formazione continua o life long learning per il lavoratore.

A livello normativo si fa riferimento al Decreto (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/20/15A05469/sg) del 30 giugno 2015 e al Sistema Nazionale di certificazione delle Competenze definito dal Decreto del 16 gennaio 2013.

Il QRSP è diviso in 24 settori riportate in apposite sezioni volte a definire:

  • Competenze di base;
  • Competenze trasversali;
  • Competenze bionaturali;
  • Competenze professionali e indipendenti.

Vi sono inoltre due sezioni una dedicata alle figure abilitanti l’altra ai percorsi regolamentati.

Perché certificare le competenze

Il legislatore ha previsto la possibilità di certificare le competenze per molteplici motivi:

Migliore adattabilità

Il datore di lavoro ha a disposizione un documento che permette di avere un’idea definita riguardo ciò che il lavoratore è in grado di fare.

Ad esempio, un lavoratore che invia la candidatura per un posto da macellaio, grazie alla certificazione delle competenze può mettere in risalto tutta una serie di competenze acquisite ed in grado di valorizzare ciò che è in grado di fare: riconoscere diversi tagli di carne, capacità amministrative e così via. Tutto ciò che, in altre parole, ha svolto nei lavori precedenti risulta così riportato e certificato.

Profilo completo

Un certificato di competenza permette inoltre di definire il lavoratore a 360° perché evidenzia tutto ciò che ha acquisito anche al di fuori dei contesti formativi e lavorativi. Ciò rende il profilo realmente completo e permette al lavoratore maggiore flessibilità nella scelta di un nuovo lavoro.

In generale, la certificazione delle competenze risponde a due caratteristiche richieste dal mercato del lavoro: flessibilità e adattabilità.

Come certificare le competenze

Il processo di certificazione delle competenze del lavoratore è diviso in cinque fasi.

  • Compilazione e presentazione della domanda;
  • Valutazione;
  • Elaborazione e consegna del portfolio;
  • Assessment;
  • Rilascio del certificato.

Compilazione e presentazione della domanda

La persona interessata ad ottenere il certificato delle competenze deve presentare apposita domanda ad una struttura che svolge i Servizio per il Lavoro (SPL).

Le competenze sono individuate basandosi sul Quadro Regionale degli Standard Professionali (QRSP). Il certificato può essere richiesto sia per tutto il profilo professionale oppure per vedersi riconosciuta una singola competenza.

Successivamente, allegato alla domanda, è necessario inviare il proprio curriculum in formato Europass e un documento a parte dove il lavoratore deve elencare tutte le esperienze (formali e informali).

In genere gli uffici SPL hanno del personale che aiuta il candidato ad adempiere alla compilazione della suddetta documentazione.

Il servizio è a pagamento e variabile a seconda delle competenze da certificare e da quanto stabilito da ogni regione. Ad esempio, la regione Lazio richiede 125 EUR per ogni unità di competenza a cui vanno aggiunti i costi per la validazione del Documento: 85 EUR per ogni unità di competenza.

Valutazione

Dopo aver inviato la domanda al SPL un’apposita figura responsabile della certificazione si occupa di valutare la richiesta.

Se l’esito dovesse risultare positivo, il lavoratore o, in generale, colui interessato ad ottenere la certificazione viene convocato per un incontro di persona grazie al quale vengono definite tutte le operazioni da svolgere al fine di ottenere il certificato.

Elaborazione e consegna del portfolio

Successivamente alla fase di valutazione, il candidato deve costruire il proprio portfolio di esperienze. Ogni competenza o almeno quelle per cui si richiede il certificato deve essere descritta in un apposito documento.
Per rendere l’operazione di elaborazione del portfolio il quanto più standardizzata possibile vengono utilizzati appositi indicatori, dei parametri cioè volti a stabilire il grado di competenza. Tali indicatori vengono poi collegati ai livelli del Quadro Europeo delle Qualifiche.

Assessment

La fase finale di assessment ha la funzione di verificare se il candidato possiede effettivamente le competenze dichiarate secondo il principio di certezza e oggettività.

Il compito spetta a due figure: il Responsabile della Certificazione e l’assessor. La valutazione è divisa in due passaggi: formale e di merito.

La valutazione delle competenze di tipo formale ha la funzione di verificare la conformità della documentazione, la valutazione di merito permette di accertare attraverso colloqui, prove pratiche, scritte e test se il candidato ha effettivamente le competenze che dichiara di avere.

Rilascio del certificato

Infine, l’assessor rilascia il certificato sottoforma di attestato. Inoltre, la certificazione è registrata nel libretto formativo del cittadino.

Il libretto raccoglie tutte le competenze della persona “attestazioni ed esperienze” acquisite in ogni ambito lavorativo, sociale, familiare.

Modello di certificazione delle competenze

Vediamo ora, nella pratica, com’è strutturato un modello di certificazione delle competenze.

Il modello proposto, come evidenziato in precedenza, è basato sul QRSP. Il candidato è chiamato a compilare una scheda individuale e il curriculum in formato Europass.

I Servizi per il lavoro sono soliti rilasciare un documento sviluppato nei seguenti punti: elenco delle certificazioni conseguite ed esperienze di vita e professionali.

Il secondo punto richiede di fornire in forma scritta o orale, talvolta anche mediante un video, una descrizione della competenza scelta.

Un approfondimento riguardo la competenza scelta è utile per definire in che contesto è stata acquisita, utilizzata e quali strumenti si è in grado di utilizzare.

Successivamente la figura dell’assessor valuta le competenze dichiarate dal candidato utilizzando una apposita scheda chiamata: griglia di valutazione delle evidenze.

Per ogni scheda il valutatore rilascia un giudizio: zero, 0,5 o 1 oppure SI o NO.

Riepilogando: la certificazione delle competenze si ottiene attraverso diversi passaggi che richiedono sia la compilazione di appositi modelli sia la valutazione di figure preposte.

Tra la documentazione è richiesto di allegare:

La guida alla costruzione del portfolio

Un tipico modello richiede di compilare le seguenti sezioni:

  • Specificare per quale competenza si sta richiedendo una certificazione;
  • Spiegare nello specifico la competenza:
  • Descrivere com’è stata acquista;
  • Riportare in quali contesti è stata acquisita (studio, lavoro, attività) e per quanto tempo;
  • Descrivere l’esperienza più rilevante e inerente alla competenza;
  • Riportare in che modo è stata utilizzata la competenza (singolarmente o in gruppo);
  • Specificare il proprio ruolo durante l’esercizio della competenza;
  • Elencare come si è soliti organizzare e pianificare il lavoro che prevede l’uso della competenza;
  • Elencare gli strumenti, i rischi e le criticità.

Certificazione delle competenze nella scuola dell’obbligo

La certificazione delle competenze è un’operazione svolta anche dagli insegnanti scolastici i quali devono riportare le competenze che hanno acquisito gli alunni impegnati nella scuola dell’obbligo (fino al sedicesimo anno di età).

Il documento, basato su un modello ministeriale, è utile agli alunni che, finito il percorso di studi obbligatorio, hanno intenzione di entrare nel mondo del lavoro iscrivendosi presso l’ufficio di collocamento.

Coloro che invece proseguono il percorso di studi hanno comunque a disposizione la certificazione.

Quest’ultima la scuola ha l’obbligo di conservare fino al compimento del diciottesimo anno dello studente.

Dal punto di vista normativo, si fa riferimento al Decreto del Presidente della Repubblica n.122 del 22 giugno 2009.

Il Decreto specifica l’importanza della certificazione, definendola uno strumento volto a orientare sia il prosieguo degli studi sia a favorire l’inserimento nel mercato del lavoro.

Inoltre, il documento ha la funzione di riportare tutti i risultati raggiunti dallo studente dal punto di vista delle competenze.

Le competenze certificate le cui linee guide sono consultabili sul sito del MIUR, sono divise a seconda di diverse aree culturali: linguaggio, matematica, scienze e tecnologia, storia e sociologia.

Area linguaggio

Certifica le competenze acquisite dallo studente sotto il profilo comunicativo e linguistico. Tali competenze hanno la funzione di inquadrare in maniera generica lo studente dal punto di vista delle conoscenze culturali acquisite.

Area matematica

Certifica la capacità dello studente di applicare i principi matematici di base. Competenze che definiscono le capacità di giudizio e logiche dello studente.

Area scienze e tecnologia

Sono evidenziate le capacità dello studente di legare la scienza e la tecnologia ai differenti contesti sociali e culturali.

Area storia e sociologia

Certifica la capacità dello studente di riconoscere l’evoluzione storica dei processi come questi si sono evoluti nel tempo a seconda dell’area e del contesto.

La valutazione delle competenze avviene seguendo diverse metodologie. L’insegnate osserva le varie situazioni in classe, effettua specifiche verifiche, test e interrogazioni.

La certificazione, inoltre, avviene nel pieno rispetto della funzione di autonomia professionale dell’insegnante il quale, in sede di consiglio di classe, effettua valutazioni sul percorso di ogni singolo studente.

Standardizzato, al contrario, risulta il modello di certificato. Le competenze sono misurate mediante quattro livelli:

Iniziale

L’alunno, quando guidato dall’insegnante, è in grado di svolgere i compiti semplici e di muoversi in situazioni conosciute.

Base

L’alunno riesce ad affrontare alcune situazioni nuove ed è in grado di utilizzare e applicare ciò che ha appreso.

Intermedio

L’alunno affronta e risolve le situazioni compiendo scelte consapevoli e dimostra di saper utilizzare le conoscenze acquisite.

Avanzato

L’alunno risolve problemi complessi, dimostra di aver padronanza delle proprie conoscenze, ha un’opinione propria e le decisioni sono prese in maniera consapevole.

Come abbiamo visto, la certificazione delle competenze è utile per lo studente così che possa orientarsi sia nei successivi percorsi di studio oppure nel caso voglia iniziare a lavorare.

I livelli di classificazione delle competenze sono uguali in tutta Europa mediante il sistema EQF (EUROPEAN QUALIFICATION FRAMEWORK):

  • Livello I: Licenza media
  • Livello II: Biennio
  • Livello III: Qualifica
  • Livello IV: Esame di Stato
  • Livello V: I.T.S. (Istituto Tecnico Superiore)
  • Livello VI: Laurea triennale
  • Livello VII: Laurea
  • Livello VII: Master.

Ogni livello deve essere quindi confermato da un appositito certificato.

In particolare, per quanto riguarda l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, il certificato viene rilasciato ad ogni studente che compiuti i 16 anni risulta ammesso alla classe III.

La certificazione è rilasciata, altresì, a coloro che pur non ammessi alla classe III abbiamo comunque frequentato 10 anni di scuola dell’obbligo.

Certificazione competenze: Scuola media e scuola superiore

Soffermandosi sulla certificazione delle competenze per quanto riguarda la scuola media e la scuola secondaria. Queste si realizzano dopo che lo studente ha sostenuto l’esame di Stato di I grado e di II grado
Il modello delle competenze può essere compilato scaricando l’allegato presente sul portale del MIUR

La certificazione, compilata dal consiglio di classe, viene consegnata direttamente alle famiglie.

Per quanto riguarda la certificazione delle competenze nella scuola secondaria questa si verifica a condizione che lo studente abbia frequentato almeno i tre quarti delle ore previste. Vi sono alcune deroghe le quali devono essere approvate dal consiglio di classe

Alcuni particolari tipologie di studenti: disabili o invalsi a seconda dei casi possono essere esonerati dalla prova oppure sostenere appositi test differenziati.

Valutare le competenze dello studente

Gli insegnanti chiamati a certificare le competenze degli studenti svolgono un lavoro tutt’altro che facile.

In primo luogo, come si evidenzia nelle linee guida ministeriali, le classiche prove: test, compiti in classe, verifiche, non sono adatte per valutare le competenze.

La valutazione deve essere quindi fatta utilizzando altri strumenti le così dette: prove autentiche o prove esperte oppure mediante un processo di osservazione dei comportamenti dell’alunno.

Ciò che si intende mettere in evidenza mediante lo strumento sono le capacità che lo studente possiede quando gli viene richiesto di risolvere una problematica verosimilmente legata al mondo reale.

In altre parole, l’insegnante deve essere in grado di misurare quanto lo studente è in grado di trasferire ciò che ha imparato a scuola alle varie situazioni che si creano nella vita di tutti i giorni.

In tal senso, si evidenzia l’importanza di valutare il grado di partecipazione dello studente ad iniziative scolastiche: rappresentazioni teatrali, convegni, cineforum. Vedere quindi, come lo studente affronta situazioni diverse e trasversali.

Assumono fondamentale importanza tutti quegli strumenti volti a ottenere informazioni specifiche nei seguenti ambiti:

Autonomia

Si intende la capacità dello studente di raccogliere in maniera autonoma le informazioni riuscendo ad accedere a materiali e strumenti in maniera efficace.

Relazione

Valuta le capacità relazionali dell’alunno. Quanto cioè entra in relazione con i compagni e se riesce a creare attorno a sé un clima di positivo e di fiducia;

Partecipazione

Ha la funzione di valutare quanto lo studente prende parte alle lezioni, aiuta i compagni in difficoltà, partecipa alle lezioni e alle iniziative scolastiche

Creatività, resilienza e flessibilità

Sono abilità trasversali utili per valutare come lo studente reagisce all’imprevisto, se è in grado di adattarsi di fronte a situazioni nuove e come riesce a risolvere i problemi.

Consapevolezza

Misura quanto lo studente è in grado di valutare causa-effetto. Le conseguenze cioè che portano le sue scelte e azioni.

In conclusione, il certificato delle competenze è un documento che accompagna la vita delle persone sin da quando iniziano il percorso scolastico.

Una volta terminate le scuole, come abbiamo visto, le competenze possono essere certificate così da riuscire ad avere un quadro definito delle proprie conoscenze e abilità spendibili sul mondo del lavoro.

Dall’articolo si evidenzia: il ruolo fondamentale ricoperto dagli insegnanti i quali sono tenuti a certificare le competenze dell’alunno offrendo alla famiglia una documentazione determinante per le future scelte e percorsi del ragazzo; ma anche gli obiettivi del legislatore che ha previsto degli strumenti per valorizzare tutte quelle competenze che un soggetto possiede ma che non risultano certificate a livello formale.

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