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Come diventare scenografo: formazione, competenze e stipendio

Provate a pensare come sarebbero noiose le rappresentazioni teatrali, i film o le serie tv senza la giusta ambientazione. Tutto ciò che accompagna le azioni degli attori e le parole che creano una storia, sono fondamentali per la riuscita di qualsiasi performance live o registrata che sia. 

Lo sfondo permette di coinvolgere lo spettatore e renderlo partecipe di ciò che sta guardando sia da uno schermo che dal vivo, e colui che rende possibile la creazione di tutte le scene che compongono un film o una pièce teatrale è lo scenografo

Negli ultimi decenni, coloro che hanno deciso di intraprendere le carriere artistiche legate allo spettacolo, hanno moltiplicato le loro possibilità di impiego: questo fatto è dato dalla proliferazione di canali televisivi e piattaforme on demand che hanno iniziato a creare delle loro serie televisive e film, come Netflix o Amazon Prime video. 

Tutte queste novità ha reso indispensabili figure come quella dello sceneggiatore, perché per ogni film, serie o performance, è dovere avere delle adeguate scenografie per realizzare egregiamente un progetto. 

Vediamo allora chi è uno scenografo, quali sono i suoi compiti e quanto guadagna. 

Chi è lo scenografo

Lo scenografo è una figura professionale che ha il compito di creare tutte le ambientazioni che danno una maggiore realisticità e/o creatività alle performance teatrali, fiction, film e programmi televisivi. Il suo scopo è quello di creare delle scene fittizie in uno spazio tridimensionale, con l’intento di rendere maggiormente immersiva l’esperienza dello spettatore.

Dovendo realizzare un set che rispecchi la storia che deve raccontare, è importante che lo scenografo lavori anche assieme al regista, al direttore artistico e allo sceneggiatore per decidere come improntare la costruzione scenica adeguata: una scenografia infatti può essere a sfondo futuristico, fantastico, antico oppure il più verosimile possibile alla nostra realtà. 

La scenografia infatti si può definire un elemento che rende chiaro il contesto che si sta guardando, supportando il testo e le azioni che compiono gli attori. La giusta vena creativa e la conoscenza tecnica, possono essere dei fattori fondamentali per la buona riuscita finale di qualsiasi performance.

Per raggiungere la buona riuscita di un progetto quindi,  tutte le figure con un ruolo di responsabilità devono fare in modo di collaborare con armonia e avere lo stesso obiettivo, cioè regalare dei momenti piacevoli al pubblico. 

Cosa fa lo scenografo

Il lavoro dello scenografo ha la facoltà di dare una maggiore veridicità e/o brio ad un contesto che può essere televisivo, creando uno sfondo che renda più interessante il contesto di riferimento. 

Può anche realizzare degli scenari adatti per eventi come i cosplayer, oppure per realizzare una scenografia museale inusuale e creativa.

Le ambientazioni ideate e riproducibili possono essere verosimili alla realtà oppure possono avere l’intento di creare degli scenari eclettici, immaginari, turistici e storici.

Lo scenografo svolge una professione creativa, ma è bene ricordare il fatto che le sue competenze sono delle subordinate del testo, cioè hanno il compito e l’obiettivo di esaltare la storia che si vuole raccontare. 

Nell’ambito delle sue competenze uno scenografo ha il compito di:

  • leggere tutti campioni e le sceneggiature;
  • pensare alle scene da utilizzare, se già presenti in natura, ricrearle sul set di un film e nel caso se c’è necessità ricostruirle avvalendosi anche dei mezzi digitali;
  • pensare alla tipologia di materiali da utilizzare per ricreare gli ambienti;
  • pensare alla tipologia di costumi che gli attori devono utilizzare;
  • esporre e discutere le idee con il regista, lo sceneggiatore e il direttore artistico e trovare un’idea comune da concretizzare;
  • sviluppare i bozzetti delle scene come devono essere alla fine dei lavori con le animazioni e tutti gli effetti speciali pensando anche come dovranno essere impostate le luci nella scena, gli arredi, e altro;
  • si assicura che le scenografie vengano eseguite come le aveva pensate e concordate con le altre figure di direzione.

In tutto ciò vuol dire che lo scenografo non è un soggetto che è solito lavorare da solo ma, al contrario, lavora e collabora con molte altre figure aventi più o meno responsabilità.

Un altro importante compito di uno scenografo è tenere conto del budget a disposizione e mantenere tutte le tempistiche prestabilite. 

Volendo fare un esempio concreto si potrebbe prendere in considerazione uno spettacolo teatrale, in cui sono molto frequenti i cambi scena; lo scenografo deve studiare un modo per cui i cambi di scena avvengano repentinamente ma efficacemente. 

É importante poi assicurarsi che le scenografia studiate siano in armonia con il taglio con cui il regista vuole mettere in atto la scena. 

Tipologie di scenografo

Come è già stato citato più volte, uno scenografo può lavorare in molteplici contesti lavorativi come il cinema, la tv, il teatro o per i grandi eventi.

Una formazione completa prevede che un professionista sia in grado di applicare le proprie competenze ad ogni occasione, ma si sa anche che avere una preparazione tecnica adeguata, è bene specializzarsi in uno specifico settore. 

Questo ragionamento è possibile farlo anche per la figura dello scenografo. Le competenze per creare una degna scenografia teatrale saranno diverse rispetto a quelle di un film, è bene quindi cercare di capire meglio cosa uno scenografo deve essere in grado di fare in base al campo di lavoro prescelto. 

Scenografo teatrale

Com’è facilmente intuibile uno scenografo teatrale lavora in teatro: l’obiettivo è quello di creare degli ambienti che rievochino le ambientazioni della della storia che si sta raccontando, sia che si tratti di un balletto, un’opera lirica oppure di prosa. 

Se si decide di intraprendere questo mestiere si deve capire l’esigenza di creare delle scenografie spesso idilliache (pensiamo alla foresta immaginata da Shakespeare nel Sogno di una notte di mezza estate), facilmente intercambiabili e pratiche da spostare. Fra i suoi compiti c’è anche quello di dare un impronta generale ai costumi che gli attori dovranno indossare durante le piece.  

La scenografia teatrale prevede degli scenari semplici ma efficaci, che riescano a creare un ambiente che circondano gli attori e permettono allo spettatore una maggiore immersione nella storia. 

É importante poi avere una buona preparazione storico culturale del teatro. 

Uno professionista se riceve l’incarico di costruire l’ambientazione per l’opera lirica la Carmen di George Bizet deve già avere un’idea generale di che cosa di tratta: ovviamente poi farà tutti gli studi necessari per approfondire l’argomento, ma la cultura e la conoscenza dell’ambiente sono fondamentali per svolgere ogni buon lavoro (altrimenti si rischierebbe di costruire una scenografia fantascientifica al posto della Parigi dell’Ottocento). 

Scenografo cinematografico

Anche per questa specializzazione, conoscere la storia e la cultura del cinema deve essere un requisito imprescindibile. 

Uno scenografo cinematografico deve pensare alle scene da girare sul set oppure all’aperto; nell’ultimo caso deve capire anche quali sono i migliori scenari, se hanno bisogno dell’aggiunta di alcuni oggetti e al momento del giorno in cui girare le scene. 

Oltre a ciò, deve pensare a come devono essere le luci, sia naturali che artificiali, durante le riprese e come ricreare gli ambienti. Questi infatti possono essere di stampo eclettico, dove uno scenografo può dare spazio alla fantasia (pensiamo al mondo di Pandora in Avatar), oppure devono rappresentare scene di vita quotidiana (una tavola apparecchiata). 

Se si devono girare delle scene outdoor, per un migliore studio della luce uno scenografo chiede l’aiuto di un direttore di fotografia, mentre per le scene virtuali e surreali si avvale di altre figure specializzate. 

Scenografo televisivo

Forse questa è la specializzazione più complessa per uno scenografo. Questo infatti lavora per lo più per la televisione, per conto di programmi televisivi, live o registrati, o soap opera.

Le scenografie fatte per la televisione spesso devono essere pensati per ambienti ampi e profondi, in più si deve tenere in considerazione che le telecamere durante gli spettacoli si spostano lungo il palco, perciò si devono riempire tutte le inquadrature possibili senza dimenticare però, della picevolezza visiva del palco per lo spettatore in presenza.  

Capita spesso che nei programmi televisivi ci debbano essere dei campi di scenografia/sipario/luci ed è compito dello scenografo pensare, creare e curare tutti questi dettagli. 

Scenografo per i villaggi turistici

Non è un vero e proprio mestiere tradizionale legato al mondo dello spettacolo, ma può essere una buona soluzione per iniziare a fare un po’ di esperienza. I villaggi turistici hanno quasi sempre un palco in cui gli animatori sono soliti organizzare degli spettacoli per gli ospiti. 

Molto spesso figure come gli scenografi possono essere utili per creare delle ambientazioni e scegliere i costumi degli attori per le recite: di certo il budget per creare delle ambientazioni e i costumi sarà molto poco, così’ come la paga, ma è un modo come un’altro per fare gavetta ed imparare ad ingegnarsi pur avendo poco materiale a disposizione. 

Percorso di studi

Uno scenografo competente deve possedere tutti i requisiti adeguati per svolgere bene il suo mestiere ed un buon percorso formativo, prima di poter effettivamente iniziare a praticare questa professione. Esistono due principali percorsi per praticare quest’attività.

Il primo consiste nell’ottenere un diploma di laurea triennale in  Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) in cui si potranno acquisire delle ottime conoscenze teoriche sia per quanto riguarda la storia e la teoria dello spettacolo, sia per quanto riguarda le giuste conoscenze culturali storico-artistiche che permetteranno di perfezionare la propria formazione culturale e coltivare la propria creatività. 

Si consiglia di proseguire gli studi con una Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo dove in seguito sarà possibile lavorare nella produzione e distribuzione dei prodotti performativi, audiovisivi, cinematografici, musicali e multimediali. 

Il secondo percorso formativo consigliato è da intraprendere presso l’Accademia di belle arti in “Progettazione di arti applicate” con indirizzo scenografia, o addirittura direttamente il corso di scenografia, se l’Accademia ne è provvista. 

Finiti gli studi, il modo migliore per iniziare a creare il proprio percorso lavorativo è fare gavetta presso le aziende che creano prodotti creativi per cui sono necessarie delle scenografie. Tenete in considerazione in che ambito si vuole lavorare. 

Quanto guadagna uno scenografo

Stimare lo stipendio di uno scenografo non è semplicissimo: la maggior parte delle persone che lavorano in quest’ambito lavorano con Partita IVA e la remunerazione cambia in base agli anni di esperienza, il mondo in cui si lavora e gli ingaggi che si riescono ad acquisire. 

É possibile fare una piccola stima di quanto potrebbe guadagnare netti al mese uno scenografo nel corso della sua carriera, ma ricordiamo che i dati possono variare. 

Coloro che iniziano facendo gavetta presso i villaggi turistici guadagnano il minimo indispensabile, cioè 400 euro al mese. Si continuerà con stipendi poco più alti fino al raggiungimento dei quattro anni di carriera, in cui si stima di guadagnare 1.200 euro al mese.

Andando avanti negli anni, se il soggetto in questione lavorerà sodo e si guadagnerà una certa stima e fama presso il suo settore, allora aspirare a guadagnare anche 5.000 euro netti al mese e anche più. 

Cenni storici sulla Scenografia

Finiamo la nostra carrellata su questo lavoro ambito da molti con qualche interessante nozione storica su questo mestiere, da sempre molto desiderato da chi intende lavorare nel campo dello spettacolo e dell’intrattenimento.

I primi accenni di apparati scenici dipinti risalgono al tempo di Sofocle (496 a.C- 406 a.C) mentre con l’arrivo di Aristotele (383 a.C-322 a.C.), si iniziò a pensare che la scenografia doveva essere appositamente studiata, perché faceva parte dei sei elementi che permettevano allo spettatore un maggior coinvolgimento all’interno delle famose tragedie greche. 

Con l’avvento della Roma ellenistica le scenografie divennero profondamente arricchite e di utilità ornamentale ma, con l’arrivo del Medioevo, nacque una nuova forma di rappresentazione, il dramma liturgico, dove le scenografie erano fatte da un altare maggiore, un coro, un sacello e una navata centrale; in poche parole, avevano le fattezze di una chiesa (pian piano al dramma liturgico di accompagnarono anche altri elementi scenici provvisori di origine profana). 

Arriva la cultura umanista nel 15° secolo e si riscoprì il teatro di Plutarco e Terenzio. Nacque inoltre la scena prospettica all’italiana, dove vennero rappresentati i lavori di personaggi come l’Aretino e Macchiavelli.

Durante il periodo barocco le scene teatrali iniziarono addirittura a mutare e cambiare in base al momento opportuno (ad esempio da città ad una scena di montagna).

Con il passare del tempo e dei decenni, lo scenografo continua ad evolversi fino ad oggi, in cui le sue competenze devono spaziare anche nel creare lavori fantastici e surreali al computer tramite l’apprendimento di precise tecniche e conoscenze, dando pieno sfogo alla sua vena creativa. 

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