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Professione perito assicurativo: chi è, cosa fa, quanto guadagna

Dietro la “macchina” delle assicurazioni lavorano moltissimi professionisti, ognuno con mansioni specifiche. In particolare, oggi parleremo della professione di perito assicurativo. 

In questa guida descriveremo più nel dettaglio in cosa consistono tutte le mansioni del perito assicurativo, cercando di delineare una sua “giornata tipo”. 

Parleremo ovviamente anche di formazione, competenze e abilità da sviluppare, possibilità di carriera e di guadagno.

Chi è e cosa fa il perito assicurativo

Il perito assicurativo è un libero professionista incaricato di eseguire perizie e stimare i danni di cui l’assicurazione dovrà occuparsi. 

Deve essere un libero professionista, non legato a nessuna delle parti in causa (che sia l’agente assicurativo, il broker, l’officina, e così via), per evitare potenziali conflitti di interessi. 

Oltre a questa funzione fondamentale, effettua anche indagini e perizie per capire se il premio di un prodotto assicurativo è appropriato o va modificato. 

La sua giornata “tipo” 

Proviamo ad analizzare una giornata “tipo” di un perito assicurativo, per comprendere meglio quale sia il suo ruolo. 

La prima azione da compiere ogni giorno è la valutazione degli impegni. Il perito assicurativo è per legge (dal 1992) un libero professionista: può essere un lavoratore indipendente o avere uno studio di associati con qualche dipendente, ma non può lavorare per un agente assicurativo, per evitare conflitti di interessi. 

Stabilite le mansioni da portare a termine durante la giornata deve iniziare a fare le perizie. 

Poniamo il caso che pochi giorni prima due auto siano state coinvolte in un grave incidente, con danni ai mezzi e alle persone, notiziato dagli assicuratori. 

Il perito assicurativo dovrà ovviamente recarsi: 

  • in ospedale, dove raccoglierà dati sulle ferite e i traumi riportati dai passeggeri. Ovviamente, la diffusione delle cartelle cliniche è normata dalla legge sulla privacy, dunque il perito assicurativo dovrà passare attraverso tutte le procedure di garanzia. Se concesso dai sanitari, viste le condizioni di salute dei coinvolti, potrà anche parlare con loro; 
  • nelle officine (civili o giudiziali) dove sono custoditi i mezzi coinvolti. Se dall’incidente è scaturita una denuncia, per esempio perché si è verificato un decesso, l’analisi dei veicoli ad opera del perito assicurativo dovrà seguire sempre quella delle autorità. Effettuati i rilievi potrà parlare con gli addetti alla manutenzione o le autorità per meglio comprendere la dinamica dell’incidente; 
  • se disponibili, dovrà raccogliere anche i filmati di camere di sicurezza, autovelox e altri strumenti di registrazione, sempre per capire meglio la dinamica dell’incidente. 

La fase di sopralluogo termina quando tutte le informazioni sono raccolte, ma il perito assicurativo deve sempre essere a disposizione a riaprire le proprie “indagini” se emergessero nuovi dati. 

Con i dati alla mano, il perito assicurativo dovrà redigere un dettagliato verbale ed inviarlo agli assicuratori dei coinvolti. Il verbale deve ovviamente includere una quantificazione dei danni, materiali e morali, delle persone coinvolte. 

Probabilmente la perizia durerà diversi giorni, perché non tutte le informazioni emergeranno allo stesso tempo. 

Nel tempo rimanente della giornata dovrà occuparsi di periziare i premi delle assicurazioni. Il loro costo può subire delle fluttuazioni nel corso del tempo, sia in base al mercato, sia in base al comportamento del titolare dell’assicurazione.

Ad esempio, un automobilista che commette molti incidenti avrà un premio decisamente più elevato. 

Tutte le mansioni del perito assicurativo

Ecco una lista riassuntiva delle principali funzioni del perito assicurativo. 

  1. esame delle richieste di risarcimento; 
  2. raccolta delle informazioni necessarie all’indagine; 
  3. verifica dei danni sulla proprietà o il mezzo; 
  4. stima di tutti i danni; 
  5. verifica della copertura assicurativa su quei danni; 
  6. autorizzazione o negazione di un pagamento in base all’esito dell’indagine; 
  7. negoziazione di un accordo con il richiedente; 
  8. investigazione sulle richieste più sospette; 
  9. redazione dei report

La formazione di un perito assicurativo

Per diventare perito assicurativo è necessario essere in possesso o di un diploma di scuola superiore quinquennale, o di una laurea (le più quotate sono Economia, Giurisprudenza e Ingegneria). 

Successivamente dovrà frequentare un corso apposito per periti assicurativi. Al termine del corso dovrà sostenere un esame. 

L’esame

L’esame è composto da due prove: una scritta e un orale. 

La prova scritta verte su temi quali: 

  • diritto civile; 
  • diritto procedurale civile; 
  • diritto assicurativo; 
  • conoscenze tecniche, meccaniche e fisiche dei veicoli a motore; 
  • procedure di analisi e rilievo. 

Lo scritto è a sua volta diviso in due prove: una teorica, a crocette, e una pratica, che consiste nella creazione di una perizia completa. 

La prova orale saggerà sia le competenze rimanenti, sia la trasparenza e l’onorabilità dell’individuo. 

L’iscrizione all’albo

Superato l’esame è possibile iscriversi all’albo dei periti assicurativi. Si tratta di un ente, gestito da IVASS, che deve garantire la trasparenza, l’onorabilità e l’integrità dei professionisti. Per iscriversi è necessario inviare documentazione e pagamento della tassa prevista (168 euro) a Consap, tramite raccomandata.

Solamente con l’iscrizione all’albo è possibile esercitare come perito assicurativo ed avviare la propria carriera. 

Ecco quali sono, oltre al superamento dell’esame, i requisiti per l’iscrizione all’albo dei periti assicurativi: 

  • non meno di 24 mesi di tirocinio presso un perito assicurativo già iscritto all’albo;
  • non lavorare come riparatori di veicoli o natanti, in pubblica amministrazione a tempo pieno o parziale se superiore a metà dell’orario lavorativo full time
  • non essere iscritti al Registro Unico Intermediari Assicurativi;
  • non aver mai riportato condanne penali o contro PA, enti statali o giustizia

Abilità e competenze di un perito assicurativo

Cerchiamo di analizzare meglio quali sono le abilità e le competenze necessarie per un perito assicurativo. Si tratterà ovviamente di liste non esaustive, ma che possono aiutare gli studenti a capire su quali aspetti concentrare di più la propria formazione. 

Come sempre, dividiamo questo capitolo in due segmenti: quello delle competenze tecniche, specifiche ed apprendibili tramite i corsi di studio, e quello delle competenze interpersonali, comuni a più mestieri. 

Competenze tecniche e specifiche

Un perito assicurativo deve tassativamente essere in possesso di: 

  • ottime capacità matematiche e statistiche, per effettuare gli articolati calcoli di stima dei danni e dei risarcimenti;
  • ottima conoscenza del diritto civile e assicurativo, per regolare le proprie decisioni in base alle normative vigenti; 
  • capacità di analisi, perizia e rilievo dei dati, degli strumenti, dei mezzi e delle proprietà;
  • competenza nell’uso di software per la ricostruzione delle dinamiche dei sinistri, per l’analisi dei dati e per la redazione dei report. 

Competenze interpersonali

Un perito assicurativo deve essere dotato di ottime capacità di comunicazione e relazione interpersonale. Con la sua figura dialogheranno infatti assicuratori e vittime di un sinistro, e si dovrà trovare un punto di accordo per chiudere la pratica evitando dove possibili ulteriori problemi. 

Inoltre nel proprio lavoro il perito assicurativo dovrà parlare spesso con medici, soccorritori, forze dell’ordine, tecnici. Da loro trarrà la maggioranza delle informazioni utili alla propria indagine, dunque dovrà essere in grado di instaurare un rapporto di fiducia, trasparente e chiaro, e coltivare quei rapporti nel tempo per ottenere sempre le indicazioni migliori da loro. 

Per gli stessi motivi dovrà essere in grado di eseguire un’eccellente analisi delle informazioni ottenute con le perizie.

Come libero professionista dovrà sapere come organizzare efficientemente le proprie giornate e come gestire tutto il tempo a disposizione, tenendo conto che il suo mestiere lo metterà spesso a contatto con ambienti frenetici e caotici, che si muovono in modo estremamente rapido ed imprevedibile.

Parte del lavoro del perito assicurativo è anche indagare sulle potenziali frodi assicurative. Dovrà essere capace di analizzare criticamente, risolvere problemi in tempi rapidi e avere forti capacità decisionali. 

L’ultima, ma forte più importante caratteristica per un perito assicurativo, è la trasparenza. Per legge il perito assicurativo non può essere legato da un rapporto di lavoro a nessuna delle parti in gioco; questo farebbe venire meno la sua obiettività nell’indagine. 

Stipendio di un perito assicurativo

Come per tutti i liberi professionisti, lo stipendio di un perito assicurativo non è né stabile né costante, e dipende esclusivamente dal numero di pratiche e clienti che riesce a gestire. 

Generalmente il guadagno minimo mensile si aggira intorno ai 1.000 euro. 

Ovviamente tutto cambia se il perito assicurativo: 

  • è molto conosciuto; 
  • lavora in uno studio di associati che divide le quote sulle pratiche portate a termine; 
  • ha una lunga carriera alle spalle; 
  • lavora per un tribunale, durante un procedimento, come consulente. 

In questo caso è possibile guadagnare anche diverse migliaia di euro ogni mese. 

Possibilità di carriera di un perito assicurativo

Per migliorare la propria credibilità e far avanzare la propria carriera ci sono varie ipotesi aperte, per ogni perito assicurativo. 

La prima è ovviamente l’apertura della partita IVA, indispensabile per questo mestiere. Ovviamente, per essere titolari di un’azienda che funziona in modo sano è necessario sviluppare anche altre competenze, oltre a quelle tecniche e specifiche del mestiere. 

In particolare non si può prescindere dall’essere scrupolosi con i conti e la burocrazia e sapere come gestire in modo opportuno il tempo e gli eventuali collaboratori. 

Per aumentare la visibilità della propria posizione è bene iniziare a studiare fin da subito un piano marketing. Ad oggi non è pensabile farlo senza l’aiuto di Internet e dei social network. 

Sarà necessario che l’azienda sia rintracciabile facilmente sui motori di ricerca, e su Google in particolare. Un sito aziendale e un blog possono essere di grandissimo aiuto per rimanere nella memoria di eventuali clienti futuri. 

Con i social si possono effettuare sia manovre di brand awareness, cioè informare gli utenti dell’esistenza della propria attività, sia fidelizzare ulteriormente chi è già stato cliente in passato. 

Il “naturale” miglioramento della carriera di perito assicurativo passa per l’apertura, in consociazione, di uno studio. All’interno dello studio tutti i periti sono liberi professionisti, un po’ come nel caso degli studi di avvocati o notai. 

In base alle regole interne stabilite dai soci è possibile sia guadagnare ognuno per la propria attività, usando il nome dello studio solo come mezzo per aumentare la credibilità e l’autorevolezza, sia dividere parte dei guadagni tra tutti i componenti in base a vari criteri (di produttività, di anzianità, e così via). 

L’ultima possibilità è quella di inserirsi nei tribunali locali. Spesso i tribunali richiedono l’aiuto di tecnici ed esaminatori esterni, che possano fornire il proprio parere tecnico su una questione particolarmente complessa o spinosa. 

Ovviamente, anche i periti assicurativi possono lavorare per un tribunale, nel caso la concertazione tra le parti non vada a buon fine e diventi necessario portare la contesa di fronte ad un giudice. 

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