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Lavorare come orafo: competenze, formazione e stipendio

Quella dell’orafo è una professione antica, che affonda le sue radici nella storia dei mestieri artigiani e che resiste da secoli in Italia.

Artigiani abili nella lavorazioni di metalli preziosi come l’oro, gli orafi sono da sempre una categoria molto rispettata e tenuta in considerazione e nel passato erano considerati dei veri e propri artisti che spesso prestavano servizio a corte, per progettare, disegnare e realizzare gli ornamenti delle nobildonne e dei regnanti.

Oggi la mansione dell’orafo, chiamato anche orefice talvolta, si è decisamente evoluta, abbracciando quelle che sono le logiche di mercato più moderne, e questa mansione ha perso un pizzico del suo fascino artistico ma comunque gli artigiani mantengono quell’aura di autenticità che avvolge moltissimi mestieri manuali caduti in disuso dopo la rivoluzione industriale.

La richiesta del mercato per quelli che sono gli ornamenti con metalli preziosi rimane comunque elevata, pertanto l’orafo è riuscito a ritagliarsi sempre una sua posizione all’interno del tessuto artigianale italiano, senza perdere molto del prestigio che aveva accumulato nelle epoche precedenti.

Vediamo allora in cosa consiste la professione di orafo e come questa può spaziare su vari livelli della produzione di monili di vario genere, dai bracciali agli orecchini fino ai classici anelli. Ma scopriremo anche con quali tipi di metalli e pietre preziose si trova a lavorare un orafo e quali devono essere le sue competenze in materia, oltre all’analisi delle possibilità di carriera e dei guadagni che chi svolge questa professione può sperare di raggiungere durante la vita lavorativa.

Cosa fa un orafo?

Il lavoro principale di un orafo è quello di creare dei gioielli con materiali e pietre preziose.

Quindi nelle sue principali mansioni troviamo tutta una parte prettamente creativa che parte da un disegno di base dell’oggetto da produrre fino alla varie fasi della lavorazione che portano alla realizzazione finale del modello.

Non bisogna dunque farsi ingannare dalle credenze diffuse su questo mestiere, ed è bene tenere in considerazione che prima della nascita di un bracciale, anello, collana o qualsiasi altro tipo di ornamento c’è tutta una fase preliminare di progettazione.

Come detto il disegno è il primo step in cui si impegna l’orafo durante la produzione, con un primo bozzetto che può essere eseguito sia su carta con uno schizzo semplice sia con le più moderne possibilità offerte dai pc, che possono ospitare programmi di progettazione specifici come i software CAD per la gioielleria, simili a quelli utilizzati da architetti o ingegneri.

Una volta realizzato il primo disegno di partenza del prodotto l’orafo passa alla fase della creazione di un prototipo dell’oggetto utilizzando le tecniche più disparate: questa fase può essere eseguita sia con la produzione a mano di quello che viene definito anche mock-up, ma si possono preparare i campioni con tecniche più avanzate come stereolitografia o la moderna stampa 3D che sta sempre più prendendo piede in questo settore nella fase di progettazione.

Una volta creata la forma di base dell’oggetto all’orafo spetta la fase della scelta dei materiali con cui creare il prodotto.

Questa è un’altra parte molto delicata del lavoro, perché andrà ovviamente ad incidere sulla tipologia di prodotto come fascia di prezzo, ma deve anche avere un proprio equilibrio stilistico ben preciso.

L’orafo seleziona quindi tutti i materiali che ritiene necessari per la produzione: da quelli preziosi come oro e argento, passando per le pietre preziose ma andando a spaziare anche su componenti meno nobili, come vetro e legno se lo stile dell’oggetto lo richiede.

Una delle responsabilità dell’orafo in questa delicata fase è quella di verificare la qualità dei materiali che raccoglie per la lavorazione. Un buon artigiano orafo deve saper valutare se l’oro e l’argento utilizzati sono puri e di alta qualità, ma deve anche conoscere le pietre preziose e quelle semi preziose, essendo in grado di svolgere una profonda analisi gemmologica sia ad occhio nudo che con strumenti del mestiere.

Per le analisi l’orafo si avvale di bilance di precisione con cui effettua le misurazioni del peso dei metalli per valutarne la purezza, ma nei “ferri del mestiere” dell’orafo troviamo anche particolari lenti d’ingrandimento o microscopi che possono aiutare nell’indagine della qualità delle pietre preziose.

In alcuni casi per l’orafo potrebbe anche essere utile avvalersi di analisi chimiche dei componenti, in grado di stabilire l’autenticità di pietre e minerali e per indagare sulla composizione delle leghe metalliche alla alla ricerca di eventuali impurità che possono inficiare la caratura del materiale prezioso.

Una volta terminata la fase di progettazione, e approvato il modello del prodotto finale, si passa alla parte della realizzazione vera e propria di quello che diventerà poi il bracciale, la collana l’anello o l’orecchino da destinare alla vendita.

Per la parte di produzione gli orafi si avvalgono di varie tecniche con cui poter lavorare i materiali utili. Uno dei più diffusi è quello della cosiddetta fusione a cera persa, che consiste nella colata del metallo fuso all’interno di uno stampo precedentemente creato partendo da un calco in gesso della prototipo del pezzo da produrre.

Oltre alla fusione dei metalli un orafo si deve saper occupare anche del taglio delle pietre al momento della composizione dell’oggetto, quindi nei laboratori si effettuerà un taglio che deve essere il più possibile simmetrico per avere il massimo scintillio da parte del gioiello una volta finito.

La fase della produzione si conclude poi con quella che è la rifinitura dell’oggetto, quindi una volta messo in forma e terminato il taglio delle pietre si procede al vero e proprio assemblaggio.

Il gioiello in metallo viene quindi preparato e poi lisciato e lucidato per dare il massimo della lucentezza. Esistono inoltre anche altri passaggi opzionali che si possono fare riguardo la produzione dei gioielli, che prevedono l’incastonatura delle pietre, ma anche l’incisione di nomi o particolari frasi secondo le volontà del cliente che richiede l’oggetto.

Oltre a queste mansioni strettamente connesse alla produzione uno dei compiti dell’orafo è anche quello di riparare oggetti di valore. Attraverso particolari tecniche di restauro e conservazione un artigiano orafo può quindi andare a recuperare l’antico splendore di prodotti come l’argenteria della casa, oggetti di culto oppure coppe e trofei. 

Riassumendo quindi si possono individuare per punti quelle che sono le principali mansioni in cui viene impegnato un artigiano orafo durante la sua carriera lavorativa:

  • La creazione di gioielli e oggetti di valore;
  • La progettazione dei gioielli con disegni eseguiti a mano o tramite specifici programmi;
  • La scelta dei materiali con cui assemblare le proprie creazioni;
  • La realizzazione dei prototipi di queste creazioni, con modelli chiamati anche mock-up;
  • La produzione dei gioielli, sia con tecniche artigianali che con quelle industriali;
  • Il taglio delle pietre preziose da utilizzare nell’assemblaggio del modello;
  • La rifinitura del prodotto, con lucidatura che ne esalta la lucentezza;
  • L’incisione dei metalli del gioiello quando questa viene richiesta dal cliente;
  • La modifica oppure la riparazione di oggetti preziosi;
  • La verifica della qualità dei materiali impiegati per stabilire anche il valore degli stessi.

Le competenze richieste ad un orafo 

Per svolgere il lavoro di orafo servono quindi una grossa quantità di competenze specifiche oltre ad alcune caratteristiche più generali.

In quelle che potremmo definire come soft skills per un orafo troviamo senza dubbio quella di una manualità eccellente che l’artigiano deve avere. Infatti come tutti i lavori di questo tipo, che si accostano in qualche maniera alla produzione artistica, un orafo deve saper trattare bene il materiale a disposizione, ed essere molto abile nell’utilizzo degli strumenti specifici per eseguire tagli ed incisioni precise, in modo da non rovinare il metallo prezioso e il gioiello in generale.

Ma oltre alle competenze generali nella sfera della manualità un orafo deve possedere anche delle hard skills specifiche della sua materia, con conoscenze approfondite del mondo dei metalli e delle pietre preziose.

A queste nozioni deve accompagnare anche una buona esperienza di tutte le tecniche di lavorazione e delle varie fasi della produzione, quindi deve saper usare i programmi specifici per il disegno del modello e sapere come eseguire tagli e lucidature per rispettare la qualità della materia prima.

Tra quelle che sono le hard skills di un orafo possiamo quindi individuare nello specifico:

  • Conoscenza dei software CAD 3D specifici per la gioielleria;
  • Conoscenza delle tecniche specifiche di artigianato orafo;
  • Abilità nell’incisione dei metalli preziosi;
  • Abilità nell’incastonatura delle pietre preziose;
  • Competenze specifiche nell’ambito dell’analisi e della valutazione di metalli e pietre preziose;
  • Conoscenze inerenti al mondo del design di oggetti preziosi;

Tutte queste caratteristiche utili per svolgere il lavoro in questione un tempo si apprendevano con un percorso di apprendistato presso qualche bottega artigiana, cosa che continua ancora oggi ma che viene preceduta da un percorso di studi volto a fornire le basi teoriche per quello che riguarda il mondo della gioielleria.

La formazione di un orafo

La formazione di un artigiano orafo parte infatti da alcuni corsi specifici che servono a dare le conoscenze di base del settore, per fornire agli aspiranti orefici la base di nozioni necessaria ad affrontare i successivi periodi di apprendistato.

I corsi si possono trovare presso specifiche scuole orafe che insegnano il mestiere, ma anche rivolgendosi ad enti di formazione professionale.

I corsi sono solitamente divisi in due fasi distinte, una teorica e una più pratica.

Nella fase della teoria l’aspirante orafo sarà introdotto allo studio dei materiali preziosi e alle loro qualità: questo sarà di fondamentale importanza per imparare a valutare oro, argento, pietre preziose in vista della produzione dell’oggetto.

Nella parte teorica vengono anche introdotte quelle che sono le principali tecniche di produzione come ad esempio la fusione di cui abbiamo accennato in precedenza, ma anche la forgiatura, la saldatura, la fresatura e l’imbutitura (cioè la trasformazione di una lastra di metallo in forme desiderate).

Al termine della teoria, finalmente l’aspirante orafo può passare alla messa in pratica vera e propria di tutte le nozioni acquisite.

Spesso i corsi prevedono infatti un periodo di apprendistato da seguire all’interno di botteghe con orefici esperti, detti anche maestri orafi. Qui si impara fisicamente la produzione e la riparazione degli oggetti preziosi, misurandosi direttamente al banco dell’artigiano per sapere se quanto è stato appreso in fase teorica è stato recepito alla perfezione.

Oltre alla pratica del mestiere il periodo di apprendistato è utile anche per capire come interfacciarsi con il cliente di una gioielleria che spesso ha esigenze specifiche, e tiene moltissimo all’oggetto che viene prodotto perché serve a celebrare un momento particolare, pensiamo ad esempio a matrimoni, battesimi, celebrazioni religiose in genere, ma anche lauree o semplici compleanni. 

La formazione di base di un orafo termina con il periodo di apprendistato, ma come accade per quasi tutti i lavori l’aggiornamento continuo è fondamentale per svolgere al meglio il proprio mestiere.

Vi sono spesso infatti nuove tecniche che possono essere utilizzate e nuovi strumenti utili alla produzione che nascono dall’ingegno degli artigiani stessi, che grazie al lavoro delle associazioni di settore vengono poi divulgate all’interno di incontri e percorsi di aggiornamento. Pensiamo ad esempio all’evoluzione avvenuta per quello che riguarda l’impiego dei laser nelle tecniche di gioielleria, ma anche l’innovazione portata dalla tecnologia della stampa 3D per quello che riguarda la produzione dei prototipi iniziali.

Un ottimo artigiano orafo deve quindi essere in grado di conoscere e utilizzare anche questi strumenti innovativi.

Carriera e possibilità di stipendio di un orafo

La carriera di un orafo si può sviluppare su due binari diversi che spesso possono incrociarsi per essere d’aiuto l’uno all’altro.

L’orafo può essere sia artigianale che industriale, impiegato quindi in grandi aziende che producono gioielli in serie. 

Nelle grandi realtà, l’orafo può lavorare a banco come un artigiano vero e proprio, ma può anche trovarsi al controllo qualità. Diciamo quindi che in questo tipo di strutture un orafo difficilmente si trova impegnato in tutte le fasi della lavorazione, a meno che non svolga la funzione di supervisore.

Diverso il discorso per quello che riguarda un orafo artigiano che apre una propria bottega. Di solito questo produce pochi pezzi di un determinato gioiello, che poi può decidere di commercializzare aprendo una propria gioielleria oppure vendendo ai negozi di oggetti preziosi le proprie creazioni.

Sono due strade differenti che portano guadagni abbastanza differenti.

Un orafo impiegato in una grande azienda può aspirare ad un lavoro sicuro con uno stipendio base che varia sulla scorta della propria esperienza e anzianità di servizio. In questo contesto chi lavora come orafo guadagna tra 1.500 e 2.000 Euro al mese.

Chi decide invece di lavorare in proprio aprendo la bottega può contare su guadagni più alti, per via dell’unicità dei prodotti che sforna.

In questo caso ci sono guadagni che vanno dai 100.000 Euro l’anno lordi, che sono una cifra base per una gioielleria dotata di un proprio laboratorio artigiano.

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