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Lavorare come meteorologo: cosa fa, cosa studia e quanto guadagna

Ti sarà capitato almeno una volta di organizzare una vacanza o una gita fuori porta e di trovare un brutto tempo che ha rovinato i tuoi piani. 

Fino a qualche anno fa le previsioni del tempo erano decisamente poco accurate: i metodi e le tecniche di analisi e di interpretazione non erano precise come oggi, e si poteva incappare facilmente in grossi errori. 

Oggi, tutto è diverso. La tecnologia si evolve e viene continuamente migliorata ed implementata, permettendo ai meteorologi di stilare bollettini più precisi e più sicuri, d’aiuto a tutta la popolazione, alle attività produttive e agli enti locali. 

Nella nostra guida al mestiere di meteorologo parleremo di tutti gli aspetti peculiari di 

questo impiego. Inizieremo dalle sue mansioni e i suoi compiti, per poi passare a formazione, caratteristiche e abilità da possedere, fino, ovviamente, alle prospettive di guadagno e di carriera. 

Chi è il meteorologo e quali sono i suoi compiti

Il meteorologo è uno scienziato esperto dei cambiamenti del clima e delle condizioni meteo. 

L’obiettivo di tutti i suoi compiti e le sue mansioni quotidiane è creare analisi il più possibile attendibili sui cambiamenti del meteo in una certa area entro un certo periodo di tempo. 

Per stilare queste previsioni può avvalersi dei dati provenienti da diversi strumenti e fonti. Ovviamente ci sono gli storici delle ricerche e delle indagini (se, ad esempio, deve lavorare in modo comparativo tra due aree o due periodi storici). Inoltre, la tecnologia viene in suo aiuto con alcuni ritrovati tra i più preziosi delle scienze contemporanee. In particolare, i più importanti sono: 

  • stazioni meteorologiche, cioè costruzioni dislocate sul territorio, sia in città che fuori città, e che raccolgono dati su temperatura, umidità, precipitazioni, ore di insolazione quotidiana;
  • sonde, cioè un pallone meteorologico riempito di gas leggero (di solito elio) che viene rilasciato nell’atmosfera e trasporta strumenti di misurazione che comunicano via radio o tramite un hard disk con i centri di controllo a terra, dove verranno analizzati e trasformati in report;
  • satelliti, cioè strutture decisamente più complesse e tecnologicamente avanzate, che vengono fatte orbitare intorno al pianeta e analizzano le condizioni più esterne dell’atmosfera, verificando le correnti, i venti, lo stato dei mari, la temperatura, la composizione dell’aria.

I dati provenienti da questi strumenti da soli non servono a creare un’interpretazione attendibile. Inoltre, sarebbero difficilmente comprensibili da qualcuno che non è un esperto di meteorologia.

Perché siano effettivamente utili e comprensibili dalla popolazione vanno per cui inseriti nella cornice logica di un modello matematico, che cerca di “prevedere” quali sono le possibilità e le probabilità del verificarsi di un fenomeno. 

Di modelli matematici applicati alla meteorologia ce ne sono tantissimi, che tengono conto di un variabile numero di dati ed elementi. Ovviamente, il meteorologo può sia lavorare con modelli già preparati, sia contribuire a crearne o ad affinarne di nuovi insieme ad un team tecnico di colleghi.

L’esito dell’indagine ottenuto con i modelli matematici viene trasformato in un bollettino scritto o per immagini, più facilmente interpretabile dalla popolazione non esperta, ed inviato ad enti pubblici locali, a riviste, quotidiani e siti Web, agli sviluppatori di applicazioni per il meteo, e così via.

Contesti di lavoro

Per un meteorologo ci sono non poche possibilità di apertura al mondo professionale. 

Le più importanti in Europa sono: 

  1. Sistema nazionale dei centri operativi e di supporto a terra: si occupano di comunicare informazioni meteo ai veivoli e ai porti, per organizzare meglio i trasporti ed evitare condizioni di pericolo eccessive;
  2. Servizio Meteorologico Nazionale, cioè l’ente che cura tutte le analisi del clima e del meteo sul suolo nazionale;
  3. Agenzie ambientali locali, per esempio che si occupano di riduzione dell’inquinamento;
  4. Enti pubblici, come Regioni e Comuni, che possono organizzare eventi, intervenire ed organizzare i soccorsi in caso di catastrofi, chiudere scuole e uffici nelle giornate a maggior rischio;
  5. ECMWF: il centro europeo di ricerca meteorologica di Reading, in Inghilterra, un’istituzione internazionale della meteorologia e del controllo sul cambiamento climatico, che coopera con tutti i centri di indagine nel mondo;
  6. EUMETSAT: il centro europeo di controllo dei satelliti meteorologici, dove vengono testati, lanciati, controllati, aggiustati, migliorati e così via;
  7. World Meteorological Organization, a Ginevra: l’ente sovranazionale che cura indagini meteorologiche in tutto il mondo, collaborando con le singole nazioni al bisogno;
  8. Tutte le aziende private che si occupano di sviluppare e produrre modelli matematici, satelliti e strumentazione, software, per poi rivenderle a centri di controllo ed enti pubblici e privati;
  9. Tutte le aziende private nel settore della tutela, certificazione e valutazione ambientale, il cui lavoro è strettamente vincolato alle condizioni metereologiche esterne; 
  10. Tutte le aziende che si occupano di gestione e prevenzione del rischio ambientale.

Meteorologia “estrema”

In tutto il mondo si assiste ogni giorno a fenomeni atmosferici e meteorologici più estremi e pericolosi, figli del cambiamento climatico e dell’inquinamento. 

Alcuni meteorologici decidono di specializzarsi proprio nel campo dei fenomeni estremi, come tornadi, uragani e trombe marine. 

Il loro lavoro può avere può avere diverse declinazioni. Alcune possono essere: 

  1. preparazione di bollettini su fenomeni estremi, per allertare le autorità e la popolazione; 
  2. studio dell’aggravamento di questi fenomeni, per cercare di invertirli e arginarli, stilando piani di riduzione dell’inquinamento;
  3. attività di consulenza per enti ed aziende, per esempio quelle che sono più strettamente vincolate al clima per poter lavorare; 
  4. lavoro in centri di studio e ricerca scientifica.

In futuro il lavoro dei meteorologi e degli studiosi del clima sarà ancora più indispensabile, perché tutte le nazioni dovranno fare i conti con piani e manovre di contenimento dell’inquinamento e del cambiamento climatico.

Cosa studiare per diventare meteorologo

Come per ogni carriera tecnica ed estremamente specialistica, anche per fare il meteorologo è indispensabile avere studi solidi alle spalle. 

Le facoltà da preferire sono indubbiamente: 

  • Fisica
  • Scienze ambientali
  • Scienze nautiche
  • Matematica
  • Ingegneria
  • Fisica dell’atmosfera e meteorologia. 

Alcuni dei corsi specifici più utili sono presenti negli atenei: 

  • La Sapienza, Roma: Atmospheric Science and Technology (Lmast);
  • Università Parthenope, Napoli, e Università del Salento: master di II livello in Meteorologia e Oceanografia fisica;
  • Università di Torino: i singoli corsi sono inseriti nella facoltà di Laurea in Fisica, sia triennale che magistrale;
  • Università degli Studi di Milano: permette di aprire la propria tesi di laurea alla collaborazione con aziende private, centri di ricerca in tutto il mondo, Aeronautica Militare;
  • Università di Bologna: sia laurea magistrale in Fisica del sistema Terra, sia master in Meteorologia applicata;
  • Università di Trento: Master of Science in Environmental Meteorology. Questo corso ha validità magistrale in Italia.

Dopo il conseguimento della strada ci sono due possibili strade da prendere per iniziare ad esercitare il mestiere di meteorologo.

La prima è quella delle meteorologia civile, da portare avanti con master e corsi di specializzazione specifici. La maggior parte di questi corsi sono organizzati proprio dagli enti civili che si occupano della materia, a partire dalle Protezioni Civili nazionali, per finire con i centri di ricerca scientifico-ambientale.

La seconda è quella del servizio meteorologico dell’Aeronautica. 

L’accesso ad entrambe le vie è di solito regolato da concorsi e bandi specifici. Per gli interessati può essere utile visitare frequentemente i siti Internet di riferimento, oppure iscriversi a newsletter e mailing list di aggiornamento periodico.

Il dottorato

Per le materie di interesse scientifico è particolarmente prestigiosa la via del dottorato, cioè di una specializzazione di ricerca di ancor più alto livello, di durata variabile tra i 3 e i 5 anni a seconda dell’ateneo che fornisce i fondi. 

Il dottorato è una scelta a metà strada tra il mondo degli studi e del lavoro, che permette di iniziare a guadagnare con la propria professionalità ma richiede anche grande impegno e scrupolo per curare, indagare e presentare un progetto di ricerca innovativo e sperimentale. 

Con un dottorato è praticamente impossibile non trovare un lavoro di altissimo profilo, anche in enti e agenzie internazionali come ESA e NASA. 

Quali sono le abilità e le competenze del meteorologo

Le più rilevanti abilità e competenze di un meteorologo sono ovviamente quelle tecniche, matematiche e specifiche. Vengono acquisite progressivamente sia con gli studi, a vari livelli, sia con l’esperienza pratica. 

In particolare, i campi della conoscenza più utili sono:

  • Matematica; 
  • Fisica; 
  • Chimica;
  • Idrologia;
  • Oceanografia;
  • Agraria, Scienze forestali;
  • Geologia
  • Meteorologia fisica, dinamica e sinottica;
  • Climatologia.

A partire da queste materie è necessario sviluppare:

  • conoscenza dei fenomeni e dei processi della formazione degli eventi atmosferici; 
  • abilità nell’uso dei modelli matematici e nella loro ideazione, creazione e sviluppo, al bisogno; 
  • conoscenza approfondita di tutte le tecniche di indagine, raccolta dati e catalogazione legate alla meteorologia;
  • conoscenza dell’applicazione del metodo scientifico e sperimentale, indispensabile per verificare le ipotesi e produrre risultati misurabili e ripetibili in base ai dati ottenuti. Per ottenere risultati più performanti è bene sviluppare anche grande senso critico.

Generalmente il meteorologo lavora in team, per cui è decisamente utile affinare una certa abilità di lavoro in squadra e nella cooperazione produttiva. 

Considerati i limitati tempi a disposizione per le analisi e gli obblighi di consegna dei bollettini quotidiani è necessario essere dotati di spirito di time management e di una certa rapidità nel completamento delle proprie mansioni.

La carriera di meteorologo “davanti alla camera” 

Siti Web e canali televisivi possono avere un proprio spazio dedicato al meteo. In questo caso il meteorologo dovrà avere una buona predisposizione per: 

  • la presenza davanti alla videocamera, per essere più a proprio agio, comunicare in modo piacevole, diventare un punto di riferimento per gli spettatori di un certo telegiornale, e così via; 
  • descrivere fenomeni e problemi scientifici complessi con parole semplici, comprensibili a chiunque sia davanti alla registrazione al momento della messa in onda.

Stipendio e carriera del meteorologo

Nel computo totale dello stipendio di un meteorologo è fondamentale analizzare il livello di esperienza all’interno di un Ente pubblico o di un’azienda. 

Una figura junior, che magari affianca colleghi più esperti, viene inserita in organico con uno stipendio di partenza tra i 18 e i 20 mila euro l’anno. 

Acquisiti non meno di 3 anni di esperienza lo stipendio può aumentare fino ai 28/30 mila euro l’anno. 

A fine carriera è possibile guadagnarne anche 40 o 60 mila l’anno, ovviamente al netto di eventuali altri introiti derivati dalla propria professione, come: 

  • partecipazione a convegni e workshop; 
  • pubblicazione di saggi, manuali o articoli scientifici; 
  • partecipazione al board di riviste e pubblicazioni scientifiche e non;
  • convocazioni in programmi televisivi, collaborazioni con siti Web; 
  • disponibilità a lavorare su turni anche la notte o nei fine settimana, in particolare nei presidi dell’Aeronautica Militare. 

L’ultima alternativa da tenere in considerazione è l’insegnamento, in una delle università che propongono corsi complementari o primari per la formazione di meteorologo. Ovviamente in questo caso è necessario fare carriera accademica, quindi pubblicare su riviste scientifiche prestigiose, e superare il concorso pubblico di bando delle nuove assunzioni negli atenei.

Specialmente per chi è in possesso di un dottorato, questa strada è generalmente semplificata sia per la quantità e la profondità delle conoscenze acquisite, sia per la vicinanza al mondo accademico che rende più semplice avere notizie e appoggi dall’interno delle facoltà.

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