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L’Indovino: chi è e cosa fa

L’indovino è una persona che sostiene di avere alcune capacità non proprio comuni quali: prevedere il futuro, influenzare gli eventi, e altre capacità inaccessibili alle persone e appartenenti all’ignoto mondo del soprannaturale.

In questo articolo vedremo chi è e cosa fa l’indovino, scoprendo qualcosa in più su tale figura nota sin dall’antichità, presente finanche in un girone della Divina Commedia.

In conclusione, vedremo se è legale lavorare come indovino, come mago o veggente, insomma se è lecito svolgere un’attività collegata al mondo della magia e della superstizione.

Indovino: chi è

Indovino il cui termine deriva dal latino divinari (presagire), è una persona che dichiara di riuscire a prevedere il futuro e a svelare aspetti ed episodi occulti e misteriosi dell’esistenza.

La figura, già presente nell’antichità, era conosciuta come: oracolo o aruspice oppure come sciamano. Gli oracoli e gli aruspici erano presenti durante l’epoca greca e romana, gli sciamani richiamano alle attività veggenti praticate nel nord Asia.

Altri termini sinonimi di indovino, o che comunque richiamano a simili attività sono: profeta, chiaroveggente, vate, cartomante, chiromante, presago, occultista.

L’indovino: cosa fa

L’indovino non può essere considerata una professione. Chiaramente non esiste un albo, né precisi riferimenti alle attività svolta, né tantomeno informazioni relative ai guadagni provenienti dalle sessioni con i clienti. Per tali motivi, non è considerabile un lavoro strano, né tanto meno un lavoro divertente.

In generale si può dire che l’indovino riceve presso uno studio o a casa propria. Talvolta ci si può imbattere in un indovino o in una figura simile per strada.

L’indovino, il più delle volte, è vestito con abiti sgargianti e, accoglie le persone desiderose di avere risposte a domande sul futuro, sull’amore, sulla condizione economica, sui risultati delle proprie azioni.

L’indovino dunque profetizza sul futuro, cercando di dare risposte che possano in qualche modo tranquillizzare o mettere in guardia i propri clienti.

Nella tradizione greca, celebre fu Calcante, un indovino che, secondo la leggenda, ricevette il dono della profezia e fu, ai tempi, ritenuto come il messaggero della volontà degli dei greci. Fu Calcante a prevedere la durata della Guerra di Troia e a suggerire la costruzione del famoso cavallo in legno.

Gli indovini nella Divina Commedia

Per inquadrare al meglio l’indovino, è interessante notare che tali persone furono inseriti nell’VIII cerchio dell’Inferno da Dante nella Divina Commedia.

È nella quarta bolgia dell’inferno che Dante colloca gli indovini e i maghi. Questi hanno il corpo rivolto all’indietro e possono solo arretrare. Ciò perché in vita cercarono di guardare al futuro o citando Dante di: “veder troppo davante”, il cui compito spetta solo a Dio.

Gli indovini inseriti nel cerchio dantesco sono tanti: Arunte, Anfiarao, Tiresia e la figlia, Euripilo, Manto Michele Scoto e altri numerosi maghi.

Lavorare come indovino è legale?

Lavorare come indovino, come veggente o mago non è vietato. A stabilirlo è una sentenza del Tar del Piemonte, la quale non vieta in sé di esercitare l’attività di indovino, di mago, di veggente e simili.

Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza all’articolo 121 però pone un limite all’esercizio di tali lavori.

In particolare, se l’indovino svolge l’attività a scopo di lucro, ciò costituisce un illecito amministrativo. Pertanto, lavorare come indovino non è illegale ma illecito.

Fare l’indovino, potrebbe anche portare a costituire un reato, quando, in caso di denuncia, il giudice dovesse riconoscere il reato di truffa aggravata. Tale scenario si verifica principalmente quando l’indovino promette benefici che possono mettere in qualche modo in pericolo la vita e la salute delle persone. Ad esempio: proponendo cure alternative o particolari pratiche magiche.

Inoltre, come si evince da numerose sentenze, lavorare come indovino espone a ulteriori reati. È facile, infatti, incorrere in denunce per truffa ed estorsione.

In conclusione, niente vieta di proclamarsi indovini, tuttavia, è bene consultare l’insieme delle norme che limitano l’esercizio di tale attività per non incorrere in illeciti o reati.

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