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Imbianchino: chi è, come si forma, quanto guadagna

Chi di noi non ha, almeno una volta nella vita, dovuto rinfrescare le pareti della propria casa o del proprio ufficio? Imbiancare può sembrare un’attività semplice, ma in realtà nasconde tante insidie che solamente un professionista saprebbe come affrontare per assicurare un effetto garantito nel tempo ed esteticamente perfetto. 

Ad occuparsi del colore delle pareti degli edifici, e non solo, c’è l’imbianchino. 

Questo mestiere è, come tutte le professioni artigiane, richiestissimo. Se è molto economico e semplice effettuare alcuni lavoretti di casa da soli, l’aiuto di un esperto diventa fondamentale per lavori di altissima qualità.

Vediamo insieme quali sono le peculiarità di questo mestiere, oltre a tante altre informazioni utili per chi desidera avvicinarsi a questo mestiere! 

Chi è l’imbianchino

L’imbianchino, o pittore edile, è lo specialista che si occupa di tinteggiare le pareti.

Se in passato il suo lavoro era limitato prevalentemente a mani di bianco per rinfrescare la stanza, per esempio durante il passaggio da un affittuario all’altro, oggi questo professionista si occupa di molte più attività che richiedono anche grande perizia tecnica e senso dell’estetica. 

Da una parte, l’imbianchino si occupa della tenuta perfetta e della conservazione ottimale delle pareti interne ed esterne degli edifici. In sostanza, l’utilità del suo lavoro è strettamente funzionale.

Il prodotto finale deve essere in grado di resistere al tempo, all’umidità, alla ruggine e alle muffe, senza danneggiarsi per non richiedere ritocchi ravvicinati. 

Dall’altra, invece, l’imbianchino lavora con gusto e senso estetico anche all’apparenza delle pareti e dei rivestimenti.

Può per esempio suggerire e consigliare prodotti, creare decorazioni, aggiungere un tocco creativo all’aspetto della stanza che andrà poi arredata. 

Le mansioni dell’imbianchino non si limitano però alla semplice stesura del colore. Tra i suoi compiti ci sono: 

  1. Conoscere le caratteristiche chimiche dei prodotti e le loro possibili interazioni.
  2. Suggerire le tecniche migliori da usare in relazione all’ambiente (imbiancare una stanza calda e umida come una cucina o un bagno richiede attenzioni diverse da quelle necessarie per imbiancare una stanza asciutta e fresca; lo stesso vale per edifici di diverso uso, come case o industrie, capannoni o uffici, e così via). 
  3. Conoscere tutte le tecniche di applicazioni e le situazioni in cui è più opportuno scegliere una o l’altra. 
  4. Valutare la fattibilità di un progetto ed eventualmente intervenire con il suggerimento di una strategia o dell’altra.
  5. Eseguire decorazioni con vernici, pitture e materie particolari, per creare effetti scenografici e decorativi molto più complessi della tipica “mano di bianco”.

Tutte le fasi del lavoro dell’imbianchino

Proviamo ad analizzare più nel dettaglio lo svolgimento del lavoro “tipo” dell’imbianchino. 

La prima fase è quella della valutazione. A questo punto del lavoro è necessario: 

  1. Chiarire con il cliente quale effetto vorrà ottenere e consigliarlo in caso di dubbi;
  2. Valutare l’ampiezza del locale o della parete da decorare, in modo da procurarsi i giusti strumenti e materiali;
  3. Valutare le peculiarità del locale, per suggerire una strategia o l’altra in base alle caratteristiche del posto;
  4. Fornire un dettagliato preventivo di costi e tempi di realizzazioni, per aiutare il cliente ad organizzarsi e a decidere in modo trasparente a quale professionista affidare il lavoro;
  5. Reperire tutti i prodotti, i materiali e gli eventuali colleghi che dovranno aiutarlo nell’esecuzione.

Si passa poi alla vera e propria esecuzione. Anche questo step si divide a sua volta in più piccoli passaggi consecutivi: 

  1. Per prima cosa si prepara l’area di lavoro. Si spostano i mobili più leggeri, si liberano le pareti, si proteggono i pavimenti, le pareti da non toccare, gli interruttori dell’energia elettrica e i battiscopa con strati di plastica o carta per evitare le macchie, si montano scale o impalcature per arrivare ai punti più difficili dell’edificio. Quest’ultima fase è tanto più importante tanto più spesso si lavora in esterno, sulle facciate dei palazzi. In questo caso è fondamentale prestare molta cura all’aspetto della sicurezza dei lavoratori. 
  2. La parete, a meno che non sia stata recentemente eretta, dovrà probabilmente essere preparata. La preparazione consiste nella pulizia e nella lisciatura dell’intonaco o del materiale di costruzione: la pittura infatti non aderisce su superfici sporche, impolverate, grasse o irregolari. Se la parete presenta crepe o buchi è necessario riempirli con stucco, intonaco o sigillante. Se vanno rimossi i vecchi strati di vernice si lavora con lo scalpello (in esterno) o con i raschietti (in interno). Da ultimo si stende una mano di primer, cioè di una sostanza che rende poroso il muro e fa attaccare con più facilità la vernice.
  3. Quando la superficie è ben preparata, liscia e omogenea si passa alla stesura della pittura. Ogni pittura ha caratteristiche e funzionalità diverse, e l’imbianchino deve conoscerle per poterle suggerire correttamente, nonché sapere con quali tecniche di stesura i prodotti reagiscono meglio nel tempo. La stesura può essere singola o multipla, eseguita con colori pronti all’uso oppure miscelati in modo personalizzato, con pennelli, rulli, macchine spruzzatrici, omogenea o irregolare a seconda dell’effetto desiderato. 

L’ultimo step è quello della pulizia. L’imbianchino, una volta che la superficie è asciutta, smonta le proprie scale o impalcature, pulisce gli strumenti, rimonta o sposta i mobili nella posizione originale ed elimina tutte le protezioni. 

Le specializzazioni: molto più che semplice pittura

Abbiamo detto che l’imbianchino non si occupa più solamente di stendere una mano di colore su una parete, ma può operare come vero e proprio artista della decorazione pittorica. 

Nemmeno questa è però l’unica attività che può svolgere. Riassumiamole in una lista il più possibile esauriente: 

  1. Verniciatura di superfici in altri materiali, come legni o metalli;
  2. Stesura dei rivestimenti esterni per gli edifici;
  3. Stesura dei trattamenti isolanti, contro muffe, umidità, acqua piovana, calore, rumore;
  4. Lavoro di posa della tappezzeria, dei tessuti murari, della carta da parati;
  5. Posa dei battiscopa;
  6. Costruzione e pittura di pareti e controsoffitti in cartongesso;
  7. Stesura di pitture con caratteristiche o effetti estetici speciali, come la finta-ruggine, il finto-marmo, le spugnature, gli stucchi decorativi, il cemento pittorico, e così via.

Apprendistato e tirocinio: come diventare imbianchino

La professioni di imbianchino non parte da studi istituzionalizzati specifici, come scuole superiori o università. Tutto si gioca nel campo dell’applicazione pratica e del tirocinio accanto a professionisti più esperti che possono trasmettere il proprio sapere ed aiutare ad imparare tecniche e trucchi del mestiere. 

Tanto più le attività dell’imbianchino si complicano e al suo portfolio di lavori si aggiungono le decorazioni creative, tanto più sarà necessario approfondire le tecniche, padroneggiare gli strumenti e migliorare la propria competenza. 

Regioni e Comuni mettono sempre a disposizione bandi pubblici per corsi abilitanti e certificazioni professionali.

Lo stesso fanno le aziende edili più grandi, che a volte aprono al pubblico e agli interessati corsi di formazione specifici.

Si tratta sicuramente della modalità migliore, assieme all’esperienza pratica, per affinare la propria tecnica e progredire nella propria carriera con mansioni sempre più complicate. 

Le capacità dell’imbianchino

Come abbiamo capito, il mestiere di imbianchino unisce un sapiente uso della tecnica ad un buono sviluppo del senso dell’estetica.

Indubbiamente un professionista competente deve conoscere i materiali, la resa dei prodotti, rimanere aggiornato sulle novità e le tecniche, imparare ogni giorno un metodo più inventivo per soddisfare le esigenze dei propri clienti. 

Dall’altra parte ci sono le competenze interpersonali, però.

Quello degli artigiani è un mestiere complesso dal punto di vista delle relazioni: si entra in casa delle persone, si fa disordine (è nella natura di questi mestieri), è necessario conquistare la loro fiducia. 

Un modo di fare gioviale e cortese, la capacità di consigliare opportunamente e di essere sempre trasparenti in merito a tempi e costi sono valori fondamentali per tutte le professioni artigiane, non ultima ovviamente quella di imbianchino. 

Come ultima cosa è necessario tenere conto delle proprie capacità fisiche. Il lavoro di pittore edile coincide con l’esigenza di rimanere in piedi o in posizioni davvero scomode per tutto il giorno, stare su ponteggi e scale per molte ore e passare tanto tempo in auto o in furgone per le trasferte. 

Lo stipendio dell’imbianchino

Uno dei motivi per cui le professioni artigianali sono diventate sempre meno frequenti è che il loro costo sembra sproporzionato in relazione all’effettiva esecuzione.

Per molti è decisamente più economico acquistare da soli il materiale e imparare i rudimenti più essenziali, senza rivolgersi ad un professionista.

Il “costo” di questa decisione si paga però nel tempo, con l’emersione di errori ed imprecisioni, e con il rischio di causare danni all’edificio o a se stessi per via di un’esecuzione poco attenta. 

Piuttosto banalmente chi intraprende la professione di imbianchino non mira ad arricchirsi particolarmente, a meno che non scelga di aprire una propria azienda

I compensi medi per questa mansione sono pari a, circa, 12-13 mila euro l’anno.

Un apprendista potrebbe non guadagnarne più di 700 al mese, per i primi due o tre anni di professione.

Al contrario, un esperto con molti anni di esperienza alle spalle può avanzare la richiesta di un aumento dello stipendio fino a circa 1500/1600 euro al mese. 

La situazione non è uniforme in tutti i paesi. In alcuni le professioni artigiane sono ancora estremamente valorizzate.

Ad esempio, negli Stati Uniti un imbianchino professionista che lavora prevalentemente con la decorazione muraria può arrivare a guadagnare anche 40 o 45 mila dollari l’anno. 

Dipendente o libero professionista? Le possibilità di carriera

Il settore artigiano è quello che con più facilità permette di aprire una propria attività e mettersi in proprio in poco tempo. Si tratta evidentemente di un rischio, connaturato all’inizio dell’impresa, ma che consente di aumentare notevolmente i propri guadagni. 

Se da dipendente un imbianchino guadagna indicativamente 9 o 10 euro l’ora, un libero professionista estremamente competente può richiederne anche 20 o 25. 

Proviamo a mettere a confronto le due tipologie di lavoro.

I vantaggi del lavoro da dipendente sono il minor numero di responsabilità, l’orario di lavoro stabile e i guadagni regolari.

Lavorando con professionisti più esperti è anche facile apprendere nuove tecniche e diventare via via più competenti anche nelle mansioni più complesse come la decorazione a mano libera.

In azienda è possibile anche fare avanzamenti consistenti di carriera passando da pittori edili semplici a capi-gruppo o capi-cantiere, con responsabilità e compensi via via più consistenti. 

Di contro, è probabile dover sottostare a regole più rigide, fare trasferte lontano da casa, e ovviamente guadagnare meno di un libero professionista. 

Se la professione da dipendente non fosse più stimolante è possibile anche rivolgersi a settori collaterali a quello artigiano. Ad esempio si può diventare venditori, promuovendo i prodotti di un colorificio o un rivenditore specializzato presso altre aziende. 

La situazione è ribaltata all’opposto se parliamo di lavoratori indipendenti.

Potendo scegliere quali lavori acquisire e quali non accettare si ha maggior controllo sulle proprie esperienze, sulle trasferte, sui tempi di esecuzione.

Di contro è necessario prendersi la responsabilità del rischio di impresa, saper delegare ad eventuali dipendenti ed insegnare loro le tecniche per ottenere risultati professionali. 

Qualche consiglio strategico per le piccole imprese di tinteggiature

Il mondo è molto cambiato da quando Internet ha manifestato tutta la propria potenza, e i lavori artigiani hanno dovuto imparare ad adeguarsi a questo nuovo mezzo.

Trovare nuovi clienti è infatti l’anima della libera impresa, e ci sono molti metodi che si possono imparare e usare per aumentare il numero dei propri clienti e la propria credibilità.

Ecco tre consigli strategici da mettere in pratica se si vuole intraprendere una carriera di imbianchino con la libera professione: 

  1. Organizzare un sito web completo e facile da usare. I clienti cercheranno il vostro nome su Google, se non gli è stato in precedenza consigliato da un conoscente o un familiare: è fondamentale che vi trovino. Sul sito potete inserire foto dei vostri lavori, una presentazione dell’azienda, piccoli articoli sul vostro mestiere e una sezione per prenotare un preventivo o un intervento. 
  2. Creare un book fotografico. Avere qualcosa di bello da mostrare ai clienti è fondamentale per convincerli della vostra professionalità. Scattate foto in alta risoluzione dei vostri lavori più riusciti, scendendo nei dettagli più piccoli, e raccoglieteli in una bella presentazione cartacea o digitale. 
  3. Usare i social. Aprite un profilo social sulle due piattaforme che più di tutte hanno a che fare con i prodotti visivi: Pinterest ed Instagram. Potete inserire le foto dei vostri lavori, chiedere un feedback ai vostri clienti per incentivarne di nuovi a contattarvi, rispondere alle domande degli utenti e creare progressivamente il proprio giro di interessati. Su Facebook potrete anche usufruire della funzione ADV, che consente di creare annunci personalizzati a pagamento che appariranno sulle bacheche degli utenti potenzialmente interessati al vostro lavoro. 

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