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Lavorare come giornalista: cosa fa, cosa studia e quanto guadagna

La professione dell’informazione è delicata e preziosa: veicola un messaggio forte di consapevolezza nei confronti degli spettatori e dei lettori, e richiede studi, esperienza e deontologia professionale. 

Nella nostra guida al mestiere di giornalista parleremo di molti aspetti di questo lavoro: inizieremo dalle mansioni, per poi passare alla formazione, alle abilità e caratteristiche da possedere, fino allo stipendio a cui ambire. 

Chi è e cosa fa il giornalista

Il giornalista è un esperto della comunicazione che si occupa di: 

  • investigare;
  • preparare un contenuto testuale, con foto o video;
  • pubblicarlo sui canali di promozione della testata o mandarlo in stampa. 

Le mansioni di un giornalista possono essere divise in fasi.

Ricerca

La fase di ricerca è probabilmente la più delicata eppure la più importante. Per un giornalista significa: 

  • tenere d’occhio gli eventi della propria area di competenza;
  • intervistare i coinvolti o chi può avere informazioni da condividere con la stampa;
  • leggere gli articoli correlati allo stesso argomento già scritti dai colleghi;
  • cercare lo storico delle pubblicazioni sullo stesso tema;
  • creare una rete di conoscenze che possono fornirgli informazioni di prima mano;
  • indagare sui fatti per accertarne l’esistenza.

Analisi delle fonti

Non tutte le fonti sono ugualmente valide. La notizia di prima mano di un dirigente di una grande azienda nazionale ha un peso diverso dal report di un evento fatto da un lontano conoscente o collaboratore della persona coinvolta. 

Questo non significa però che le varie campane non vadano ascoltate: semplicemente è necessario accertarsi che le informazioni riferite siano veritiere per l’esperienza del fatto.

Produzione del contenuto

A seconda del tipo di pubblicazione e testata sarà necessario creare un diverso contenuto. Per una rivista o un quotidiano si crea un articolo scritto, che verrà poi mandato a titolisti, correttori di bozze, fotografi e tipografi per l’impaginazione, la correzione e l’aggiunta delle immagini prima della stampa. 

Per una testata online è necessario allo stesso modo scrivere l’articolo, ma verrà poi pubblicato sul sito o sul blog della testata.

Se il servizio andrà in onda su una televisione o caricato su un canale Youtube o in forma video, sarà necessario che il giornalista o un suo collaboratore acquisiscano i materiali video, li montino, aggiungano grafiche, musica o sottotitoli, e così via fino al momento dell’emissione.

Tante declinazioni dello stesso mestiere

Si può essere giornalista in davvero moltissimi tipi di testate, che si occupano di diversi argomenti. Si tratta di un mestiere versatile, di certo, ma con l’esperienza è bene affinarsi in un certo campo e settore, non solo per padroneggiarne meglio il linguaggio, ma per avere una conoscenza specialistica della materia.

Alcune delle declinazioni del mestiere di giornalista sono:

  • cronaca nera: cioè quella legata ad eventi tragici, gravi incidenti, omicidi, rapine;
  • cronaca giudiziaria: cioè quella che monitora lo stato delle accuse e dei processi;
  • cronaca locale: cioè quella degli eventi delle singole città o paesi;
  • sport: cioè la cronaca legata al mondo del calcio, del basket, del tennis, e così via. Ha la particolarità di avere un pubblico molto entusiasta, competente e specialistico, e richiede un linguaggio specifico.
  • moda: legata al mondo delle sfilate e degli eventi;
  • costume: sotto l’etichetta “costume” rientrano tutti gli argomenti di interesse mainstream e collettivo, dal cibo ai viaggi, dal turismo all’opinionismo.
  • food&wine: si tratta del giornalismo che ricerca cibi tipici, cantine, produttori, ristoranti e locali.
  • cronaca economica e finanziaria: un settore trascurato eppure appassionante, con pochissimi giornalisti specializzati, in gran parte uomini.
  • esteri: cioè la cronaca che raccoglie tutte le notizie dal mondo, con o senza inviati sul posto;
  • cronaca rosa: cioè quella che tratta argomenti più frivoli e leggeri, di solito legati alle vicissitudini sentimentali di personaggi famosi;
  • cronaca bianca: cioè quella che pertiene al settore civile e amministrativo;
  • giornalismo d’inchiesta: chi lavora con inchieste e reportage non esaurisce il proprio articolo in poche ore, ma può lavorarci per settimane, mesi o anni. Di solito in questo tipo di giornalismo sono necessari videomaker, fotografi e fonti sul posto, oltre ad una grande disponibilità alle trasferte, anche in luoghi molto lontani del mondo.
  • giornalismo d’opinione: di solito riservato alle penne più autorevoli della testata, che esprimono un parere sull’argomento del giorno o su una “macroarea” dell’informazione.
  • viaggi: i giornalisti che si occupano di viaggi possono dare suggerimenti ai lettori, consigliare mete, alloggi, luoghi da visitare, anche particolari e settoriali.
  • design: nel mondo del design possono rientrare le tendenze di architettura, arredamento, giardini, e così via. Spesso di tratta di servizi a grande componente fotografica o video.
  • automotive: cioè il giornalismo legato ad auto e moto, non in senso sportivo ma come innovazione, nuove uscite, prototipi, e così via.

Formazione e abilitazione da giornalista

Per diventare giornalista è necessaria una formazione specialistica e dettagliata. 

Le tre facoltà da scegliere se si vuole intraprendere questa carriera sono: 

  • Scienze della comunicazione (triennale + magistrale)
  • Lettere (triennale + magistrale)
  • Lingue (triennale + magistrale)

Una formazione più settoriale può essere fornita dalla facoltà di Economia, o di Ingegneria, a seconda della tematica di cui ci si vuole occupare in futuro.

Scuola di giornalismo o praticantato

Finita l’università sono possibili due strade: quella della scuola di giornalismo e il praticantato. 

Le scuole di giornalismo sono private, di solito organizzate da testate celebri, e di solito molto costose. Per gli studenti che accedono con i voti migliori sono disponibili specifiche borse di studio. 

Il praticantato dura invece 18 mesi, e al suo termine il direttore della testata scelta dovrà accertare con un documento e una relazione l’avvenuta collaborazione.

Il corso dell’Ordine

Entrambe le certificazioni permettono di accedere ai corsi di 45 ore organizzati dall’Ordine dei giornalisti, o in una delle scuole locali, o nella sede centrale di Fiuggi. 

Al termine del corso è necessario superare un esame specialistico, sia scritto (con la redazione di articoli) che orale (che verte su legislazione e deontologia professionale).

L’ammissione all’albo: pubblicista, giornalista di mestiere o freelancer? 

Con questa ulteriore qualifica in mano è necessario scegliere tra la strada di giornalista pubblicista, quella di giornalista di professione o quella di freelancer. Successivamente è possibile essere iscritti all’Ordine dei giornalisti locale.

Per diventare giornalista professionista è necessario: 

  • avere almeno 21 anni;
  • essere in possesso delle qualifiche che abbiamo elencato. 

Il professionista non svolgerà altro mestiere, se non quello di giornalista.

Per diventare giornalista pubblicista è necessario: 

  • avere almeno 18 anni;
  • essere in possesso delle qualifiche che abbiamo elencato;
  • aver lavorato per almeno 2 anni in modo non occasionale come giornalista;
  • avere all’attivo 60/70 articoli pubblicati su giornali, riviste, periodici, testate online;
  • esercitare come giornalista nella maggioranza del proprio tempo, ma non in modo esclusivo.

Il freelancer può esercitare come giornalista in modo occasionale, affiancando ovviamente un altro mestiere a quello dell’informazione. Per questa carriera è necessario aspettarsi bassi guadagni e un ambiente estremamente competitivo. Inoltre, sarà il singolo freelancer a dover “rivendere” i propri articoli alle testate, intrattenendo con loro a tutti gli effetti un rapporto di cliente-fornitore.

Abilità e competenze: cosa deve saper fare un giornalista

Un giornalista di livello non potrà prescindere dall’affinare abilità di: 

  • lettura, scrittura, produzione orale in italiano e in un’altra lingua straniera di preferenza (ovviamente è prediletto l’inglese, ma molto dipende dall’interesse personale per la cronaca di una certa nazione);
  • abilità nella scrittura e nella redazione di testi;
  • se richiesto dal proprio ruolo, capacità in fotografia, videomaking, montaggio e post-produzione;
  • conoscenza di alto profilo dei media e della comunicazione;
  • conoscenza delle normative vigenti e del codice deontologico professionale

In più, dovrà padroneggiare: 

  • senso critico, per verificare con scrupolosità le proprie fonti e le proprie affermazioni prima della pubblicazione;
     
  • capacità di problem solving, anche nelle situazioni più delicate;
  • abilità di adattamento, disponibilità a lavorare negli orari più tardi, anche in trasferta;
  • capacità di gestione del tempo, proprio e dei collaboratori;

Stipendio e carriera di un giornalista

La retribuzione di un giornalista è decisamente variabile in base a molti fattori: 

  1. anzianità;
  2. “pagina” di competenza (per esempio, la pagina economia è molto meglio retribuita della cronaca rosa, con un solito +20% circa);
  3. tipo di contratto di lavoro (da freelancer, da professionista, da pubblicista);
  4. possibilità di avere incassi paralleli, per esempio con la pubblicazione di saggi e libri, tenendo convegni e seminari o facendo parte del corpo di docenza in una scuola professionalizzante.

Lo stipendio medio in Italia di un giornalista è di circa 38.000 euro; un junior, con un’esperienza compresa tra gli 0 e i 4 anni, può guadagnarne circa 10.000, mentre un professionista molto affermato e riconosciuto (oltre i 20 anni di attività) può guadagnarne anche più di 200.000. 

Lo stipendio medio di un pubblicista si aggira invece intorno ai 35.000 euro. Per un freelancer, la cifra è pari a circa 20.000 euro.

Presente e futuro dell’informazione

In pochissimi anni il mestiere dell’informazione è cambiato in modo radicale, e il motivo si chiama “Internet”. 

I principali motivi per cui Internet ha cambiato il mondo dell’informazione sono: 

  • la sua estrema rapidità, che permette a qualsiasi persona connessa dallo smartphone o dal PC di rimanere aggiornata su avvenimenti lontanissimi a pochi minuti dal loro avvenimento;
  • la possibilità, per ogni persona, di diventare per un momento giornalista, semplicemente fotografando o riprendendo un evento e postandolo online;
  • la circolazione più volatile delle informazioni, che non rimangono più “sulla bocca di tutti” per giorni o settimane, ma che evolvono, mutano, cambiano;
  • l’uso delle fake news e dei titoli acchiappa click da testate giornalistiche, singoli professionisti dell’informazione e utenti, che distorcono la realtà degli eventi a proprio vantaggio;
  • l’ingresso online delle parti politiche, in perenne campagna elettorale sui social network. 

Per i giornalisti è diventato decisamente più complesso gestire la mole di informazioni quotidiana, e rispettare contemporaneamente i principi deontologici del mestiere. 

Piuttosto ovviamente tra le competenze del presente per i giornalisti ci sono source research anche online, l’uso di tutti gli strumenti di indagine e di pubblicazione disponibili su Internet, la conoscenza dei social network e dei principi di social media management. 

Le testate più grandi hanno di solito un reparto che si occupa esclusivamente della gestione dei profili social, o delle fotografie, oppure dell’impaginazione. Una piccola pubblicazione può invece richiedere ai propri professionisti competenze anche in questi ambiti, associando in una sola figura più mansioni.

Il futuro richiederà abilità sempre migliori nell’uso dei Big Data, sia per fornire un’esperienza di condivisione più personalizzata per gli utenti, sia per investigare ed indagare sugli eventi del quotidiano nel mondo.

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