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Lavorare come dirigente scolastico: mansioni, carriera e guadagni

Negli ultimi anni il numero di giovani e giovanissimi che vogliono intraprendere la carriera di insegnante sta aumentando vertiginosamente. 

Sempre più sono gli studenti che stanno compiendo il nuovo percorso formativo per diventare insegnante attraverso l’acquisizione dei famosi 24 CFU che qualche tempo fa sono stati imposti dallo Stato per gli aspiranti docenti.

Dopo qualche anno avere coronato il proprio sogno di poter trasmettere la conoscenza ai più giovani, nella speranza che continuino il loro percorso formativo, può rivelarsi interessante pensare di evolvere la propria figura professionale e concludere il proprio percorso nel mondo dell’insegnamento diventando un Dirigente Scolastico

Chi è un Dirigente Scolastico

Un Dirigente Scolastico è una figura professionale che in sostanza ha il compito di gestire uno o più plessi scolastici, regolamentata dall’art. 25 del D.L.vo 165/2001. 

Il suo ruolo è di tipo strategico, perché deve essere in grado di coordinare tutti gli uffici e tutto il personale facente parte di un istituto scolastico, senza contare della responsabilità che ha verso gli studenti. 

Le sue funzioni sono gestionali, direzionali, di coordinamento e organizzative sia per quanto riguarda le risorse umane che lavorano all’interno delle scuole che per quanto riguarda le questioni amministrative, finanziarie e strumentali (un esempio potrebbero essere tutte le macchine necessarie agli istituti tecnici per fare lezione pratica). 

Anche se il Dirigente scolastico prende delle decisioni a livello gestionale, è solito avvalersi dell’aiuto del personale scolastico formato per svolgere tutti i lavori operativi e prendere alcune decisioni riguardanti l’istituto. 

L’evoluzione da Preside a Dirigente scolastico

Prima del 2001 la figura del Dirigente scolastico aveva una denominazione e regolamentazione totalmente differente rispetto ad ora. 

A dirigere le scuole secondarie di primo e/o secondo grado, una volta c’era una figura denominata Capo d’Istituto mentre le Scuole primarie c’era il Direttore Didattico. 

Con l’approvazione dell’art. 25 del D.L.vo 165/2001 le due figure vengono sublimate in un’unica professione decretando che questa fosse un dirigente dello stato responsabile della gestione delle risorse umane, finanziarie, strumentale, dell’andamento e delle performance di un complesso scolastico.

Assiema alla legge, sono stati stilati tutti i compiti e tutte le regole che un Dirigente Scolastico deve seguire e alle regole a cui deve sottostare. 

Che cosa fa un dirigente Scolastico

Ricoprire il ruolo di dirigente scolastico, vuol dire essere disposti a prendersi in carico una grossa mole di responsabilità civili e penali a cui si può incorrere praticando questo mestiere. 

Innanzitutto deve essere in grado di mettere in pratica le linee generali dettate dallo Stato per quanto riguarda la gestione delle scuole sia dal punto vista strutturale, didattico, del personale e degli studenti e rielaborare in un piano strategico da mettere in pratica di anno in anno. 

Fra le sue tante mansioni c’è quella della gestione pedagogica, didattica ed organizzativa di un complesso scolastico; deve redigere annualmente il piano per l’offerta formativa (POF) e provvedere alla gestione e al coordinamento degli orari di lezione degli insegnanti, del personale d’Ufficio e del resto del personale che collabora all’interno dell’Istituto. 

Ma non solo. Il Dirigente scolastico ha anche il compito di gestire i rapporti con gli esterni all’istituto, ma comunque fondamentali per il funzionamento di qualsiasi scuola. 

Queste figure si possono concretizzare con i rappresentanti dei sindacati, i rappresentanti legali e le cooperative che lavorano per le scuole, com le imprese di pulizie o le azienda che distribuiscono i pasti nelle mense. 

All’inizio di ogni anno scolastico deve cercare di organizzare le risorse umane di tutto l’istituto e impostare le diverse attività scolastiche e pensare anche ad eventuali investimenti in attività legate sempre all’incremento dell’educazione e della consapevolezza dello studente. 

Nel caso in cui ci sia un gap nel personale ATA o decente, sarà sempre compito del Dirigente Scolastico selezionare i nuovi collaboratori all’interno dell’istituto che andranno poi a trasmettere la loro conoscenza agli studenti. 

Fra il corpo docente verranno scelti altri insegnanti che avranno il compito di affiancare il Dirigente scolastico durante le decisioni riguardanti la scuola e il suo organico. 

Uno dei compiti dei docenti che supportano il Dirigente scolastico, o del DS stesso, è quello di approvare il piano didattico di tutti gli insegnanti ed eventualmente fare un colloquio con gli stessi per discutere delle scelte prese, con l’obiettivo di far raggiungere agli studenti un percorso formativo adeguato a di successo. 

All’inizio dell’anno, quando è ora di formare le nuove classi, è dovere di un Dirigente scolastico prestare attenzione a formare delle classi equilibrate, con il minor numero di studenti consentito per il plesso scolastico, il personale, le disponibilità economiche e logistiche a disposizione.

Cosa fondamentale è la stipula di un nuovo contratto, o il suo rinnovo, con gli enti o cooperative convenzionate (pubbliche o private), disposte a pensare e progettare un percorso formativo individualizzato per l’istituto, la classe o il singolo studente che si ritenga ne abbia bisogno. 

Un’azione fondamentale per quanto riguarda il futuro degli studenti, il Dirigente scolastico e i suoi preposti devono creare un piano e delle convenzioni mirate all’orientamento dello studente dopo la fine di un ciclo scolastico che possa essere quello delle scuole di secondo grado o dell’Università. 

Dopo la riforma “Buona scuola” del 2015, l’intero percorso formativo sia degli insegnanti, del DS e del personale degli Uffici viene sottoposto e delle forme di valutazione ed autovalutazione del proprio operato; per fare ciò vengono utilizzati dei software adibiti al rapporto di autovalutazione (RAV) uguale per tutti i complessi scolastici con l’obiettivo di migliorare l’intero apparato scuola italiano. 

Un’altra mansione del Dirigente scolastico è organizzare e gestire le risorse finanziarie che vengono assegnate all’istituto ogni anno; queste risorse devono essere in grado di;

  • dividere tutte le risorse per fare le spese ordinarie, con la possibilità di eccedere nel budget del 10% e per le spese superiori a 2000 Euro scegliere fra due offerte per un servizio, quella in cui si spende di meno;
  • realizzare il programma annuale;
  • inviare la proposta del programma annuale a chi di dovere in modo da poterla revisionare;
  • deve essere in grado di nominare delle persone che lo assistano a cui vengano rimborsati in minima parte per lo sforzo in più. 

Le mansioni che deve svolgere un dirigente scolastico però non si esauriscono qui: come figura al vertice di uno o più plessi scolastici, il Dirigente deve dimostrarsi una figura di riferimento, un leader culturale, strategico, educativo e ricettivo per tutte le figure che fanno parte e lavorano all’interno del comparto scolastico. 

Le strutture scolastiche poi devono essere prese in esame periodicamente e fare un bilancio dei lavori architettonici che devono essere fatti non modo da non avere alcuna barriera che possa impedire l’accesso alla struttura. 

Basti pensare alle rampe per coloro che devono utilizzare una sedia a rotelle e tutti gli altri accertamenti che assicurino un luogo sicuro per gli insegnanti e gli alunni. 

Deve prendere provvedimenti nel caso degli alunni abbiano delle esigenze particolari come tutti i soggetti con dei bisogni educativi speciali (BES) come delle disabilità motorie o disturbi dell’apprendimento e prendersi carico delle differenze culturali, sociali e religiose. 

Sempre riguardanti i temi appena citati è dovere di un dirigente scolastico preparare dei percorsi opportuni riguardanti l’inclusione degli alunni che presentano delle diversità culturali, motorie o dei disturbi dell’apprendimento così da educare gli studenti alla diversità e rispettarla. 

Percorso professionale per diventare un Dirigente Scolastico

Per diventare un dirigente scolastico prima di tutto è necessario seguire un concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione (MIUR) che permetta di accedere alla carriera di Dirigente scolastico. 

Solamente per accedere al concorso è necessario avere precisi requisiti, altrimenti si verrà automaticamente estromessi dalla selezione. 

Prima di tutto, ancor prima di fare domanda, è necessario essere insegnanti di ruolo e insegnare da almeno cinque anni quindi  avere un contratto a tempo indeterminato presso un istituto scolastico. 

Per essere idonei a partecipare al corso concorso però non è necessario essere insegnanti di ruolo da cinque anni, basta aver esercitato il ruolo di insegnante per cinque anni, anche coma figura di sostituzione (ma per la durata intera dell’anno scolastico), ma nel momento stesso in cui si decide di fare domanda, è necessario avere la qualifica di insegnante con cattedra. 

I cinque anni esercitati poi, possono esser stati fatti presso scuole pubbliche, private o istituti paritari. 

É necessario essere in possesso di una laurea magistrale specialistica (o del vecchio ordinamento) oppure essere in possesso di un diploma accademico di secondo livello di formazione artistica come i conservatori o le accademie d’arte. 

Queste sono le credenziali di base per poter accedere al concorso, ma al ogni modo, ogni bando può differenziarsi in base alle necessità e chiedere anche più requisiti. 

Il corso/concorso poi si articola in diverse prove:

  • il primo step riguarda il completamento di 50 quesiti a risposta multipla sulle materie precedentemente indicati nel bando;
  • un prova in cui ci sono 5 domande a risposta aperta di cui una da rispondere in una lingua straniera a scelta fra inglese, francese, spagnolo e tedesco;
  • un colloquio in presenza per verificare la prova scritta ed accertare le conoscenze informatiche e la conoscenza di almeno una lingua straniera da parte del candidato. 

Le domande che vengono poste nelle prove a risposta multipla e aperta trattano generalmente delle materie specifiche come:

  • le normative del sistema educativo e scolastico in Italia, con delle domande anche sulle riforme fatte in passato e in corso;
  • argomenti riguardanti il diritto penale, civile e amministrativo;
  • argomenti riguardanti la contabilità di stato in ambito gestione delle istituzioni scolastiche;
  • le procedure per valutare le performance dei singoli complessi scolastici tramite l’utilizzo di software di gestione, valutazione e programmazione dei piani educativi e del personale. In questa fase verranno fatte delle specifiche domande gestione del piano triennale dell’offerta formativa e l’elaborazione del rapporto di autovalutazione del piano di miglioramento;
  • i processi di inclusione scolastica, il miglioramento degli strumenti elettronici all’interno degli ambienti scolastici e la gestione degli spazi stessi;
  • la procedura per organizzare e gestire il personale;
  • le procedure di valutazione e autovalutazione degli insegnanti, la struttura scolastica e il personale che collabora con la struttura;
  • conoscenza di una lingua straniera tra francese spagnolo e tedesco a livello B2 del CEF;
  • conoscenza dei sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.

Se il candidato supera tutte queste prove, allora potrà accedere al corso di formazione per diventare a tutti gli effetti un dirigente scolastico. 

Il corso avrà una durata di quattro mesi, che seguirà un tirocinio anch’esso della durata di quattro mesi seguito da un colloquio finale; i candidati che superano brillantemente il colloquio post-tirocinio, vinceranno il concorso per dirigente scolastico e verranno messi utilmente nelle apposite graduatorie. 

Quanto guadagna un Dirigente Scolastico

Dopo aver superato un corso-concorso particolarmente lungo e ostico (alla fine parliamo di un minimo di otto mesi), un candidato idoneo potrà entrare nell’apposita graduatoria ufficiale per dirigere un complesso scolastico. 

Come da norme vigenti, lo stipendio percepito sarà regolato secondo l’inquadramento del CCNL, ma la busta paga potrà variare in base alla Regione in cui il Dirigente Scolastico andrà ad esercitare e in base a quante scuole effettive dovrà dirigere. 

Proprio così, com’è stato precedentemente accennato, un Dirigente Scolastico può anche dirigere tre o quattro istituti scolastici, ognuna con un grado di maturità diverso (quindi scuola dell’infanzia, scuola secondaria di primo grado, etc), diversi edifici scolastici, diversi collegi docenti, personali di ufficio etc.

Non è così semplice, anche perchè l’organico di un istituto scolastico può essere estremamente consistente e ogni istituto ha esigenze e problematiche differenti. 

A questo punto possiamo stilare le possibili buste paghe che un Dirigente scolastico può ottenere, ma ci si deve sempre ricordare di tutte le accortezze poco sopra descritte.  

Partiamo dalla retribuzione fissa che può avere un dirigente scolastico:

  • lo stipendio base per un preside è di €3.331,61 mensili;
  • la quota fissa per la retribuzione di posizione invece è di €273,59 al mese;
  • l’indennità vacanze contrattuale invece è di €24,99 al mese. 

Sommando tutti questi fattori uno stipendio mensile di un dirigente scolastico equivale a €3.630 lordi.

La retribuzione variabile invece si divide in due voci;

  • la retribuzione variabile di posizione;
  • la retribuzione di risultato, cioè se hai svolto con ottimi risultati il tuo lavoro una volta l’anno lo stato ti da un premio in denaro. 

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