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Professione Chimico

Antoine-Laurent de Lavoisier, universalmente riconosciuto come il padre della chimica, affermò, in uno dei suoi più citati aforismi, che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Per quanto possa sembrare materia complicata e fuori dalla dimensione quotidiana, la chimica è ciò che sta alla base di buona parte di tutto quello che ci circonda e che facciamo normalmente. Tutti i materiali di uso comune sono frutto di ricerca che parte dalla chimica, e addirittura buona parte delle operazioni che compiamo per cucinare sono in realtà reazioni chimiche. 

Il ruolo del chimico nella società odierna è più che fondamentale, e nel mondo del lavoro è una professione che, per quanto necessiti di un percorso formativo di un certo livello, è sempre richiesta e permette di ottenere una buona retribuzione

Chi è il chimico 

Per definizione, un chimico è uno scienziato esperto di elementi chimici e delle loro reazioni, specializzato appunto in chimica, ovvero quella branca della scienza che studia la composizione della materia ed il suo comportamento in base a tale composizione. 

Un chimico studia gli elementi a livello atomico e molecolare e i modi in cui le sostanze interagiscono tra loro. La scienza chimica si suddivide in diverse branchie, come ad esempio la chimica analitica, che studia la composizione e la struttura di una sostanza e degli elementi che la compongono, oppure la chimica organica, che studia le sostanze organiche, cioè composte da molecole che contengono carbonio. 

Nella ricerca di base, il lavoro del chimico è finalizzato ad aumentare la comprensione e la conoscenza del mondo chimico organico e inorganico, condividendo i risultati delle sue ricerche con la comunità scientifica mondiale. Nella ricerca applicata, il suo scopo è sviluppare nuovi composti e materiali, migliorare quelli esistenti e sfruttare le reazioni chimiche per svariate applicazioni, industriali o meno. 

A livello industriale, il chimico può essere impiegato per svolgere analisi chimiche e lavorare ad esempio in progetti di Research and Development (R&D), al fine di sviluppare una svariata gamma di prodotti chimici: dalle fibre sintetiche alle materie plastiche e polimeri, dai cosmetici ai farmaci, dalle vernici ai materiali per l’edilizia, dai coloranti per l’industria alimentare ai fertilizzanti chimici. 

Cosa fa il chimico 

Il lavoro del chimico consiste principalmente in analisi e esperimenti di laboratorio: analizza le sostanze e i materiali per individuarne proprietà chimiche e fisiche, le strutture molecolari e atomiche, e per studiare le modalità con cui i diversi elementi interagiscono tra di loro, ad esempio per testare nuovi prodotti o processi. Sviluppa un protocollo per verificare e validare gli esperimenti, e documenta le analisi compiute così come i risultati ottenuti. La ricerca può essere finalizzata alla registrazione di un brevetto, per la realizzazione di prodotto chimico innovativo oppure per la definizione di un nuovo processo industriale. 

I laureati in chimica principalmente eseguono analisi di laboratorio, quantitative e qualitative, per il controllo qualità lungo l’intero processo produttivo: dalle materie prime, al semilavorato, per arrivare al prodotto finito. In particolare sono impiegati nelle aziende agroalimentari ed enologiche, oppure in ambito chimico farmaceutico, per controllare i principi attivi per uso terapeutico e medicinale. 

Hanno a disposizione strumentazioni tecniche specifiche per le diverse analisi chimiche richieste e applicano le norme di sicurezza previste dalle specifiche procedure. Devono anche documentare l’esito delle analisi, assicurando una corretta gestione dei dati analitici e dei campioni analizzati. 

Un chimico può anche essere addetto alla gestione e al controllo degli impianti produttivi, nel caso in cui si utilizzino sostanze chimiche o in cui esista un rischio chimico. Inoltre può avere il compito di supervisionare la conformità a metodi e procedure definite e il rispetto della normativa di tutela ambientale (chemical risk e environmental risk nell’industria chimica). 

Le competenze di un chimico sono richieste in primis nelle aziende chimiche, ovvero nel settore chimico-farmaceutico, biochimico, nell’agrochimica, nell’industria della plastica e nel settore petrolchimico. 

Inoltre è molto importante il lavoro svolto nei laboratori di analisi chimiche e microbiologiche per affrontare problematiche legata all’ambiente (analisi terreni, analisi e classificazione rifiuti, controllo emissioni in atmosfera, agenti biologici), all’igiene industriale (analisi acque di scarico, residui di lavorazioni ecc.) e all’igiene degli alimenti (analisi chimiche e microbiologiche di alimenti, bevande, mangimi ed integratori zootecnici ecc.). 

Infine, i chimici possono lavorare in ambito medico-sanitario, dedicandosi ad analisi chimico-cliniche, così come nell’ambito della ricerca e dell’istruzione, come professore di chimica. 

Il laboratorio chimico è un ambiente chiuso e controllato in cui effettuare le analisi. I laboratori sono dotati di vari strumenti utili alle ricerche: microscopi, spettrometri, densimetri, cromatografi, distillatori, centrifughe, miscelatori, vetreria (provette, beute, becher). Le attività di ricerca in laboratorio richiedono un abbigliamento idoneo, costituito solitamente da camice, guanti monouso e occhiali protettivi. 

Il lavoro del chimico si sviluppa in team, con altri chimici, fisici, ingegneri, tecnici e assistenti di laboratorio. L’orario di lavoro varia a seconda delle caratteristiche specifiche dell’occupazione, ma di solito è un full time tradizionale. 

Le mansioni di competenza di un chimico si possono riassumere così:  

  • Analisi chimiche qualitative e quantitative su campioni di sostanze 
  • Documentazione dei dati di analisi e interpretazione dei risultati 
  • Ricerca e sviluppo di nuovi materiali, sostanze o processi chimici 
  • Utilizzo e manutenzione della strumentazione scientifica di laboratorio 
  • Studio delle pubblicazioni scientifiche di settore 

Come diventare chimico 

La professione del chimico è indicata per chi ha una passione per le scienze naturali, ma per esercitarla bisogna affrontare prima un preciso percorso formativo all’università e quindi sostenere un esame di Stato.

Università

Per diventare chimico è necessaria una laurea in Chimica. Il corso di Laurea Triennale in Chimica (L-27) presenta un percorso formativo orientato al raggiungimento di competenze di base in campo chimico, fisico e matematico.  

Per affrontare il lavoro di chimico vengono richieste normalmente queste competenze: 

  • Capacità di condurre analisi chimiche quantitative e qualitative;  
  • Competenza nell’uso della strumentazione da laboratorio;  
  • Capacità informatiche;  
  • Pensiero analitico;  
  • Capacità organizzative e di problem solving; 
  • Precisione e attenzione ai dettagli;  
  • Doti comunicative;  
  • Propensione all’aggiornamento continuo. 

Per le posizioni più specializzate in campo scientifico possono essere richiesti anche titoli di studio più avanzati, come un dottorato di ricerca in Chimica. Un laureato in Chimica può intraprendere la libera professione dopo aver superato l’Esame di Abilitazione Professionale (o Esame di Stato) come chimico junior e previa iscrizione all’Albo professionale. 

Nell’arco del percorso di studi all’interno del corso di laurea in Chimica, vengono sviluppate le competenze necessarie a svolgere la professione di chimico junior, ovvero: 

  • analisi chimiche eseguite secondo procedure standardizzate; 
  • direzione di laboratori chimici la cui attività consiste nelle analisi chimiche 
  • consulenze e pareri in materia di chimica pura e applicata 
  • interventi sulla produzione di attività industriali chimiche e merceologiche 
  • inventari e consegne di impianti industriali per gli aspetti chimici, impianti pilota, laboratori chimici, prodotti lavorati, prodotti semilavorati e merci in genere; 
  • consulenze per l’implementazione o il miglioramento di sistemi di qualità aziendali per gli aspetti chimici; 
  • assunzione della responsabilità tecnica di impianti di produzione, di depurazione, di smaltimento rifiuti, utilizzo di gas tossici, ecc; 
  • verifica di impianti; 
  • consulenze in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, relativamente agli aspetti chimici; 
  • indagini e analisi chimiche relative alla conservazione dei beni culturali e ambientali. 

Mediamente, chi esce dalla facoltà di chimica è poi molto soddisfatto del lavoro svolto, a tal punto che per 77 chimici su cento il titolo è efficace per svolgere la professione. La Laurea Triennale in Chimica garantisce poi l’accesso diretto al corso di Laurea Magistrale in Scienze Chimiche (LM-54). Un laureato magistrale può avvalersi del Dottorato in Scienze Chimiche. Al termine del percorso formativo, il Dottore di Ricerca ha tutte le conoscenze, capacità e abilità necessarie per intraprendere la carriera universitaria sia in Italia che all’estero. 

Oltre alle conoscenze in chimica organica e inorganica, biochimica, chimica fisica, chimica analitica, essenziale nella formazione di un chimico è la competenza nell’utilizzo della strumentazione di laboratorio, tecnologicamente avanzata, e le competenze in informatica, per utilizzare software di analisi dei dati e di modellazione molecolare. 

Molto importante per un chimico è poi il costante aggiornamento sulle ultime scoperte scientifiche e le nuove frontiere della ricerca. 

Esame di Stato e iscrizione all’Albo dei Chimici

La professione di chimico in Italia è regolamentata dalla legge e prevede che venga svolta solo in seguito all’ottenimento dell’abilitazione professionale. Al termine del percorso di studi universitario bisogna sostenere un esame di Stato e iscriversi all’Albo dei dottori Chimici

La professione è regolamentata dal DPR 328/2001, secondo cui l’iscrizione all’Albo è obbligatoria “per tutti i professionisti lavoratori autonomi o dipendenti”, tra cui vengono considerati anche i dipendenti pubblici.

Per iscriversi all’Albo dei dottori Chimici bisogna essere laureati, con il vecchio o nuovo ordinamento, e avers superato lo specifico Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione. L’albo professionale dell’ordine dei chimici comprende due sezioni: 

La sezione A, cui spetta il titolo professionale di chimico, alla quale possono accedere i laureati quinquennali al termine di uno dei seguenti percorsi magistrali: 

  • Classe LM 54 (ex 62/S) – Scienze chimiche; 
  • Clas­se LM 71 (ex 81/S) – Scienze e Tecnologie della Chimica industriale; 
  • Classe LM 13 (ex 14/S) – Farmacia e Farmacia industriale. 

La sezione B, cui spetta il titolo professionale di chimico junior, alla quale possono accedere i laureati al termine di uno dei seguenti percorsi triennali 

  • Classe L-27 (ex 21) – Scienze e Tecnologie chimiche; 
  • Classe L-29 (ex 24) – Scienze e Tecnologie farmaceutiche. 

Per sostenere l’esame di Stato è necessario presentare la domanda di ammissione su carta semplice, con l’indicazione della data di nascita e di residenza entro le date indicate ogni anno. Gli esami di Stato si tengono in due sessioni annuali, estiva e autunnale, che vengono definite da un’apposita ordinanza ministeriale. 

 La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti: 

  • documentazione relativa al conseguimento del titolo di studio 
  • ricevuta di avvenuto pagamento della tassa concorsuale 

La tassa di partecipazione all’esame di Stato è pari a 49,58 euro, salvi gli eventuali successivi adeguamenti, cui aggiungere il contributo di iscrizione stabilito da ciascun ateneo. 

Una volta superato l’esame, inoltre, si è tenuti al pagamento della tassa regionale sulle abilitazioni a favore dell’Ente regionale cui fa capo l’Ateneo presso il quale e stata conseguita la laurea. 

L’esame di Stato, sia per la sezione A che per la sezione B, è articolato nelle se­guenti prove: 

  • Una prima prova scritta su argomenti di chimica applicata; 
  • Una seconda prova scritta su argomenti di chimica industriale o farmaceutica a scelta del candidato; 
  • Una prova orale sulle materie oggetto delle prove scritte e su legislazione e deontologia professionale; 
  • Una prova pratica consistente in analisi chimiche, quantitative o qualitative. 

Per le prove scritte è previsto che il candidato svolga un elaborato scelto fra tre tracce; a discrezione della commissione esaminatrice, tuttavia, la rosa delle tracce può essere ampliata. La commissione d’esame è composta da quattro membri, oltre il presidente, che vengono scelti tra docenti universitari e vari professionisti iscritti all’albo. 

Una volta superati gli scritti si può accedere alla prova orale che consiste, normalmente, in analisi chimiche quantitative o qualitative. La prova tecnica di laboratorio può essere anche sostituita da un rapporto tecnico, che consiste nella richiesta di identificare sostanze incognite mediante l’interpretazione di dati spettroscopici, oppure nello svolgimento calcoli stechiometrici. 

Superato l’esame di Stato, il chimico può iscriversi all’Albo del luogo di residenza o di domicilio professionale. La documentazione necessaria per l’iscrizione varia a seconda delle città in cui ci si iscrive, per cui è opportuno contattare direttamente l’ordine territoriale di appartenenza sul sito del Consiglio Nazionale. 

Carriera e stipendio di un chimico 

La chimica e le sue applicazioni sono fondamentali per la società contemporanea, e a dei chimici si devono alcune delle scoperte scientifiche più importanti degli ultimi decenni. È un lavoro complesso e molto stimolante: fare analisi ed esperimenti richiede capacità analitiche, pensiero critico, precisione e problem solving

Nella quasi totalità dei casi per i chimici l’ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi abbastanza lunghi: la prima occupazione, nonostante in molti abbiano iniziato a lavorare (82%) dopo il conseguimento della laurea, è raggiunta infatti entro gli 8,2 mesi, mentre per gli altri laureati la media è 7,1. 

Molti, il 78%, prima di entrare nel mercato del lavoro sono impegnati a lungo in attività di formazione post laurea: in particolare, stage in azienda (50%), attività sostenuta da borsa di studio e dottorati di ricerca (rispettivamente 15% e 14%), ma anche master universitari di II livello (10,5%), collaborazioni volontarie e tirocini e praticantati (9%), fondamentali per l’avvio dell’attività professionale. 

Questo fattore però è controbilanciato dal fatto che possono contare su una buona stabilità quando arrivano sul mercato del lavoro. In particolare, il 62% firma un contratto a tempo indeterminato. Inoltre numerose offerte di lavoro per i laureati in chimica possono provenire da tanti settori diversi: petrolchimico, chimico farmaceutico, biochimica. Da non dimenticare neppure l’ambito accademico. 

I settori che impiegano i chimici sono soprattutto nel campo del privato (98% contro il 73% della media), in particolare nei rami della chimica e energia (58%), ma anche delle consulenze (9,5%) Non stupisce quindi che le competenze acquisite durante la formazione accademica siano molto sfruttate in campo lavorativo: il 64,5% usa molto le competenze acquisite all’università contro il 51% della media. 

La carriera di un chimico può prendere molte strade diverse: se si lavora in un laboratorio di analisi chimiche, si può iniziare come assistente di laboratorio e poi crescere professionalmente fino a diventare responsabile di laboratorio, la figura con compiti di gestione e coordinamento di tutte le attività del personale di laboratorio (tecnici, periti, chimici, fisici, biologi, ingegneri). 

Ci si può specializzare in un settore della chimica, ad esempio elettrochimica, biochimica o agrochimica, oppure approfondire gli aspetti legati al controllo qualità dei prodotti chimici, diventando Quality Assurance Auditor e poi responsabile del controllo qualità. 

Per un chimico le possibilità non si esauriscono solo in questi settori, ma spaziano molto: anche i settori della vendita e assistenza tecnica di prodotti dell’industria chimica richiedono figure professionali dotate di un background scientifico, per poter fornire ai clienti informazioni affidabili sui prodotti chimici venduti e sul loro corretto utilizzo. Come chimico, è quindi possibile anche una carriera nel ramo commerciale. 

Altre opportunità sono nel campo della ricerca, di base o applicata, e dell’istruzione, come professore di chimica in scuole e università. 

Lo stipendio medio di un chimico è di 34.500 EUR lordi all’anno, che corrispondo circa a 1.800 EUR netti al mese. Generalmente si può partire da uno stipendio minimo di 20.000 EUR lordi all’anno per arrivare anche a stipendi massimi che possono superare i 80.000 EUR lordi all’anno.  

Tra le retribuzioni più basse troviamo quelle di figure junior e con poca esperienza come il chimico stagista, mentre passando a profili più senior e specializzati come quelli del responsabile di laboratorio o del responsabile ricerca e sviluppo andiamo a trovare retribuzioni progressivamente più elevate.  

Un chimico senza esperienza, ovvero con meno di 3 anni di esperienza lavorativa, normalmente può aspettarsi uno stipendio medio complessivo di circa 22.300 EUR lordi all’anno. A metà carriera, dopo qualche anno di esperienza, può raggiungere uno stipendio medio di circa 36.400 EUR, mentre un Chimico esperto con più di dieci anni di esperienza guadagna in media 64.000 EUR all’anno. A fine carriera, con più di vent’anni anni di esperienza alle spalle, si può calcolare che una retribuzione media complessiva di 68.200 EUR all’anno. 

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