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Professione carpentiere: chi è, quali sono le sue abilità, quanto guadagna

Gli ultimi quindici anni sono stati un periodo di alterne fortune per il mondo dell’edilizia.

Si è infatti passati da un periodo di grande fortuna costruttiva alla recessione economica, in cui la scarsità di mezzi ha impedito ad aziende e famiglie di costruire, ristrutturare, ammodernare i propri edifici.

Una delle figure che continua però ad avere una certa predominanza nei cantieri edili è quella del carpentiere. 

In questa guida alla professione di carpentiere vedremo insieme chi è questo professionista, di cosa si occupa quotidianamente, quali devono essere le sue qualifiche ed abilità e quali sono le possibilità di guadagno e di carriera a lungo termine. 

Iniziamo! 

Chi è il carpentiere

La professione di carpentiere è antichissima.

In passato erano carpentieri gli artigiani che si occupavano della lavorazione del legno e del metallo per la creazione di carri per il trasporto di merci a traino bestiame: non per caso, la parola latina da cui il nome della professione deriva, “carpentum”, significa proprio “carro”. Nei secoli il carpentiere si è occupato del disegno e della creazione di altri articoli e manufatti in legno e metallo, come le armi.

Oggi il mestiere di carpentiere è sempre legato all’uso di questi due materiali, ma esistono infinite specializzazioni interne alla professione. Alcune di loro sono: 

  • Carpenteria edile, cioè quella che lavora nella costruzione di strutture per lo sviluppo di edifici;
  • Carpenteria navale, cioè quella che si occupa della costruzione di navi, barche, scafi, strutture interne;
  • Carpenteria militare, cioè quella focalizzata sulla creazione di armi

Tutti questi ambiti sono in ogni caso accomunati dalla necessità di sviluppare contemporaneamente doti di manualità e di progettazione. Se da un lato è fondamentale una conoscenza precisa e specifica dei materiali e una grande padronanza delle tecniche, dall’altra bisogna inventarsi anche designer, strateghi della costruzione.

Analizziamo però più nello specifico queste attività, sottolineandone caratteristiche e peculiarità. 

Carpentiere del legno

Il carpentiere del legno è sicuramente il primo professionista a venire in mente nominando questa professione. Si occupa, per l’appunto, di lavorare le strutture in legno. 

Può occuparsi di: 

  • Montare ponteggi e armature;
  • Progettare le casseforme, cioè i contenimenti per la colata di calcestruzzo;
  • Disegnare e costruire tettoie, balconi, rivestimenti di vario tipo di i più svariati edifici, dalle case ai box;
  • Scegliere il tipo di legno adatto al lavoro, per resistenza, versatilità, colore, resa estetica;
  • Misurare, tagliare, assemblare e rifinire il materiale con tanti strumenti manuali o elettrici. L’uso di questi strumenti può essere fatto in studio o in laboratorio, oppure direttamente sul cantiere, per agevolare la procedura ed effettuare correzioni in minor tempo e con più precisione, con la possibilità di provare subito il pezzo necessario;
  • Applicare trattamenti protettivi;
  • Se necessario, smontare o demolire strutture già esistenti e provvedere allo smaltimento corretto dei rifiuti.

Alcuni carpentieri del legno non si occupano della costruzione dei manufatti, ma della loro restaurazione.

Per esempio, possono valutare eventuali riparazioni, oppure riparare ai danni causati dai tarli, o ancora mettere a nuovo un vecchio mobile con particolare interesse artistico.

Una specializzazione ancora più settoriale è quella del restauro d’arte, finalizzato alle dimore storiche oppure alle realtà museali. 

Carpentiere metallico

Il carpentiere può lavorare anche il metallo, per produrre manufatti specifici o migliorare le prestazioni di manufatti in altri materiali.

Si tratta di un operaio specializzato nella scelta, nel taglio e dell’assemblaggio di ferro, acciaio, alluminio. 

Molti carpentieri metallici si approcciano anche alle lavorazioni tipiche delle mansioni CNC, cioè eseguite sfruttando macchine informatiche a controllo numerico (pensate per standardizzare una produzione ed effettuare finiture, tagli, piegature o saldature in modo automatico su numerosi pezzi prodotti in serie).

Anche i carpentieri metallici lavorano sia in studio che in cantiere, con diversi strumenti manuali oppure elettrici, anche di grandi dimensioni.

Le mansioni specifiche del carpentiere

Vediamo insieme alcune mansioni specifiche del lavoro di carpentiere.

Nel lavoro di carpenteria, edile e non solo, non è infrequente doversi occupare nel corso della stessa giornata di: 

  • Leggere i progetti e le bozze, per comprendere specificità, esigenze, necessità e requisiti di lavoro;
  • Selezionare e reperire i materiali necessari;
  • Disporre gli adeguamenti ai codici di costruzione;
  • Erigere i ponteggi o le impalcature di servizio;
  • Costruire, riparare o demolire strutture in legno o metallo, con strumenti e utensili a mano o elettrici (come saldatrici, pressatrici, piegatrici, cesoie con controllo numeroso, troncatrici, gru semoventi, carriponte);
  • Installare le strutture di contenimento del calcestruzzo;
  • Costruire le fondamenta di un edificio, oppure posare le travi o il massetto, o ancora effettuare lavori di copertura;
  • Tagliare, misurare, saldare e assemblare manufatti in legno, metallo, plastiche;
  • Installare porte, finestre, scale, cornicioni;
  • Installare i mobili;
  • Coordinare l’attività del cantiere e assistere il capo-squadra o capocantiere nella pianificazione;
  • Pulire il luogo di lavoro al termine delle operazioni;
  • Preparare i preventivi di intervento;

Nella maggioranza delle attività quotidiane non si fa riferimento solamente alla propria professionalità, ma al lavoro congiunto di numerosi professionisti, non ultimo il capocantiere.

La formazione: come si diventa carpentieri

Per diventare carpentieri è necessario frequentare un corso per la formazione professionale tenuto dalle Regioni o dalle agenzie per il lavoro. Generalmente questi corsi si tengono in scuole edili oppure in centri di formazione professionalizzante.

In questi corsi è possibile imparare i rudimenti del mestiere, da consolidare e rendere più efficaci con un periodo di tirocinio in cantiere. 

Altra importantissima qualifica per il carpentiere è il corso sulla sicurezza: si tratta di lezioni di almeno 16 ore tenuti dalle stesse scuole edili e dai centri di formazione.

Considerate le caratteristiche di questo lavoro, la sicurezza è un aspetto prioritario da tenere in considerazione e su cui non è possibile fare deroghe. 

Alcuni enti ed istituzioni a cui rivolgersi per avere informazioni sui corsi disponibili nella propria regione o città sono: 

  • ANCE: Associazione Nazionale Costruttori Edili;
  • Federazioni sindacali dei lavoratori (Feneal-UIL, FIlca-CISL, Fillea-CGIL);
  • Formedil: Ente nazionale per l’addestramento professionale nell’edilizia.

Le competenze necessarie

Passiamo ora a parlare delle competenze necessarie a fare un buon carpentiere, professionale e versatile.

Per maggiore chiarezza le divideremo in specifiche, legate alle mansioni quotidiane del mestiere, e generali, più simili a propensioni psicologiche proprie di ogni individuo. 

Le cosiddette Hard Skills sono: 

  • Assoluta e precisa conoscenza dei regolamenti per la prevenzione dei danni e degli incidenti sul lavoro, con particolare attenzione alle specifiche per il lavoro in cantiere;
  • Competenze almeno generali di disegno tecnico, per una corretta interpretazione dei disegni progettuali;
  • Competenze nella costruzione e nelle tecniche di progetto;
  • Competenze nelle tecnologie dei materiali;
  • Uso corretto degli strumenti e dei macchinari in uso in cantiere;
  • Patente per muletto, gru, carriponte a seconda delle specifiche caratteristiche del cantiere esaminato;
  • Forza fisica, resistenza alla fatica e capacità di lavorare anche ad altezze elevate.

Le competenze psicologiche e interpersonali dette anche Soft Skills sono invece: 

  • Alte capacità di comunicazione con i colleghi e i committenti;
  • Ottimo time management;
  • Capacità di lavorare nella frenesia e nella dinamicità;
  • Buone capacità di analisi;
  • Intraprendenza ed autonomia.

Guadagni e possibilità di carriera per un carpentiere

Chi sceglie la professione di carpentiere di solito non lo fa con la prospettiva di arricchirsi in poco tempo: la media nazionale degli stipendi per questa mansione si aggira intorno ai 1500 euro. 

Il vantaggio è che molto facile trovare lavoro, per via delle ampie possibilità di specializzazione in settori diversi e dell’importanza di questo ruolo in diversi ambiti produttivi.

Ad inizio carriera, durante il periodo di apprendistato, difficilmente si potranno guadagnare più di 900 euro circa al mese; a fine carriera, invece, si può arrivare abbastanza facilmente a circa 2500 euro al mese.

Negli altri paesi

Vediamo qual è la situazione retributiva in alcuni paesi esteri che non sono l’Italia, meta ambita da moltissimi professionisti di ogni categoria. 

In Inghilterra è possibile guadagnare tra le 18.000 e le 40.000 sterline all’anno (tra i 20 e i 45 mila euro). 

Negli USA non è difficile guadagnare circa 50.000 dollari l’anno (indicativamente 40 mila euro).

È pur vero che in paese a fortissima vocazione imprenditoriale è meno difficile e meno costoso avviare una propria azienda ed arricchirsi maggiormente, assumendo collaboratori di talento e potendo occuparsi di commesse sempre più importanti. 

In Germania è possibile guadagnare circa 30.000 euro l’anno a metà carriera, partendo da circa 20.000 all’inizio durante il tirocinio. 

In Francia la media dei guadagni per un carpentiere è di circa 15/16 euro l’ora, con picchi di 24/25 per i professionisti con maggiore esperienza.

Le possibilità di carriera verticali ed orizzontali

Esistono poi due strade distinte che si possono prendere con questo tipo di lavoro, andando a sviluppare la propria vita lavorativa nel senso delle carriere verticali e orizzontali.

La via verticale di miglioramento della propria carriera è quella che mira a far diventare il carpentiere capo-squadra o capocantiere. Queste figure coordinano l’intero lavoro di un settore produttivo, o dell’intero cantiere, prendendo accordi diretti con il committente. 

Non mancano però le specializzazioni orizzontali, cioè di pari livello di responsabilità ma in diversi settori. Eccone alcune: 

  • Falegname edile: si occupa della lavorazione del legno all’interno del cantiere. Le sue mansioni sono principalmente il montaggio dei casseri e la costruzione delle armature e delle puntellature per le colate di calcestruzzo e cemento
  • Falegname non edile: anche lui si occupa della lavorazione del legno, ma per costruire patii, gazebi, tettoie, tetti, solai, ponti, case, parquet, pareti, mobili, arredi, infissi. Si può occupare sia della costruzione che del restauro di strutture già esistenti
  • Carpentiere in bioedilizia: la bioedilizia è un settore in enorme crescita in questi anni, che mira a rendere più responsabile e meno impattante sull’ambiente la costruzione e il restauro degli edifici
  • Carpentiere navale: si occupa della costruzione degli scafi e degli arredi interni delle imbarcazioni, nonché del rimesaggio. Nel settore della carpenteria navale è possibile inserirsi in nicchie del lusso in cui il lavoro dei singoli professionisti è molto ben pagato, nonché estremamente stimolante per l’uso di tecnologie, materiali e finiture estetiche di pregio e altissima qualità
  • Carpentiere metallico: le sue mansioni sono simili a quelle del carpentiere che lavora con il legno, ma si occupa esclusivamente di strutture in acciaio, alluminio e ferro. Si tratta di una delle specializzazioni più richieste e remunerative del settore, con guadagni minimi quasi mai inferiori ai 2000 euro al mese

L’ultima alternativa valutabile è quella della libera professione. Certamente lavorare per una grossa impresa edile permette di interfacciarsi a mansioni di grande rilevanza, per esempio nel settore pubblico e delle infrastrutture. Di contro, con la libera professione è possibile scegliere in autonomia i propri progetti, decidere quante ore dedicare al lavoro, scegliere i propri colleghi. Per diventare liberi professionisti è necessario non solo essere dotati di grande manualità e abilità, ma sapere: 

  • Come selezionare e gestire un team di lavoro;
  • Controllare la burocrazia;
  • Avere altissime capacità di time management e di uso delle risorse;
  • Avere a monte o saper creare una rete di contatti tra cui cercare i propri fornitori e clienti fidati;
  • Saper interpretare in anticipo le fluttuazioni di mercato, per capire come aggiustare il proprio tiro, individuare i professionisti migliori, comprendere le tendenze, rimanere aggiornati sulla burocrazia e le mode del momento.

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