image

Professione Carpentiere

Il mondo dell’edilizia è un campo di lavoro che negli ultimi anni è andato soggetto a numerosissimi alti e bassi dal punto di vista occupazionale. In questo ambito comunque, la figura del carpentiere è sempre rimasta di vitale importanza. Il termine deriva da carpentum, che significa carro, ed era utilizzato un tempo per indicare colui che costruiva i carri da trasporto trainati dal bestiame. È passato poi a identificare coloro che costruivano armi e strumenti utilizzando il ferro e il legno, fino ad oggi, dove il carpentiere è l’artigiano specializzato impiegato nei cantieri edili. Si tratta di una professione che unisce doti manuali a capacità di calcolo: bisogna sapersi sporcare le mani ma anche far lavorare il cervello, sotto il caschetto giallo. 

Chi è il carpentiere 

Il carpentiere è innanzitutto un artigiano. Ciò significa che il suo lavoro ha a che fare in primis con la progettazione e quindi con la realizzazione di vari tipi di strutture. Ci sono innumerevoli specializzazioni del carpentiere, dal carpentiere edile, che si dedica alla costruzione di infrastrutture relative all’edilizia, come può essere un’intelaiatura in legno, al carpentiere navale, che lavora appunto nei cantieri navali, occupandosi della costruzione di scafi e altre strutture legate a quell’ambito, fino al carpentiere militare, un tempo dedito alla progettazione delle armi. 

Quindi la professione del carpentiere è innanzitutto connessa alla manualità, i particolare riguardo alla costruzione, riparazione o demolizione di edifici e strutture di vario tipo, così come di scafi per navi, e qualsiasi altro oggetto o opera che viene considerata parte dell’ingegneria civile. Spesso si ritrova a dover lavorare a discrete altezze e con macchinari molto moderni.  

Il carpentiere lavora a stretto contatto con capicantiere e direttori dei lavori, prendendosi carico della responsabilità che ogni aspetto del progetto venga completato secondo il protocollo, concentrandosi sulla qualità e sul controllo dei costi. I carpentieri operano frequentemente sui tetti, spesso ad altezze notevoli. Di conseguenza devono conoscere bene e seguire le normative e le raccomandazioni relative alla sicurezza e alla prevenzione degli incidenti sul lavoro. La maggior parte dell’attività di un carpentiere si svolge all’aperto. 

Il carpentiere edile si dedica specificatamente alla costruzione di strutture nei cantieri, in particolare di impalcature e sagome per il cemento armato (le cosiddette casseforme), utilizzate per erigere edifici e altre opere di ingegneria civile. Può anche essere addetto alla posa di tetti e di pavimenti, alla realizzazione di divisori e pareti e alla cura e alle operazioni di restauro di strutture in legno. 

Ad oggi un carpentiere moderno deve tenersi al passo delle moderne tecnologie. Nel settore della carpenteria infati è sempre più frequente il ricorso ad attrezzature all’avanguardia: saldatrici a filo o a tig, pressapiegatrici e cesoie a controllo numerico, troncatrici per i profili pù grossi, per non parlare dei mezzi utilizzati nella movimentazione interna: muletti, gru semoventi e carriponte. 

Cosa fa il carpentiere 

Il lavoro di un carpentiere comprende numerose mansioni che riguardano il mondo degli allestimenti, in campo edile e navale: deve occuparsi delle infrastrutture, iniziando con l’analizzare il progetto e seguendolo fino alla fase di demolizione, passando per quella costruzione e attraverso tute le verifiche di sicurezza necessarie.

Svolge il suo lavoro con svariate tipologie di materiali edili, principalmente legno, metalli e cemento. Può avere il compito di costruire qualcosa manualmente oppure essere il compito di guidare o utilizzare un determinato macchinario. Il suo lavoro può essere svolto a terra, ma anche a decine di metri di altezza. Il luogo di lavoro tipico è il cantiere, che sia edile oppure navale.  

Lo scopo del suo lavoro è che una determinata costruzione venga realizzata secondo le indicazioni del committente, nei tempi prestabiliti e rispettando il budget a disposizione, non dimenticando inoltre di soddisfare tutti i requisiti di sicurezza sia durante che dopo le operazioni edili. 

Possiamo analizzare le fasi del lavoro di un carpentiere nel caso, per esempio, della realizzazione di un tetto in legno, oppure della posa di un pavimento, o di un restauro. La prima mossa del carpentiere è quella di studiare il progetto di base, in maniera da capire come creare la base della struttura o dell’allestimento, andando ad unire tra loro le opportune tavole di legno oppure i diversi materiali a cui decide di ricorrere.

L’intervento del carpentiere può essere necessario nell’ambito della costruzione di edifici come condomini o scuole, ama anche per realizzare degli scafi o un’opera di alta ingegneria civile, ad esempio un ponte o un pilone particolare. Quando viene chiamato a lavorare su strutture già esistenti, il carpentiere spesso ha il compito di occuparsi delle operazioni di restauro oppure, viceversa, di quelle di demolizione. In ogni caso il carpentiere lavora sfruttando le sue abilità manuali e l’ausilio di macchinari e tecnologie che al giorno d’oggi sono molto avanzate, dalle moderne gru alle saldatrici.

Il carpentiere quindi inizialmente analizza le bozze del progetto per interpretarle e per ricavarne le misure corrette in scala. In seguito il lavoro vero e proprio di costruzione si svolge in base alle misure rilevate, e utilizzando dispositivi che siano in grado di rispettare le normative relative alla sicurezza. 

Qualsiasi componente di una struttura deve passare per il lavoro di un carpentiere, dalle fondamenta fino al tetto. È sua responsabilità anche quello di installare scale e infissi. Tra le sue tante mansioni può esserci anche il montaggio dei mobili, e può anche essere incaricato di rifinire le pareti esterne della struttura. 

Inoltre, come accennato prima, deve possedere anche un pizzico di competenze in ragioneria: lavorando su un progetto, deve stare attento a muoversi all’interno dei limiti di costo determinati per rispettarne il budget. In più ogni giorno deve effettuare calcoli e misurazioni, raccogliendo e usando una grande mole di dati. 

Possiamo quindi elencare le mansioni più frequenti per un carpentiere: 

  • leggere e interpretare disegni, progetti o bozze, individuare le specifiche e calcolare i requisiti; 
  • misurare, stimare, selezionare e reperire i materiali adatti;  
  • preparare disposizioni adeguate ai codici di costruzione, utilizzando strumenti di misurazione; 
  • assemblare ed erigere ponteggi o impalcature dove necessario; 
  • costruire, mantenere, riparare e demolire strutture in legno, quadri in stabilimenti industriali e residenziali, tramite utensili elettrici o a mano; 
  • installare casseforme in legno o acciaio adatte a contenere il getto del calcestruzzo, per la realizzazione di pareti, pilastri e solette;  
  • costruire fondamenta e tramezze, installare travi, posare il massetto ed erigere sistemi di copertura in legno o metallo;  
  • misurare, tagliare, sagomare, saldare, unire o assemblare materiali come legno, metallo altro ancora;  
  • montare ed installare articoli di assetto come porte, finestre, scale, cornicioni e simili;  
  • installare mobili componibili e armadi;  
  • rifinire l’interno e l’esterno di un edificio; 
  • assistere il capocantiere nel coordinamento delle attività; 
  • pulire dopo ogni lavoro e mantenere delle buone abitudini di pulizia alla fine di ogni giornata lavorativa;  
  • ritirare strumenti, attrezzature e materiali alla fine di ogni giornata;  
  • smontare ponteggi e divisioni temporanee quando necessario; 
  • preparare preventivi; 
  • analizzare, raccogliere, calcolare e comparare dati. 

Carpentiere legno 

Il carpentiere legno è quel carpentiere che si dedica principalmente alla realizzazione di strutture in legno. Nell’economia di un cantiere edile questa figura risulta importantissima dal momento che si occupa di montare i ponteggi, le armature e le casseforme negli edifici in cemento armato, oltre che della progettazione, della costruzione e della riparazione di case in legno, tettoie, balconi, pergolati, box per le auto, rivestimenti, tetti e coperture, in legno sia massiccio che lamellare. 

Il suo lavoro inizia leggendo i disegni tecnici e gli schemi di progettazione, quindi prepara gli attrezzi ed i materiali e pianifica le varie fasi delle lavorazioni. 

È sua competenza la scelta di utilizzare il tipo di legno più adatto al lavoro, andando a selezionarlo nella forma migliore per garantire l’aderenza al progetto, scegliendo quindi assi, tavole, listelli, pannelli o travi dello spessore più adeguato. La costruzione di strutture come casseri o ponteggi richiede stabilità e solidità siano garantite attraverso l’uso di un legno adatto senza dimenticare la velocità di costruzione, mentre quando si parla di pavimenti lignei, pareti o tetti bisogna prestare attenzione ad esigenze di isolamento, sia termico che acustico, e di resistenza negli anni, senza dimenticare che la resa estetica diventa anch’essa un fattore primario.

Una volta individuato il materiale adatto, si passa alla misurazione e al taglio del legno. Il carpentiere ricorre a strumenti meccanici o manuali, che vanno dalle seghe circolari alle seghe a nastro, limando le asperità con pialle e carta vetrata. Dopo aver tagliati tutti gli elementi necessari, si premura di applicare alcuni trattamenti preventivi, per esempio prodotti preservanti e disarmanti che abbinano proprietà insetticide, anti termini e fungicide. Infinte assembla i vari elementi e procede al montaggio e alla posa in opera della struttura. 

I macchinari necessario a tagliare e a trattare il legno, a seconda del contesto, possono essere trasportati ed utilizzati anche direttamente in cantiere, dando così la possibilità al carpentiere di effettuare le lavorazioni necessarie sul posto, potendo effettuare correzioni e modifiche in tempi rapidi se necessario.

Nel caso in cui il carpentiere stia lavorando ad una struttura definitiva e visibile, come può essere un sottotetto in legno, una baita oppure anche semplicemente una scala, deve completare il lavoro eseguendo i trattamenti finali al legno, ovvero la levigatura e la verniciatura. Se al contrario ha lavorato su casseri, casseforme in legno (che servono a contenere i getti di calcestruzzo) o altre strutture mobili o provvisorie, il carpentiere si deve occupare anche dello smontaggio e della demolozione una volta esaurita l’utilità, preoccupandosi anche del corretto smaltimento dei residui. 

Fanno parte dell’ambito professionale del carpentiere anche il restauro e la manutenzione delle strutture in legno: in questo caso valuta l’integrità delle opere consunte o che hanno subito danni, identificando di che tipo di intervento possono aver bisogno. Si tratta di interventi di ristrutturazione, di riparazione oppure anche di sostituzione totale di travi danneggiate dal passare del tempo e dall’azione degli agenti atmosferici, oppure dall’azione dei tarli, in particolare nel caso di soffitti o pavimenti. 

Il carpentiere legno può anche ricevere l’incarico di restaurare costruzioni lignee antiche, che possono anche avere un certo interesse storico ed artistico, operando per consolidare le strutture e fare in modo che si preservino nel tempo.

Carpentiere metallico 

Il carpentiere in metallo è l’operaio specializzato nello svolgere i lavori necessari per la produzione, il montaggio e la riparazione di strutture in acciaio e in altri metalli pesanti, in maniera autonoma, con competenza ed entro le scadenze previste. 

Il lavoro del carpentiere in metallo è quello di realizzare strutture metalliche sulla base della documentazione tecnica fornita, attraverso tecniche di lavorazione specifiche, utilizzando i macchinari, le attrezzature e gli utensili propri del taglio, della deformazione, della saldatura e della rifinitura. Prima effettua la lavorazione delle parti metalliche, ovvero taglio, deformazione, saldatura e poi le assembla realizzando la struttura richiesta. La struttura in metallo realizzata può essere di medie e grandi dimensioni e avere diversi utilizzi. 

Il costruttore di carpenteria metallico può essere impiegato nei reparti produttivi di industrie e officine meccaniche che si occupano, e l’eventuale acquisizione di competenze informatiche nel suo percorso formativo gli può consentire, dopo un breve periodo di affiancamento o corso di aggiornamento, un primo approccio verso le lavorazioni su macchine a controllo numerico: taglio, piegatura e saldatura. 

Come si diventa carpentieri 

Per diventare carpentiere edile è necessario svolgere un percorso di formazione professionale promosso dalla Regione di appartenenza e dalle agenzie formative territorialmente competenti, presso le scuole edili provinciali o presso i centri di formazione professionale abilitati. Oltre a conseguire la qualifica professionale specifica, che deve essere seguita da un periodo di tirocinio pratico, è obbligatorio frequentare successivamente un corso di 16 ore sulla sicurezza in cantiere, offerto dalle stesse scuole edili. Il lavoro del carpentiere infatti si svolge prevalentemente all’aperto, talvolta anche ad altezze rilevanti: è quindi necessario che conosca e di attenga alle regolamentazioni e raccomandazioni di sicurezza per la prevenzione degli incidenti sul lavoro. 

Per diventare carpentiere bisogna essere in possesso delle seguenti competenze: 

  • abilità interpersonali, comunicative e di mettersi al servizio del committente;  
  • capacità di comunicare chiaramente, sia in forma verbale che scritta, allo scopo di creare un clima positivo con superiori e colleghi, usando anche un linguaggio non tecnico quando necessario; 
  • abilità organizzative e di gestione del tempo, sapendo pianificare le attività lavorative in modo da ottimizzare i tempi affrontando grandi carichi di lavoro;  
  • essere multitasking e saper lavorare in un ambiente dinamico e frenetico; 
  • capacità di analisi e senso logico; 
  • saper affrontare i propri compiti in modo intraprendente ed affidabile; 
  • saper calcolare le superfici e individuare materiale necessario in relazione ai propri calcoli; 
  • capacità di lavorare in modo autonomo; 
  • prestare attenzione alla sicurezza, al controllo dei costi ed alla soddisfazione del cliente; 
  • manualità, coordinazione motoria e forza fisica, per potersi muovere agevolmente nei siti di costruzione ed essere in grado di spostare e/o sollevare oggetti pesanti;  
  • essere in grado di stare in piedi, accovacciati ed inginocchiati per lunghe ore;  
  • essere in grado di salire scale ed essere a proprio agio a lavorare in altezza. 
  • avere competenze generali di disegno tecnico. 

La formazione professionale dell’industria delle costruzioni è realizzata, in Italia, da un sistema formativo nazionale paritetico regolato dall’articolo 90 del Contratto collettivo nazionale di lavoro per le imprese edili, siglato da Ance – Associazione nazionale costruttori edili, Federazioni sindacali dei lavoratori, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. 

Il Formedil, Ente nazionale per l’addestramento professionale nell’edilizia, ha per scopo proprio la promozione, l’attuazione e il coordinamento su scala nazionale delle iniziative di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale nel settore delle costruzioni intraprese dai centri di formazione di settore, denominati scuole edili. Informandosi presso quest’ente è possibile conoscere l’elenco delle scuole autorizzate nella propria regione di appartenenza. 

Carriera e stipendio di un carpentiere 

Il mestiere del carpentiere non permette certo di arricchirsi, ma di contro offre buonissime possibilità di trovare lavoro, data l’importanza che ricopre in molti ambiti produttivi. La remunerazione annua dipende molto dall’esperienza, ma anche dal settore nel quale ci si specializza. In media lo stipendio medio di un carpentiere in Italia è di 1.500 EUR netti al mese, circa 27.400 EUR lordi all’anno. La retribuzione di un carpentiere può partire da uno stipendio minimo di 900 EUR netti al mese, mentre lo stipendio massimo può superare i 2.500 EUR netti al mese. 

Come detto, sono molti i fattori che determinano la sua retribuzione. Il percorso più comune della carriera di un carpentiere legno inizia con l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso un periodo di apprendistato, a cui seguono diversi passaggi per arrivare anche alla posizione di capo squadra, cioè colui che si occupa in autonomia dell’organizzazione e della distribuzione del lavoro tra gli altri carpentieri, i muratori e gli operai e muratori 

La professione del carpentiere si può sviluppare poi in direzioni differenti. È possibile diventare falegname edile e prestare la propria opera all’interno dei cantieri edili, montando casseri, armature e puntellature di supporto, necessarie al contenimento delle colate di calcestruzzo e cemento e nei lavori di muratura. Altrimenti è possibile specializzarsi nella realizzazione di costruzioni in legno, da quelle più leggere come gazebo, patii o tettorie a quelle più complesse come grandi strutture, tetti, solai, ponti, passerelle pedonali e intere case in legno.

Un campo in cui c’è una forte richiesta di carpentieri legno è quello della bioedilizia, per la precisione nella realizzazione di case prefabbricate in legno, così come di parquet, coperture, tetti e facciate, arrivando ad una sintesi tra tecnologia e utilizzo del legno al fine di rendere più sostenibile l’edilizia.  

Specializzandosi nel settore nautico invece, in qualità di carpentiere navale, ci si dedica principalmente alla realizzazione di strutture nautiche, ovvero degli scafi ma anche degli interni delle barche, che possono essere in legno ma anche in altri materiali. Inoltre bisogna anche occuparsi del rimessaggio delle imbarcazioni. 

Un’alternativa è quella di intraprendere la specializzazione nella carpenteria metallica. Le mansioni svolte sono simili a quelle del carpentiere legno, ma si utilizzano materiali metallici come l’acciaio, l’alluminio e soprattutto il ferro.  

Il carpentiere legno può però anche approfondire le sue competenze nell’ambito del restauro delle strutture lignee, per intraprendere la carriera di restauratore, oppure ampliare il campo di lavorazione del legno per arrivare a realizzare anche mobili o infissi, sostanzialmente fino a diventare un vero e proprio falegname. 

Ad oggi i settori che offrono le migliori prospettive di guadagno sono quelli che gravitano intorno alla carpenteria metallica, dove gli stipendi in ingresso si aggirano attorno ai 2.000 EUR mensili, per crescere fino a 2.500 EUR. Il carpentiere, meglio ricordarlo, comunque non fa un lavoro d’ufficio, ma anzi una professione che comporta anche un certo grado di rischio, e di conseguenza la sua remunerazione potrebbe in realtà apparire come inadeguata. Effettivamente, considerando i vari fattori, si tratta di una professione per cui non sarebbe sbagliato considerare uno stipendio più elevato. 

leave your comment


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *