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Amministratore delegato: chi è, cosa fa, quanto guadagna

L’amministratore delegato (AD in italiano, o CEO – Chief Executive Officer in inglese) è la persona a cui il consiglio di amministrazione delega, per l’appunto, le decisioni più importanti e i propri poteri. 

Il CEO o AD non è più, ormai da molti anni, un semplice professionista: spesso si parla di personalità che influenzano l’economia del proprio paese o si fanno foriere di grandi progressi ed evoluzioni tecniche e scientifiche. Possiamo per esempio pensare a Steve Jobs, fondatore e CEO di Apple, la prima trillion-company della storia; oppure a Elon Musk, amministratore di Tesla, PayPal e numerose altre aziende impegnate in settori avanguardia tecnologica; oppure anche a Sergio Marchionne, AD di Fiat, poi FCA, fino alla propria morte.

Di tutte queste figure di parla sui quotidiani non solamente per i risultati ottenuti dalle loro aziende, ma anche per l’apporto innovativo dei propri progetti a tutta la comunità e per la continua esposizione mediatica di cui sono stati al centro durante la propria carriera. 

Nella nostra guida a questa professione parleremo delle capacità e delle mansioni dell’amministratore delegato, di come si articola al sua formazione e delle sue prospettive di carriera future. 

Chi è l’amministratore delegato

L’amministratore delegato assume, sotto richiesta del consiglio di amministrazione di un’azienda, i suoi poteri e le sue mansioni. La sua figura è molto utile in vari casi: 

  • Rende più facile la comunicazione, perché si parla di dialogare con un singolo professionista anziché con un collegio
  • Rende più facile il posizionamento giornalistico dell’azienda: se i risultati sono d’eccellenza e l’amministratore delegato viene ritenuto portavoce di questi risultati è immediato e semplice trasformarlo nel “volto” della società e sfruttarne il carisma e le capacità con la stampa
  • Viene facilmente riconosciuto come il riferimento dei soci e degli azionisti
  • I mercati si rivolgono spesso all’AD per assestarsi: un suo cambiamento è spesso visto in modo sfavorevole, la sua approvazione invece in modo favorevole, e così via. 

All’atto pratico, l’amministratore delegato è la più alta carica esecutiva che può essere inserita nell’organico di una società.

Si occupa della mediazione tra la volontà del consiglio di amministrazione e i reparti esecutivi.

Nelle piccole aziende a volte il suo ruolo è assorbito da quello del presidente; nelle grandi aziende invece è bene che le mansioni di queste due figure rimangano ben separate per garantire equilibrio nei poteri interni. 

Chi non è l’amministratore delegato

Quando si pensa all’esposizione mediatica degli amministratori delegati delle grandi e grandissime aziende si potrebbe avere il sospetto che siano loro i diretti proprietari o gestori della società. 

In realtà, l’amministratore delegato non assolve a nessuno di questi compiti. 

Inoltre, secondo il Codice civile italiano, non può: 

  • emettere obbligazioni convertibili a nome della società
  • redigere il bilancio
  • aumentare il capitale sociale
  • adempiere alla riduzione del capitale sociale, anche in caso di perdite
  • redigere il piano di fusione
  • redigere il piano di scissione

Queste complesse attività sono comunque in mano al consiglio di amministrazione nella sua interezza, per evitare la centralizzazione del potere e la personalizzazione delle decisioni. 

Come si svolge la giornata tipo dell’amministratore delegato

Vediamo ora quali sono, nel pratico, le mansioni che l’amministratore delegato è chiamato a svolgere quotidianamente. 

  • Si interfaccia con i clienti. Deve cercarne di nuovi e prestigiosi e contemporaneamente curare le relazioni con quelli già inseriti nella macchina aziendale. Tutti i clienti fanno riferimento a lui, al momento delle contrattazioni. 
  • Si interfaccia con i media. Pensiamo per esempio alle storiche convention Apple in cui Steve Jobs prima e Tim Cook dopo presentano i nuovi prodotti in gamma, suscitando l’attenzione di decine di migliaia di appassionati, riviste di settore, quotidiani. 
  • Verifica l’andamento in borsa dell’azienda. Se la società è quotata, è molto probabile che i mercati facciano riferimento alle affermazioni e alle azioni dell’AD per assestarsi. Per esempio, subito dopo la morte di Steve Jobs si è temuto che le azioni Apple crollassero nel proprio valore: ciò è effettivamente successo, perché la figura di Jobs era particolarmente apprezzata dagli investitori, ma in poco tempo Tim Cook è riuscito a riportare ai livelli pre-crisi i valori delle quotazioni. 
  • Gestisce ogni tipo di situazione in ambito finanziario, produttivo e logistico, caricandosi di una grande responsabilità agli occhi di investitori, dipendenti, soci e pubblico ed elaborando la strategia da adottare per le nuove uscite, per i servizi, i beni, i prodotti e per la risoluzione di eventuali problematiche e criticità. 
  • Detta la linea di indirizzo della filosofia dell’azienda, chiarisce gli obiettivi e le decisioni, indirizza il lavoro di tutti i reparti e i team fornendo le linee guida da seguire. 
  • Osserva da lontano la concorrenza. L’amministratore delegato deve conoscere cosa i competitor stanno progettando per intervenire, ideare, studiare contromosse favorevoli per la propria società.

Come puoi a ragione immaginare, la professione dell’Amministratore delegato è di assoluta responsabilità e devozione nei confronti della propria società, e richiede un enorme dispendio di energie fisiche e mentali, oltre che un vasto numero di capacità e abilità estremamente raffinate. Ne parleremo in modo più specifico nel prossimo paragrafo. 

Quali capacità deve possedere l’amministratore delegato

Le capacità dell’Amministratore delegato sono per gran parte di natura soft. Si tratta di predisposizioni psicologiche, dell’atteggiamento e del comportamento, e sono molto simili a quelle dei comuni manager, ma spinte al massimo grado di complessità. 

Intraprendenza e coraggio sono facoltà essenziali. Molto spesso i consigli di amministrazione sono travolti da scandali, perdite, crisi economiche, scioperi: l’Amministratore delegato deve saper gestire questi eventi e intraprendere strategie non sempre ben viste dall’opinione pubblica. 

Altissima capacità di organizzazione, gestione del tempo e delle risorse e team leading non sono da meno: l’Amministratore delegato gestisce davvero ogni singolo aspetto dell’azienda, e dalle sue decisioni partono le più piccole decisioni dei singoli reparti, necessarie a soddisfare quegli obiettivi.

La squadra di lavoro deve avere fiducia nelle capacità dell’Amministratore delegato e rispettare le istruzioni da lui fornite per l’ottenimento dei risultati voluti: questo atteggiamento è possibile solamente per persone carismatiche e ben volute all’interno del settore manageriale. 

Inoltre, se l’azienda gode di una forte esposizione mediatica, è necessario che l’Amministratore delegato regga bene il confronto con i giornali e le televisioni, anche durante le situazioni di crisi, di fronte a domande spinose o nei momenti in cui la reputazione o i profitti dell’azienda sono instabili o a rischio. 

Qual è la formazione dell’amministratore delegato

Definire con precisione il percorso formativo dell’Amministratore delegato è veramente complesso.

Le due lauree più scelte sono in Economia o in Ingegneria della gestione d’impresa.

Alcuni CEO molto noti al mondo, come Bill Gates, non si sono mai laureati, ma parliamo di aziende e AD saliti alla ribalta in un periodo storico assolutamente diverso da quello attuale. 

Dopo la laurea ordinaria è assolutamente indispensabile ottenere una laurea magistrale in una delle facoltà di interesse prioritario. 

Molti poi decidono di iniziare a lavorare e farsi le ossa, nel campo di applicazione pratico, per una delle aziende predilette.

Lavorando come impiegati per molti anni entrano nel meccanismo, iniziano a creare una rete di contatti, conoscono dinamiche, fornitori, proprietari, membri del consiglio di amministrazione. 

Un Master specialistico, anche conseguito durante il periodo di lavoro, è una scelta che molti amministratori delegati fanno per aumentare le proprie possibilità di carriera e per migliorare le competenze in specifici ambiti del proprio settore. 

La formazione, anche informale ed esterna dal circuito universitario, non può prescindere da solidi elementi di economia.

Molte scelte dell’Amministratore delegato verranno infatti prese a seconda dei movimenti di mercato, dei titoli in salita o in calo, degli esiti finanziari dei concorrenti, delle eventuali minacce di crisi. 

C’è poi la necessità di formare il carattere ed affinare le soft skill più importanti per questa professione. Parte di queste competenze morbide deriva essenzialmente dalle esperienze di vita e dalle propensioni caratteriali, ma alcuni tratti, come la capacità di leadership, possono essere incentivati conoscendo principi di base di queste discipline e tecniche di comunicazione efficaci, che invece possono essere studiati. 

I guadagni e le prospettive di carriera

Iniziamo con il dire che l’Amministratore delegato non è un dipendente. Non risponde ad altri che soci e azionisti, ed è per loro che interviene e prende le proprie decisioni, le stesse che andranno ad impattare sugli esiti della società. 

Tutte le aziende hanno bisogno di un Amministratore delegato. Se la società non è di ampie dimensioni è probabile che la sua figura sia ricoperta da altri membri del consiglio direttivo, come il presidente oppure il general manager, ma se parliamo di grandissime multinazionali è necessario che l’equilibrio dei poteri interni sia assicurato da una separazione delle figure, che possano cooperare, sì, ma non entrano una nel campo di influenza dell’altra quando si tratta di prendere decisioni complesse. 

Non si farà dunque fatica ad individuare un settore privilegiato: tutte le società necessitano di qualcuno che assuma il ruolo di guida e prenda il comando dell’azienda, ideando strategie, verificando che esse portino ai risultati immaginate e gestendo le eventuali situazioni di stallo o di crisi. 

Quello che fa davvero la differenza è la scalata sociale all’interno dei vertici direttivi: nessuno nasce Amministratore delegato, e non esistono percorsi di studio specifici per l’ottenimento di qualche laurea o qualifica che renda più certo o più veloce arrivare a quella posizione.

Si tratta di farsi lentamente strada, nel corso di anni e anni di carriera, e di farsi notare dai vertici delle aziende più importanti fino a venire chiamati per gestire le decisioni necessarie alla sua economia e al suo funzionamento. 

Valutare le prospettive di guadagno per un Amministratore delegato è altrettanto difficile. Considerando che per questa posizione non si trovano annunci di lavoro classici, e quindi non possiamo fare delle valutazioni statistiche, non possiamo basarci altro che sui report delle aziende più importanti al mondo.

Facciamo qualche esempio, tenendo conto del fatto che parliamo di individui straordinari, con capacità assolutamente fuori dal comune e il cui percorso non potrà essere replicato in futuro ma, semmai, reinventato e innovato seguendo le richieste di mercati sempre più complessi ed articolati. 

  • Il CEO di Expedia, Dara Khosrowshahi, ha guadagnato nel 2015 94,6 milioni di dollari. 
  • Il CEO di Google, Sundar Pichai, nel 2016 ha guadagnato 199,35 milioni di dollari (650 mila come vero stipendio, 198,7 come titoli di borsa).
  • Tim Cook, Amministratore delegato di Apple, guadagna circa 133,7 milioni di dollari l’anno. 
  • Jeff Bezos riceve uno stipendio fisso di circa 80.000 dollari al mese dalla fondazione di Amazon (fino anni ‘90) ma con svariate migliaia di dollari al mese per rimborsi e benefit. 
  • Elon Musk è l’AD più pagato del 2019: 595,3 milioni, tra rimborsi e bonus.
  • L’AD di Facebook, Mark Zuckerberg, guadagna indicativamente 78.000 dollari ogni secondo impiegato per l’accrescimento della società
  • Bill Gates è ad oggi titolare di impero complessivo con un valore di circa 108,1 miliardi di dollari

Parliamo di esempi di stipendio veramente fuori dal comune e che sistematicamente innescano indignazione se confrontati con i guadagni dei dipendenti di più basso grado nelle stesse aziende. 

C’è però da tenere conto sia della responsabilità che grava sulle spalle dell’amministratore delegato, sia del fatto che deve essere presente davvero ad ogni evento e decisione, dalla più piccola alla più grande, relativa alla propria azienda.

Come in tutte le professioni manageriali, e sicuramente quella di AD è la mansione che più esprime questa tendenza, la vita privata e quella professionale tendono a contaminarsi, rendendo quasi impossibile separarle e vivere con distacco la propria professione.

Per queste ragioni, oltre che per i lunghi viaggi, le contrattazioni e le enormi responsabilità, gli stipendi di queste figure sono così enormemente elevati in confronto a quelle dei normali dipendenti o del settore manageriale tradizionale e di più basso livello. 

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