Professione Redattore Editoriale

Il mercato editoriale in Italia ha visto una crescita del 5% nei primi otto mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, per quanto riguarda l’editoria di varia. Dopo quasi otto anni le copie vendute crescono del 4%. Il settore è così tornato ad un giro d’affari superiore a quello del 2011, pari a 1,493 miliardi di euro, contro i 1,432 di otto anni prima. 

Questo nonostante i dati sulla lettura, la fragilità delle librerie e della grande distribuzione e il diffondersi della pirateria siano ancora grandi handicap per quella che, ad ogni modo, resta sempre la prima industria culturale italiana.  

Per fare arrivare un prodotto editoriale sugli scaffali di librerie ed edicole però è necessario un lavoro dietro le quinte che viene svolto da una figura che raramente vede riconosciuti i suoi meriti davanti al grande pubblico: il redattore editoriale

La figura del redattore in una casa editrice ricopre un ruolo tanto importante quanto poco considerato dal grande pubblico. Quando prendiamo in mano un libro, una rivista od un fumetto, ci soffermiamo sui nomi degli autori, della stessa casa editrice, magari su quello del traduttore che viene spesso citato subito dopo l’autore.  

Chi è il redattore editoriale 

Il redattore editoriale, sempre più spesso chiamato editor seguendo la nomenclatura anglosassone, lo si può definire come il primo lettore di un testo, il cui lavoro consiste nel renderlo più perfetto possibile in vista della sua pubblicazione. 

In una casa editrice, a seconda della sua dimensione, lavorano varie figure che ricoprono ruoli diversi. Nelle realtà più piccole è facile che la stessa persona ricopra più ruoli, mentre nelle etichette più importanti ci saranno anche diversi addetti alle stesse mansioni. 

In una redazione troviamo prima di tutto l’editor, il cui compito è quello di trovare gli autori e i titoli, e il direttore editoriale, che prende decisioni riguardanti le scelte editoriali l’acquisizione dei libri e dei contratti con gli autori. Quindi ci sono una serie di figure che sono coinvolte nei processi decisionali così come in quelli redazionali, come i consulenti editoriali, che leggono e giudicano il materiale reperito, segnalando eventuali debolezze ed errori concettuali, ed i direttori di collana, che supervisionano i contenuti delle singole collane. 

Il redattore editoriale normalmente è relegato ai ruoli meramente operativi, alla pari di traduttore, correttore di bozze e grafico. Il redattore prende in cura un testo per trasformarlo in una pubblicazione, ovvero rende il più possibile fruibile al pubblico il testo originale di un autore, o la traduzione di un testo in lingua straniera. 

Si tratta di un ruolo che non porta riconoscimenti ufficiali e pubblici, dato che il nome del redattore editoriale non compare mai sulle copertine, ma resta sempre una figura di importanza fondamentale per la pubblicazione e la riuscita di un libro.  

Cosa fa il redattore editoriale  

L’attività del redattore editoriale comporta una grande responsabilità, dato che consiste nel coordinare la realizzazione di un prodotto editoriale, preoccupandosi di tutte le attività dei professionisti che intervengono nel processo di produzione, presidiando le varie fasi di lavorazione dall’ideazione del progetto alla stampa. Deve organizzare la struttura dei contenuti, proporre revisioni redazionali e suggerire l’impostazione grafica al fine di realizzare il progetto editoriale così come concordato con l’editore e rendere il testo fruibile al pubblico di riferimento. 

Il redattore, generalmente, ha un orario di lavoro diurno di otto ore, ma quando si avvicinano le scadenze o nel caso di particolari emergenze come la chiusura di un lavoro o il lancio di una collana, può essere chiamato assieme alla sua redazione a fermarsi oltre l’orario di lavoro abituale oppure a lavorare anche di notte o nei giorni festivi. 

Ci sono tre macro-fasi di lavorazione che trasformano un’idea in un libro: 

  • La fase di preproduzione racchiude in sé la ricerca dei testi da pubblicare, l’analisi (in base al mercato e alla coerenza con il progetto editoriale) e la scelta, i calcoli economici (previsioni di costi e ricavi), l’acquisizione dei diritti e la programmazione della pubblicazione. 
  • La fase di produzione ha due linee diverse: la lavorazione redazionale vera e propria e la produzione propriamente detta (processo industriale di stampa e rilegatura). 
  • La fase di postproduzione consiste in tutti i passaggi successivi alla stampa del libro: commercializzazione, distribuzione, promozione. 

Nella fase di lavorazione redazionale il redattore deve mantenersi obiettivo e non cedere al proprio gusto personale, instaurando un dialogo e un rapporto costruttivo con l’autore. Lo scopo deve essere evidenziare quali sono i punti deboli del testo e migliorarli in accordo con l’autore. Di conseguenza il redattore, oltre all’attività di correzione delle bozze, deve impegnarsi affinché il testo originale vada incontro ai gusti di un determinato pubblico di riferimento. Può essere un lavoro che può portare via anche parecchie settimane, normalmente le tempistiche imposte dalla casa editrice, da ragioni organizzative e di marketing, costringono a ridurre notevolmente i tempi.  

A seconda della grandezza delle case editrici in cui si opera cambiano notevolmente le modalità di svolgimento. Nelle più piccole il redattore editoriale è chiamato anche ad occuparsi dei rapporti con l’ufficio stampa per la promozione del libro, così come può dover aggiornare i contenuti del sito web e lavorare contemporaneamente su più testi. Nelle case editrici più grandi invece normalmente si lavora ad un solo libro per volta, curandone molteplici aspetti ed a volte anche l’impaginazione.  

Il lavoro del redattore inizia analizzare la domanda del cliente, per poi valutare il tipo di lettore a cui è rivolto il testo. Passa a definire una proposta di layout del prodotto editoriale da realizzare, stimandone i costi e i tempi di produzione. Progettare il prodotto editoriale consiste nell’individuare le caratteristiche che il prodotto deve avere in funzione delle esigenze espresse dall’editore e studiare la fattibilità delle diverse proposte, in termini di risorse e tempi di realizzazione.  

Per realizzare il prodotto editoriale bisogna pianificare le attività e le risorse impiegate per la realizzazione di ciascuna fase di lavoro, coordinare l’impostazione del lavoro di ciascun professionista coinvolto nelle diverse fasi di lavorazione del prodotto editoriale. È estremamente importante poi verificare la correttezza delle informazioni ed eseguire una revisione sostanziale, a livello di contenuto e di forma, anche per adeguarsi alle norme in uso presso le diverse case editrici. Inoltre in questa fase deve avere un continuo scambio con l’autore, suggerendo interventi sulla struttura come l’ampliamento o la soppressione di alcuni capitoli, oppure il diverso svolgimento della scaletta), predisponendo le bozze intermedie del prodotto da sottoporre alla validazione dell’editore e quindi definire le eventuali correzioni da apportare.  

Una volta che l’autore ha concluso il suo testo, il redattore deve verificare e rivedere tutte le note, le citazioni, e tutti quegli elementi inseriti nel testo come tabelle, grafici, illustrazioni e via dicendo. Spesso tocca quindi a lui realizzare l’impaginazione tramite l’utilizzo di programmi informatici appositi, andando a spezzare il testo in capoversi e paragrafi al fine di dare un aspetto graficamente gradevole della pagina.  

Come diventare redattore editoriale 

Per svolgere il lavoro di redattore editoriale è necessario essere grandi appassionati di lettura di opere di varia natura, e quindi possedere una solida cultura di base, una spiccata sensibilità letteraria ed una particolare attenzione alle numerose sollecitazioni provenienti dal mercato editoriale. Dal punto di vista formativo, è sicuramente indicato intraprendere una carriera universitaria nell’ambito umanistico. Tra i corsi di laurea più adatti possiamo elencare:  

  • Corsi di laurea triennale 
    • Culture e letterature del mondo moderno; 
    • Lettere; 
    • Lingue e letterature moderne; 
    • Scienze della mediazione linguistica; 
    • DAMS (Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo); 
    • Comunicazione interculturale; 
  • Corsi di laurea magistrale  
    • Comunicazione e culture dei media; 
    • Culture moderne comparate; 
    • Letteratura, filologia e linguistica italiana; 
    • Lingue straniere per la comunicazione internazionale; 
    • Scienze linguistiche; 
    • Traduzione. 

Una volta terminato il percorso universitario, è possibile seguire corsi specifici di formazione post-diploma o post-laurea in editoria e acquisire le prime esperienze nel campo editoriale attraverso tirocini e stage in case editrici, per imparare a leggere ed esaminare con occhio critico i testi che vi giungono, a lavorare al fianco dell’autore per migliorare la qualità delle opere e preparare l’uscita del libro. 

Per le pubblicazioni specializzate in un determinato settore, può essere richiesta una competenza o una laurea specialistica. È molto importante conoscere almeno una lingua straniera e avere dimestichezza con i più comuni programmi di posta elettronica, videoscrittura, editing e impaginazione grafica. 

La prima attività che con ogni probabilità si affronterà in una redazione è la correzione delle bozze. Correggere le bozze non è così semplice come sembra: cccorre, infatti, che il correttore comunichi gli errori che ha rintracciato nel testo in modo assolutamente chiaro e leggibile, altrimenti si rischia di non correggerlo adeguatamente o addirittura di aumentare gli errori. Per questo motivo, i correttori utilizzano un insieme di simboli universali, uguali per tutti. Si tratta delle norme grafico-redazionali per la correzione delle bozze prescritte dall’UNI 5041. È quindi fondamentale che un aspirante redattore conosca e sia in grado di padroneggiare questo codice. 

In generale, per intraprendere la professione di redattore i requisiti essenzialI sono i seguenti: 

  • Amore per i libri – Il redattore deve essere una persona che ama leggere e ama il libro come oggetto, che compra libri in continuazione, che ne ha la casa piena, che li sfoglia per sentire il profumo della carta… 
  • Conoscenza della lingua italiana – Deve possedere una padronanza assoluta della lingua italiana, in maniera di essere in grado di correggere i testi senza lasciarsi sfuggire gli eventuali errori. 
  • Sensibilità – Deve anche avere una spiccata sensibilità letteraria e aver letto molto, affinando quindi anche la capacità di distinguere ciò che è buono da quello che non esce dalla banalità. 
  • Rispetto – Un buon redattore si approccia ad un testo letterario con rispetto, e di conseguenza quando lo affronta per correggerlo, rispetta la sostanza e lo stile dell’autore, modificandolo, ma per migliorarlo, senza stravolgerlo. 
  • Spirito di adattamento – Una dote umana che non può mancare al redattore editoriale è la capacità di adattarsi ai diversi compiti che gli vengono richiesti, sia nell’arco del processo di redazione di un volume, che nel corso di una singola giornata. 
  • Organizzazione – È essenziale possedere un’ottima capacità di organizzazione, che permetta di rispettare le scadenze e non arrivare in ritardo sulla tabella di marcia, andando ad inficiare un processo produttivo che coinvolge a catena stamperie, distributori e librerie. 
  • Autonomia – Per poter fare carriera in quest’ambito, bisogna essere autonomi e in grado di gestire più progetti contemporaneamente. 
  • Curiosità e intraprendenza – In un mercato così in evoluzione come quello editoriale, bisogna essere curiosi e in grado di fiutare i cambiamenti nel settore e comportarsi di conseguenza. 
  • Capacità relazionale – Un redattore deve essere capace di rapportarsi con persone anche molto diverse tra loro e soprattutto di ascoltare e recepire i loro bisogni. 
  • Precisione e pazienza – Di certo una persona disordinata e impaziente non è adatta a questo lavoro, che si basa moltissimo sull’attesa e sulla cura dei dettagli. 
  • Conoscenze specialistiche – Per poter lavorare nel campo dell’editoria bisogna possedere conoscenze di tipo specialistico, ed essere pratici di: 
    • gli aspetti relativi alla fotocomposizione, al fotolito e alla stampa; 
    • i programmi di impaginazione dei testi; 
    • almeno una lingua straniera; 
    • l’uso della posta elettronica; 
    • la navigazione in Internet; 
    • le problematiche inerenti al copyright delle opere. 

Carriera e stipendio di un redattore editoriale

Il contesto di lavoro tipico del redattore editoriale è rappresentato dalle redazioni di case editrici. 
Il redattore è un dipendente o un collaboratore, che opera in sinergia con il direttore editoriale e con l’editor, affiancandoli nell’organizzazione del lavoro per la pianificazione dei lavori, e coordinando tutte le figure che entrano nella produzione di un progetto editoriale: grafici, correttori di bozze, traduttori, fotografi, e via dicendo. 

Il lavoro di redattore si svolge collaborando con autori e traduttori all’interno di agenzie editoriali o di case editrici, normalmente in qualità di libero professionista o collaboratore a progetto. Le migliori prospettive di occupazione di un redattore sono nella libera professione o nell’ambito di service editoriali, mentre le opportunità di lavoro dipendente presso le case editrici, in seguito alle profonde ristrutturazioni avvenute nel settore, sono piuttosto scarse. La naturale progressione di carriera si svolge a partire dai ruoli di profilo più basso come il correttore di bozze passando attraverso l’attività di revisione di testi. 

Talvolta può lavorare per dei service esterni, ovvero delle piccole aziende specializzate nei servizi editoriali, alle quali spesso vengono commissionate singole fasi della lavorazione. Negli ultimi 20 anni nelle case editrici le redazioni interne sono scomparse o si sono molto ridotte, di conseguenza il redattore spesso lavora da casa o dal suo studio. 

All’interno di una casa editrice si può diventare redattore progredendo con la carriera, passando dalle figure di semplice correttore di bozze e del correttore di impaginati, per arrivare al curatore redazionale di un volume, poi al responsabile di collana, al redattore coordinatore, successivamente all’editor e infine ricoprendo il ruolo di direttore editoriale. Un redattore freelance invece deve farsi carico della ricerca di committenti, andandosi a creare una vasta rete di conoscenze e di rapporti promozionali. 

Lo stipendio medio per un redattore in Italia è 23.867 euro all’anno, con stipendi che oscillano tra i 1.400 e i 2.200 euro netti al mese. Se dovessimo quantificare una tariffa oraria per il suo lavoro, sarebbe attorno ai 12 euro all’ora. Gli stipendi per questa posizione partono da circa 17 000 euro l’anno, ma per i professionisti con maggiore esperienza arrivano a superare i 30.000 euro annuali. 

Il mercato del libro è in crescita negli ultimi anni, nonostante tra i cinque maggiori mercati editoriali europei, l’Italia sia il Paese con il più basso indice di lettura di libri tra la popolazione adulta. Quasi la metà di chi dichiara di aver letto nell’arco di un anno non arriva a tre libri, e solo il 17% ha letto almeno un libro al mese. Ciononostante, l’industria editoriale resta la prima industria culturale del Paese. 

Il comparto è sempre più proiettato verso l’estero, dal momento che la vendita dei diritti ad altri paesi è un ambito in cui si registrano le crescite maggiori. Cresce il numero delle case editrici attive, con quasi 1.000 nuove case editrici nate negli ultimi dieci anni che devono cercare di posizionare il loro marchio e il loro progetto editoriale in libreria, nella distribuzione e presso segmenti più o meno specializzati di lettori. 

Il lavoro dei redattori editoriali diventa sempre più importante, dato che è in costante aumento il numero di titoli pubblicati: nel 2018 le case editrici italiane hanno pubblicato 78.875 titoli. La crescita del numero di titoli pubblicati è il prodotto delle minori barriere all’accesso nella parte editoriale del processo: dallo scouting alla traduzione, all’impaginazione fino alla stampa. Lo sviluppo del print on demand, sempre più integrato nella filiera distributiva, permette di produrre piccoli stock utili anche per titoli a bassa rotazione o di ristampare just in time il titolo richiesto dalla libreria. 

Di conseguenza cresce la produzione in tutti i generi: all’interno della libreria di varia fioriscono titoli di tutti i tipi, dalla fiction italiana e straniera (+6,0% compresa la narrativa Young Adult) e alla non fiction generale (+13,1%), specialistica (+15,8%), pratica (manualistica: +6,3%); Anche i libri per ragazzi segnano un +5,9%. Il lettore trova oggi a sua disposizione più titoli (di piccoli come di grandi editori), prezzi e formati diversi tra cui scegliere rispetto a quanto non avveniva anni fa.   

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