Progetto disegno tecnico

Professione Geometra

13 Gennaio 2020 0 Comments

Il geometra è una figura ormai storica nel panorama lavorativo italiano, ma che negli anni ha continuato ad evolversi ed è proprio in questi tempi al centro di vari cambiamenti riguardo il percorso formativo a cui sono chiamati gli aspiranti geometri. È in discussione in Parlamento un disegno di legge secondo il quale accedere alla professione di geometra si deve ottenere uno specifico diploma di laurea (triennale) rilasciato da un’università, al termine di uno specifico corso di laurea professionalizzante. Il corso di laurea sarà abilitante: l’esame finale di laurea avrà valore di esame di abilitazione alla professione di geometra. La previsione è che dal 2025 l’esame di abilitazione sarà soppresso, e fino ad allora sarà previsto un periodo di transizione per cui saranno ancora valide le abilitazioni conseguite con il percorso classico. Vediamo nello specifico in cosa consiste il percorso formativo attuale per diventare geometri. 

Chi è il geometra 

ll geometra è un professionista che lavora nel campo dell’edilizia e della topografia, svolgendo una serie di mansioni anche molto diverse tra loro. Può occuparsi di misurare, valutare e progettare opere pubbliche o private di modesta entità (a differenza di un architettò che non ha limitazioni riguardo alle dimensioni degli immobili che può progettare) in muratura portante fino a 3 piani fuori terra, così come può progettare opere di modesta entità in cemento armato. I compiti di un geometra possono comprendere la direzione dei lavori in un cantiere edilizio, la stima e la misurazione dei beni immobili di diverso genere e tipo, in ambito rurale e non, con l’impiego di strumentazioni di rilevamento topografico, il tracciamento di strade prima della loro messa in opera o la divisione delle aree urbane. Inoltre può occuparsi anche di valutazione e la stima del valore e dei danni delle colture agricole, dei fondi rustici e delle aree urbane e dello svolgimento di pratiche burocratiche connesse a tutte queste attività. 

L’istituzione della professione del geometra risale addirittura al regio decreto 274 del 1929 (che è stato successivamente modificato dalla legge 75 del 7 marzo 1985), per andare incontro al bisogno allora impellente in Italia di ordinare e valutare l’enorme patrimonio rurale. Con il passare del tempo, questa professione è andata progressivamente modificandosi, soprattutto per effetto dell’urbanizzazione sempre crescente che richiedeva servizi sempre più diversi. In questa maniera i compiti e le mansioni del geometra si sono allargati verso attività rivolte anche alla salvaguardia del territorio e alla sostenibilità ambientale degli interventi edili e infrastrutturali. 

 Il geometra può ricoprire vari ruoli: può lavorare per un’impresa edile come dipendente o anche come titolare, così come può esercitare la libera professione aprendosi una partita Iva. Può inoltre essere impiegato nel settore pubblico, per esempio come impiegato catastale negli uffici comunali che svolgono queste funzioni o nell’Agenzia delle Entrate. 

Il percorso di studi di un geometra permette di acquisire competenze tali per cui è in grado di stimare la proprietà privata, costruita o non, la superficie e il sottosuolo, oltre ad operare nel settore urbanistico, della direzione dei lavori e della sicurezza. La sua preparazione scolastica gli offre inoltre i primi approcci agli impianti idrici e fognari ed altri materiali da costruzione, calcestruzzo armato compreso. Il lavoro del geometra concerne prevalentemente i lavori di progettazione edilizia ed impiantistica sui beni immobili, ma la sua preparazione lo agevola anche nella conoscenza dei diritti reali di godimento. La sua competenza è specialistica e comprende anche materie tecniche, topografiche, giuridiche, fiscali, economiche, beni agricoli e sociali. 

I compiti che deve svolgere un bravo geometra sono diversi. Infatti, una volta conseguita l’abilitazione per entrare nell’albo, il geometra deve essere in grado di: 

  • Gestire un cantiere, sia pubblico, sia privato; 
  • Svolgere attività di certificazione normativa in diversi ambiti; 
  • Svolgere attività di progettazione in ambito rurale, civile e industriale; 
  • Svolgere attività di rivelazione del territorio e delle strutture edilizie esistenti; 
  • Svolgere un’attività di mediatore nei procedimenti della mediazione civile che sono obbligatori per risolvere delle controversie negli ambiti definiti dalla legge; 
  • Svolgere attività amministrative del patrimonio edilizio; 
  • Svolgere attività di consulenza complementare nel settore della fiscalità e tributi nelle attività edilizie e nella gestione di patrimoni immobiliari; 
  • Svolgere funzioni tecniche ed amministrative alla filiera del mondo delle costruzioni. 

Come si diventa geometri 

Per diventare geometra bisogna superare un esame di Stato che abiliti alla professione. Il superamento dell’esame dà diritto a svolgere la professione non solo in tutto il territorio nazionale, ma anche in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Per accedere all’esame, è possibile seguire uno dei seguenti percorsi formativi

  • conseguire un diploma in un Istituto Tecnico Settore Tecnologico Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT);
  • svolgere un periodo di 18 mesi di attività tecnica subordinata in contesti previsti dalla normativa oppure svolgere un periodo di pari lunghezza di praticantato presso lo studio di un ingegnere, di un architetto o di un geometra che siano iscritti presso i rispettivi Albi professionali;
  • frequentare con profitto per un periodo non superiore a 6 mesi un Corso di Formazione autorizzato dal Consiglio Nazionale dei Geometri;
  • frequentare con profitto un Corso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore della durata di 4 semestri coerente con le attività professionali previste dall’Albo;
  • conseguire un diploma di laurea o una laurea triennale o magistrale in diversi Corsi di Studio tra cui: Ingegneria edile, Architettura, Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale, Agraria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (purché i percorsi di studio siano coerenti con la professione di geometra);
  • Una volta concluso uno di questi percorsi formativi, ci si potrà iscrivere all’Albo dei Geometri e dei Geometri Laureati, avendo così la possibilità di praticare la professione. 

Negli ultimi anni è stata avanzata la proposta di creare un percorso universitario specifico e necessario per l’acquisizione del titolo. 

Istituto Tecnico Settore Tecnologico Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio 

L’istituto tecnico settore tecnologico indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT) era conosciuto come Istituto Tecnico per Geometri prima della riforma scolastica del 2010. 

Grazie alle discipline studiate al CAT, gli studenti sono in grado di acquisire le giuste competenze per diventare professionisti in grado di competere a livello nazionale e internazionale. È suddiviso in due bienni e un quinto anno: il primo biennio è caratterizzato dalla presenza di insegnamenti di base (italiano, storia, geografia, matematica e lingua straniera) e materie tecnico- scientifiche (chimica, fisica, disegno tecnico), mentre nel secondo biennio e nell’ultimo anno aumentano le materie specialistiche come estimo, topografia e scienza delle costruzioni. Ci sono inoltre molte ore di laboratorio con la possibilità di svolgere stage. I ragazzi possono partecipare al programma alternanza scuola – lavoro, per andare a conoscere da vicino la realtà degli studi professionali, delle aziende e degli enti pubblici e capire meglio quali sono le competenze da sviluppare per trovare lavoro nell’ambito che più li interessa. L’istruzione tecnica del CAT coniuga il sapere con il saper fare, offrendo quindi agli studenti le competenze che necessitano per entrare immediatamente nel mondo del lavoro. 

La rapida e continua evoluzione della società influenza tutti i settori della produzione ed anche il mondo delle costruzioni è alla continua ricerca di profili e competenze quanto più specifiche per misurarsi con realtà sempre più competitive e complesse. La figura del diplomato del CAT si affaccia in questo scenario con delle elevate conoscenze previste da un piano di studi strutturato in maniera da offrire le migliori competenze per far fronte ai profondi cambiamenti che interessano diversi settori come ad esempio: 

  • Il risanamento strutturale ed architettonico di edifici esistenti; 
  • La salvaguardia paesaggistica e del territorio; 
  • Il contenimento dei consumi energetici; 
  • L’impiego delle fonti energetiche; 
  • La sicurezza e la gestione dei cantieri edili. 

Questi scenari operativi, accanto a quelli che storicamente sono propri del geometra, offrono al futuro diplomato del CAT ampie opportunità di ingresso nel modo del lavoro che ha sempre più bisogno di Tecnici in grado di intervenire con flessibilità e competenza. Essere al passo con le nuove tecniche di costruzione, saper utilizzare tutti i nuovi mezzi informatici, essere pienamente consapevoli degli aspetti economici e normativi per operare nel rispetto dell’ambiente: queste sono le principali sfide del nuovo CAT. 

Istituti Tecnici Superiori (ITS) 

Gli Istituti Tecnici Superiori sono “scuole ad alta specializzazione tecnologica” che formano tecnici superiori nelle aree tecnologiche giudicate strategiche per lo sviluppo economico e la competitività. Il percorso di studi dura dalle 1.800 alle 2.000 ore, pari a 4 semestri che possono essere prolungati a 6 e alla cui conclusione si consegue il Diploma di Tecnico Superiore. 

Le aree tematiche affrontate sono: 

  • Efficienza energetica;
  • Mobilità sostenibile;
  • Nuove tecnologie della vita;
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali;
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione. 

Vi possono accedere giovani e adulti in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore e coloro che provengono dalla formazione professionale e dal mondo del lavoro. Per questi ultimi verranno attivate delle procedure per verificarne le competenze. Al termine del percorso di studi si potrà eccedere direttamente all’esame di Stato per l’abilitazione alla libera professione. 

Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) 

I percorsi IFTS Hanno l’obiettivo di formare figure professionali orientate a soddisfare le necessità che provengono dal sistema dei servizi, degli Enti locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni tecnologiche e dalla internazionalizzazione dei mercati. Sono realizzati secondo le priorità indicate dalla programmazione economica regionale di formazione. La durata è di 800-1.000 ore, pari a 2 semestri, alla conclusione dei quali si consegue un Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore. 

Vi possono accedere giovani e adulti in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o del diploma quadriennale professionale. Potranno accedere anche coloro che sono in possesso dell’ammissione al quinto anno del percorso liceale e coloro che non possiedono il diploma di istruzione secondaria superiore. Per questi ultimi verranno attivate delle procedure volte ad accertare le competenze acquisite nei precedenti percorsi di istruzione e formazione 

Una volta terminato il percorso formativo, per accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla libera professione sarà necessario integrare 9 mesi di tirocinio per raggiungere i 18 mesi previsti dalla normativa. 

Corsi di Laurea 

Con il diploma del CAT è possibile accedere a qualsiasi corso di laurea. Si può sostenere l’esame di Stato per la libera professione senza l’obbligo del periodo di tirocinio scegliendo questi titoli di Laurea: 

Diplomi universitari 

  • Edilizia; 
  • Ingegneria; 
  • Sistemi informativi territoriali. 

Lauree triennali 

  • L-17 – Scienze dell’architettura; 
  • L-23 – Scienze e tecniche dell’edilizia; 
  • L- 21 – Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale; 
  • L-7 – Ingegneria civile e ambientale. 

Sviluppo professionale 

Lavoro dipendente  

I diplomati del CAT, senza abilitazione alla professione, possono scegliere anche la strada del lavoro dipendente sia nel settore privato che in quello pubblico. 

Per esempio, nel settore privato possono essere impiegati in: 

  • Studi di progettazione; 
  • Imprese edili; 
  • Studi di amministratori di condominio; 
  • Uffici tecnici di istituti di credito; 
  • Uffici tecnici di compagnie di assicurazioni; 
  • Aziende di servizi energetici; 
  • Aziende di comunicazioni; 
  • Strutture di produzione e vendita di arredamento; 
  • Agenzie immobiliari. 

Nel settore pubblico, i diplomati sono richiesti in: 

  • Uffici tecnici comunali e di altri Enti locali; 
  • Agenzia del Territorio; 
  • Pubblica Amministrazione; 
  • Agenzie Sanitarie Locali (ASL); 
  • Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA). 

Libera professione 

La libera professione è la scelta che storicamente si ricollega di più alla figura del geometra. Se si decide di intraprendere questa strada, dopo il diploma del CAT è necessario svolgere un periodo di tirocinio della durata di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra, di un architetto o di un ingegnere, a conclusione del quale si può sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla libera professione. 

Una recente disposizione di legge consente che il periodo di tirocinio possa essere svolto anche come attività di lavoro subordinato con un contratto a tempo determinato o indeterminato. 

Una volta abilitato il geometra può svolgere: 

  • Attività di progettazione in ambito civile, industriale e rurale; 
  • Gestione di cantiere in ambito Pubblico e Privato (Direzione lavori, Contabilità lavori, preventivazione…); 
  • Attività di rilevazione del territorio e delle strutture edilizie esistenti (rilievi topografici, accatastamenti); 
  • Funzioni tecniche ed amministrative della filiera del mondo delle costruzioni (stime, valutazioni immobiliari, perizie legali e assicurative, consulenze del Giudice …); 
  • Attività di certificazione normativa in diversi ambiti (sicurezza nei cantieri, prevenzione degli incendi…); 
  • Attività amministrative del patrimonio edilizio (amministrazione condominiale, gestione immobiliare…); 
  • Attività di mediatore nei procedimenti di mediazione civile obbligatoria per la risoluzione delle controversie negli ambiti definiti dalla legge (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, locazione …); 
  • Attività di consulenza complementare in ambito di fiscalità e tributi nelle attività edilizie e nella gestione di patrimoni immobiliari. 

Per diventare geometri l’iter è più breve rispetto che per altre professioni, ciò non significa che si tratti di trovare la strada spianata. Infatti non è così facile trovare dei clienti, cosa che spesso costringe i giovani geometri a consociarsi, o a lavorare per anni presso gli studi di professionisti più anziani e di esperienza. Oggi sono disponibili in rete numerose risorse, come ad esempio il portale di iscrizione dei geometri, che permette di mettere in luce tutti i nuovi professionisti del settore. Tali risorse garantiscono anche la possibilità di rimanere costantemente aggiornati sulle novità del settore. 

Se è vero che per diventare geometri non è necessario seguire un corso di studi molto lungo, è anche vero che dopo aver ottenuto il titolo e l’iscrizione al Collegio dei Geometri è importante seguire una serie di corsi, che permettono al tecnico di aumentare le sue competenze. Molti geometri sono anche abilitati per la produzione di certificazioni energetiche o si sono specializzati nella progettazione di particolari strutture. La frequentazione regolare di corsi di aggiornamento permette al geometra di ampliare il suo range di azione e di diventare appetibile ad un numero sempre crescente di clienti. 

Quanto guadagna un geometra dipendente? 

Il geometra può lavorare in diversi modi. Può infatti esercitare la professione presso lo studio di un altro professionista, oppure all’interno del comune, ma può anche lavorare in cantiere oppure essere un libero professionista. Nel primo caso, ossia un geometra dipendente che decide di svolgere il suo lavoro in un comune, può arrivare a guadagnare uno stipendio minimo di circa 1200 euro al mese, anche se, almeno all’inizio, potrebbe dover svolgere delle mansioni che non gli spettano.  Un geometra che decide invece di affidarsi ad uno studio per fare un praticantato guadagnerà uno stipendio molto più basso di questo. Di solito si tratta di una cifra estremamente bassa che si aggira attorno ai 400-500 euro ma che è destinata a crescere in base all’esperienza e agli anni di gavetta. 

Quanto guadagna un geometra in cantiere? 

Anche nel caso del geometra che lavora in cantiere, così come accade per la maggior parte delle professioni lavorative, lo stipendio potrebbe essere basso all’inizio ma, con il passare degli anni e, quindi, accumulando esperienza, il guadagno tende sempre ad aumentare. Se hai intenzione di svolgere la professione del geometra nel cantiere devi però tenere a mente che in questi casi serve una figura attenta, allo stesso tempo affidabile e disposta a lavorare anche oltre gli orari lavorativi. Parliamo comunque di uno stipendio sicuramente più alto rispetto a quello che si percepisce nel caso di un geometra dipendente. Si tratta infatti di un compenso economico che oscilla tra i 900 euro e i 1600 euro, ma che può aumentare anche fino a 1800 euro. 

Quanto guadagna un geometra che lavora come libero professionista? 

Prima di arrivare a guadagnare degli stipendi dignitosi come geometra professionista bisogna affermarsi nel settore, farsi una certa fama, grazie soprattutto al passaparola dei clienti. Nell’ambito dei geometri che lavorano come liberi professionisti si trova tanta concorrenza e, giustamente i più esperti tendono anche a comportarsi come dei padroni. Tuttavia quella del libero professionista ha sicuramente diversi vantaggi, primo tra tutti è proprio l’indipendenza e la possibilità di arrivare a guadagnare molto di più rispetto alle classi che abbiamo preso in esame nei paragrafi precedenti. In linea di massima possiamo dire che lo stipendio di un geometra che lavora come libero professionista, ossia in uno studio proprio, si aggira attorno a cifre molto più alte rispetto a quelle di cui abbiamo parlato fino ad ora. Stiamo parlando di uno stipendio che arriva fino a 4000 euro netti al mese. 

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