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Professione Ingegnere Elettronico

Una professione che negli ultimi anni ha conosciuto una grande crescita è sicuramente quella dell’ingegnere elettronico. I componenti elettronici sono sempre più presenti nella nostra quotidianità, anche quando non ce ne rendiamo conto. Troviamo sempre più funzionalità controllate da componenti elettronici nei nostri elettrodomestici e mezzi di trasporto, ma non solo: anche le nostre case e gli spazi pubblici hanno integrato sistemi elettronici che coordinano l’azione dei vari componenti in base a dati raccolti e processati da sistemi centralizzati. Per questo il lavoro dell’ingegnere elettronico sta trovando sempre più campi di applicazione e i professionisti in questo campo sono sempre più richiesti

Chi è l’ingegnere elettronico 

Un ingegnere elettronico è quel professionista che si occupa di progettare e realizzare componenti e dispositivi elettronici. Egli possiede tutte le competenze necessarie per seguire la progettazione di un sistema elettronico in tutte le sue fasi, partendo dall’ideazione e dalla stesura degli schemi necessari al progetto, passando per la prototipazione e per gli studi di fattibilità, per arrivare infine alla produzione, al collaudo e alla manutenzione. 

Il lavoro dell’ingegnere elettronico trova applicazione in moltissimi ambiti della vita quotidiana, a partire dall’elettronica per gli autoveicoli, da cui dipendono gli ormai diffusissimi sistemi ABS e di controllo elettronico dell’accensione. Alla stessa maniera le automobili sono dotate di sistemi elettronici di anti-slittamento o anti-sbandamento, e sono sempre più dotate di sospensioni attive, localizzazione satellitare, cambio sequenziale e vari sistemi di guida assistita, per non parlare delle varie interfacce di infotainment. 

Ma anche nelle applicazioni domestiche c’è ormai un enorme utilizzo di elettronica, per esempio negli elettrodomestici a basso consumo e basso inquinamento ambientale, acustico ed elettromagnetico, per non parlare dei sistemi di trasporto urbano o a lunga percorrenza, come veicoli elettrici e ibridi, treni ad alta velocità, metropolitane ad alta portata, fino ai sistemi di risalita ad aggancio automatico in montagna. Non scordiamo poi l’elettronica per sistemi industriali, in particolare per quanto riguarda l’automazione di fabbrica. 

Le competenze di un ingegnere elettronico trovano applicazione anche in un campo importantissimo come quello dei dispositivi e sistemi biomedici che, facendo uso di tecnologie elettroniche estremamente avanzate, rendono possibili tecniche diagnostiche e terapeutiche sempre più elaborate, che migliorano enormemente la qualità della vita. 

L’utilizzo di componenti, circuiti e sistemi elettronici in tutti questi ambiti, che hanno visto un vertiginoso progresso tecnologico negli ultimi anni, permette di acquisire ed elaborare con estrema velocità e precisione adeguate segnali sia analogici che digitali, in maniera che si possano controllare i flussi di energia elettrica e i processi che la utilizzano. Proprio per rendere possibili questi procedimenti la figura dell’ingegnere elettronico è diventata fondamentale nell’industria moderna. 

Che cosa fa l’ingegnere elettronico 

Il primo campo di impiego dell’ingegnere elettronico è quello di ricerca e sviluppo nell’ambito elettronico. Si tratta di prendere parte alla progettazione di nuovi dispositivi elettronici, preparando i disegni tecnici e gli schemi dei circuiti, oltre che occuparsi della realizzazione dei prototipi. 

Molto spesso però un ingegnere elettronico può assumersi il compito di andare a migliorare le caratteristiche di un prodotto già esistente, al fine di ottenere prestazioni più elevate oppure per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. A questo scopo va a modificare i dispositivi elettronici, arrivando a riprogettare totalmente alcune parti elettroniche diventate ormai obsolete, come per esempio andando a reingegnerizzare le schede elettroniche. 

I compiti dell’ingegnere elettronico poi si dipanano tra lo svolgere test, analisi e prove di laboratorio atte a verificare il funzionamento e l’efficacia del prototipo, per quindi individuare eventuali difetti e correggerli, in quella che in inglese si definisce attività di troubleshooting. In seguito quindi realizza accurati studi di fattibilità del dispositivo elettronico, definendo tutti i procedimenti necessari alla produzione del componente o dell’apparato in questione, non tralasciando di preparare un preventivo quanto più preciso dei tempi e dei costi previsti. 

Dopo che il progetto ha raggiunto l’approvazione, l’ingegnere elettronico può essere ricoperto del ruolo di responsabile del controllo del processo produttivo. In questa veste si occupa di verificare che vengano rispettate le specifiche tecniche del progetto e che il dispositivo elettronico prodotto superi i controlli di qualità previsti. Si occupa di collaudi, certificazioni, dichiarazioni di conformità e della stesura della manualistica tecnica, e offre consulenza durante tutte le fasi del progetto. 

In aggiunta a ciò, un ingegnere elettronico può anche occuparsi di elaborare i piani di manutenzione per componenti e sistemi elettronici. In questo ambito deve assicurare che siano sempre efficienti, ma anche che rispettino le normative in vigore. Le sue competenze possono anche essere sfruttate in funzione didattica, per predisporre la formazione tecnica per i futuri utilizzatori dei dispositivi. 

I campi di applicazione dell’ingegneria elettronica al giorno d’oggi sono innumerevoli e crescono giorno dopo giorno: ad esempio la produzione di circuiti stampati e schede elettroniche, centraline di controllo, tecnologie per l’automazione, dispositivi audio e video, sensori, ma anche la robotica, la microelettronica, la meccatronica e i sistemi di telecomunicazione, e altri ancora. 

Un ingegnere elettronico deve essere quindi pronto a lavorare a progetti anche molto diversi, dall’automazione industriale ai sistemi di pagamento contactless, dai telefoni agli elettrodomestici, dai dispositivi smart connessi ad internet grazie all’IoT (Internet of Things) alla tecnologia wireless, dalla progettazione hardware, firmware alla programmazione di sistemi embedded, dallo sviluppo di apparecchiature elettromedicali avanzate alle applicazioni della nanotecnologia all’elettronica (ad esempio la nanoelettronica per la produzione di transistor ultra efficienti). 

Le responsabilità di un ingegnere elettronico di conseguenza possono variare moltissimo a seconda del settore e della realtà in cui lavora. 

Tra le mansioni che più di frequente sono di competenza di un ingegnere elettronico possiamo trovare: 

  • Progettare sistemi e componenti elettronici 
  • Riprogettare dispositivi elettronici già esistenti 
  • Realizzare studi di fattibilità e preventivi dei costi e dei tempi della produzione 
  • Verificare i processi di produzione elettronica, incluso il controllo qualità 
  • Collaudare circuiti stampati, schede elettroniche, dispositivi e apparecchiature elettroniche 
  • Creare piani di manutenzione degli impianti elettronici 
  • Redigere la manualistica tecnica 
  • Fornire consulenza tecnica in ambito elettronico 

Come diventare ingegnere elettronico

Chi decide di intraprendere questo mestiere deve essere in grado di ideare, progettare e sviluppare metodologie, sistemi e tecnologie elettroniche che siano utili all’uomo e ne migliorino la qualità di vita. Un professionista in questo campo deve imparare comprendere le esigenze, anticipare i bisogni e provvedere a trovare soluzioni efficaci.  

La professione è disciplinata dal DPR 328/2001 art. 46 che la inserisce nel settore dell’“ingegneria dell’informazione”. La professione richiede l’iscrizione all’albo degli ingegneri, in uno degli ordini provinciali esistenti, subordinata al superamento di un apposito Esame di Stato. L’Ordine è stato istituito e regolamentato con la Legge 1.395 del 24 giugno 1923- 

Per diventare ingegneri elettronici è necessario seguire un corso di laurea specifico. Le principali materie caratterizzanti la formazione dell’ingegnere elettronico sono teorie dei circuiti, elettronica analogica e digitale, campi elettromagnetici, misure e strumentazioni elettroniche, nanoelettronica, optoelettronica, meccatronica. 

Dopo il conseguimento della laurea di primo livello ci si può direttamente inserire nel mondo del lavoro oppure proseguire gli studi con una laurea magistrale in ingegneria elettronica, che permette di specializzarsi ulteriormente. È possibile sostenere l’Esame di Stato per l’iscrizione all’albo se si è in possesso di una delle seguenti lauree per il settore dell’informazione 

  • Laurea Magistrale in Informatica, Ingegneria Biomedica, Ingegneria dell’Automazione, Ingegneria della Sicurezza, Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Informatica  
  • Laurea Specialistica in Informatica, Ingegneria Biomedica, Ingegneria dell’Automazione, Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Informatica 
  • Laurea Vecchio Ordinamento in Ingegneria Biomedica, Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria Elettrica, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Informatica, Ingegneria Medica 

Il 94,8% di coloro che svolgono la professione di ingegnere elettronico ha conseguito una laurea magistrale biennale in ambito ingegneristico. Per la maggior parte si para di laurea in Ingegneria elettronica (48,2%) o Ingegneria informatica (25,8%). 

Si tratta di una professione a prevalenza maschile (86,3%), svolta da laureati che hanno raggiunto il titolo, in media, a 26,9 anni. Il 72,2% ha terminato gli studi al più entro un anno fuori corso, mentre il 34,6% ha concluso nei tempi previsti. Il voto medio di laurea corrisponde a 107,3 su 110. Il 17,4% dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere elettronico conta esperienze di studio all’estero riconosciute dal proprio corso di laurea nel proprio curriculum, e nel 42,7% dei casi tirocini formativi curriculari. Il 55,7%, una volta terminati gli studi universitari, ha proseguito la formazione post-laurea: in particolare attraverso stage in azienda (26,1%), dottorato di ricerca (13,3%), ma anche altre attività sostenute da borsa di studio o assegno di ricerca (11,4%). 

Un ingegnere elettronico deve assolutamente avere una preparazione che comprenda le scienze di base come matematica, fisica e chimica, ma anche le scienze ingegneristiche. In questa maniera è nelle condizioni di interagire con gli specialisti di tutti i settori dell’ingegneria, così come con i responsabili dell’area economico-gestionale e con le altre figure professionali del settore delle telecomunicazioni. 

Un ingegnere elettronico deve anche essere in possesso di numerose conoscenze informatiche, in maniera che possa utilizzare i programmi per la progettazione e il disegno tecnico elettronico, come software CAD e tools EDA (Electronic Design Automation) per il disegno di schemi elettrici e circuiti stampati (PCB, Printed Circuit Board). La passione per l’informatica e per le discipline ad alto contenuto tecnologico come l’automazione e il controllo sono caratteristiche che si ritrovano molto spesso nel profilo ideale dell’ingegnere elettronico. Inoltre, è fondamentale la propensione all’aggiornamento costante per restare al passo con le innovazioni tecnologiche più recenti, visto che il campo dell’elettronica e dell’ICT (Information and Communications Technology) è in continua, rapida evoluzione. Per riuscire a dialogare ed essere sempre aggiornati nel mondo dell’innovazione tecnologica, inoltre, è necessario avere anche una buona padronanza della lingua inglese

Possiamo quindi riassumere le principali competenze richieste ad un ingegnere elettronico come segue: 

  • Conoscenza dei metodi dell’ingegneria elettronica 
  • Competenza nella progettazione elettronica digitale e analogica 
  • Competenza nella progettazione di circuiti stampati (PCB) 
  • Competenza in testing, validazione hardware e troubleshooting 
  • Conoscenza di microcontrollori e circuiti integrati FPGA (Field Programmable Gate Array) 
  • Competenza nell’uso di software CAD per l’elettronica 
  • Familiarità con l’utilizzo della strumentazione di laboratorio elettronico 
  • Doti analitiche 
  • Attenzione ai dettagli e precisione 
  • Attitudine al problem solving 
  • Propensione all’innovazione 
  • Capacità di lavorare in team 

Carriera dell’ingegnere elettronico 

Diventare ingegnere elettronico fornisce competenze specialistiche avanzate che permettono di lavorare in contesti di avanguardia e di contribuire in prima persona al progresso tecnologico. Il 2,1% degli Ingegneri elettronici è impegnato in attività autonome (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), mentre il 91,1% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato.

Il 95,8% degli Ingegneri elettronici lavora nel settore privato, in particolare nell’industria elettronica ed elettrotecnica il 31,8%, nel ramo dell’informatica il 19,9% e nell’industria metalmeccanica e meccanica di precisione il 19,5%.

Gli ingegneri elettronici sono estremamente richiesti dalle aziende e trovano lavoro con grande facilità. In generale le prospettive occupazionali per il settore dell’elettronica sono molto buone: il 41% dei datori di lavoro lamenta una difficoltà di reperimento di candidati, dovuta soprattutto alla mancanza dei candidati stessi, che si verifica nell’80,3% dei casi. 

Un ingegnere elettronico neolaureato di solito entra nel mercato del lavoro in posizioni junior, svolgendo per lo più mansioni tecniche in affiancamento ad altri professionisti

Le offerte di lavoro per ingegneri elettronici provengono principalmente da aziende produttrici di componenti elettronici in diverse aree, principalmente: 

  • Ingegneria dell’automazione: imprese elettroniche, elettromeccaniche, spaziali, chimiche, aeronautiche in cui sono sviluppate funzioni di dimensionamento e realizzazione di architetture complesse, di sistemi automatici, di processi e di impianti per l’automazione che integrino componenti informatici, apparati di misure, trasmissione ed attuazione; 
  • Ingegneria biomedica: industrie del settore biomedico e farmaceutico produttrici e fornitrici di sistemi, apparecchiature e materiali per diagnosi, cura e riabilitazione; aziende ospedaliere pubbliche e private; società di servizi per la gestione di apparecchiature ed impianti medicali, anche di telemedicina; laboratori specializzati. 
  • Ingegneria elettronica: imprese di progettazione e produzione di componenti, apparati e sistemi elettronici ed optoelettronici; industrie manifatturiere, settori delle amministrazioni pubbliche ed imprese di servizi che applicano tecnologie ed infrastrutture elettroniche per il trattamento, la trasmissione e l’impiego di segnali in ambito civile, industriale e dell’informazione. 
  • Ingegneria gestionale: imprese manifatturiere, di servizi e pubblica amministrazione per l’approvvigionamento e la gestione dei materiali, per l’organizzazione aziendale e della produzione, per l’organizzazione e l’automazione dei sistemi produttivi, per la logistica, il project management ed il controllo di gestione, per l’analisi di settori industriali, per la valutazione degli investimenti, per il marketing industriale. 
  • Ingegneria informatica: industrie informatiche operanti negli ambiti della produzione hardware e software; industrie per l’automazione e la robotica; imprese operanti nell’area dei sistemi informativi e delle reti di calcolatori; imprese di servizi; servizi informatici della pubblica amministrazione. 
  • Ingegneria delle telecomunicazioni: imprese di progettazione, produzione ed esercizio di apparati, sistemi ed infrastrutture riguardanti l’acquisizione ed il trasporto delle informazioni e la loro utilizzazione in applicazioni telematiche; imprese pubbliche e private di servizi di telecomunicazione e telerilevamento terrestri o spaziali; enti normativi ed enti di controllo del traffico aereo, terrestre e navale. 
  • Ingegneria della sicurezza e protezione dell’informazione: sistemi di gestione e dei servizi per le grandi infrastrutture, per i cantieri e i luoghi di lavoro, per gli enti locali, per enti pubblici e privati, per le industrie, per la sicurezza informatica, logica e delle telecomunicazioni e per svolgere il ruolo di security manager. 

Ci sono buone opportunità anche in università e centri di ricerca o nella consulenza, come libero professionista. 

Un ingegnere elettronico normalmente lavora all’interno di un team composto da ingegneri, ricercatori e tecnici specializzati, tutti sotto la guida di un responsabile che ne coordina l’operato. 

L’ambiente di lavoro degli ingegneri elettronici è per lo più un laboratorio o un ufficio. Possono però essere richieste delle trasferte per monitorare la produzione e il montaggio di circuiti elettronici, schede elettroniche e apparati elettronici in fabbrica. 

Dopo alcuni anni di esperienza, le opzioni di carriera sono varie: si può mantenere un ruolo tecnico così come assumere posizioni direttive, ad esempio come project manager

Le possibilità di specializzazione sono estremamente varie, dalle applicazioni per l’e-health (la sanità elettronica) a quelle per la robotica industriale, dallo sviluppo di sistemi di trasporto intelligenti (ITS) alla ricerca nel campo della microelettronica e nanoelettronica

La formazione come ingegnere elettronico apre anche sbocchi professionali in altre aree, ad esempio nel settore della vendita e assistenza di componenti e dispositivi elettronici, nella manutenzione tecnica e nel controllo qualità. 

Lo stipendio di un ingegnere informatico

Inquadramento e retribuzione sono rapportati all’esperienza, ma si tratta solitamente di uno stipendio molto competitivo. Esistono anche concrete possibilità di intraprendere una proficua carriera a livello internazionale. 

Mediamente un ingegnere elettronico riceve uno stipendio di 39.000 euro lordi all’anno, che corrispondono a circa 2.000 euro netti al mese. Molti ingegneri spesso preferiscono emigrare e tentare la fortuna all’estero, dove la remunerazione media per un ingegnere elettronico con esperienza può superare anche 3.000 euro mensili

L’orario di lavoro si presenta normalmente nella forma di un full time tradizionale, ma non bisogna escludere la necessità di dover fare straordinari, in particolare a ridosso delle scadenze di un progetto. Il lavoro part-time riguarda l’1,5% degli occupati. 

La retribuzione di un ingegnere elettronico neo laureato può partire da uno stipendio minimo di 23.500 euro lordi all’anno, ma con l’esperienza e gli avanzamenti di carriera si può arrivare ad stipendio massimo che arriva a superare i 110.000 euro lordi all’anno. In genere un ingegnere elettronico a metà carriera può avere uno stipendio medio di circa 46.100 euro annuali, mentre un ingegnere elettronico senior con un’esperienza tra i 10 e i 20 anni di carriera guadagna in media 77.200 euro all’anno.

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