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Voglio Cambiare lavoro

Voler cambiare lavoro è un desiderio comune in molte persone. Un desiderio che per molti rimane tale in quanto sentimenti quali la paura di cambiare e il non sapere come fare prendono il sopravvento.

Quali sono i segnali che dovrebbero portare a riflettere sul fatto che sia arrivato il momento di cambiare lavoro, gli errori da non commettere, perché si ha paura del cambiamento e le differenze sostanziali tra cambiare lavoro a 30, 40 o 50 anni, sono le tematiche affrontate il questo articolo.

Quando le ore in ufficio sembrano non passare mai e si prova insoddisfazione e frustrazione sono i primi segnali che indicano l’esigenza di apportare un drastico cambiamento nella propria vita lavorativa.

Come cambiare lavoro

Prima che l’insoddisfazione si trasformi in stress, frustrazione e burnout è consigliato iniziare a porsi delle domande riguardo le reali aspettative e ambizioni personali.

Come si può affrontare la delicata transizione da un lavoro verso un altro quando si ha poca energia, tempo e spese quotidiane?

Preservare il proprio benessere

Se il lavoro sta conducendo una persona verso l’esaurimento, il primo passo da compiere è quello di ritrovare tranquillità e benessere interiore. Una volta raggiunto questo stato mentale si riesce lucidamente a valutare quali possibilità considerare per il futuro. Confrontarsi con un amico fidato o un mentore può aiutare in questo processo. Prendere la decisione di cambiare lavoro richiede la giusta predisposizione mentale e la certezza che una volta intrapresa una nuova strada questa sia effettivamente migliore della precedente.

Porsi le giuste domande

Per assicurarsi di avere il pieno controllo della vita piuttosto che seguire ciò che gli altri dicono di fare, è utile porsi alcune domande:

  1. In cosa investire tempo ed energie?
  2. Qual è la direzione verso cui si vuole andare?
  3. Quali sono i valori principali?
  4. Quali esperienze hanno contribuito ad essere chi si è oggi?
  5. Quali sono gli ostacoli che impediscono un cambiamento lavorativo?
  6. Quali sono i punti di forza da cui ripartire?

Le domande sopra riportate servono volontariamente a stimolare il pensiero creativo, un’importante soft skill, utile sia nel progredire in un ambiente di lavoro sia nel prendere decisioni corrette.

Non dubitare di sé stessi

Prendere una decisione importante implica il doversi spingere oltre la propria zona confort. Nel farlo potrebbero insorgere dubbi riguardo le sensazioni che si provano, se queste sono davvero così negative come le si percepisce.

Questo modo di pensare è una trappola del pensiero nota come sunk-cost bias, cioè un’avversione innata alla perdita. Il pensiero induce a credere che considerato il tempo investito in un percorso lavorativo, il cambiarlo equivale ad una perdita e uno spreco delle energie fin ora spese.

La verità è che il sacrificio nel perseverare in un lavoro che non piace ha un costo molto più alto. Uno studio sul tema è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Zurigo e Lipsia, nel quale emerge come il persistere in un’attività che non soddisfa, porta alla mancanza di motivazione, scarsa efficienza e alla percezione di essere inutili.

Agire invece di pensare troppo

I processi di analisi interiore sulle proprie capacità, valori, desideri e punti di forza sono importanti ma inutili se non sono seguiti dall’azione. Piuttosto che lasciar correre il tempo in complicati pensieri, il consiglio è quello di ricercare nuove opportunità, a basso rischio e sulla base delle poche ore che si hanno a disposizione.

Un approccio quest’ultimo che consiste di percorrere piccoli passi verso una nuova opportunità di lavoro e di stabilire nuove relazioni, senza dover bruscamente interrompere il rapporto di lavoro in essere.

La paura di cambiare lavoro

Come agire quando la volontà è cambiare lavoro ma si ha paura delle conseguenze o non si trova il coraggio? L’incertezza intorno al mondo del lavoro è oggi più che mai presente, soprattutto in un periodo di forti cambiamenti dovuti alla pandemia da Covid-19.

Cambiare lavoro provoca un sentimento di paura causato dal fatto che una nuova attività include anche un cambiamento nelle abitudini. Nuovi ambienti di lavoro, nuove sfide e nuovi colleghi possono infatti portare ad un senso di instabilità.

Per non farsi prendere dal panico è importante tenere presente che il cambiamento è un aspetto esistente e fondamentale nella vita di ogni individuo. È grazie a questo che si scoprono nuovi mondi. Spesso la difficoltà consiste esclusivamente nel primo passo da compiere.

Quando non si sopporta più il proprio lavoro, è utile iniziare a riflettere su sé stessi, analizzare nuovi possibili scenari a testa alta senza farsi travolgere dall’insicurezza e dai dubbi.

Secondo Liz S. Peintner un’insegnate e consulente di leadership, il sistema per affrontare la paura di cambiare lavoro è valutare e porsi delle domandi utili per comprendere quali sono i propri valori primari in un lavoro, ad esempio:

  1. Fare una lista di ciò che piace e ciò che non piace del proprio lavoro
  2. Chiedersi come si è arrivati ad essere ciò che si è oggi
  3. Valutare le conseguenze che un nuovo lavoro paghi meno del precedente
  4. Valutare se si è disposti ad una vita da pendolare per un lavoro più appagante
  5. Come sarà la propria vita tra uno, cinque e dieci anni, se non si sceglie di cambiare lavoro

Cambiare lavoro, vita e avere successo

Ogni persona è diversa da un’altra e vive situazioni differenti a seconda della propria condizione, prima di vedere quali punti considerare al fine di cambiare lavoro, è importante comprendere a quale categoria di persona si appartiene.

Persone con volontà ma senza lavoro

Ci sono persone che pur non avendo un lavoro, si impegnano in ogni mansione disponibile. Generalmente queste attività non consentono una sussistenza dignitosa, spesso le mansioni svolte sono occasionali, poco redditizie e non regolarizzate. È comprensibile in queste persone il desiderio di trovare un lavoro vero.

Persone che non hanno bisogno di vedere il lavoro come un fine

Raggiungere l’autorealizzazione grazie al lavoro non è un obiettivo presente in tutti i lavoratori. Molte persone utilizzano il lavoro come un mezzo, trascorrono le giornate lavorando ma allo stesso tempo pensano esclusivamente a come divertirsi nel week end e durante lo svolgimento dei propri hobbies.

Persone che vedono nel lavoro un mezzo per raggiungere la felicità

Non tutti hanno come unico obiettivo quello di portare a casa lo stipendio. Molte persone lavorano continuamente su sé stesse, cercando di migliorarsi ogni giorno. Quando si ha questa forte spinta e il proprio lavoro non consente di esprimersi al meglio, è comune il desiderio di voler cambiare al più presto.

La suddivisione sopra riportata permette di fare un passo avanti, dopo aver definito a quale categoria di persona si appartiene, è bene fare chiarezza sui perché si vuole cambiare lavoro.

Nel rispondere a questa domanda bisogna considerare i veri obiettivi che si desidera raggiungere attraverso il lavoro, i bisogni che si intende realizzare, valutando correttamente i rischi e le opportunità.

Quali sono gli aspetti da valutare prima di cambiare lavoro

Valutare la posizione lavorativa

Il suggerimento è di prendere nota su quali sensazioni si provano più frequentemente durante una giornata lavorativa. Quali aspetti scaturiscono felicità e quali tristezza. Comprendere se gli aspetti negativi sono legati alla cultura aziendale o ai rapporti con i colleghi.

Valutare i propri interessi, i valori e le competenze

Un’analisi riguardo i successi ottenuti in ambito lavorativo, i valori e le proprie competenze aiuta a comprendere se questi siano effettivamente presenti durante le giornate. In quest’analisi può essere utile un confronto con i propri familiari e amici.

Valutare l’offerta lavorativa

Prima di informarsi riguardo una particolare azienda o settore, è necessaria una valutazione su quali alternative si hanno e verificare quali posizioni sono idonee al proprio profilo. Per iniziare può essere utile una ricerca preliminare consultando la rete, in particolare i portali dedicati quali LinkedIn.

Iniziare a provare l’attività scelta

Le opportunità di volontariato e di lavori a progetto come freelance possono aiutare ad avvicinarsi al nuovo settore lavorativo desiderato, in maniera prudente senza essere costretti ad abbandonare la precedente occupazione.

Frequentare un corso di aggiornamento

Investire nella propria formazione, frequentando un corso di aggiornamento consente di indagare sulle opportunità lavorative che potrebbero legare con il settore di interesse oltre che essere uno strumento utile per migliorare le conoscenze e le abilità. Essere alla costante ricerca di nuove competenze e aggiornarsi frequentemente può aprire la strada verso un cambiamento.

Prendere in considerazione un lavoro nello stesso settore

Cambiare lavoro rimanendo nello stesso settore precedente è un’ipotesi che quando possibile è utile tenere in considerazione. Le competenze acquisite e maturate negli anni, potrebbero essere utili ed aumentare le possibilità di essere valutati positivamente.

Voglio cambiare lavoro, come valutare le alternative

Dopo una prima valutazione di carattere generale, la vera domanda a cui rispondere è: Cosa voglio fare? Rispondendo a questa domanda entrano in gioco aspetti utili da considerare prima di cambiare lavoro.

  • In quale settore fare domanda? Ogni settore richiede competenze specifiche, tuttavia stabilire se si è più interessati al settore della grande distribuzione, al settore bancario, farmaceutico, o agricolo aiuta a definire i propri obiettivi.
  • Quale posizione ricoprire? Sono molte le imprese che prevedono la così detta possibilità di fare carriera. Se non si ha esperienza in un settore, difficilmente verrà offerto un ruolo dirigenziale, tuttavia un’impresa che si rispetti consente ai propri dipendenti più brillanti di scalare le gerarchie.
  • Dove lavorare? Il luogo è un altro aspetto fondamentale, se il sogno è lavorare all’estero, da remoto, in una città affollata o in provincia, sono scelte personali che è indicato considerare, prima di inviare un curriculum.
  • Quale forma contrattuale? Sebbene la scelta non sia sempre nelle mani di un lavoratore, può essere utile avere in mente quale forma contrattuale richiedere nel caso in cui ce ne fosse la possibilità. Il consiglio è valutare attentamente se la volontà è di valorare full-time o part-time, come collaboratore esterno a partita iva o come imprenditore di sé stesso.
  • Quali possibilità di guadagno? Ogni lavoro dovrebbe garantire un’entrata in grado di far fronte alle spese quotidiane. Il suggerimento è valutare se la nuova carriera che si vuole intraprendere consente di guadagnare abbastanza in base ai propri bisogni.

Quali errori evitare nella ricerca di un lavoro

Un sondaggio del 2019 condotto da Cpl rivela che il 70% dei dipendenti vorrebbe cambiare lavoro. L’evoluzione del mondo del lavoro, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale stanno modificando i ruoli e le responsabilità all’interno delle aziende. L’aggiornamento delle competenze è una costante nelle società tecnologiche dei giorni nostri; così scrive e riporta Niamh Keenan in un articolo per Cpljobs.

Quali gli errori da evitare nella ricerca di un lavoro?

Fare un salto nel vuoto

Il suggerimento è quello di fare un po’ di esperienza prima di cambiare settore, se non si hanno sufficienti competenze la scelta più saggia è rimanere in un settore affine.

Essere decisi nella scelta

Una volta intrapresa la decisione di cambiare lavoro non si deve vivere l’aver ricominciato da capo con imbarazzo. È importante rimboccarsi le maniche, informarsi e acquisire nuove competenze.

Abbandonare una carriera quando il problema è il lavoro

È importante avere ben chiaro i motivi dietro la volontà di cambiare lavoro. Se questi sono inerenti al lavoro e alle mansioni specifiche o inerenti alla carriera in generale. Può accadere infatti una situazione in cui piace il settore in cui si opera con abilità e competenza ma non si condivide la cultura specifica dell’azienda o i tratti caratteriali delle persone con cui si lavora. In questo caso un nuovo lavoro potrebbe essere la scelta giusta rispetto ad un cambiamento radicale di carriera.

Pensare che sia troppo tardi

In passato le persone erano meno propense a cambiare lavoro. Molti studi dimostrano delle differenze generazionali, nelle quali le persone anziane hanno maggiore propensione a perseverare in situazioni lavorative difficili rispetto alle generazioni millennial e Z, che risultano avere la tendenza di ricercare un lavoro in linea con i propri scopi e obiettivi.

Non definire i rischi

Qualsiasi cambiamento si intraprende alla propria vita comporta rischi e nuove sfide da affrontare. Definire in anticipo quali complicazioni potrebbero verificarsi prima di cambiare lavoro, può evitare di farsi cogliere di sorpresa da uno o più imprevisti. Ad esempio, se l’intenzione è lavorare all’estero, si dovrà fare i conti con una lingua diversa, con una nuova cultura aziendale e organizzativa, con nuovi strumenti di lavoro e nuovi metodi di comunicare, negoziare a affrontare i conflitti.

Cambiare lavoro a 30 anni, 40 anni e 50 anni

Con il passare degli anni i desideri, le abilità e le preoccupazioni si adattano e può risultare difficile capire esattamente come affrontare la situazione di dover cambiare lavoro. Le passioni non sfruttate e le possibilità non colte nell’acquisire nuove esperienze sono parte dei processi decisionali di ognuno di noi. In ogni fase della vita, i desideri, le capacità e le responsabilità variano così come le opportunità.

In un articolo per il portale australiano UpSkilled specializzato in corsi di formazione online e sviluppo della carriera lavorativa, la copywriter professionista Fi Darby, evidenzia le differenze sostanziali nel cambiare lavoro a seconda dell’età.

Cambiare lavoro a 30 anni

  • Opportunità: molti datori di lavoro apprezzano il personale 30enne in quanto abbastanza grande da mostrare maturità ed esperienza, ma ancora giovane e flessibile nell’apprendere nuove competenze e suggerire soluzioni creative.
  • Difficoltà: spesso cambiare lavoro a 30 anni può essere un evento affrontato per la prima volta e potrebbe risultare un percorso difficile da intraprendere. Le aspettative e le scelte di una carriera non sono inoltre ben definite e le relazioni personali potrebbero far sì che queste cambino nel tempo.
  • Aspetti da tenere in considerazione: nel 2016 la maggior parte della popolazione australiana aveva un’età compresa tra 30 e 34 anni e allo stesso tempo in media una donna diviene madre all’età di 29 anni.

Cambiare lavoro a 40 anni

  • Opportunità: il desiderio di una nuova esperienza lavorativa a 40 anni può essere realizzato grazie alle abilità maturate negli anni che possono essere facilmente trasferite verso una nuova occupazione. Molte persone a questa età scoprono come fare delle proprie passioni un lavoro.
  • Difficoltà: nel caso in cui si è rimasti in un’unica carriera lavorativa per 20 anni consecutivi, c’è il rischio di cambiare lavoro per i motivi sbagliati. In caso di mutui e spese è probabile che tali incombenze prevalgano sulla volontà di cambiare lavoro.
  • Aspetti da tenere in considerazione: in Australia la fascia di popolazione con uno stipendio più elevato ha tra 45 e 54 anni.

Cambiare lavoro a 50 anni

  • Opportunità: una volta raggiunti i 50 anni le esperienze lavorative maturate rappresentano un grande vantaggio, in particolare nei ruoli di supervisione e consulenza. Inoltre, è plausibile che si disponga di una maggiore libertà economica.
  • Rischi: si potrebbe avere la sensazione che sia troppo tardi per iniziare un nuovo percorso di formazione e impegnarsi in una nuova carriera. Si potrebbe altresì essere preoccupati del pregiudizio dell’età.
  • Aspetti da tenere in considerazione: in Australia i rapporti della forza lavoro del 2018 mostrano che la forza lavoro di età superiore ai 50 anni è principalmente impiegata nei settori dell’agricoltura, silvicoltura, pesca, poste e trasporti, nell’industria nei settori inerenti all’istruzione, alla formazione e nell’assistenza sanitaria e sociale.

Cambiare lavoro obblighi, diritti e doveri

Quando si decide che è arrivato il momento di cambiare lavoro è necessario prestare attenzione a quali conseguenze si va incontro sotto l’aspetto legale.

Cambiare lavoro è un diritto che rientra tra le libertà di un lavoratore. È utile tuttavia considerare che pur essendo lecito ricercare un nuovo lavoro mentre si sta ancora svolgendo il precedente, se l’informazione dovesse arrivare al proprio datore di lavoro, i rapporti personali instaurati potrebbero risentirne. Il consiglio è di cercare un nuovo lavoro con assoluta riservatezza, evitando di parlarne con chiunque all’interno del luogo di lavoro.

Una volta che si riceve una chiamata per un colloquio, se questo dovesse andare a buon fine, sarebbe bene conoscere dell’esistenza della lettera di impegno all’assunzione. Un contratto preliminare di lavoro subordinato che impegna il datore di lavoro ad assumere una persona a partire da una data prestabilita.

Quando si è certi della possibilità di un nuovo impiego è necessario comunicare le proprie dimissioni. In genere quest’ultime vengono comunicate sia in maniera informale sia in maniera formale. Per legge è obbligatorio comunicare le dimissioni in modalità telematica.

Dimettersi da una posizione lavorativa non prevede da parte del lavoratore l’obbligo di fornire alcuna motivazione. La legge impone tuttavia il rispetto del periodo di preavviso stabilito dal contratto di lavoro collettivo in essere. Di conseguenza ogni lavoratore prima di dimettersi, deve verificare quale periodo di preavviso è stabilito nel Ccnl (contratto collettivo nazionale).

Nel caso un lavoratore non comunichi la sua intenzione di lasciare una posizione lavorativa, rispettando i termini previsti di preavviso, il datore di lavoro ha diritto a ricevere l’indennità sostitutiva del preavviso, che equivale al totale dello stipendio maturato dal dipendente durante i giorni di preavviso non prestato.

Infine, una particolare attenzione è necessaria nel caso in cui la nuova posizione lavorativa preveda un periodo di prova. In questo caso si ricorda che entrambe le parti possono recedere il contratto, senza preavviso e motivazione, il rischio è dunque quello di lasciare una posizione sicura e iniziare un rapporto di lavoro a rischio in cui un datore di lavoro può in qualsiasi momento interrompere il rapporto.

L’eventuale esistenza del periodo di prova e la durata deve essere indicata nel contratto di lavoro e in generale non può superare i sei mesi.

Il passaggio da una posizione lavorativa verso un’altra può essere reso meno rischioso attraverso il patto di stabilità. Un accordo contrattuale in cui le parti si impegnano a non terminare il rapporto di lavoro in un periodo previsto e stabilito dal patto.

comment 2


  1. […] Tuttavia, in molti casi, le aziende attribuiscono poca rilevanza a questo aspetto, lasciando i dipendenti a svolgere ruoli spesso non così chiari, il che comporta ai lavoratori diversi problemi tra cui: un aumento di stress e rischio burnout, fraintendimenti, fino ad arrivare a provare il desiderio di voler cambiare lavoro. […]

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