Professione Revisore Contabile

21 Ottobre 2019 0 Comments

Qualsiasi società, ente o associazione è tenuta a stilare un bilancio che rispecchi il suo stato finanziario. Il bilancio deve essere redatto in maniera accurata, da risultare chiaro e leggibile, in linea con le leggi e le norme imposte dal fisco e trasparente verso tutti i soggetti coinvolti. Il bilancio è un documento estremamente complesso, per cui in fase di lettura e analisi si richiede una figura esperta in materia, ovvero il revisore legale dei conti, o come è più comunemente noto, il revisore contabile. Si tratta di un consulente esperto di lettura dei bilanci e profondo conoscitore delle leggi italiane e internazionali. Ogni società, associazione o ente no profit deve rivolgersi ad un revisore dei conti per far leggere il bilancio (operazione che in gergo tecnico si definisce audit) ed ottenere un parere ed una valutazione ufficiale sullo stesso, che deve poi essere espressa per iscritto su un documento che prende il nome di revisione del bilancio.  

Il revisore contabile ha il compito di fare una lettura approfondita del bilancio e verificare la sua conformità rispetto alla legislatura italiana e internazionale, assicurando ai soggetti in causa la trasparenza e la correttezza della documentazione e della procedura che ha portato alla sua redazione in base a principi contabili adeguati alle leggi. 

Chi è il revisore contabile 

Il revisore contabile (la cui esatta denominazione oggi è revisore legale dei conti) è una figura professionale, abilitata a seguito di esame di Stato e iscritta in apposito albo, il cui compito è la revisione legale dei conti, il controllo e la verifica che i bilanci di aziende pubbliche e private siano conformi alle leggi italiane ed internazionali. Si può quindi definire un esperto di molteplici discipline economiche tra cui contabilità, bilancio e controllo interno ed esterno delle scritture contabili di società di capitali, enti pubblici, privati e non profit. 

Il revisore contabile svolge quotidianamente un’attività di revisione e organizzazione legale dei conti societari. Le sue attività di consulenza possono essere svolte, oltre che da persone fisiche, anche dalle cosiddette società di revisione contabile, che in Italia operano sotto un apposito registro tenuto dalla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). 

L’attività quotidiana di un revisore contabile consiste in: 

  • Analizzare i documenti contabili di un’azienda. 
  • Pianificare l’attività di revisione. 
  • Eseguire la rielaborazione dei documenti dell’audit. 
  • Verificare la correttezza di tutte le procedure amministrative. 
  • Analizzare conti e documenti al fine di identificare eventuali incorrettezze. 
  • Produrre la documentazione di analisi e di sintesi. 
  • Sviluppare strategie e soluzioni per massimizzare la produttività e limitare i costi di un’azienda. 
  • Presentare i risultati ai propri supervisori e clienti. 

Chiariamo innanzitutto una cosa fondamentale: il revisore contabile non è un dipendente del fisco, ma un consulente assunto direttamente dall’azienda (o dall’ente o dall’associazione) con lo scopo di andare a verificare la corretta stesura del bilancio. L’analisi del bilancio serve per produrre una documentazione che ne attesti la validità e la trasparenza, ovvero la revisione contabile, che viene poi presentato al fisco ma anche ai soggetti interni all’impresa: il documento infatti è a disposizione dei soci, degli azionisti, dei dipendenti, dei finanziatori e anche dei fornitori. Durante la compilazione della relazione, il revisore dei conti ha la facoltà di accedere a qualsiasi documento interno all’azienda. Di conseguenza possiamo capire che il revisore contabile è una figura al centro della comunicazione aziendale, dal momento che la revisione contabile che produce di in prima persona serve a garantire la tutela di tutte i soggetti coinvolti nell’impresa, oltre ad agevolare i controlli del fisco.  

La revisione contabile è un atto che può essere richiesto espressamente dallo Stato così come può essere effettuato a titolo volontario dall’azienda. La revisione contabile è obbligatoria solo per le grosse società di capitali, cioè quelle quotate in borsa o che superano certi limiti previsti per la legge (più di 4.000.000 di euro di ricavi o di attivo dello Stato patrimoniale oppure più di 20 dipendenti occupati). In entrambi i casi, il revisore dei conti dovrà essere una figura al di sopra delle parti e dimostrare una totale integrità. Dovrà sempre e comunque assicurare una lettura ed una valutazione del bilancio imparziale e finalizzata a verificare la trasparenza e la correttezza formale e legale del documento. Oltre alle operazioni di verifica inoltre, date le competenze in materia di bilancio, finanza e contabilità, il revisore contabile ha anche il compito di tradurre il contenuto di un documento complesso con il bilancio e illustrarlo ai suoi interlocutori con parole comprensibili e accessibili a tutti. In questi termini rappresenta a tutti gli effetti uno strumento di comunicazione dell’azienda. 

La relazione di bilancio può avere i seguenti risultati: 

  • senza rilievi: se è redatto con conformità alle norme ed ai criteri di redazione 
  • con rilievi: quando il bilancio è attendibile ma è difforme in alcuni aspetti alle norme o anomalie che devono essere chiarite 
  • negativo: quando si attesta che il bilancio non rispetta le norme in materia, caso che sarebbe molto grave per l’azienda e fortunatamente si verifica molto raramente. 
  • caso ultimo è quello della dichiarazione di impossibilità, se vi sono eventi che impediscono il lavoro del revisore, questo avvisa prontamente la CONSOB, l’autorità di controllo statale in questi ambiti. 

I compiti del revisore contabile non si limitano alla sola analisi di bilancio: le sue competenze possono essere richieste dall’azienda per ottenere una consulenza nell’ambito del potenziamento e dell’ottimizzazione della loro struttura finanziarie e fiscale. Ciò implica che il revisore dei conti può fornire consulenza per un’analisi dell’azienda e dei costi della sua supply chain, al fine di effettuare una spending review delle spese aziendali, tagliando quelle superflue ed ottimizzare i risultati economici dell’azienda. La sua esperienza e la conoscenza del bilancio aziendale risulta utile anche nella gestione del portafoglio, ovvero nelle decisioni che l’azienda prende in merito ad investimenti e destinazioni di budget per determinate operazioni. Oltre a tutto ciò, è anche un consulente fiscale, quindi può essere chiamato anche in relazione alla stessa redazione del bilancio. 

I compiti più comuni di un revisore dei conti sono i seguenti: 

  • Pianificare le attività di revisione, il che consiste nell’effettuare le analisi preliminari di controllo interno, così come l’analisi preliminare di bilancio, predisporre un programma di revisione e determinare il rischio intrinseco. 
  • Verificare il sistema di controllo interno, ovvero analizzare tutte le procedure di controllo interne all’azienda, verificandone il funzionamento e valutandone l’efficacia, applicare i test di conformità previsti, valutarne l’impatto sula revisione redatta, determinare il rischio di controllo e quindi produrre i documenti di analisi e sintesi. 
  • Controllare i conti e di conseguenza tutti i documenti contabili di un’azienda, cioè verificare la correttezza delle procedure amministrative e la loro corretta applicazione, così come la correttezza delle registrazioni contabili e la rispondenza del bilancio alle norme di legge, oltre che verificare l’applicazione dei principi contabili nazionali ed internazionali, e quindi produrre i documenti di analisi e sintesi. 
  • Rielaborare i documenti dell’audit, verificandone la correttezza e la completezza, modificandoli e integrandoli quando necessario. 
  • Stendere la relazione di revisione contabile ufficiale, ed oltre alla redazione della stessa, allo stesso tempo redigere una lettera di suggerimenti per la direzione aziendale, la cosiddetta Management Letter. 

Come si diventa Revisore Contabile 

Diventare revisori contabili richiede un percorso formativo lungo e impegnativo. Dal momento che si occupa di un compito molto delicato che coinvolge numerosi ambiti diversi, deve acquisire nel suo percorso formativo competenze in finanza, contabilità ed economia. I corsi di laurea più adatti per diventare revisori contabili sono Economia e Commercio, Economia Aziendale oppure Scienze dell’Amministrazione e della Consulenza del Lavoro, ma anche all’interno della facoltà di Giurisprudenza si possono trovare corsi che offrono una formazione adeguata. A differenza del commercialista, che per poter svolgere tale professione, si deve essere possesso di una laurea magistrale/specialistica per diventare revisore legale è necessario il possesso di una laurea triennale. Dopo il conseguimento di una laurea triennale c’è la possibilità di accedere ad un Master Universitario in Auditing presso una Scuola di Amministrazione Aziendale. 

Per esercitare la professione, è necessario essere iscritti al Registro dei Revisori Legali, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, iscrizione che si ottiene superando un esame di Stato. Per essere ammessi all’esame di Stato, è necessario avere svolto un tirocinio presso uno studio di revisione contabile, un ente che svolge queste mansioni oppure un revisore contabile che già esercita la professione ed è iscritto all’albo. Il tirocinio deve essere di tre anni oppure di due nel caso di laureati in un corso di laurea specialistica. Prima dello svolgimento del tirocinio, il tirocinante dovrà richiedere l’iscrizione nel registro dei tirocinanti revisori legali. Ogni tirocinante alla fine di ogni anno dovrà redigere una relazione contenente tutte le attività svolte e gli atti contabili eseguiti durante il suo tirocinio. 

L’esame di Stato necessario per richiedere l’iscrizione all’albo ufficiale, ovvero il Registro dei Revisori Contabili, viene indetto una volta ogni anno. L’esame di idoneità per revisori legali (ex revisori contabili) è composto da quattro prove, tre scritte ed una orale, ed è incentrato sulle materie di cui è necessaria la competenza per esercitare la professione: economia aziendale e politica, gestione delle finanze, contabilità, diritto, informatica, matematica e statistica. Le prime tre prove scritte consistono rispettivamente in: 

  • tema su materie economiche o aziendali; 
  • tema relativo alle materie giuridiche: 
  • prova scritta concernete materie tecnico-professionali e della revisione. 

Il colloquio orale prevede una verifica totale della conoscenza di tutte le materie prese in esame. 

In caso di esito positivo dell’esame, il revisore contabile può ottenere l’iscrizione al registro e da questo momento può esercitare liberamente la professione, a seguito di apertura di una regolare partita IVA. Una volta iscritto all’albo e dotato di partita IVA, il revisore contabile può iniziare a lavorare presso società specializzate nella revisione dei conti, oppure in studi associati di Dottori Commercialisti, come può anche decidere di operare come libero professionista. Solo il tempo ed il lavoro possono dare l’esperienza necessaria per ottenere una crescita professionale e conseguenti avanzamenti di carriera, che dipendono dalla qualità del lavoro svolto e dalle valutazioni di clienti e superiori. 

Il lavoro del revisore contabile può richiedere frequenti trasferte (anche se limitate dal punto di vista chilometrico) e comporta periodi di lavoro presso la sede dell’organizzazione cliente. Il lavoro è svolto in team e nei periodi di intensa attività è necessario prolungare gli orari per poter rispettare le scadenze. 

Sviluppo professionale 

La recente riforma sul rischio d’impresa ha imposto regole più stringenti sui controlli dei bilanci delle società, e questo ha portato ad un aumento delle società per cui si rende obbligatoria la revisione contabile stimato sull’ordine del 200%. Questo ha portato di conseguenza ad una notevole richiesta di professionisti abilitati ad eseguire le revisioni dei conti. 

Un revisore contabile guadagna, come succedere spesso nel campo dei liberi professionisti, in base all’esperienza ottenuta sul campo nel corso degli anni. È un mestiere che si impara e si affina esercitandolo, di conseguenza è fondamentale fare la cosiddetta gavetta, oltre a continuare a mantenersi sempre aggiornati su leggi e normative, per cui è una figura che non finisce mai di studiare. Il revisore dei conti può lavorare come libero professionista, così come può fare parte di uno studio di revisione contabile oppure lavorare all’interno di un’azienda come dipendente. Questo rende molto complesso fare una stima organica di quanto può guadagnare un revisore dei conti. I revisori contabili liberi professionisti non sono numerosi: vengono ricercati dalle società di revisione nei casi in cui sia necessaria un’ampia e specifica esperienza – non reperibile internamente alla società stessa – relativamente ad un particolare settore. 

Esistono quattro grandi multinazionali di revisione, chiamate le “big four”, che sono: Deloitte Touche Tohmatsu, Ernest & Young, KPMGPricewaterhouse Coopers (PwC). Originariamente queste reti di società e studi specializzati in singole aree professionali facenti capo ad un marchio ed uno standard comune erano cinque, ma a seguito dello scandalo Enron del 2002 il gruppo Arthur Andersen è scomparso e le sue attività sono state assorbite dai quattro competitor. All’interno della società di revisione vi è una gerarchia che vede ai vertici i partner (soci), seguiti dai manager e senior manager (dirigenti o quadri) e dai senior auditor. Da questi ultimi dipendono giovani in ingresso nel settore, che non hanno ancora superato l’esame di iscrizione al Registro dei Revisori Contabili, che vengono denominati in modo differente a seconda dell’organizzazione considerata. Si parla ad esempio di junior e semi senior; oppure di assistente 1, assistente 2, assistente 3 (dove i numeri corrispondono agli anni di lavoro presso la società di revisione) oppure di Staff Accountant. L’attività è organizzata in gruppi di lavoro che operano presso le società che richiedono la verifica di bilancio. I manager e i senior auditor coordinano i gruppi di lavoro che operano presso le organizzazioni clienti. 

L’ingresso in una società di revisione può avvenire con un contratto di apprendistato professionalizzante di durata variabile in funzione delle politiche aziendali. Il percorso formativo rispecchia i criteri definiti dal “Protocollo d’Intesa per la realizzazione dell’apprendistato professionalizzante degli addetti alla Revisione Contabile”. È previsto un percorso di apprendistato di durata variabile in funzione del titolo universitario (I o II livello) posseduto dall’apprendista. Al termine di questo percorso l’apprendista entra a tutti gli effetti nell’organico della Società. 

Nel caso in cui il giovane stia frequentando un percorso formativo (ad esempio un Master) lo stage può rappresentare una importante porta di accesso al settore. 

Prendendo in esame un revisore contabile che inizia a lavorare per un’azienda, viene assunto con una qualifica di livello junior e quindi ottiene una remunerazione che parte generalmente da 18.000 euro all’anno. Nell’arco di quattro anni può passare a livello senior, o addirittura entrare a fare parte del consiglio direttivo dell’azienda. Nel caso di un revisore contabile con esperienza, il guadagno annuo si aggira intorno ai 36.000 euro, dopo circa 4 o 5 anni di impiego. Volendo fare una media dei revisori contabili impiegati in Italia, si raggiunge uno stipendio medio di 25.800 euro (all’incirca 13 euro l’ora). In caso poi si faccia carriera, il revisore contabile può raggiungere anche guadagni da 50.000 euro annui o superiori, tanto che spesso possono diventare soci dell’azienda o addirittura amministratori: dopo svariati anni di servizio, il revisore diventa talmente esperto dei conti specifici di un’azienda da avere un valore per essa che trascende il semplice compito di revisione del bilancio

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