Professione parrucchiere

Professione Parrucchiere

31 Ottobre 2019 0 Comments

Il parrucchiere è un artigiano e quindi un artista che mette il proprio talento al servizio della cura, del benessere e dell’estetica dei suoi clienti e dei loro capelli. Hair Stylist, Coiffeur, Acconciatore sono tutti modi in cui si può declinare la professione del parrucchiere. Un parrucchiere può essere specializzato per uomo (da non confondere col barbiere, col quale ha in comune solo alcune mansioni di base) o per donna o per entrambi, sia adulti che bambini.

Il lavoro di un parrucchiere non si limita a lavare, tagliare, asciugare o, nella migliore delle ipotesi, tingere i capelli, ma – soprattutto – in questa epoca votata più di sempre all’apparire, è diventata una professione multifunzione che lascia spazio a creatività e originalità, che definisce lo stile di una persona e – a volte – contribuisce alla creazione di una identità precisa e riconoscibile.

Chi è il parrucchiere

Tale professione ha origini molto antiche. L’archeologia corre in nostro aiuto: risalgono infatti all’età del Bronzo (circa 3200 A.C) i ritrovamenti, in Egitto, dei primi rasoi.

La velleità delle donne di avere cura delle loro chiome, da sempre considerate “arma di seduzione”, la vanità o anche il semplice bisogno di sottolineare le differenze di rango, ha portato, già nell’Antica Grecia, alla necessità di avere strumenti e persone dedite alla cura dei capelli. In epoca romana, le donne soprattutto nobili, erano dedite a farsi acconciare i capelli dalle loro serve, le schiave ornatrici, che con tempo e pazienza adornavano le capigliature delle loro padrone. Famose sono alcune raffigurazioni femminili dove spiccano complesse acconciature fatte di particolari intrecci di capelli, con nastri, gemme, e riccioli ben delineati come, ad esempio, nell’iconografia che raffigura Messalina.

Il Medio Evo è stata un’epoca particolare per i professionisti del taglio e dell’acconciatura. Sembra che in questo periodo storico la figura del barbiere fosse in qualche modo sovrapponibile a quella del chirurgo. Tali professionisti si occupavano infatti anche di curare alcune patologie e di praticare i salassi: sembra che il simbolo dei barbieri – l’asta bicolore con una striscia bianca e rossa a spirale col pomo di bronzo ricordi l’asta che si utilizzava in tale pratica, col rosso a ricordare le bende insanguinate. Un particolare forse “macabro” che difficilmente viene associato a quello che si intende oggi per professione parrucchiere.

Fu nel ‘600 e ‘700 con la moda delle parrucche che la professione conobbe il periodo di maggior splendore. Il moderno termine ‘parrucchiere’ deriva infatti dal francese perruquier e si riferiva a quei professionisti che si occupavano di acconciare le parrucche dei nobili in Francia e in tutta Europa in quel periodo.

I parrucchieri di oggi non si occupano più di parrucche, di capelli posticci o meglio, non solo di essi. Tutti i parrucchieri devono saper svolgere le operazioni di base come: lavaggio, taglio e asciugatura, ma negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione/evoluzione nell’ambito della cura dei capelli, sia intesa nel senso di salute del capello, sia nel senso di estetica. Un parrucchiere professionista si occupa anche di colorare o decolorare il capello, di eseguire vere e proprie “cure” con trattamenti e prodotti specifici. Ad esempio un professionista del settore deve saper riconoscere le diverse tipologie di capello, le sue caratteristiche, deve saper discernere un capello sfibrato, secco, grasso, un cuoio capelluto sebaceo e in base alle caratteristiche di ogni chioma deve poter offrire trattamenti finalizzati al benessere e al miglioramento del capello.

Un professionista del settore deve saper riconoscere le diverse tipologie di capello, le sue caratteristiche, deve saper discernere un capello sfibrato, secco, grasso, un cuoio capelluto sebaceo e in base alle caratteristiche di ogni chioma deve poter offrire trattamenti finalizzati al benessere e al miglioramento del capello.

Inoltre un parrucchiere professionista consiglia la sua clientela sui tagli e le acconciature più in voga ma anche su quelle più adatte al viso: in base alla fisiognomica, e allo stile del cliente, un bravo parrucchiere deve saper dire come donare maggiore luminosità a un volto, come nascondere difetti, sfinare un viso troppo tondo, ammorbidire dei lineamenti troppo squadrati, nascondere imperfezioni, dare risalto allo sguardo, consigliare il taglio e l’acconciatura che meglio valorizzano l’individuo nella sua interezza, donando intensità, ringiovanendo persone un po’ in là con gli anni. In questa ultima operazione sono necessarie doti che non si apprendono in un normale corso di formazione: occorre molta delicatezza ed empatia per cogliere ciò che un cliente ha in mente e riuscire ad armonizzare l’immaginario di un cliente – che spesso ha vere e proprie dispercezioni relative al proprio aspetto, ma soprattutto a coniugare le fantasie con la effettiva realizzabilità di ciò che ha in mente, capire se può proporre al suo cliente un “taglio netto”, un look innovativo o se deve stemperare facili entusiasmi e riportare il suo cliente su un piano di realtà. Un bravo parrucchiere deve avere capacità previsionali, una conoscenza e un’attenzione della psicologia femminile (nel caso di una clientela di questo tipo). Le donne sono molto esigenti in fatto di capelli, ma anche gli uomini non sono da meno.

Per svolgere al meglio questa professione e crearsi una buona clientela, un parrucchiere deve sedurre – nel senso etimologico del termine e cioè deve essere in grado di “condurre a sé” un cliente, saperlo “affiliare”, fargli credere che nessun altro parrucchiere sarà in grado di interpretare il suo gusto, i suoi desideri. Un bravo parrucchiere, a volte, svolge funzioni da psicologo: pensiamo al fatto che un parrucchiere letteralmente mette le mani in testa a un cliente e in molti casi, anche metaforicamente, la testa la mette in ordine; sì perché una pettinatura ben riuscita è in grado di farci stare bene con noi stessi, accrescendo – anche se momentaneamente – la nostra autostima.

Il parrucchiere per molte persone rappresenta un lusso, ma anche una coccola, un modo per sentirsi a posto, bene con sé stessi. A volte anche solo farsi lavare i capelli da un parrucchiere esperto ha effetti rilassanti, benèfici sulla psiche di una persona. Un parrucchiere sa che una persona con la “testa a posto” sta meglio anche psicologicamente.

Un parrucchiere deve essere eclettico, deve cioè saper avere a che fare con capelli lunghi, corti, ricci, trattati, tinti, decolorati, crespi, sottili, elettrici, ma anche con acconciature posticce, come parrucche, parrucchini, extension, toupet (in ogni caso, sempre più spesso, in commercio si trovano accessori di questo tipo fatte di capelli veri).

Come si diventa parrucchiere

Come in molte professioni, al confine con mestieri antichi di vero e proprio artigianato, quindi di forme d’arte, è facile pensare che sia un mestiere per cui basta avere un talento da spendere. Ovviamente non è così. Oltre alla creatività e al talento, un bravo artigiano deve possedere la tecnica.

Le forbici sono uno degli strumenti indispensabili dei parrucchieri. Come in molte professioni, al confine con mestieri antichi di vero e proprio artigianato, quindi di forme d’arte, è facile pensare che sia un mestiere per cui basta avere un talento da spendere. Ovviamente non è così. Oltre alla creatività e al talento, un bravo artigiano deve possedere la tecnica.

Gli aspiranti parrucchieri possono apprendere le tecniche e i trucchi del mestiere in appositi corsi di formazione della durata di almeno due anni. Per accedere a tali corsi è necessario aver quantomeno concluso le scuole dell’obbligo. Dopo il corso occorrerà sostenere un esame per avere l’attestato, ma non finisce qui. Quella di parrucchiere è una professione dove l’esperienza è la migliore maestra, quindi sarà necessario fare molta gavetta. Attraversare tutti gli stadi, svolgendo le mansioni più noiose, quelle meno creative come sciacquare i pennelli e le ciotoline delle tinte, spazzare i capelli tagliati da terra, fare lo shampoo ai clienti.

E poi aspirare ad essere preso come apprendista presso importanti hair stylist. Questa rappresenta una grande opportunità, anche perché i corsi di formazione hanno un costo, e prima di spendere soldi, è bene accertarsi della qualità del percorso formativo che ci accingiamo a intraprendere, prendere informazioni sui docenti, assicurarsi che il corso dia la possibilità di svolgere le necessarie ore di pratica presso saloni autorizzati.

In Italia c’è una legge del 2005 che sancisce la necessità, per poter esercitare la professione, di una abilitazione professionale. Tale legge (n. 174 del 17.08.05) obbliga a una formazione almeno biennale e altrettanta pratica.

Qui di seguito un elenco delle principali materie che un aspirante parrucchiere dovrebbe apprendere in un corso per ottenere, dopo l’esame di abilitazione, l’attestato di qualifica professionale; le materie riguardano sia aree specifiche legate al lavoro di parrucchiere sia aree più generali, contingenti a tale professione:

  • Tecniche di lavaggio dei capelli
  • Trattamenti specifici (impacchi, frizioni, lozioni anti-forfora, etc.)
  • Tecniche di taglio (con forbici o tagliacapelli)
  • Acconciature e messa in piega
  • Utilizzo di strumenti quali: phon, bigodini, piastre, ferro a caldo
  • Colorazione e decolorazione
  • Permanente
  • Nozioni di fisiognomica per adattare pettinature alle forme del viso
  • Nozioni di fisiologia
  • Nozioni di dermatologia
  • Nozioni di chimica (per l’utilizzo corretto di molti prodotti anche tossici)
  • Tricologia (lo studio dei capelli)
  • Etica professionale
  • Sicurezza sul lavoro
  • Gestione aziendale

Apprendere, in un corso specifico, le tecniche di base, non basta. Un parrucchiere per restare sulla “cresta dell’onda” e non accontentarsi delle signore di mezza età che vanno il sabato, prima della messa a farsi rifare l’acconciatura o la tinta e la permanente una volta al mese, deve essere costantemente informato e aggiornato. Le tecniche, le mode, cambiano in maniera repentina e bisogna seguire le evoluzioni dello stile ma anche i ritrovati scientifici, la messa in commercio di prodotti innovativi, e la messa a punto di nuove tecniche.

Anche in questa professione è agevolato chi possiede competenze “collaterali” innate, come ad esempio una buona manualità, capacità d osservazione, ottime capacità di ascolto, empatia, tutte cose che nessun corso può insegnare

Sviluppi professionali

Le opportunità lavorative per chi vuole accingersi a intraprendere questa carriera, non sono poche. Da semplice apprendista, quelle che nel gergo vengono chiamate “sciampiste” (anche se l’espressione ha col tempo assunto anche altri connotati), si può – arrivare a gestire un salone se non una catena di saloni per coiffeur, ma andiamo con ordine.
Conseguito l’attestato e svolto l’indispensabile apprendistato perché, è bene sottolinearlo, come molti lavori, più che sui libri, anche quello di parrucchiere professionista è un mestiere che si ruba con gli occhi, il giovane parrucchiere potrà cominciare a prendere servizio presso negozi di acconciatori già avviati, presso centri di bellezza dove alla cura e all’estetica dei capelli, si pensa a quella dell’individuo nella sua interezza, quindi saranno dei veri e propri centri di bellezza e benessere dove accanto a un parrucchiere professionista troveremo un estetista, un massaggiatore, un solarium per l’abbronzatura. Ipotesi molto probabile è che – se l’apprendista parrucchiere ha dimostrato durante il suo apprendistato buone capacità, il gestore del negozio potrebbe decidere di assumerlo.

Per i più giovani e intraprendenti può essere proficua un’esperienza all’estero o su navi da crociera dove non mancano veri e propri saloni di bellezza per i passeggeri, in cui vari professionisti sono impiegati per garantire anche durante il viaggio in nave, relax, cura, bellezza e benessere. Sia che si decida di cercare lavoro in un paese estero specifico o si desideri impiegarsi su navi da crociera, sarà necessario conoscere almeno una lingua straniera. I parrucchieri italiani sono molto richiesti all’Estero grazie al proficuo binomio che affianca l’Italia allo stile e alla moda. Tale possibilità è consigliata ai più giovani che non hanno ancora creato una famiglia, curiosi e intraprendenti e non spaventati da sacrifici, lontananza, e fatica fisica perché sì, quello di parrucchiere è un lavoro anche fisicamente molto impegnativo poiché implica molte ore in piedi, ritmi incalzanti e orari prolungati.

Tutte queste fino ad ora elencate sono però possibilità come lavoratore dipendente che, come è ovvio che sia, non danno molte opportunità di crescita professionale e non consentono lauti guadagni. Si va dai 600-700 euro per un parrucchiere alle prime armi (con un ampio utilizzo di apprendisti come mano d’opera spesso sottopagata), ai 900 euro di chi ha già acquisito un po’ di esperienza. Chi ha accumulato molta esperienza ed è diventato un riferimento nel settore potrà aspirare a stipendi anche di 2000-2500 euro soprattutto se ha un certo tipo di clientela come v.i.p., persone appartenenti al jet set e se è affiliato a un salone di prestigio in grandi città, o se riesce a entrare nel mondo del cinema e della moda come parrucchiere di attrici e modelle.

Vi è poi un’altra ampia fascia di possibilità se si intende avviarsi alla libera professione. Come tutti i liberi professionisti, anche un parrucchiere che aspira a mettersi in proprio deve sapere che dovrà sfoggiare capacità da imprenditore, indispensabili, oltre al buon esercizio della sua professione, per la riuscita dell’impresa – e cioè – alla possibilità che la propria attività diventi importante fonte di reddito al netto delle spese. Le spese per un parrucchiere libero professionista non sono poche: innanzitutto sarà necessario iscriversi alla Camera di Commercio e adempiere a tutte quelle incombenze burocratico-amministrative che legittimano l’esercizio della professione privata. Se si decide di rilevare un salone per parrucchieri si avranno dei costi, se si decide di dare l’avvio a un’esperienza in proprio, ex-novo ce ne saranno altri: dall’affitto (o l’acquisto) dei locali, l’acquisto degli arredi e suppellettili, delle apparecchiature necessarie, dei prodotti, fino ai costi della mano d’opera. Senza trascurare la pubblicità (anche se questo è uno dei settori in cui il “passa parola” è la migliore pubblicità). Va da sé che in zone “in” della città i costi (e i guadagni) saranno più elevati, ma elevata sarà anche la concorrenza. Nell’ambito della libera professione molti sono i fattori che influenzano il fatturato quindi non è possibile dare un’idea precisa dei guadagni che molto dipenderanno da quelle capacità citate all’inizio di saper “affiliare” i clienti, saper pubblicizzare la propria attività, sbaragliare la concorrenza con proposte accattivanti e prodotti innovativi. Ad esempio un salone di bellezza che oltre al servizio di acconciatura offre anche manicure, pedicure, epilazione avrà più possibilità di accrescere i propri introiti.

Un modo per diminuire i costi di avvio di una salone di bellezza è decidere di prendere in gestione un salone in franchising: in questo caso molte sono le possibilità anche di nomi, marchi e ditte individuali già ben avviate.

C’è da dire che questo settore non sembra conoscere crisi; molte indagini statistiche hanno rilevato un incremento dei saloni per parrucchieri, alcuni altamente specializzati in alcune tecniche come appunto l’applicazione di extension, o permanenti e colorazioni particolari o in alcuni settori: ad esempio quello delle acconciature per spose è un settore molto remunerativo.
Accanto alla possibilità di aprire un salone in proprio dobbiamo citare anche la possibilità di voler essere un libero professionista ma a domicilio. Ovviamente si azzerano tutti i costi relativi al locale, alle attrezzature e diminuiscono le possibilità di carriera, ma forse i guadagni possono mantenersi a livelli adeguati soprattutto grazie alla gestione autonoma dei giorni e delle ore in cui lavorare, tolti i costi della benzina per spostarsi da un luogo all’altro e l’acquisto di attrezzature e prodotti professionali. Per poter fare il parrucchiere a domicilio è necessario dotarsi delle autorizzazioni previste oltre che aprire la Partita Iva poiché anche lavorare in proprio implica la pedissequa osservazione delle regole, delle leggi e l’obbligatorietà di versare le tasse allo Stato.

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