Esame ottico per la vista

Professione Ottico

23 Dicembre 2019 0 Comments

Spesso passiamo le nostre giornate al lavoro davanti allo schermo di un computer, per poi passare a svagarci davanti alla televisione, oppure passiamo dall’utilizzare uno smartphone a un tablet.

Più il progresso tecnologico ci fornisce strumenti che facilitano il nostro lavoro e amplificano le nostre opportunità di svago ed apprendimento, più andiamo a sollecitare e a stressare la nostra vista, una delle funzioni essenziali per l’uomo.

Sempre più di frequente la gente si deve rivolgere a specialisti per ottenere dei supporti per aiutarsi nella visione, che si tratti di occhiali, lenti a contatto od altro.

Per questo ad oggi la professione dell’ottico è una professione che vede crescere la domanda di continuo, e che può offrire grandi soddisfazioni dal punto di vista professionale. 

Chi è l’ottico 

L’ottico è quella figura che si occupa di progettazione, realizzazione, riparazione e vendita al dettaglio di occhiali (da vista, sportivi o da sole), lenti e lenti a contatto, rispondendo alle esigenze dei clienti. 

Per fare questo lavoro deve essere un esperto di dispositivi oftalmici atti a correggere i più comuni difetti visivi come miopia, astigmatismo e presbiopia, e deve saper utilizzare la strumentazione ottica che serve per la sagomatura delle lenti ed il loro assemblaggio nelle montature.

È suo compito anche compilare e firmare il certificato di conformità degli ausili ottici che fornisce in accordo alla normativa vigente. 

Nel caso sia in possesso di una specifica formazione in optometria, l’ottico può assumere il ruolo di ottico optometrista, ovvero si può occupare anche di effettuare in prima persona le misurazioni della vista e può prescrivere le apposite lenti correttive, oppure rimandare il cliente ad una visita specialistica presso un medico oculista nel caso riscontri deficit visivi o patologie che richiedono l’intervento di uno specialista.

L’ottico optometrista è una professione diversa da quella del medico oculista, dal momento che non si occupa di effettuare diagnosi, attività terapeutiche, o di prescrivere farmaci, ma piuttosto recepisce le indicazioni contenute nella diagnosi formulata dell’oculista per fornire al cliente gli occhiali o le lenti più adatte al suo specifico problema visivo. 

L’ottico è un professionista sanitario esperto nell’uso di strumenti e procedure di educazione visiva: conosce metodi e tecniche non mediche, che escludono cioè l’uso di farmaci e di interventi chirurgici, per misurare, esaminare e compensare le deficienze della vista.

Svolge, inoltre, attività di prevenzione dei disturbi della vista, promuovendo campagne di sensibilizzazione, effettuando screening visivi e consigliando al cliente di effettuare con regolarità una visita oculistica. 

In genere l’ottico lavora nei negozi di ottica, nelle vesti di dipendente oppure ricoprendo il ruolo di titolare dell’attività, ma può anche essere impiegato nelle aziende che producono strumentazione ottica o dispositivi oftalmici o in laboratori di montaggio lenti, così come nel settore sanitario.

Può trovare lavoro presso studi o centri ambulatoriali nel ruolo di collaboratore o assistente di altre figure specializzate come l’oftalmologo o l’ortottista. 

Nei negozi specializzati di ottica il suo ruolo è quello di commesso che offre consulenze sulla scelta delle diverse tipologie di lenti, illustrandole le caratteristiche ai clienti e consigliando le montature più adatte alla fisionomia di ciascuno.

Oltre agli occhiali, di cui poi deve anche garantire assistenza post-vendita in caso di regolazioni successive, l’ottico vende accessori per manutenzione, pulizia e conservazione dell’occhiale, oltre che soluzioni per la cura delle lenti a contatto.

Talvolta nei negozi di ottica si possono trovare in vendita a anche strumenti ottici e meteorologici come microscopi, telescopi, binocoli o lenti d’ingrandimento.  

Lavorando a contatto con il pubblico, l’ottico deve essere, oltre che tecnicamente preparato nel suo campo, anche cortese e disponibile, e possedere doti comunicative e relazionali in maniera da poteri rapportare quotidianamente con i clienti. 

Come si diventa ottico 

Per poter lavorare come dipendente in un negozio di ottica o in aziende del settore, è necessario ottenere la qualifica di “Operatore Meccanico del Settore Ottico”, mentre per esercitare la professione di ottico è necessario ottenere il diploma professionale e superare l’esame di abilitazione, disciplinato dall’Ordinanza ministeriale n. 457 del 15/06/2016 “Abilitazione alle professioni di ottico e odontotecnico”. 

Per essere ammessi all’esame di abilitazione occorre essere in possesso di uno tra: 

  • il titolo di istruzione secondaria di secondo grado degli indirizzi ottico; 
  • il diploma di qualifica di “operatore meccanico ottico” ottenuto entro l’anno scolastico 2013/14; 
  • il titolo di istruzione secondaria di secondo grado; 
  • il titolo di Laurea in Scienze e Tecnologie Fisiche (L 30) con contenuti, pari ad almeno 30 CFU, relativi ad attività e insegnamenti obbligatori di ottico; 

Negli ultimi due casi è richiesto inoltre di aver svolto un’attività lavorativa oppure aver frequentato un corso di formazione professionale regionale che preveda le attività e gli insegnamenti obbligatori normalmente previsti nel corso di studi della scuola di ottico. 

Prima dello svolgimento dell’esame di abilitazione, la commissione attribuisce ai candidati, sulla base di determinati criteri, il credito che concorre alla valutazione finale per un massimo di 30 punti. L’esame si articola in una prova scritta, una prova pratica e un colloquio.

La valutazione finale è ottenuta dalla somma dei punteggi ottenuti nelle tre prove d’esame e dei crediti assegnati inizialmente.

Per ottenere l’abilitazione bisogna ottenere un punteggio complessivo di minimo 60 punti su 100. 

Per avere i requisiti ci sono diverse strade. Dopo la terza media ci si può iscrivere al corso quinquennale di un Istituto Professionale di Stato a indirizzo Servizi socio-sanitari, con articolazione in Arti ausiliarie delle professioni sanitarie – Ottico.

Questi istituti prevedono piani di studi comprendenti materie generali e specialistiche: da Lingua e letteratura italiana, Lingua inglese, Storia, Fisica, Chimica e via dicendo a Ottica e ottica applicata, Esercitazioni di lenti oftalmiche, Esercitazioni di optometria e Esercitazioni di contattologia, per un totale di circa 32 ore settimanali nell’arco dei cinque anni. 

Se invece si è compiuto un differente percorso formativo durante la scuola secondaria, dopo il diploma si può accedere ad uno dei vari corsi di Formazione Professionale Regionali autorizzati dal Ministero della Salute e dalle varie Regioni, presso istituti pubblici o privati, oppure può scegliere di frequentare il Corso di laurea triennale in Ottica e Optometria, appartenente alla Classe L30 – Lauree in scienze e tecnologie fisiche.

Il Corso di laurea è a numero programmato e per accedere è necessario superare un test di ammissione. 

I corsi di formazione professionali mediamente durano 2 anni (ne sono stati attivati anche da 1 o da 3 anni, ma la formula di maggior successo è quella da 2 anni), vi si accede con qualsiasi titolo di maturità quinquennale e presentano piani di studio di questo tipo:  

  • Ottica e laboratorio;
  • Anatomia, fisiopatologia oculari e laboratorio di misure oftalmiche;
  • Optometria ed Esercitazioni di Optometria;
  • Contattologia ed Esercitazioni di Contattologia;
  • Esercitazioni di lenti oftalmiche;
  • Diritto commerciale, legislazione sociale e pratica commerciale;
  • Fisica e Scienze propedeutiche all’Ottica.

Come si vede, molto spesso i programmi comprendono anche un corso di economia dell’impresa ottica che affronta con completezza la gestione commerciale, economica e professionale del centro ottico specializzato e l’analisi dei dati macro e microeconomici che hanno riflessi sul settore e sui risultati aziendali.

È inoltre indispensabile possedere un’ottima padronanza della lingua inglese.

Alla conclusione dei corsi professionali, si ottiene un diploma di licenza di abilitazione all’esercizio dell’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di ottico che è valido in Italia, Unione Europea e altri stati con cui vige la reciprocità del riconoscimento dei titoli. 

Sia con il corso di laurea che con i corsi professionali, l’aspirante ottico va ad acquisire tutte le competenze necessarie per realizzare ogni tipologia di soluzione ottica personalizzata all’interno di un laboratorio oftalmico.

Impara a confezionare, effettuare la manutenzione e commercializzare occhiale e lenti rispettando le normative vigenti e a manipolare i materiali, le leghe e gli strumenti tecnici indispensabili a preparare gli ausili e i presidi sanitari con funzione correttiva, sostitutiva, integrativa ed estetica per il benessere della persona. 

Anche per le arti ausiliarie delle professioni sanitarie è previsto l’obbligo di partecipazione a corsi di aggiornamento e qualificazione, nell’ambito del programma nazionale per la formazione degli operatori della sanità ECM – Educazione Continua in Medicina. 

Sviluppo professionale 

Intraprendere una carriera come ottico è una valida opportunità professionale, particolarmente indicata per chi ha un innato interesse per la fisica e l’ottica. Inoltre c’è anche una componente di soddisfazione sociale, dal momento che si va ad offrire un aiuto concreto le persone che soffrono di difetti visivi, migliorando così la loro vita.

L’ottico esercita la sua attività in larghissima prevalenza all’interno di attività commerciali, dove può assumere una posizione di lavoro autonomo, quando è titolare dell’impresa commerciale, e una posizione di lavoro dipendente, operando con mansioni di impiegato tecnico presso imprese commerciali di altrui proprietà.

A queste attività, che potremo definire più classiche, si aggiungono anche l’attività di ricercatore e sviluppatore in ambito aziendale che si occupa della realizzazione vera e propria delle diverse tipologie di lenti correttive, rappresentante di prodotti per ottica con specifiche competenze tecniche.

La crisi che sta attraversando il commercio e investendo le piccole imprese, interessa anche le catene di ottica ed ha sfiorato, se pur marginalmente, anche i negozi di proprietà di coloro che ci lavorano, affiancati, mediamente, da componenti il nucleo familiare e/o da uno o più dipendenti.

A fronte di questa situazione la richiesta di professionisti preparati è andata aumentando, vuoi per l’aumento dei negozi di ottica localizzati nei centri commerciali (che richiedono un grande numero di addetti in relazione ad orari di apertura che si articolano in molte ore giornaliere, comprese buona parte delle domeniche), vuoi per gli sviluppi che il settore dell’ottica ha avuto e sta avendo: nelle lenti oftalmiche, nei materiali con cui vengono costruite le lenti a contatto che richiedono, conseguentemente nuove tecniche applicative, nella strumentazione, negli ausili per ipovisione, ecc.

Il passaggio generazionale da padre a figlio tipico di questo settore, fa sì che i figli degli ottici appena terminato il ciclo d’istruzione si iscrivano a corsi abilitanti per poter portare avanti l’impresa di famiglia ampliarla, eventualmente, con un altro punto vendita. 

Quella dell’ottico-optometrista è una professione sempre più richiesta da parte delle aziende e sempre più persone si indirizzano verso questo settore per creare la propria professionalità.

Si tratta, infatti, di un settore in continua evoluzione in cui le innovazioni nei prodotti e nelle strumentazioni impongono un’alta professionalità; non si tratta di semplici commessi, con competenze legate alla comunicazione e l’attenzione al cliente, ma di professionisti con competenze tecniche specialistiche. In particolare, alcuni fattori hanno influito negli ultimi anni sull’incremento di richieste di ottici diplomati.

Innanzitutto l’apertura di negozi all’interno dei numerosi centri commerciali che sono sorti negli ultimi anni e che hanno un’apertura di oltre 10 ore, comprensiva anche di numerose domeniche, obbliga la proprietà ad avere, in funzione delle dimensioni del punto vendita, dai quattro agli otto dipendenti che, generalmente sono diplomati o, invitati dalla proprietà, a frequentare una scuola ed acquisire il diploma di ottico.

Inoltre gli sviluppi tecnologici nelle lenti oftalmiche (lenti progressive, lenti progressive personalizzate, lenti per vicino–intermedio, lente asferiche di ultima generazione, lenti filtranti foto selettive, lenti per patologie oculari e via discorrendo) stanno imponendo ai rappresentanti delle aziende di essere figure in grado di presentare tecnicamente e consigliare tali novità.

Infatti gli sviluppi nei materiali e nelle tecniche costruttive delle lenti a contatto obbligano gli operatori a continui corsi di aggiornamento, oppure ad assumere giovani ottici con una preparazione al passo dei tempi (lenti a porto continuo, lenti a geometria inversa, lenti per la correzione di alti astigmatismi, lenti per ortocheratologia, ecc.

Infine, un altro fattore che ha causato l’aumento di personale giovane e con una formazione attuale è stata l’introduzione sul mercato di una enorme quantità di sostituti lacrimali.

Tali prodotti altamente innovativi sono stati inseriti in un mercato non adeguatamente e correttamente informato sulle possibilità di sviluppo economico che tali prodotti possono apportare all’attività commerciale, non fosse altro perché implicano che il cliente si rechi con regolarità nel punto vendita. 

Il numero di attività commerciali presenti in Italia è piuttosto consistente; è una professione che sembra non conoscere crisi in cui si contano oltre 10.500 unità.

Tra queste, circa 1.500 appartengono a catene (Salmoiraghi Viganò, Avanzi, Randazzo, Angiolucci, ecc.) mentre le altre sono di proprietà di singoli imprenditori che possono possedere anche più di un negozio.

A loro volta, i singoli imprenditori possono consociarsi in gruppi (quali Vision Service, Green Vision, Visionet, Gol, Ottici Associati, Opto IN, Occhibelli Group, ecc.) che possono arrivare ad avere anche più di 200 associati. Il numero degli addetti del settore è ancora più rilevante, si stima che gli ottici diplomati siano più di 15mila.  

Mediamente possiamo stimare la richiesta di nuovi ottici in poco meno di 1.500 assunzioni nel corso dell’anno, di cui il 75% con contratto a tempo determinato, il 10% contratto a tempo indeterminato e il 15% come apprendisti.

Le aziende guardano con particolare attenzione a persone che abbiano già maturato un’esperienza di lavoro, e che abbiano conseguito un diploma di scuola secondaria superiore (27,9% dei casi) o il diploma di laurea (72,1% dei casi). 

Gli sbocchi lavorativi dell’ottico sono vari: la carriera dell’ottico prevede diversi campi di specializzazione, ad esempio in optometria o in contattologia.

Un’altra via possibile è intraprendere l’attività di ricerca e sviluppo oppure di controllo qualità per conto di aziende che progettano e producono strumentazione ottica e dispositivi oftalmici.

All’interno delle aziende produttrici di lenti e all’interno delle aziende di montaggio è ormai obbligatoria la presenza di dipendenti diplomati in ottica al fine di essere in grado, per quanto possibile, di rispondere alle richieste degli ottici che, lavorando all’interno di un negozio, non sono sufficientemente aggiornati sulle novità di prodotto. 

Nel settore commerciale invece, la principale prospettiva di carriera è quella di avviare un’attività di ottica in qualità di titolare, ma non è esclusa la possibilità di diventare libero professionista come venditore o agente nel settore occhialeria

Lo stipendio medio di un ottico è di 1.370 EURO netti al mese, circa 24.700 EURO lordi all’anno.

La retribuzione di un ottico può partire da uno stipendio minimo di 1.000 EURO netti al mese, mentre lo stipendio massimo può superare i 1.900 EURO netti al mese.

Un ottico senza esperienza, diciamo con meno di 3 anni di esperienza lavorativa, può aspettarsi uno stipendio medio complessivo di circa 1.100 EURO netti al mese.

Un Ottico a metà carriera, con meno di 10 anni di esperienza, può avere uno stipendio medio di circa 1.280 EURO, mentre un ottico esperto che abbia superato i 10 anni di esperienza guadagna in media 1.650 EURO al mese.

A fine carriera, un ottico che abbia accumulato più di 20 anni di esperienza si può attendere una retribuzione media complessiva di 1.760 EURO al mese. 

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