Professione Osteopata

25 Novembre 2019 1 Comment

La medicina osteopatica è una pratica che nasce nel 1874, negli Stati Uniti, per iniziativa del dottor Andrew Taylor Still, medico di guerra nell’esercito unionista durante la Guerra di Secessione.

La sconvolgente esperienza con i feriti sui campi da battaglia e la morte di moglie e figli a causa di diverse malattie infettive lo spinsero a cercare un approccio alternativo alla medicina, limitando al massimo l’utilizzo di farmaci e chirurgia e promuovendo uno stile di vita salutare, a partire dall’alimentazione e dall’astinenza da alcool e droghe, e soprattutto l’utilizzo di tecniche manipolative per migliorare le funzioni fisiologiche.

Partendo dai fondamenti di anatomia, la filosofia di Still si basa sull’integrazione tra corpo, mente e spirito, sull’interrelazione fra la struttura e la funzione, e sulla capacità del corpo di guarirsi da solo quando meccanicamente in salute.

Con il tempo sviluppò una serie di trattamenti fisici che oggi sono chiamati Trattamento Osteopatico Manipolativo (OMT), finalizzati ad una cura dell’individuo con un’attenzione particolare al sistema neuro-muscolo-scheletrico come parte integrante dei processi di salute e malattia: quando le ossa non sono perfettamente al loro posto interferiscono con il flusso del sangue e degli impulsi nervosi; di conseguenza teorizzava che  alcune malattie possono essere affrontate manipolando le ossa per ripristinare il flusso interrotto. 

Oggi l’osteopatia si fonda su sette punti, che non sono leggi scientifiche ma dei principi su cui orientare la propria azione: 

  • Il corpo è una unità;
  • La struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate;
  • Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e autoguarigione (omeostasi);
  • Quando la normale adattabilità è interrotta, o quando dei cambiamenti ambientali superano la capacità del corpo di ripararsi da sé, può risultarne la malattia.;
  • Il movimento dei fluidi corporei è essenziale al mantenimento della salute;
  • Il sistema nervoso autonomo gioca una parte cruciale nel controllare i fluidi del corpo;
  • Ci sono componenti somatiche della malattia che sono non solo manifestazioni della malattia, ma anche fattori che contribuiscono al mantenimento dello stato di malattia. 

Chi è l’osteopata 

L’osteopata è un terapeuta che utilizza un approccio olistico per operare sul corpo umano, al fine di ristabilire un equilibro ottimale dal punto di vista articolare, viscerale e fasciale.

Utilizza massaggi e tecniche manipolative allo scopo di stimolare i meccanismi di autoregolazione e autoguarigione dell’organismo.

Si rivolge a pazienti di tutte le fasce d’età, soprattutto coloro affetti da disturbi del sistema muscolo-scheletrico, come possono essere contratture, mal di schiena, artrosi, lombalgie, tendiniti, dolori articolari, problemi posturali, dolori da traumi sportivi, ernie, così come disturbi al sistema neurologico, neurovegetativo, circolatorio, respiratorio, digestivo o genito-urinario, in special modo nelle donne che soffrono di dolori mestruali o sindrome post-partum.

In molti casi i trattamenti osteopatici manipolativi si rivelano utili anche nel trattamento di emicranie e cefalee.

L’osteopatia è una pratica generalmente indicata per il ripristino di funzioni reversibili, come può essere il recupero della piena funzionalità di alcuni organi, ma non per il trattamento di situazioni più gravi come fratture, tumori o malattie infettive che possono mettere a rischio la vita del paziente. 

L’osteopata si occupa di incontrare il suo paziente ed effettuare un’anamnesi accurata, partendo dall’analisi del suo disturbo principale e dei suoi sintomi.

Una normale visita osteopatica prevede un esame posturale e una valutazione dell’apparato locomotore, ovvero muscoli, articolazioni, legamenti ed ossa, tramite una palpazione osteopatica.

Le zone su cui si insiste maggiormente nella valutazione osteopatica sono quelle del bacino, della colonna vertebrale e della zona cranio-sacrale.

Una volta effettuata la valutazione e aver individuato i motivi che possono causare disfunzionalità fisiologiche e le barriere che ostacolano mobilità ed elasticità degli organi e delle strutture anatomiche, l’osteopata può elaborare il trattamento da proporre al paziente per ridurre il dolore, sciogliere le tensioni e ripristinare la normale mobilità. 

Ci sono tre diverse tipologie di tecniche osteopatiche: tecniche strutturali, craniali e viscerali.

Il trattamento manipolativo osteopatico va ad agire su tutte le strutture del sistema muscolo-scheletrico, ma allo stesso tempo interviene sul sistema nervoso, cranio-sacrale e viscerale al fine di accelerare i processi di guarigione naturali dell’organismo e per ristabilire il benessere, le funzioni generali e l’omeostasi, ovvero l’equilibrio generale del corpo. 

L’attività dell’osteopata si differenzia da quella del fisioterapista perché il secondo utilizza vari macchinari per trattamenti finalizzati alla cura di una sintomatologia locale, mentre l’osteopata utilizza esclusivamente tecniche manuali al fine di curare il corpo con un approccio globale.

Inoltre l’osteopata ha anche un compito educativo nei confronti dei suoi pazienti, insegnandogli esercizi da svolgere a casa per evitare ulteriori problemi, tecniche di sollievo per il dolore e diete e stili di vita per vivere una vita sana. 

L’osteopata esercita in studi privati di osteopatia, ma può anche trovare impiego presso strutture sanitarie come ospedali, ambulatori, studi medici, cliniche private, case di cura, centri di riabilitazione, oppure lavorare come supporto a specialisti come fisioterapisti e medici ginecologi, pediatri, dentisti, gastroenterologi, cardiologi e neurologi.

Un ambito in cui la figura dell’osteopata è molto richiesto è quello sportivo: molte società sportive ricorrono all’osteopatia per prevenire o trattare infortuni legati alla pratica sportiva, disturbi dovuti all’eccessiva sollecitazione di articolazioni, muscoli e tendini, e per ottimizzare le prestazioni degli atleti. 

Ci sono vari campi specialistici della medicina convenzionale poi che possono avvalersi della collaborazione di un’osteopata, in particolare quelli che riguardano la struttura portante dell’organismo e tutti i collegamenti all’interno di questa e con i sistemi contigui, come ortopedia, geriatria, urologia, gastro-enterologia, ginecologia, otorinolaringoiatria, odonto-stomatologia, pediatria, oculistica, cardiologia e endocrinologia. 

Come diventare osteopata 

Per diventare osteopata bisogna iscriversi ad una scuola o ad un corso di osteopatia. Non è prevista una formazione universitaria, ma si svolge presso istituti privati.

Per frequentare i corsi di formazione il requisito minimo è il diploma di maturità, ma ci si può iscrivere anche dopo una laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria, un diploma in Fisioterapia o altri diplomi in professioni sanitarie.

Per entrare nell’osteopatia, prima di tutto, serve passione, dedizione e soprattutto serve sapere bene quale ruolo si va a coprire nelle discipline mediche non convenzionali.

Esistono tre tipologie di corsi per intraprendere la professione di osteopata: 

  • Corso di Osteopatia a Tempo Pieno della durata di 5 anni; 
  • Corso di Osteopatia per Fisioterapisti della durata di 5 anni; 
  • Corso di Osteopatia a Tempo Parziale della durata di 6 anni. 

Nel primo caso l’aspirante osteopata inizia un percorso di studi subito dopo aver terminato le scuole superiori. Si tratta di un percorso di studi a tempo pieno, che però al termine non rilascia una laurea, almeno per il momento.

Negli altri due casi si tratta di corsi post laurea al termine del quale la qualifica sarà ancora maggiore e l’abilitazione riconosciuta a livello medico, ed è aperto soltanto a studenti già qualificati in possesso di: 

  • Laurea in Fisioterapia; 
  • Laurea in Medicina e Chirurgia; 
  • Laurea in Odontoiatria. 

Nei corsi per osteopata si affronta in primis lo studio di materie scientifiche di base, cioè anatomia, fisiologia, biomeccanica e neurologia, per poi approfondire il campo delle scienze osteopatiche, ovvero osteopatia generale e strutturale, tecniche osteopatiche e palpazione, attraverso sia lezioni teoriche che esercitazioni pratiche e manuali.

Il periodo di studi viene poi completato da un periodo di pratica, come un tirocinio in cui, sotto la supervisione di un professionista qualificato, si inizia a lavorare a contatto con i pazienti.

Al termine del processo di formazione, l’osteopata deve essere in possesso di: 

  • Conoscenza dei principi dell’osteopatia 
  • Competenza nell’effettuare la valutazione e la palpazione osteopatica 
  • Conoscenza delle tecniche manipolatorie 
  • Predisposizione al contatto umano 
  • Doti comunicative 
  • Affidabilità e senso di responsabilità 
  • Capacità di lavorare in team 

Inoltre per poter svolgere bene il suo lavoro deve saper gestire in modo empatico e professionale la relazione con il paziente e creare con lui un rapporto di fiducia.

È molto importante, inoltre il continuo aggiornamento professionale e il confronto con i colleghi, non perdendo occasione di partecipare a corsi, seminari e congressi, che spesso si svolgono anche all’estero. 

Dal punto di vista giuridico, le norme che regolino l’esercizio dell’osteopatia sono ancora in discussione e la situazione è enormemente mutevole.

Ad oggi manca uno status giuridico così come manca un riconoscimento medico all’osteopatia, e quindi chi esercita la professione si riunisce in forme associative professionali che lottano per ottenere il riconoscimento legale della branchia, e di conseguenza anche la regolamentazione della professione osteopatica. 

La principale associazione italiana di regolamentazione è il Consiglio Superiore di Osteopatia (CSdO), costituita dalle maggiori associazioni di professionisti osteopati presenti sul territorio nazionale tra cui: 

  • AIMM (Accademia Italiana di Medicina Manuale) 
  • AMOI (Associazione Medici Osteopati Italiani) 
  • FeSIOs (Federazione Sindacale Italiana Osteopati) 
  • ROI (Registro degli Osteopati d’Italia) 
  • UPOI (Unione Professionale Osteopati d’Italia) 

All’estero la situazione è diversa da paese a paese: Il numero di Paesi europei in cui l’osteopatia è riconosciuta è in costante crescita.

Oggi l’osteopatia è regolamentata in Danimarca, Francia (che è il paese con il più alto numero di osteopati al mondo nonché quello ove si concentrano la maggioranza delle scuole di osteopatia), Gran Bretagna, Islanda, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Russia, Svizzera, Turchia. In particolare, in Danimarca, Gran Bretagna, Lussemburgo, Svizzera, a Malta e in Islanda l’osteopatia è una professione sanitaria.

Nei Paesi in cui non è ancora stata regolamentata gli standard di riferimento per la definizione di un quadro normativo sono quelli definiti dalla Norma CEN. Negli Stati Uniti, dove la disciplina è nata, fa parte a tutti gli effetti della sanità pubblica e gli osteopati sono medici laureati. 

In Italia ultimamente si stanno facendo passi avanti per la regolamentazione.

Se fino a poco tempo fa chiunque avesse frequentato uno specifico corso era abilitato a esercitare la professione, dal adesso lo possono fare solo specialisti regolarmente laureati. Almeno in teoria, dato che con la legge 11 gennaio 2018 n. 3, agli articoli 7 e 8, sono state decretate due nuove professioni sanitarie: l’osteopata e il chiropratico.

Negli stessi articoli sono stati determinati anche i tempi per la definizione dei profili professionali e per il riconoscimento di un corso di laurea triennale. Per diventare operative queste norme, però, mancano ancora i decreti attuativi che devono essere emanati dal governo.

Al momento, la mancanza di regole precise per la formazione da un lato agevola l’accesso alla professione, dal momento che le scuole non sono regolamentate da numeri chiusi e non sono previsti concorsi per l’accesso, come invece capita a medicina o a fisioterapia, ma dall’altro essendo sempre completamente privati hanno un costo esorbitante che è il principale ostacolo alla loro frequenza.

Inoltre, nel momento in cui gli osteopati accedono al mondo del lavoro sono a rischio di compiere atti a rischio impugnazione legale, almeno fino a quando non saranno definiti competenze e percorsi formativi. 

Sviluppo professionale 

La pratica dell’osteopatia è particolarmente indicata per chi prova interesse verso l’approccio olistico della cura del corpo umano.

L’osteopatia permette infatti di stimolare la naturale tendenza dell’organismo alla guarigione e a ristabilire l’equilibrio, aiutando così le persone a stare meglio.

Si tratta inoltre di una professione che prevede un contatto fisico diretto con il paziente, che permette l’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra il terapista e il paziente. 

Si tratta di un lavoro vario e interdisciplinare, che spinge verso un continuo approfondimento delle tecniche di cura e dà quindi modo all’osteopata di intraprendere una crescita professionale orientata secondo i propri interessi personali.

Le opportunità di impiego fioriscono in molti ambiti, sia nel pubblico che nel privato, senza dimenticare la possibilità di esercitare la professione in modo autonomo, in uno studio di osteopatia privato. 

L’osteopata può iniziare la carriera collaborando presso gli studi di altri professionisti sanitari, in particolar modo fisioterapisti, logopedisti, dentisti e tecnici odontoiatrici, medici specializzati in pediatria, ortopedia, otorinolaringoiatria, cardiologia, ginecologia, gastroenterologia, neurologia o altri ancora, sfruttando le loro strutture per effettuare i trattamenti sui pazienti.

Dopo aver maturato la necessaria esperienza ed aver ottenuto una certa reputazione, l’osteopata può decidere di aprire il proprio studio di osteopatia.

Inoltre può decidere di affinare le sue competenze, specializzandosi nel trattamento di una determinata categoria di pazienti.

Ci sono diverse possibilità di specializzazione, tra cui le più diffuse sono: 

  • Osteopatia dello sport, orientata verso i bisogni dei pazienti che praticano sport, sia a livello amatoriale che a livello agonistico, e può essere praticata anche in sinergia con le società sportive; 
  • Osteopatia pediatrica, per la cura ed il trattamento dei neonati con traumi da parto; 
  • Osteopatia ginecologica, dedicata ad aiutare le donne in gravidanza ma anche per il trattamento dei disturbi ginecologici e mestruali; 
  • Osteopatia geriatrica, per le persone anziane e la cura delle patologie della terza età. 

Oltre che verso le categorie di pazienti, ci si può anche specializzare nella cura di disturbi specifici come cefalea, emicrania e mal di testa, oppure nelle tecniche osteopatiche per prevenire e curare mal di schiena o ernie. 

Un osteopata mediamente può guadagnare circa 2.200 euro netti al mese (circa 44.300 € lordi all’anno), il che significa una retribuzione mensile di molto superiore (più del 40%) a quella media, in Italia.

Il guadagno di un’osteopata varia molto a seconda dell’esperienza, della specializzazione e del canale attraverso il quale si procura i clienti.

Possiamo dire che la retribuzione di un osteopata può oscillare da uno stipendio minimo di 1.300 euro netti al mese fino ad un massimo che può superare i 6.500 euro netti al mese.

I trattamenti hanno una durata media di mezz’ora o un’ora, e hanno un costo che va dai 40-50 ai 100 euro, in base al professionista.

Uno studio avviato può avere anche 40/50 clienti ogni settimana, con cifre attorno ai 1600 euro di guadagno ogni settimana, e quindi superando i 5000 euro mensili.

Ad inizio carriera lo stipendio medio complessivo di un osteopata è di poco meno di 1.600 € netti al mese, che cresce fino a più di 2.000 euro al mese all’incirca a metà carriera, mentre superando i 10 anni di carriera si può arrivare a raggiungere i 3.800 euro mensili.

Un osteopata in genere chiude la carriera guadagnando cifre veramente considerevoli, superiori ai 4.000 euro netti al mese. 

Attualmente in Italia ci sono circa 7mila osteopati, di cui 3mila associati a organizzazioni come l’AMOI o la ROI.

Al momento il bacino dei pazienti dell’osteopatia non è molto alto e non raggiunge il 10% della popolazione italiana, ma si tratta di un campo in crescita.

Su territorio nazionale ci sono circa 50 scuole per la formazione professionale, di cui soltanto trenta sono gestite dalle associazioni del settore.

Secondo le statistiche, i diplomati osteopati riescono a diventare autonomi entro tre anni dal conseguimento del titolo, il che significa che la professione garantisce guadagni elevati.

Con il passare degli anni le liste d’attesa si sono allungate e i pazienti sono aumentati, fidandosi di una scienza medica non ancora ufficialmente riconosciuta in Italia. 
 

1 Comment

  1. […] di massaggi in area sanitaria. Allo stesso modo non può essere paragonato neanche alla figura professionale di osteopata né a quella di […]

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